Tag - campi flegrei

Gli abitanti dei Campi Flegrei alzano la voce in corteo a Roma
Un breve aggiornamento dalla mobilitazione del 8 ottobre a Roma, durante la quale una buona delegazioni di abitanti dei Campi Flegrei ha voluto ribadire l’assenza di risposte adeguate all’emergenza in corso. Emergenza, in primis abitativa, scaturita dagli ultimi episodi di bradisismo di questa estate, ma che è anche una questione strutturale di assenza di investimenti pubblici su quei territori e mancata attenzione ai bisogni di chi li abita. Spazio alla voce di due persone di Pozzuoli, attualmente sfollate.
October 9, 2026
Radio Blackout - Info
Le “mani sulla città” che hanno devastato i Campi Flegrei
Aumentata la vulnerabilità dell’intera area di Ugo Leone (*) I Campi Flegrei, ardenti come un vulcano in ebollizione, sono una realtà in cui natura e storia si uniscono a delineare un ambiente dal paesaggio di multiforme bellezza: tale è quella illustrata nelle tavole XVII e XXXI tratte da i Campi Phlaegrei di William Hamilton (1764) “prese” dal convento dei Camaldoli
September 30, 2026
La Bottega del Barbieri
Campi Flegrei: a oltre un mese dal terremoto sono più di 4mila gli sfollati
È passato più di un mese da quando, la sera del 31 luglio, la terra ha tremato violentemente ai Campi Flegrei, colpendo soprattutto la città di Pozzuoli. La scossa, di magnitudo 4.7, è stata la più forte degli ultimi 40 anni. Ha danneggiato centinaia di edifici — interessati da crolli parziali e crepe — che ancora oggi risultano inagibili. Ciò ha comportato lo sgombero di più di 4mila persone, costrette a dormire per strada, in auto, o in appoggio ad amici e familiari. Con il contributo offerto dallo Stato, le famiglie non riescono infatti a coprire le spese per un alloggio, scontrandosi con la realtà di un mercato immobiliare ormai alla deriva. La rabbia dei cittadini è stata portata in piazza durante tutto il mese di agosto. Lunedì i comitati hanno partecipato al tavolo in prefettura guidato dal ministro degli Interni Matteo Piantedosi, denunciando a margine un generale disinteresse da parte delle istituzioni. Un lungomare preso d’assalto da auto parcheggiate e brandine arrangiate, 217 edifici dichiarati inagibili, oltre 4mila sfollati e servizi che funzionano a singhiozzo. Così si presenta Pozzuoli a un mese dalla scossa del 31 luglio scorso, la più forte degli ultimi 40 anni — un “record” aggiornato soltanto lo scorso anno con due terremoti, uno a marzo e l’altro a giugno, entrambi di magnitudo 4.6. Nel 2024 altre due scosse con una magnitudo superiore a 4. A riprova della strutturalità del bradisismo flegreo, cresciuto in termini di frequenza e intensità negli ultimi anni. I cittadini pretendono pertanto risposte adeguate, non più interventi sconnessi tra loro. Lo hanno ribadito anche lunedì scorso, al tavolo in prefettura con cui Piantedosi ha raccolto le richieste provenienti dal territorio in vista della conversione del decreto-legge Campi Flegrei — l’ennesimo provvedimento d’emergenza. Gli abitanti hanno chiesto sostegno a lavoratori e imprese colpiti dalle conseguenze del sisma; congelamento delle tasse e soprattutto un piano di messa in sicurezza idrogeologica del territorio, «perché qui siamo nati e qui vogliamo vivere». Lo scetticismo è alto, soprattutto considerando i precedenti. Nell’ultimo decreto-legge, il governo Meloni ha previsto un sostegno parziale alle ristrutturazioni, che oscilla tra il 50 e il 70 per cento della spesa sostenuta. I cittadini attendono però ancora il rimborso degli interventi effettuati a seguito dei terremoti del 2024. La messa in sicurezza degli edifici sgomberati resta invece a carico degli abitanti, alimentando la loro frustrazione. A questi ultimi è stato offerto un contributo statale di 200 euro a persona — più eventuali integrazioni per anziani e bambini — per cercare una soluzione abitativa altrove. Cittadini e comitati denunciano l’inadeguatezza della misura, incapace di coprire gli affitti imposti da un mercato immobiliare che, tra Napoli e provincia, risulta sempre più in balia di turistificazione e gentrificazione. L’associazione Pozzuoli esiste ancora riporta annunci da 1000 euro mensili per un bilocale in zona Varcaturo, a dieci minuti di auto dal centro flegreo. Ciò ha portato gli sfollati ad arrangiarsi, rivolgendosi ad amici e familiari. C’è chi dorme ancora in auto o su una brandina sul lungomare. La protezione civile ha allestito un centro a Monterusciello, mentre un centinaio di persone sono state sistemate in strutture alberghiere della provincia napoletana, lasciando ai cittadini l’onere della spola tra famiglia e lavoro. Negli ultimi due anni, i cittadini flegrei si sono mossi da un disagio all’altro, senza poter contare su risposte strutturali delle istituzioni. C’è l’emergenza, a cui segue il clamore mediatico e politico, infine si staglia graduale l’abbandono senza soluzioni definitive: quella di Pozzuoli, e in generale dell’intera area dei Campi Flegrei, è una storia che racconta la modalità, tutta italiana, di affrontare problemi e storture. Pertanto si ripete altrove. Lo sanno bene anche ad Amatrice, che di recente ha “celebrato” i dieci anni dal violento terremoto dal 2016. Il paese è ancora tutto un cantiere, gli abitanti vivono nella precarietà, con servizi a singhiozzo e un sentimento generale di abbandono dello Stato. The post Campi Flegrei: a oltre un mese dal terremoto sono più di 4mila gli sfollati appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 2, 2026
L'INDIPENDENTE
Pozzuoli, i cittadini bloccano il porto e ottengono le prime risposte dopo il terremoto
Ai Campi Flegrei la terra trema e i suoi abitanti tornano in piazza. A quattro giorni dalla scossa più violenta degli ultimi quarant’anni, più di un migliaio di persone hanno sfidato il caldo, riversandosi tra le strade di Pozzuoli per chiedere il rispetto dei propri diritti. Dal terremoto di venerdì mancano acqua e corrente nelle case, i controlli sull’agibilità procedono a rilento e centinaia di persone sono costrette a vivere da sfollati. Al grido di “la terra trema e le istituzioni dormono”, il corteo ha raggiunto il porto cittadino, occupandolo. Grazie alla mobilitazione, i cittadini hanno ottenuto un primo risultato: la partecipazione al tavolo in prefettura alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Contestualmente, il governo Meloni ha approvato un primo stanziamento da 100 milioni di euro per far fronte ai danni del terremoto. La scossa di magnitudo 4.7 registrata venerdì scorso poco prima delle 20 ha reso inagibili oltre 50 edifici, portando allo sgombero di centinaia di famiglie dalle proprie abitazioni. Il numero cresce man mano che le operazioni di controllo vanno avanti. Intere porzioni del territorio puteolano sono senz’acqua e corrente, mentre il bilancio dei feriti riporta ancora cinque persone ricoverate, di cui due in condizioni serie. Ieri mattina comitati, movimenti politici e residenti hanno portato la loro esasperazione tra le strade di Pozzuoli, di fronte all’ennesima scossa che rende poco puntuali i discorsi sull’emergenza. Il fenomeno del bradisismo flegreo è strutturale, mai come negli ultimi anni ha mostrato una continuità così intensa, e pertanto richiede una risposta adeguata, non più interventi sconnessi tra loro. È ciò che denunciano le quasi duemila persone riunitesi in Piazza della Repubblica. Da lì è partito un corteo in direzione del porto cittadino, che è stato occupato dai manifestanti per circa un’ora, fino a ottenere un incontro con Piantedosi. Oggi, infatti, una delegazione cittadina ha preso parte all’incontro convocato in prefettura, alla presenza del ministro dell’Interno. Tra le richieste avanzate dagli abitanti figurano: il ripristino della rete idrica ed elettrica nell’intero territorio di Pozzuoli; soluzioni abitative per gli sfollati e, soprattutto, la realizzazione di «un piano di messa in sicurezza idrogeologica e degli edifici a carico dello Stato», come scrive il Laboratorio Politico Iskra, tra i promotori del corteo. Essendo «consapevoli che questi tavoli istituzionali sono nient’altro che fumo davanti agli occhi», Iskra ha invitato gli abitanti dei Campi Flegrei a non calare l’attenzione, convocando per le 18 un nuovo presidio in Piazza della Repubblica. Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha annunciato ieri un primo stanziamento da 100 milioni di euro destinati a finanziare gli interventi di riparazione degli edifici danneggiati dal terremoto. Questa mattina, durante un’informativa urgente al Senato, Musumeci è tornato sulla questione, dichiarando che per i Campi Flegrei «siamo tutti chiamati a ridurre i disagi alla popolazione colpita e a mitigarne l’esposizione al rischio. Sì, perché chi parla di messa in sicurezza sui Campi Flegrei dice una grande bugia». Secondo Musumeci, i residenti sono ormai assuefatti al rischio: «se il cittadino non percepisce il rischio, qualunque intervento dall’alto rischia di non essere efficace». Questo scaricabarile di responsabilità, duramente criticato dai banchi dell’opposizione, pare funzionale a un cambio di percezione tra gli abitanti, portandoli verso l’abbandono della convivenza con il bradisismo, a differenza di quanto avevano fatto le generazioni precedenti, quando — dice ancora Musumeci — «il cittadino affidava il rapporto fra sé e il rischio al fato, o al dio cattolico, o al dio greco o, se volete, al destino». La risposta degli abitanti, pronti a riscendere tra pochi minuti in piazza, è altrettanto chiara: «Qui siamo nati, qui vogliamo restare». The post Pozzuoli, i cittadini bloccano il porto e ottengono le prime risposte dopo il terremoto appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 5, 2026
L'INDIPENDENTE
Campi Flegrei - la situazione dopo il sisma del 31 luglio
In collegamento con un compagno delle BSA - brigate di solidarietà attiva - parliamo della situazione a Pozzuoli dopo il sisma di magnitudo 4.7 che ha colpito la zona. Circa 700 gli sfollati, di cui la maggior parte ha trovato sistemazione autonoma. Non è stato ancora stato dichiarato lo stato di emergenza dalla Regione. Ieri mattina è stato bloccato il porto di Pozzuoli.
August 5, 2026
Radio Onda Rossa
La lingua tagliente dei Campi Flegrei
Nei Campi Flegrei la terra non ha mai smesso di parlare. Per decenni le trasformazioni del territorio hanno seguito soprattutto la logica della rendita fondiaria, del mercato immobiliare e dell’accumulazione, relegando la consapevolezza della sua fragilità a una questione secondaria. Ogni nuova scossa ha alimentato dichiarazioni, rassicurazioni e promesse, prima […] L'articolo La lingua tagliente dei Campi Flegrei su Contropiano.
August 2, 2026
Contropiano
Primo maggio: voci da Bagnoli@0
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
Primo maggio: voci da Bagnoli@1
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.
Primo maggio: voci da Bagnoli@3
“1 maggio a Bagnoli: casa, salute, lavoro, spiaggia e mare. No a guerre, America’s Cup e grandi eventi”. Queste le parole d’ordine del corteo che il primo maggio ha visto riunite la lotta della popolazione di Bagnoli, dei Campi Flegrei e di tutta la città di Napoli. In questo ultimo anno, il quartiere partenopeo, e le questioni che lo attraversano, sono tornate al centro delle lotte locali. Le mobilitazioni contro l’America’s Cup hanno visto una partecipazione popolare importante, con migliaia di persone per le strade. Oltre all’opposizione ai cantieri, le piazze, i blocchi e i cortei sono l’occasione di un confronto allargato contro il governo Meloni, guerre e genocidio, bassi salari e necessità territoriali di casa, salute e servizi. Il corteo del primo, quindi, vede arrivare in piazzale Tecchio striscioni e bandiere di tante realtà politiche e sindacali. Non mancano bandiere palestinesi e i simboli di nuove campagne che mettono insieme lotta alla turistificazione, all’inquinamento e al transito di armi sul territorio, come Block the boat target MSC promossa da BDS Napoli. Anche il movimento studentesco richiama l’attenzione su tagli welfare e repressione, rilanciando i prossimi scioperi: “guerra contro Meloni l’unica guerra”. Si attraversano le strade del quartiere nominando l’ennesimo round di attacchi che sta subendo, vista la sottrazione di spazi e diritti alla cittadinanza. Nel mentre, dai marciapiedi, alcune persone commentano solidali, contro le politiche di Manfredi. Negli interventi non mancano i riferimenti a quello che insieme si può fare, e alle altre lotte contro speculazioni e grandi opere sul piano nazionale. A metà mattinata il corteo entra nell’area ex Italsider. Era da 10 anni che non succedeva. Si richiama al “sopralluogo popolare”, camminando inizialmente in un area che alterna i nuovi scavi ad alti pini, per poi cercare di proseguire in direzione dell’Altoforno. La polvere ed il caldo non fermano l’entusiasmo. Si Cobas Napoli ci offre alcuni ragionamenti su come questo sopralluogo si leghi alle lotte di lavoratori e lavoratrici. I settori più presenti sono quelli della logistica e dei porti, che stanno subendo un attacco gravissimo attuato dal governo attraverso la commissione di garanzia per lo sciopero. Paolo Nicchia, di Bagnoli Informazione, ci racconta questi ultimi mesi di mobilitazione e i dettagli della partita per il futuro del quartiere. Il blocco di potere a cui bisogna far fronte, ci racconta, è fortissimo, con grandi forze finanziarie e politiche alle spalle. La lotta deve continuare ad evolvere di conseguenza, con più fronti e strategie. Paolo spiega anche alcuni aspetti dei progetti costieri, in particolare il probabile porto per mega yacht. Senza bonifica. Il Laboratorio Politico Iskra è una delle realtà al centro della chiamata di questo primo maggio. A fine giornata è una compagna del laboratorio che, con una riflessione politica più ampia, ci propone una serie di collegamenti tra lotta contro la speculazione e la devastazione, lotta per la casa e contro l’economia di guerra. Ragiona su come si possano tenere insieme, in modo sempre più evidenti, queste lotte, a partire dalle specificità di questo territorio, e oltre.