Source - carteinregola

15.000 euro di multa  a Carteinregola per affissione abusiva di manifesti di cui ignorava persino l’esistenza – Conferenza stampa 11 marzo alle 12
LA LETTERA AL SINDACO E ALL’AMMINISTRAZIONE  CAPITOLINA RIMASTA SENZA RISPOSTA 17 sanzioni comminate dalla Polizia di Roma Capitale per altrettanti manifesti realizzati e affissi da ignoti, per un totale che ha raggiunto i 15000 euro, pendono  sull’associazione, ma possono costituire un inquietante precedente che incombe sull’impegno dei cittadini attivi della Capitale L’associazione Carteinregola intende portare all’attenzione pubblica di essere vittima di un’incredibile ingiustizia, in quanto la  sua Presidente è stata  chiamata a pagare più di 15.000 euro di sanzioni per fatti a cui l’associazione è completamente estranea. Ne parleremo in  una conferenza stampa on line mercoledì 11 marzo alle 12, perché riteniamo che la vicenda non riguardi solo la nostra associazione, ma possa in futuro coinvolgere molte altre realtà della società civile,  con pesanti ricadute su chi si impegna unicamente  per l’interesse pubblico. Con questo spirito  il 5 febbraio scorso abbiamo inviato una lettera al Sindaco Roberto Gualtieri, alla Presidente  dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, alle  Consigliere e ai Consiglieri capitolini,  ai Presidenti, Giunte, Consigli  dei Municipi e per conoscenza al Comandante Mario De Sclavis, chiedendo che sulla vicenda fosse  promosso un dibattito pubblico allargato e un confronto con la Polizia di Roma Capitale, ma a oggi purtroppo non abbiamo avuto  risposte dal Campidoglio, anche se  abbiamo ricevuto segnali di interessamento e solidarietà da istituzioni del I e del II Municipio, con lettere e mozioni che sollecitano un intervento e il dibattito pubblico che abbiamo richiesto;  nei prossimi giorni andrà al voto del Consiglio municipale di Roma centro la mozione già approvata dalla Commissione Bilancio e regolamenti. Il 20 novembre scorso abbiamo avanzato opposizione davanti al giudice di pace, e confidiamo sulla possibilità di avere giustizia e di ottenere  il riconoscimento della totale estraneità dell’Associazione Carteinregola ai fatti che ci sono stati contestati.   Nella conferenza stampa spiegheremo le circostanze e perchè riteniamo di essere stati oggetto di sanzioni ingiustificate, augurandoci che si attivino  tutte le istituzioni capitoline,  per evitare che la nostra e altre realtà civiche possano subire analoghe sanzioni, con conseguenze sull’impegno dei cittadini attivie sulla vita democratica della città. CONFERENZA STAMPA ON LINE MERCOLEDÌ 11 MARZO ALLE 12 SULLE PAGINE FACEBOOK E YOUTUBE DI CARTEINREGOLA Il Direttivo di Carteinregola 6 marzo 2026 Per oservaazioni e precisazioni laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 6, 2026
carteinregola
Stadio della Roma a Pietralata: si accelera l’iter
Dopo la consegna della AS Roma , il 23 dicembre 2025, del PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica) del nuovo stadio della Roma di Pietralata, il 26 febbraio 2026 la Giunta Gualtieri ha approvato la 24a Proposta (D.G.C. n. 15 del 26 febbraio 2026)Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) e documenti allegati del Nuovo Stadio di calcio in Roma, località Pietralata. Presa d’atto della verifica dell’ottemperanza del PFTE alle condizioni, prescrizioni e raccomandazioni espresse con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 73/2023. Autorizzazione al rappresentante di Roma Capitale, nella persona del Sindaco o suo delegato, a partecipare alla Conferenza di Servizi decisoria, che dopo il passaggio nelle Commissioni capitoline interessate andrà al voto dell’aula. Dopo l’approvazione in Giunta, l’iter della Delibera ha subito una notevole accelerazione: oggi, 5 marzo, è stata approvata dalle Commissioni congiunte Patrimonio e Lavori pubblici (2), domani 6 marzo sarà trattata dalle Commissioni Ambiente Urbanistica e Mobilità (3) con la partecipazione degli Assessori Veloccia, Patanè e Alfonsi e degli uffici. Gli allegati del PFTE sono stati inseriti nella sezione del sito istituzionale “ODG e Proposte” da cui le abbiamo scaricate per metterle a disposizione di tutti i cittadini (4), affinchè si possano fare le dovute verifiche dell'”ottemperanza” alle “condizioni, prescrizioni e raccomandazioni espresse con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 73/2023” che aveva dato il pubblico interesse all’operazione. Riporta Roma Daily News (5) che l’assessore all’Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia, “ha manifestato la sua soddisfazione per la decisione di accelerare i tempi consiliari riguardanti l’analisi del Piano di fattibilità tecnica ed economica dello stadio della As Roma a Pietralata” che “consentirà di procedere con la conferenza dei servizi decisoria, durante la quale tutte le caratteristiche del progetto saranno valutate dagli enti preposti. A seguito di una conclusione positiva, potremo arrivare alla gara e successivamente alla convenzione urbanistica e all’avvio dei lavori. Abbiamo richiesto di accelerare i tempi poiché il progetto è inserito nel dossier degli Europei di calcio Euro 2032 e sarà oggetto di una procedura commissariale di governo. Accelerare i tempi consiliari ci consente di mantenere il progetto nel dossier”. Il gruppo di urbanistica di Carteinregola che aveva già espresso le sue obiezioni a molti aspetti negativi del progetto (6), peraltro evidenziati dagli stessi uffici nel corso della conferenza dei servizi preliminare, farà approfondimenti e confronti. Vai a Stadio della Roma a Pietralata cronologia e materiali (AMBM) 5 marzo 2026 per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE (1) Decisione di Giunta (da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Capitolina) 24aProposta (D.G.C. n. 15 del 26 febbraio 2026) Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) e documenti allegati del Nuovo Stadio di calcio in Roma, località Pietralata. Presa d’atto della verifica dell’ottemperanza del PFTE alle condizioni, prescrizioni e raccomandazioni espresse con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 73/2023. Autorizzazione al rappresentante di Roma Capitale, nella persona del Sindaco o suo delegato, a partecipare alla Conferenza di Servizi decisoria ai sensi dell’art 4 del D.Lgs. n. 38/2021 Scarica la decisione di giunta/proposta di delibera (2) Commissione Patrimonio (nella registrazione: congiunta con Commissione lavori pubblici) del 5 marzo 2026 con ODG: Disamina ed eventuale espressione del parere, ai sensi dell’art. 51 del Regolamento del Consiglio Comunale, relativamente alla Proposta di deliberazione Prot. RC/2026/6583 recante -“Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) e documenti allegati del Nuovo Stadio di calcio in Roma, località Pietralata. Presa d’atto della verifica dell’ottemperanza del PFTE alle condizioni, prescrizioni e raccomandazioni espresse con Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 73/2023. Autorizzazione al rappresentante di Roma Capitale, nella persona del Sindaco o suo delegato, a partecipare alla Conferenza di Servizi decisoria ai sensi dell’art 4 del D.Lgs. n. 38/2021.” (Dec. G.C. n. 15 del 26 febbraio 2026).(inviti : Assessore al Patrimonio e Politiche abitative, Andrea Tobia Zevi, Assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia., Direttore del Dipartimento Programmazione Urbanistica, Gianni Gianfrancesco., Direzione Trasformazione Urbana, U.O. Rigenerazione e Progetti Speciali, Enrica De Paulis) > vai alla registrazione (3) il 6 marzo alle. 8:30 Commissione Ambiente Urbanistica e Mobilità con lo stesso ordine del giorno. Sono stati invitati: Direttore Generale Dott. Albino Ruberti- Assessore alla Mobilità Avv. Eugenio Patanè – Assessora all’Agricoltura Ambiente e Ciclo dei Rifiuti Dott.ssa Sabrina Alfonsi – Assessore al Patrimonio e Politiche abitative Andrea Tobia Zevi o Suo/a Delegato/a – Assessore all’Urbanistica Ing. Maurizio Veloccia o Suo/a Delegato/a – Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti Direttrice Ing. Angela Mussumeci o Suo/a Delegato/a – Dipartimento Programmazione Urbanistica Direttore Arch. Gianni Gianfrancesco o Suo/a Delegato/a – Direzione Trasformazione Urbana- U.O. Rigenerazione e Progetti Speciali Arch. Enrica De Paulis (4) Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE) Scarica i documenti allegati (dal sito di Roma Capiatle – Sezione Deliberazione e atti – ODG e Proposte ) * PFTE Stadio Pietralata- relazione istruttoria ALL A1 del Responsabile Unico di Progetto RC.2026.6583.A1 * PFTE Stadio Pietralata- relazione istruttoria ALL A2 – SCHEDE verifica ottemperanza RC.2026.6583.A2 * PFTE Stadio Pietralata Relazione sulla convenienza economica e sostenibilità economica ALL3 RC.2026.6583.A3 * PFTE Stadio Pietralata asseverazione PFTE in base a legge stadi ALL4 RC.2026.6583.A4 (5) vedi Roma Daily News 5 3 36 Stadio Roma. Veloccia: bene stretta su tempi consiliari, tenere progetto in Euro 2032 Maurizio Veloccia esprime soddisfazione per l’accelerazione dei tempi consiliari sul progetto dello stadio As Roma a Pietralata. (6) vedi Stadio della Roma a Pietralata, il dossier con le osservazioni di Carteinregola 22 marzo 2023
March 5, 2026
carteinregola
NTA del PRG: quali regole per la città che cambia – Sandro Petrolati – capogruppo DEMOS
Pubblichiamo l’intervento di Sandro Petrolati – capogruppo DEMOS in Campidoglio, al convegno di Alleanza Verdi Sinistra del 18 febbraio 2026 “Norme tecniche per l’attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia”[su gentile  concessione del consigliere e degli organizzatori ] Non sono un urbanista. Non sono un giurista esperto di pianificazione. Sono un medico che da sempre ama questa città. La amo non per mestiere, ma per radici. Mia madre era nata nel Rione Regola e Roma l’ho respirata nei racconti di casa, nelle piazze, nei cortili, nei palazzi che non sono solo muri, ma memoria. Non entro nei dettagli tecnici dell’articolo 16 come farebbe uno specialista. Però una cosa la capisco: quando si interviene sulle regole che governano la città storica, non si sta facendo un atto amministrativo qualunque. Si sta toccando l’identità di Roma. Capisco l’esigenza di semplificare. Roma ha bisogno di rigenerazione, di recuperare immobili abbandonati, di dare risposte abitative, di non essere paralizzata da procedure infinite. Ma semplificare non può voler dire perdere governo dei processi e quindi comprendo  le preoccupazioni di Soprintendenza e Sovrintendenza sul ruolo della Carta per la Qualità. La Carta non è un orpello burocratico: è la mappa dei valori della città. Se la indeboliamo, rischiamo di scoprire troppo tardi che abbiamo perso qualcosa che non si può ricostruire. Riguardo  all’articolo 45, questo aspetto mi coinvolge ancora di più perchè tocca la drammatica situazione abitativa della città per tutta la fascia sociale più fragile: la quota di housing sociale nelle grandi ristrutturazioni: quello non è un dettaglio tecnico, è un presidio di equità urbana. Se rigeneriamo senza garantire una percentuale reale di abitare accessibile, stiamo cambiando la composizione sociale della città. Avevamo chiesto di mantenere una quota al 20% come inizialmente previsto, ci si è fermata al 10% per ristrutturazioni oltre 8000mq; in discussione l’opposizione paventava  che una quota troppo elevata potesse disincentivare l’imprenditoria ad investire. Penso sia necessario uno sforzo maggiore e più coraggio nello stabilire regole sulla rigenerazione che contemplino anche un equilibrio sociale – sì alla semplificazione, ma non a scapito della tutela; – sì alla rigenerazione, ma con equilibrio sociale; – sì a regole più chiare, condivise con gli organi di tutela, per evitare conflitti e incertezze. Non dobbiamo scegliere tra sviluppo e conservazione. Dobbiamo scegliere qualità. Io non parlo da tecnico. Parlo da figlio di questa città. E credo che chi amministra Roma abbia un dovere in più: fare trasformazioni all’altezza della storia e delle persone che la abitano. Sandro Petrolati 1 marzo 2026 per osservazioni e precisazioni sulla pubblicazione scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 1, 2026
carteinregola
La newsletter di Carteinregola del 27 febbraio 2026
Rispondiamo alle domande – la registrazione dell’incontro con i magistrati Cascini e Patarnello del 25 febbraio Vai alla pagina DAL 1 MARZO sarà scaricabile gratuitamente dal sito  IL LIBRO “Riforma della magistratura, risposte competenti a slogan ingannevoli” – 30 INTERVENTI PER IL NO  a cura di Carteinregola ­ Riforma della magistratura: SIAMO QUELLI DEL NO (le ragioni del NO in sintesi con il volantino stampabile) Vai alla pagina ­ Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli – tutti i video pubblicati e in programma Nell’interesse della Repubblica – l’intervento del Presidente Mattarella al CSM Leggi Vai a Riforma costituzionale della magistratura cronologia materiali -------------------------------------------------------------------------------- Dossier Mobilità di Carteinregola, 8 incontri on line Serie di webinar dedicati ai temi sollevati dal Dossier “Mobilità di Roma: Programmi, progetti, conflitti, domande, proposte” sulle pagine Facebook eYoutube di Carteinregola. Il prossimo appuntamento mercoledì 11 marzo alle 18:  Piano urbano Parcheggi, attuale e prossimo venturo. > vai alla pagina con  il calendario,  la presentazione della serie e la registrazione dell’ incontro del 16 febbraio  -------------------------------------------------------------------------------- Revisione Codice dei beni culturali e del paesaggio, le osservazioni di Carteinregola in seguito all’audizione presso la Commissione Ambiente della Camera sulla Proposta di Legge N. 2606 Delega al Governo per la revisione del Codice dei beni culturali e del paesaggio.  Leggi  ­ L’autonomia differenziata va avanti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale Leggi  Dall’autonomia differenziata alla riforma della magistratura, la politica sta scardinando la Costituzione – Marina Boscaino, portavoce Comitati no AD – vai al video   Autonomia Regionale Differenziata, cronologia e materiali ­ -------------------------------------------------------------------------------- Norme tecniche per l’attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia – convegno di Alleanza Verdi Sinistra Roma, Orizzonte Roma e  Perlacittàdioggiedidomani del 18 febbraio 2026 – Gli interventi  di:  Giancarlo Storto (Ass. Carteinregola)  Mirella Di Giovine (Ass. Bianchi Bandinelli), Lucio Contardi (INU),  Tommaso Amodeo (Pres. Comm. Urbanistica) , Maurizio Veloccia Assessore all’urbanistica) Leggi   ­ -------------------------------------------------------------------------------- Stadio Flaminio, la conferenza stampa della S.S. Lazio, lo spot e la realtà – il video dell’evento e un primo commeento  di Anna Maria Bianchi Missaglia  Leggi -------------------------------------------------------------------------------- Campi da padel a San Lorenzo al posto del verde, il TAR dà ragione ai cittadini Leggi ­ -------------------------------------------------------------------------------- Walter Tocci: Il Ri-conoscimento di Roma Il testo della lectio magistralis di Walter Tocci per l’inaugurazione dei dottorati del 2026 del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, al Mattatoio il 15 gennaio Leggi La rete di Carteinregola si allarga (con Il Comitato di Quartiere La Romanina e l’associazione Tavoli del Porto) Leggi -------------------------------------------------------------------------------- SEGNALAZIONI Sabato 28 febbraio 2026 – ore 14:30 Largo delle Sette Chiese Corteo cittadino “Ex Mercati Generali Liberi – un Bene Comune per la Città!” vai alla pagina FB di Ex ercati Generali Basta speculazione Sabato 28 febbraio alle ore 17.30, presso la Sala di Via Tagliamento 4, il Comitato Amici di Piazza Verbano ODV presenta le iniziative per la celebrazione del centenario del quartiere INCIS di Piazza Verbano. Parteciperà la Presidente del Municipio II, Francesca Del Bello, in rappresentanza del Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. Alle ore 19.30 concerto del Coro Mercato Trieste presso la Chiesa di Santa Maria Addolorata, in Piazza Buenos Aires. Il programma degli eventi è disponibile alla Pagina facebook: Facebook Lunedì 2 marzo  dalle 19 alle 21 al Teatro Monteverde, via di Monteverde 57 Roma presentazione del libro Stragi d’Italia di Luigi Li Gotti e Saverio Lodato con Luigi Ligotti , partecipa Anna Maria Bianchi dell’Associazione Carteinregola  – ingresso con  tessera associativa 3 €    RomaRivista il nuovo magazine culturale gratuito di Roma Capitale, disponibile dal febbraio 2026 presso librerie, musei e biblioteche della città. Dove trovarla:Librerie: Varie librerie di Roma, incluse le Feltrinelli di Largo Argentina.Musei: Nei principali musei cittadini.Biblioteche: Nelle biblioteche comunali di Roma. Online: È possibile consultare i contenuti anche sul sito ufficiale culture.roma.it CONCRETAMENTE Le decisioni di Roma Capitale per la città Vai alla pagina  Metropolitano, il primo Urban Center di Roma e della Città Metropolitana, .Vai al sito Roma Urban Center  scarica il calendario delle attività   Vai Sveja – La rassegna stampa su Roma che cambia ogni giorno  Carteinregola – tutte le nostre iniziative Iscriviti alla Newsletter 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
February 27, 2026
carteinregola
NTA del Piano Regolatore, quali regole per la città che cambia? Barbara Auleta
Screenshot L’intervento introduttivo di Barbara Auleta, capogruppo AVS al II Municipio, al convegno di Alleanza Verdi Sinistra del 18 febbraio 2026 Le proposte di modifica alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale, dopo circa quindici anni dalla loro approvazione, rappresentano un passaggio potenzialmente decisivo per il futuro assetto urbanistico di Roma. Dopo un periodo così lungo è evidente che le esigenze della città siano cambiate profondamente. È quindi legittimo, e in parte necessario, aggiornare il piano per adeguarlo alle nuove dinamiche sociali, economiche e ambientali, per semplificare le procedure e per chiarire alcune ambiguità applicative emerse nel tempo. Tra gli obiettivi dichiarati della riforma vi è senz’altro la semplificazione amministrativa, un allineamento alla normativa regionale e nazionale, l’incentivo alla rigenerazione urbana – soprattutto nelle periferie – il contenimento del consumo di suolo, recupero degli edifici degradati e aggiornamento della Carta per la Qualità. Tuttavia, la riflessione che proponiamo oggi mette in evidenza anche rischi significativi che noi crediamo non possano essere ignorati. A dicembre 2024 l’Assemblea Capitolina ha approvato la prima stesura delle Norme Tecniche di Attuazione. È seguita poi la fase delle osservazioni che Municipi, cittadini e associazioni hanno proposto e infine il testo tornerà in Assemblea Capitolina per la valutazione di queste osservazioni e la definitiva approvazione. Anche la Soprintendenza di Roma ha sollevato alcune criticità, ritenendo che «la trasformazione del tessuto della città sembra essere affidata all’iniziativa dei singoli, anche privati, e attraverso procedimenti edilizi puntuali e diretti che potrebbero delineare un nuovo sviluppo del territorio». Dice la Soprintendenza, le modifiche proposte si configurano come una variante generale al Piano e incidono in maniera sostanziale sulla tutela del paesaggio e della città storica. Ora, siamo nella fase finale. Ci sarà l’ultimo passaggio in Aula, che però non può essere la ripetizione di quello precedente, ma deve tener conto delle osservazioni e proposte di correzione e modifica da parte di associazioni, esperti o anche di istituzioni importanti come la Soprintendenza. Per questo riteniamo necessario ritornare su alcuni punti che devono essere rivisti. Gli ambiti che richiedono un approfondimento sono numerosi e centrali per il futuro della città: noi poniamo al centro della discussione 4 questioni, che sono: 1)      L’art. 16 e le modifiche sulla Carta della Qualità, qui c’è stato un peggioramento rispetto alla proposta della Giunta, che delinea uno “svuotamento” perché dare valore prevalente non più alla Carta ma alle Norme di Tessuto permette ai privati di intervenire su tessuti medioevali, rinascimentali, o come i villini dei primi del 1900 che sono stati abbattuti provocando una giusta e generalizzata critica. La Carta vale a fissare gli interessi pubblici di tutela e salvaguardia dell’identità e della bellezza della nostra città; che non possono essere subordinati agli interessi privati. Per questo riteniamo, come sottolineato dalla stessa Soprintendenza, da associazioni, comitati, che questo articolo vada modificato riaffermando il prevalere della Carta. 2)      L’art. 25 Tessuti Città Storica. Destinazioni d’uso. Di fronte al dilagare di affitti brevi, case vacanze, b&b, l’attuale norma introduce elementi positivi e rimanda alla definizione di appositi regolamenti al fine di limitare tali attività. Per questo è incongruente consentire di ampliare le attività ricettive non solo ai piani terra, ma anche in tutti gli altri piani in quegli edifici che già vedono una presenza al 70% di queste attività. Se l’obiettivo è salvaguardare la residenzialità questa scelta va in direzione opposta e va corretta. In attesa del regolamento bisogna scongiurare, come purtroppo spesso avviene, una corsa per aprire queste attività prima dei nuovi limiti, e la proposta che avanziamo e riteniamo urgente è che il Comune adotti un provvedimento di moratoria che blocchi l’attuale situazione. 3)      L’art. 26 Tessuti medievali e città storica. Anche in questo caso rispetto alla proposta originaria della Giunta c’è stato un netto peggioramento. Si permette infatti alle attività commerciali di accorpare unità immobiliari, non solo della stessa unità edilizia ma anche in quelle adiacenti, passando dagli attuali 250mq a 1000 mq. Significa un ulteriore stravolgimento del tessuto urbano, sociale ed economico di aree che vanno invece tutelate nei caratteri architettonici, favorendo il commercio di prossimità non il contrario. 4)      Infine, l’art. 45 Tessuti città consolidata. Il disagio abitativo è una delle questioni sociali più acute a Roma. Per farvi fronte il Comune ha deciso una serie di azioni, tra cui l’acquisto di immobili e appartamenti da enti pubblici e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo. Proprio per questo è contradditoria la decisione di ridurre dal 30%, come è attualmente, al 10% la quota di edilizia residenziale sociale derivante dai cambi di destinazione d’uso. Operazioni che generano significative valorizzazioni immobiliari per chi ne beneficia vanno restituiti in misura congrua alla collettività. Poi c’è ancora molto altro, e per questo con l’aiuto dei nostri ospiti, che sono degli esperti, proveremo a sviluppare le questioni nodali. 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni riguardanti i testi di Carteinregola scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
February 27, 2026
carteinregola
Campi da padel a San Lorenzo al posto del verde, il TAR dà ragione ai cittadini
(nella foto Il Campo sportivo Benedetto da google-earth il 22 giugno 2022) Dal 2021 seguiamo la vicenda del Campo Benedetto XV, un’area privata nel Municipio II nel quartiere San Lorenzo di quasi un ettaro e mezzo, tra le vie dei Sabelli, Ausoni, Sardi ed Enotri. Un tempo spazio verde dedicato allo sport e al tempo libero, con campi da calcio e basket, palestre, sale da ballo, spogliatoi, aree verdi ricche di aiuole e alberature, è stato progressivamente trasformato (1): negli ultimi anni, le aree verdi sono state cancellate per far posto a 5 nuovi campi da padel. Nel 2022 alcuni residenti hanno presentato prima una diffida e poi un ricorso al TAR del Lazio, che ora ha dato loro ragione. Apprendiamo infatti da Roma Today (2) che i giudici “hanno condannato la società che ha realizzato i campi, Roma Capitale e il Ministero della Cultura (Soprintendenza) a un totale di 30mila euro di spese legali, egualmente ripartite”, in quanto “l’autorizzazione a realizzare i cinque campi nasce da un permesso di costruire in sanatoria che non doveva esistere. Poiché, a sua volta, basato su pareri non corretti da parte della Soprintendenza. La conseguenza è che i due campi già realizzati andranno rimossi, e i luoghi dovranno essere ripristinati com’erano prima. Cioè adibiti a verde, con alcuni alberi e una siepe“. In attesa di offrire un’analisi più approfondita dalla lettura diretta della sentenza, riportiamo i punti principali pubblicati dalla testata romana. I giudici amministrativi hanno “dichiarato nulla l’autorizzazione paesaggistica firmata dalla Soprintendenza il 18 settembre 2023, poiché questa, nell’esercitare il suo potere per la seconda volta dopo una prima sentenza, avrebbe dovuto motivare in maniera più approfondita il nulla osta “tenendo conto delle specifiche censure dei ricorrenti”, mentre la motivazione dell’ente ministeriale viene definita “meramente assertiva, che si limita a dichiarare che non sussistono impedimenti all’approvazione, senza approfondire in alcun modo i numerosi argomenti contrari”. Riporta Roma Today che “non è quindi valido il permesso di costruire in sanatoria firmato il 13 gennaio 2025, quando la società stava già realizzando i campi (due conclusi, altri tre no). È un’invalidità “derivata”, perché deriva da un’autorizzazione paesaggistica nulla. Inoltre, viene commessa una violazione della normativa urbanistica: l’area interessata per il Prg è “spazio verde privato di valore storico-morfologico-ambientale”, e ciò impedisce nuove costruzioni. Per i giudici i cinque campi sono una nuova costruzione, e non una ristrutturazione, quindi in contrasto con l’articolo 42 del piano regolatore” (3). Anche la capogruppo di SCE del II Municipio Barbara Auleta da tempo impegnata a fianco dei cittadini, ha comunicato con un post su Facebook la soddisfazione per l’esito del ricorso, rimarcando tuttavia con amarezza il mancato sostegno da parte di altre istituzioni municipali : “Evviva e grazie a quei cittadini caparbi e generosi, che ho sostenuto dal primo momento e che mi onoro di aver accompagnato in questa brutta vicenda, in tutti i modi che ho potuto. Amarezza per un percorso tecnico-amministrativo che a un certo punto aveva preso la giusta direzione, verso il diniego, poi una inversione a U ha vanificato tutto!”(4). Ci auguriamo che questa vicenda spinga le istituzioni di qualunque livello a non lasciare più che la difesa dell’interesse pubblico, di un bene collettivo, sia affidata all’iniziativa e alla buona volontà dei cittadini, che in questo caso, come in altri (vedi la vicenda di Villa Bianca (5) si sono trovati addirittura ad agire contro il Comune di Roma e il Ministero della Cultura. (redazione) vedi Roma Today 20 febbraio 2026 San Lorenzo, i campi da padel vanno rimossi. I cittadini vincono contro Comune e privato di Valerio Valeri La società che ha iniziato nel 2022 a realizzare l’impianto sportivo in via dei Sabelli ha ottenuto un permesso di costruire in sanatoria, basato su un parere della Soprintendenza considerato da giudici non sufficiente. Il municipio: “Una sconfitta per il quartiere”. Auleta (Avs): “C’è chi ha abdicato al suo ruolo di controllo” 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com (1) vedi la ricostruzione della vicenda in La mobilitazione dei cittadini ha fermato, almeno temporaneamente, la trasformazione di un altro spazio verde a San Lorenzo di Thaya Passarelli 7 marzo 2025 vedi anche (dalla scheda di Piediperterra a San Lorenzo del 5 maggio 2023) Via dei Sabelli 88/A: Campo Cavalieri di Colombo. Nello storico campo sportivo della Fondazione Cavalieri di Colombo (3) sono stati recentemente realizzati 5 Campi da Padel con basamento in calcestruzzo, in assenza, da quanto riportato da un articolo di Roma Today (4) del necessario permesso a costruire (5). Contro il progetto di costruzione dei campi da padel si sono mobilitati un gruppo di cittadini residenti e frontisti che hanno segnalato alle istituzioni preposte di Roma Capitale l’avvenuto abbattimento di alberi ed arbusti e l’esecuzione di scavi in uno spazio verde destinato a giardino e a parco giochi e feste per i bambini del quartiere. Il 20 giugno 2022, in seguito alla richiesta di accesso civico di Carteinregola, nella documentazione trasmessaci dal Dipartimento Tutela Ambientale – Ufficio Autorizzazioni Verde Privato e cavi stradali – non abbiamo trovato alcun documento autorizzativo per l’abbattimento delle alberature e degli arbusti nel Campo Benedetto XV, né risultava alcun parere autorizzativo da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio trasmesso al Dipartimento Tutela Ambientale. Vedi l’articolo di Carteinregola del 22 giugno 2022 “A San Lorenzo il poco verde presente scompare nel silenzio delle istituzioni “ (> vai a al sommario delle schede di Piedipeterra a San Lorenzo) (2) vedi Roma Today 20 febbraio 2026 San Lorenzo, i campi da padel vanno rimossi. I cittadini vincono contro Comune e privato di Valerio Valeri La società che ha iniziato nel 2022 a realizzare l’impianto sportivo in via dei Sabelli ha ottenuto un permesso di costruire in sanatoria, basato su un parere della Soprintendenza considerato da giudici non sufficiente. Il municipio: “Una sconfitta per il quartiere”. Auleta (Avs): “C’è chi ha abdicato al suo ruolo di controllo” (3) vedi Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Art.42. Spazi aperti della Città storica scarica NTA PRG vigenti (4)(vedi post sulla pagina Fb di Barbara Auleta, 20 febbraio 2026) (5) vedi Ex Clinica Villa Bianca: iI Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini 24 marzo 2025
February 27, 2026
carteinregola
NTA del Piano Regolatore, quali regole per la città che cambia? Il convegno di AVS Roma
Il 18 febbraio a Palazzo Valentini si è tenuto il convegno “Norme Tecniche per l’Attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia?” organizzato da Alleanza Verdi Sinistra Roma e Orizzonte Roma con la partecipazione Per la città di oggi e di domani Al convegno, introdotto da segretario di Sinistra italiana Roma area metropolitana e Valerio Zaratti co-portavoce Europa Verde – Verdi roma e condotto da Barbara Auleta consigliera AVS II Municipio, hanno partecipato Ferdinando Bonessio, consigliere Europa Verde AVS Roma Capitale, Lucio Contardi INU Lazio, Mirella Di Giovine Associazione Bianchi Bandinelli, Daniela Festa giurista Università La sapienza, Giancarlo Storto Associazione Carteinregola, con le conclusioni di Maurizio Veloccia assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, e con l’intervento di Tommaso Amodeo, Presidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale. Ringraziando i relatori e gli organizzatori del convegno, pubblichiamo alcuni interventi, a cui aggiungeremo man mano altri contributi che ci perverranno. L’intervento di Giancarlo Storto, Associazione Carteinregola Intervento di Mirella Di Giovine Associazione Bianchi Bandinelli scarica il PDF dell’intervento L’intervento di Tommaso Amodeo, Presidente della  VIII Commissione Urbanistica di Roma Capitale La registrazione audio dell’intervento dell’Assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia (in corso di trascrizione) 27 febbraio 2026 vedi anche: Modifiche al PRG cronologia materiali Per osservazioni e precisazioni riguardanti i testi di Carteinregola scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
February 27, 2026
carteinregola
NTA del PRG: quali regole per la città che cambia – Tommaso Amodeo (Pres. Comm. Urbanistica)
Pubblichiamo l’intervento di Tommaso Amodeo, Presidente della  VIII Commissione Urbanistica di Roma Capitale, al convegno di Alleanza Verdi Sinistra del 18 febbraio 2026 “Norme tecniche per l’attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia”[su gentile  concessione del Presidente e degli organizzatori – le note sono di Carteinregola] Tommaso Amodeo : ringrazio Adriano Labbucci, per questo invito e tutta Alleanza Verdi Sinistra. Mi avrebbe fatto piacere ascoltare prima le parole dell’assessore Veloccia[i], ovviamente, per cui intervengo un po’ alla cieca, però le cose che avrei detto davanti a Veloccia le dico comunque. Il legislatore prevede che il PRG [Piano Regolatore Generale]sia votato due volte. Dopo il primo voto ci sono le osservazioni, le controdeduzioni e poi il secondo voto. Il legislatore prevede il secondo voto non come esercizio di stile, ma perché lo strumento del Piano Regolatore è così complesso, così grosso, che si prevede che i terzi possano dare del valore aggiunto e dire delle cose importanti, portare valore all’amministrazione. E arriviamo al caso nostro. A dicembre 2024 abbiamo adottato la variante. Ciò che ora noi in questa fase dobbiamo mostrare, come amministrazione, è la capacità di ascolto delle critiche che abbiamo ricevuto. Noi, come politica, abbiamo lavorato con grande operosità fino a ora. Adesso, alla operosità deve seguire la umiltà nell’ascoltare le critiche più significative. Dunque dobbiamo cambiare qualcosa. Tante associazioni hanno formulato osservazioni di qualità, nonché la Soprintendenza di Stato e la Sovrintendenza Capitolina hanno preso carta e penna e hanno scritto cose rilevanti. Cose molto rilevanti, tanto più che non le avevano dette prima, perché si sono espresse per la prima volta dopo aver letto il testo coordinato. I temi sono tanti, io ne ho tirati fuori tre che mi stanno a cuore: Carta per la qualità, G2 [Guida per la Qualità degli interventi] in Città Storica[2] e DR [Demolizione e Ricostruzione]  in Città Storica. L’articolo 16.3 delle NTA [Norme Tecniche di Attuazione][3] l’abbiamo citato tutti, la prevalenza della norma di Piano sulle indicazioni del G2 è un tema. Riconosco che non avevo capito la portata di questa norma fino in fondo quando l’ho votata. Ora bisogna gestirla e bisogna fare delle scelte chiare. E sono scelte complicate, come diceva il collega Bonessio. O la cancelliamo, se riusciamo a trovare una convergenza, oppure dobbiamo prevedere delle eccezioni, ossia dei casi in cui la prevalenza non si applica. Quindi o agiamo a monte, cancellandola, o agiamo a valle, dicendo: “Qua non c’è prevalenza”. Il discorso, come potete immaginare, è delicato. È chiaro che se si stabiliscono le eccezioni, le eccezioni vanno declinate sia come categorie di intervento sia come classi di immobili. Come categorie di intervento, mi sembra difficile sfuggire a DR e RE [Ristrutturazione Edilizia], le categorie più rilevanti. E come classi di immobili, il discorso è articolato, perché oggi si fa un gran parlare di villini, come se la salvaguardia dei villini fosse la salvaguardia della città. Anche, ma non è tutto. Nel G2 ci sono sei famiglie, ventiquattro classi, quarantun categorie. Questo è il perimetro che deve essere salvaguardato, non un oggetto di più, non un oggetto di meno. Non sono le NTA il luogo dove stabilire regole diverse per le diverse classi. Noi come politica possiamo fare delle cose precise, possiamo alleggerire il G1 [Carta per la Qualità], secondo me dobbiamo alleggerire il G1 dove ci sono troppe cose. Dobbiamo aggiornare e possiamo anche rivedere il G2, ma non sono le NTA, a mio avviso, il luogo dove fare regole diverse per diverse classi. Vedremo come evolverà il dibattito nei prossimi mesi. Certo, è importante che la consapevolezza fra i colleghi cresca su questi temi, e io sono fiducioso che stia crescendo. Il secondo tema che mi sta cuore è l’utilizzo del G2 in Città Storica, quindi parte tre del G2. Farò del mio meglio, perché bisogna stare sempre un po’ cauti, per ripristinare il G2, almeno negli articoli 24, mi sembra, commi 6, 12 e 25.3. Quindi, il G2 è uno strumento fondamentale per il CO.Q.U.E [Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia][4], è un messale per valutare i progetti, altrimenti avremo una città che crescerà in modo disordinato, con una deregulation urbanistica. Avremo una città dove gli uffici avranno difficoltà a seguire i progetti e quindi sarà tutto un pochino più complicato. Dunque il G2 va rimesso al centro dell’agenda. Il terzo tema è la sostituzione edilizia, intesa come Demolizione e Ricostruzione, in Città Storica. Nel vecchio Piano era sottoposta a una serie di limiti: si poteva fare quando c’erano le alterazioni irreversibili, oppure previa verifica storico-architettonica alla luce del G2, e sui tessuti T1 e  T2[5] si poteva fare quando c’era la perdita del requisito tipo morfologico, e sui tessuti successivi occorreva fare verifiche storico-architettoniche. Oggi tutti questi filtri si sono, mi sembra, alleggeriti, o forse addirittura azzerati, e qualche filtro sarebbe bene rimetterlo, prima che Elon Musk compri una bella palazzina antica, la butti giù e faccia un bel falso storico, che diventerebbe un monumento a sua volta per la originalità dell’operazione. Ma se riusciamo a non fargliela fare, io sono più contento. Grazie! Tommaso Amodeo 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- NOTE [1] l’assessore all’urbanistica Veloccia si era dovuto allontanare per impegni istituzionali ed è poi intervenuto alla fine del convegno [2] La Città Storica nel Piano Regolatore Generale (PRG) di Roma (artt. 24-44 NTA) è definita come un sistema integrato che comprende il centro storico (entro le mura), le espansioni otto-novecentesche e insediamenti di valore storico/testimoniale. È soggetta a tutela, con interventi finalizzati alla conservazione del tessuto edilizio, spaziale e morfologico vedi https://geoportale.comune.roma.it/georoma/norme/ART_NTA/Art_24.htm#:~:text=Art.%2024.%20Norme%20generali%20*%20Per%20Citt%C3%A0,consolidata%2C%20interne%20ed%20esterne%20alle%20mura%2C%20e [3] Vedi Adozione Modifiche NTA PRG – ART. 16 Carta per la Qualità vedi https://www.carteinregola.it/idossier-2/modifiche-al-piano-regolatore-di-roma-cronologia-materiali/delibera-di-adozione-modifiche-piano-regolatore/adozione-modifiche-nta-prg-art-16-carta-per-la-qualita/ [4] Il Co.Q.U.E. (Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia) a Roma è l’organismo tecnico istituito dal Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Roma. Ha il compito di esprimere pareri obbligatori sulla qualità architettonica e urbanistica di progetti, specialmente in ambiti delicati o di trasformazione urbana. vedi https://www.comune.roma.it/web/it/scheda-servizi.page?contentId=INF48837&pagina=5#:~:text=Roma%20Capitale%20%7C%20Sito%20Istituzionale%20%7C%20Comitato,Q.U.E.) [5] I tessuti T1 (origine medievale) e T2 (di espansione otto-novecentesca) nel PRG di Roma definiscono aree storiche con regole rigide di conservazione e trasformazione. I T1 presentano tessuti complessi, mentre i T2 sono definiti da espansioni ottocentesche e novecentesche
February 27, 2026
carteinregola
L’autonomia differenziata va avanti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale
L’autonomia differenziata va avanti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale 192/2024[i] abbia indicato sette punti incostituzionali della cosiddetta “Legge Calderoli”[ii]. Il 18 febbraio 2026 sono state approvate in una riunione del Consiglio dei Ministri, cui hanno partecipato i Presidenti delle Regioni interessate[iii], le intese che riguardano 3 materie catalogate “Non LEP” cioè che non dovrebbero riguardare i Livelli Essenziali delle Prestazioni[iv]: “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”, sulle quali le 4 Regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria) potranno esercitare potestà legislativa esclusiva. Ad esse si aggiunge una quarta materia (“tutela della salute -coordinamento della finanza pubblica”)[v]. La sentenza 192/2024 della Corte costituzionale [i] metteva in risalto la necessità di attribuire un ruolo centrale al Parlamento nella definizione e approvazione delle Intese. La procedura che il Ministro Calderoli sta seguendo, al contrario, emargina  il Parlamento, chiamato ad esprimere pareri e alla fine a votare a favore o contro la legge di ricezione, spogliato del potere di emendamento su materie legislative di propria competenza [vi]. Inoltre  la Corte Costituzionale nella citata sentenza aveva  ripetutamente specificato che ogni funzione devoluta dallo Stato alle Regioni avrebbe dovuto  avere una motivazione  specifica, Regione per Regione, mentre le 4 pre intese sono copie identiche delle stesse richieste di attribuzione, come se Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria fossero uguali per particolarità territoriali e  condizioni socio-economiche. Spicca, come esempio per cogliere la gravità dell’attacco ai diritti sociali, l’articolo 3 delle preintese sulla Sanità [vii],  che prevede che le Regioni potranno differenziare le tariffe dei rimborsi, creare fondi sanitari integrativi, assumere personale oltre quello stabilito nella ripartizione del Piano sanitario nazionale, spostare addirittura poste del bilancio, per capire che siamo al primo passaggio della “secessione dei ricchi”. I prossimi passi di attuazione dell’autonomia per le 4 Regioni saranno  alla  Conferenza unificata Stato Regioni Enti locali, che dovrà esprimere entro 60 gg un parere (non vincolante), quindi poi un passaggio alle due Camere, che formalizzeranno entro 90 gg una valutazione attraverso atti di indirizzo (anche essi non vincolanti), quindi il Presidente del Consiglio o il Ministro per gli Affari Regionali redigeranno un testo definitivo che verrà controfirmato dal Presidente di Regione, deliberato in CdM e trasmesso alle Camere per il voto definitivo, a maggioranza assoluta dei componenti, con una probabile conclusione dell’iter entro il 2026. L’Associazione Carteinregola, da sempre schierata e impegnata per contrastare l’autonomia regionale differenziata, si unisce ai Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e al Tavolo NO AD nell’esprimere una netta critica  su queste procedure accelerate che sembrano ignorare   la sentenza 192/2024 della Corte costituzionale e nel chiedere,  alle Regioni che non sono state coinvolte in questa cruciale fase preliminare, di far sentire la propria voce e di rivendicare i propri diritti [viii]; alle forze parlamentari di fermare  l’iter delle preintese fino a quando non si siano definite procedure che rispettino e rispecchino il ruolo centrale delle Camere; alle organizzazioni politiche, di far sentire la loro voce di protesta e di prepararsi alle elezioni del 2027 con il preciso intento di cancellare l’articolo 116 terzo comma della Costituzione  e di elaborare una revisione complessiva del Titolo V, improvvidamente modificato nel 2001. Noi continueremo la nostra campagna di informazione alle cittadine e ai cittadini, insieme a tutte le forze sociali che si battono per la difesa della Costituzione e dei diritti dei cittadini (il testo è  tratto in parte dal Comunicato dei Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e Tavolo NO AD  diffuso il 19 febbraio 2026) In calce le interviste a Marina Boscaino, portavoce Comitati no AD; Dall’autonomia differenziata alla riforma della magistratura, la politica sta scardinando la Costituzione – (20 febbraio 2026) e a Marco Esposito, giornalista e saggista Perché la maggioranza decide di cominciare il percorso delle riforme dalla giustizia – (19 febbraio 2026) Vai a Autonomia Regionale Differenziata, cronologia e materiali Vai al  libro di Carteinregola Autonomia differenziata Perchè NO– le 23 materie che possono cambiare i connotati al nostro Paese e ai diritti dei cittadini (> vai alla pagina con l’indice e il libro scaricabile gratuitamente del giugno 2024) Intervista Marco Esposito 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- NOTE [i] Vedi Sentenza Corte Costituzionale 86/2024 sulla Legge 26/06/2024, n. 86 (Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione). pubblicata il 3 dicembre 2024 (vai al testo della sentenza preceduto dal comunicato dei Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica Vai alla pagina.) [ii] LEGGE 26 giugno 2024, n. 86 Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. (24G00104)  note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/07/2024 (Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 04/12/2024)  (GU n.150 del 28-06-2024) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024;86 [iii] Vedi sito istituzionale del Ministero degli Affari regionali: Autonomia, via libera in CdM agli schemi di intesa preliminare con le 4 Regioni. Esulta Calderoli: “Storica prima volta, ora avanti nel percorso.” https://www.affariregionali.it/it/il-ministro/comunicati/autonomia-via-libera-in-cdm-agli-schemi-di-intesa-preliminare-con-le-4-regioni-esulta-calderoli-storica-prima-volta-ora-avanti-nel-percorso/ Vedi sito istituzionale della Regione Piemonte 18 febbraio 2026 Autonomia differenziata: via libera del Consiglio dei ministri alle intese preliminari https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/autonomia-differenziata-via-libera-consiglio-dei-ministri-alle-intese-preliminari [iv] I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono gli standard minimi di qualità e quantità dei servizi (ad esempio istruzione, sanità, assistenza, trasporti) che lo Stato italiano deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il loro scopo è assicurare diritti civili e sociali fondamentali indipendentemente dalla residenza, contrastando disuguaglianze e garantendo uguaglianza sostanziale [v] Vedi Autonomia differenziata: il Ministro Calderoli sottoscrive le pre intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria 25 novembre 2025 https://www.carteinregola.it/autonomia-differenziata-il-ministro-calderoli-sottoscrive-le-pre-intese-con-veneto-lombardia-piemonte-e-liguria/ [vi] Il modello utilizzato è quello delle procedure dei Trattati internazionali o delle Intese con le confessioni religiose. Nel caso, però, delle Intese ex art. 116 terzo comma, non si tratta di istituzioni internazionali o religiose,  ma di  competenze del Parlamento [vii] Allegato 2. Tutela della salute – Coordinamento della finanza pubblica – Art. 3 (Disposizioni in materia di gestione delle risorse finanziarie in materia sanitaria) 1. La Regione Liguria può, previa intesa con i Ministri della salute e dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, fermo restando il rispetto dei livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017: a. definire in autonomia la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione per gli assistiti, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; b. definire in autonomia la programmazione degli interventi sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende del sistema sanitario regionale, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; c. definire in autonomia l’individuazione di sistemi di governance delle aziende sanitarie e degli enti del servizio sanitario regionale, anche mediante l’istituzione e la gestione di fondi sanitari integrativi, previa iscrizione degli stessi nell’Anagrafe dei fondi sanitari, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; d. fermo restando il limite complessivo della spesa sanitaria, allocare le risorse tra i diversi ambiti e finalità della medesima, in deroga ai vincoli di spesa specifici per le politiche di gestione della spesa sanitaria. [viii] A fine settembre 2024 4 Regioni hanno presentato ricorso alla Consulta rispetto alla legge 86/24  
February 27, 2026
carteinregola
Stadio Flaminio, la conferenza stampa della S.S. Lazio, lo spot e la realtà
Condividiamo, dal sito Youtube della S.S. Lazio, la registrazione della conferenza stampa che si è tenuta il 17 febbraio scorso per la presentazione del progetto di trasformazione dello Stadio Flaminio dei Nervi in Stadio della squadra, con un intervento architettonico sulla struttura storica che prevede la realizzazione di un ulteriore “anello” da 30.000 spettatori che dovrebbe circondare e sovrapporsi all’attuale impianto da 20.000 posti, per raggiungere le 50.000 sedute richieste dalle grandi competizioni internazionali. Nel corso della conferenza sono stati illustrati vari aspetti dell’intervento, con abbondanza di rendering e di effetti speciali, attraverso gli entusiastici interventi del Presidente Lotito, dei progettisti e di alcuni professori universitari. Ma quando sono cominciate le domande dei giornalisti, nella seconda parte dell’evento (1), è apparso evidente che gli aspetti più controversi, quelli che da tempo Carteinregola e altre associazioni e comitati segnalano, non sono stati affatto risolti. A partire dal reperimento di parcheggi per migliaia di mezzi privati che nei video mostrati in apertura erano individuati in varie zone del Flaminio e delle aree limitrofe oltre il Tevere, con la prospettiva delle fantomatiche “navette”, che, si è poi scoperto, non è stato ancora oggetto di nessuna verifica tecnica: è stato infatti spiegato che le proposte illustrate nei video erano puramente indicative della “strategia” e che la fattibilità si vedrà nella fase del progetto esecutivo (2). Cioè, praticamente, non solo la conferenza dei servizi preliminare dovrebbe esprimersi su pure ipotesi, ma anche l’Assemblea Capitolina, che dovrebbe dare l’interesse pubblico all’operazione, e anche Conferenza dei servizi vera e propria chaimata a esprimersi sul “progetto definitivo” presentato dalla società e solo al momento del successivo progetto esecutivo – quando ormai non si può più tornare indietro – si andrebbe a verificare come saranno affrontate – se saranno affrontate – delle criticità che sono vitali per gli abitanti del quartiere e anche per gli stessi fruitori dell’impianto. E si è scoperto inoltre, da una domanda del giornalista che “ha letto la relazione acustica“, che la società intende chiedere al Campidoglio di “innalzare la classe attuale da tre a quattro, quindi di avere dei decibel in più a disposizione“. n proposito arriva un’altra risposta decisamente preoccupante: “ne stiamo discutendo“, ” però stiamo parlando di cose assolutamente premature in questa fase“, “c’è da sviluppare la progettazione, attualmente siamo al punto di partenza, ma tutto quello che poi fa parte della progettazione definitiva e poi successivamente esecutiva va tutto ancora definito“. Ancora più inquietante la risposta riguardante i “pali” di fondazione dei “cavalletti” di sostegno della struttura “aggiunta” che dovrebbero essere piantati in profondità in un’area dove è già stata scoperta una necropoli romana (3). Domanda: “nella relazione archeologica c’è scritto che praticamente intorno a tutto lo stadio da livello strada ad almeno 4 m sono presenti notevoli e consistenti preesistenze archeologiche come lo risolviamo questo problema?” Risposta: “faremo tutte le indagini con i geo radar“,”saranno fatti sono 46 cavalletti, ogni cavalletto ha un palo e il palo è doppio perché il cavalletto ha una gamba doppia quindi sono 96 perforazioni … per i pali di 1 metro (di diametro ndr) ” “che – pensiamo – non inficino in alcun modo la parte archeologica“. Rimandiamo all’ascolto di tutta la conferenza per approfondire tanti altri aspetti importanti oggetto di spiegazioni alle domande dei giornalisti. Come Carteinregola da tempo insieme ad altre associazioni abbiamo chiesto a Roma Capitale di avviare un confronto con la cittadinanza (4), del quartiere e non solo, prima di avviare le procedure (peraltro abbiamo più volte richiesto di essere ammessi alla Conferenza de servizi, naturalmente come osservatori, come previsto dalla legge): ancora recentemente abbiamo scritto al Sindaco (5) chiedendo la tempestiva pubblicazione degli elaborati del progetto della S.S. Lazio per portare a conoscenza dei cittadini tutte le informazioni, che non possono essere affidate agli spot del privato interessato all’operazione. Abbiamo inoltre richiesto ancora una volta che Municipio e Comune organizzino sul territorio un’assemblea per ascoltare i residenti prima di prendere qualsiasi decisione irreversibile. Siamo in attesa di risposte. (in calce il documentario di 10′ realizzato da Carteinregola nell’aprile 2025) vedi anche Stadio Flaminio – II Municipio cronologia materiali Anna Maria Bianchi Missaglia 26 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE (1) a 1 ora 18′ circa da inizio della registrazione (2) “(…)è assolutamente prematuro fare discorsi di questo tipo (su localizzaizone parcheggi indicati nei rendering NDR) perché attengono a un livello diciamo esecutivo di progettazione. Quello che abbiamo fatto è individuare delle aree a titolo indicativoquello che abbiamo fatto è individuare delle aree a titolo indicativo, sicuri che poi siccome chiaramente ci siamo tenuti larghi, sicuri che ci può essere una compensazione tra un’area e l’altra, pertanto diciamo che le aree indicate che sono state fatte in sede di prefattibilità ambientale sono indicative dell’intenzione della strategia, ma non possono essere interpretate come un esecutivo come un elaborato che consente di contare specificamente parcheggi“. (3) Una vasta necropoli romana del I secolo a.C. è stata scoperta nel 2010 sotto lo Stadio Flaminio, in particolare verso viale Tiziano. Gli scavi hanno rivelato oltre 23 iscrizioni funebri, ceramiche e monete, suggerendo un’area di sepoltura per schiavi greci liberati. L’area archeologica potrebbe estendersi fino alla via Flaminia VEDI ROMA2PASS (4) Il 14 novembre 2025 è stata inviata una Richiesta Assemblea pubblica e informazione e partecipazione della cittadinanza ai progetti di riqualificazione dello Stadio Flaminio dalel associazioni Carteinregola, Comitato Stadio Flaminio, Associazione Bianchi Bandinelli, Fondazione Pier Luigi Nervi Project, VAS Verdi Ambiente Società onlus, Cittadinanzattiva Lazio, Federsupporter, Seniores Italia-Lazio ODV, Italia Nostra Roma, Roma Ricerca Roma, Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia, Cittadinanzattiva Flaminio, Associazione Cittadini Flaminio, Villaggio dei Bambini, Parco Villaggio Olimpico (5) la lettera è stata inviata il 19 febbraio 2026 Alla Ca di: Roberto Gualtieri Sindaco di Roma Capitale Alessandro OnoratoAssessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo di Roma Capitale Maurizio Veloccia Assessore all’urbanistica di Roma Capitale Eugenio Patanè Assessore alla Mobilità  di Roma Capitale Tobia Zevi Assessore al Patrimonio di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio Assessore  alla Cultura di Roma Capitale Ferdinando Bonessio Presidente Commissione Sport, Benessere e Qualità della Vita di Roma Capitale Tommaso Amodeo Presidente Commissione Urbanistica di Roma Capitale Yuri Trombetti Presidente Commissione Patrimonio di Roma Capitale Erica Battaglia Presidente Commissione Cultura di Roma Capitale Consigliere e Consiglieri capitolini Francesca Del Bello Presidente del II municipio di Roma Capitale Giunta e Consiglio del II municipio OGGETTO: richiesta pubblicazione degli elaborati e della documentazione presentata dalla S.S. Lazio agli Uffici preposti di Roma Capitale sul progetto di ristrutturazione dello Stadio Flaminio e convocazione assemblea pubblica in presenza nel quartiere Flaminio Gentili, apprendiamo dal sito istituzionale  di Roma Capitale[i] che “lunedì 9 febbraio u.s. il Dipartimento Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda ha ricevuto dalla Società Sportiva Lazio, tramite posta elettronica certificata, la documentazione necessaria per la procedura di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello Stadio Flaminio” e che  nei giorni successivi  “gli uffici comunali competenti analizzeranno e valuteranno con attenzione il fascicolo arrivato per avviare ufficialmente l’iter del progetto, attivando la conferenza dei servizi preliminare”. Il 17 febbraio si è tenuta presso il Training Center di Formello la conferenza stampa della SS Lazio  di presentazione ufficiale del progetto dello Stadio Flaminio consegnato al Comune di Roma, nel corso del quale sono stati illustrati i contenuti della proposta progettuale. Tale presentazione, accessibile sono registrandosi al sito della SS Lazio, e con un chiaro – legittimo – intento propagandistico dell’operazione della società sportiva, riteniamo che non possa sostituire l’informazione ai cittadini, compito delle istituzioni capitoline e  la dovuta trasparenza su tutti gli atti. Invitiamo quindi Roma Capitale a pubblicare al più presto su una piattaforma dedicata tutta la documentazione relativa al progetto, dandone ampia pubblicità per permettere a tutti i cittadini di valutare le criticità che potrebbero evidenziarsi a proposito di mobilità, vivibilità, difesa del patrimonio monumentale-archeologico e sicurezza. Inoltre da anni (alleghiamo le ultime  lettere inviate a codesti destinatari dal 2023 al  2025) chiediamo al Comune e al Municipio che sia avviato un dibattito con la cittadini di Roma e del Flaminio Villaggio Olimpico per offrire  agli abitanti la possibilità di un confronto sul progetto prima che parta  l’iter procedurale. Riteniamo infatti, anche alla luce della totale invivibilità del quartiere durante gli eventi allo Stadio Olimpico e delle recenti proteste nel quartiere per la sottrazione di parcheggi per la realizzazione del GRAB, che sia inaccettabile calare sulla cittadinanza trasformazioni urbane senza alcuna informazione e senza alcun confronto pubblico,  da svolgersi  in presenza sul  territorio. Si tratta di un passaggio previsto dalle normative, ma anche l’indicatore del livello  democratico di un’Amministrazione. Distinti saluti Associazione Carteinregola Comitato Stadio Flaminio Fondazione Pier Luigi Nervi Cittadinanzattiva Flaminio -------------------------------------------------------------------------------- [i] https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/stadio-flaminio-arrivata-la-documentazione-della-ss-lazio.page
February 26, 2026
carteinregola
Il LIBRO Riforma della magistratura: Risposte competenti a slogan ingannevoli – 30 interventi per il NO
IL LIBRO SARA’ SCARICABILE GRATUITAMENTE DA QUESTA PAGINA A PARTIRE DL 1 MARZO 2026 Progetto editoriale del gruppo di lavoro dell’Associazione Carteinregola a cura di Anna Maria Bianchi, Isabella Pierantoni, Daniela Rizzo, Pietro Spirito e Giancarlo Storto PERCHÉ QUESTO LIBRO E PERCHÉ CARTEINREGOLA È PER  IL NO Anna Maria Bianchi, Presidente dell’Associazione  Carteinregola Come già per altre riforme tese a scardinare la nostra Costituzione, come Carteinregola sentiamo il dovere di schierarci in difesa dei capisaldi della Carta, della separazione dei poteri, dell’autonomia della magistratura, della legge uguale per tutti. Purtroppo come già per la nostra battaglia contro l’Autonomia Regionale differenziata, dobbiamo fare i conti con una  materia che molti sentono  lontana dai propri problemi quotidiani, e con  una complessità che rende  difficile spiegare le ragioni del  No, mentre, nel campo avverso, è  molto  facile utilizzare  slogan che fanno leva su falsità e luoghi comuni.  Si vuol fare  credere che si tratti di una riforma per migliorare la giustizia, ma si sta apparecchiando un sistema per ridimensionare la libertà dei magistrati che, non dimentichiamolo, è anche presupposto dei diritti  dei cittadini sanciti dalla Costituzione. Carteinregola ha aderito al Comitato Società Civile per il No al Referendum Cosituzionale e da settimane è impegnata  in una campagna di  sensibilizzazione  affinchè la consultazione referendaria del 22 e 23 marzo veda un’ampia partecipazione popolare e una scleta consapevole. Per questo, dopo la serie di videointerviste ai protagonisti di questa battaglia civile e democratica. diffuse attraverso il sito e i social di Carteinregola, abbiamo raccolto i materiali in questo libro, per dare strumenti di approfondimento delle varie conseguenze della riforma, ma anche per offrire un quadro sinteetico di facile consultazione e istruzioni pratiche per il voto. Il mondo in cui siamo immersi è sempre più desolante e preoccupante, ma questo deve spingerci a comunicare con ancora maggiore determinazione le nostre idee e  i nostri sentimenti, e a mettere  le nostre forze al servizio della difesa della nostra democrazia, che senza risposte compatte e adeguate, rischia di non essere più quella che conosciamo, nata dalla  Resistenza e dalle madri e padri costituenti. SOMMARIO IN COSTRUZIONE 25 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a: laboratoriocarteinregola@gmail.com
February 25, 2026
carteinregola
Norme tecniche per l’attuazione del PRG: quali regole per la città che cambia
Intervento di Giancarlo Storto, vicepresidente di Carteinregola, al convegno di Alleanza Verdi Sinistra del 18 febbraio 2026 L’iniziativa di AVS riguarda un tema centrale per il governo del territorio. Roma, per fortuna, non è Milano. Nel capoluogo lombardo le regole sono ritenute superflue, si procede per singoli interventi, si è persa qualsiasi visione strategica sull’assetto futuro della città. La città dei fondi immobiliari  e dei grandi investitori nega la pianificazione urbanistica. A pagarne le conseguenze sono i ceti più deboli. A Roma le norme valgono ancora, ma i grossi investitori, che detengono capitali smisurati da investire in operazioni immobiliari, dopo Milano premono su Roma. Per arginare operazioni estemporanee dettate solo dal profitto servono le regole. Regole che devono essere condivise e osservate. Consentire le trasformazioni edilizie e urbanistiche è compito della pianificazione, ma le trasformazioni devono essere ammissibili, cioè devono rispondere a due esigenze non eludibili: confermare l’interesse pubblico e ridurre le diseguaglianze nell’uso della città. Rivedere le norme era senz’altro utile, direi indispensabile. Raramente è dato leggere una normativa così complessa, piena di rinvii, di norme così dettagliate da richiedere continue interpretazioni, di istituti così farraginosi da risultare inapplicabili, come i fatti hanno dimostrato. Ma la semplificazione, certamente necessaria, non può identificarsi in una riduzione di controlli o a consentire soltanto maggiori opportunità ai privati a danno dell’interesse pubblico. Creare le condizioni per attrarre investimenti non può essere un obiettivo che prevalica ogni altra esigenza. Lo sviluppo produce anche danni irreversibili alla città (in uno scritto Pasolini proponeva una distinzione tra sviluppo e progresso, il primo riteneva appartenesse al linguaggio della destra, il secondo della sinistra). Non siamo critici a priori. Non è il nostro modo di affrontare le decisioni dell’Amministrazione. Noi entriamo sempre nel merito. Così diamo atto della deliberazione 316 di fine dicembre dell’Assemblea capitolina che esclude la premialità in termini di volumetria aggiuntiva nella Città storica (non la superficie: è possibile l’incremento del 10 per cento) (1). Anche qui non è pregiudiziale il contrasto alla premialità ma certamente va controllata dall’amministrazione che deve mantenere la regia: dove consentirla e con quale finalità (al di fuori della città consolidata, in alcuni ambiti, può risultare un utile incentivo). Così prendiamo atto dell’interpretazione fatta dagli uffici sulla demolizione e ricostruzione, peraltro già precisata da numerose sentenze (da ultimo del Consiglio di Stato) (2) e quindi speriamo che vicende come quella di Villa Bianca, che ha visto l’amministrazione comunale soccombere senza attenuanti nei due gradi di giudizio, non si ripetano più. Entro nel merito della variante alle NTA, non un solo aggiornamento ma una variante che modifica nella sostanza le precedenti norme intervenendo su circa 250 commi (3). Come valutazione sintetica riteniamo che la nuova formulazione sia sbilanciata, fortemente sbilanciata, a favore delle esigenze dei privati. Direi per molti aspetti decisamente peggiorativa rispetto alla precedente versione. Come Carteinregola abbiamo predisposto numerose osservazioni che sono postate sul nostro sito e che abbiamo inviato all’amministrazione (4). Nella gran parte riguardano la Città storica, non perché riteniamo di minore importanza le altre parti del territorio comunale, ma perché la Città storica ha necessità di maggiori tutele, soprattutto in questa fase in cui è soggetta all’aggressione degli operatori immobiliari per l’altissima redditività degli investimenti. Mi limito a evidenziare e a motivare gli aspetti che ritengo di maggiore criticità. Certamente la più rilevante critica riguarda il drastico ridimensionamento della Carta per la qualità, forse l’elaborato più qualificante del piano del 2008 con la finalità disalvaguardare la qualità architettonica e urbanistica del patrimonio storico di Roma. Inaccettabile la norma che sancisce che nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime. Di fatto una delegittimazione della Carta per la qualità. Su questa e su altre modifiche altrettanto rilevanti è previsto un successivo intervento. Altro punto. Un comma di una legge del 2007 (legge 244) (5) prescrive che in aggiunta (ripeto: in aggiunta) alle aree destinate a soddisfare gli standard è possibile individuare ambiti la cui trasformazione è subordinata alla cessione gratuita da parte dei proprietari di aree o immobili da destinare a edilizia residenziale sociale, in rapporto al fabbisogno e in relazione all’entità e al valore della trasformazione, includendo la fornitura di alloggi a canone calmierato, concordato e sociale. Traduco: questa norma (di cui in qualche misura rivendico la paternità quando ero al Ministero) ha la finalità di reperire gratuitamente a favore dell’amministrazione aree per l’edilizia residenziale sociale (e quindi anche per l’edilizia residenziale pubblica che dell’edilizia sociale è una componente). Nulla in questo senso è riportato nelle Norme tecniche (si dice solo che nelle aree a standard è possibile realizzare edilizia residenziale sociale e studentati) contraddicendo la finalità della variante che ha lo scopo di recepire la normativa sovraordinata (statale e regionale). Una dimenticanza tanto più clamorosa se si fa riferimento alle dichiarazioni del sindaco Gualtieri che in più di una occasione ha annunciato la necessità di 80mila nuovi alloggi di cui 30mila proprio per l’edilizia sociale. C’è da chiedersi: dove si intendono realizzarli se non viene colta anche questa possibilità? Ancora in relazione all’edilizia residenziale sociale, registriamo con favore la volontà di demandare a un Regolamento comunale la determinazione del canone sostenibile e del prezzo di vendita convenzionato. Ma non è sufficiente. Occorre introdurre regole sui requisiti e le modalità di selezione dei beneficiari/assegnatari, per evitare che, come accade oggi, sia il costruttore a scegliere discrezionalmente gli utilizzatori delle abitazioni, non potendosi escludere che si instauri sin da subito un patto per la futura vendita. Diversamente, il comparto dell’edilizia sociale dovrebbe privilegiare famiglie con determinati requisiti, includendo ad esempio quelle che devono lasciare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica per il superamento dei limiti di reddito (recuperando in tal modo alloggi disponibili per i nuclei familiari in graduatoria). Sugli alloggi utilizzati per affitti brevi e sulle distorsioni che il fenomeno sta provocando sulla vivibilità di alcuni quartieri, soprattutto nel centro storico ma non soltanto, e sulla conseguente riduzione dell’offerta nel comparto delle locazioni, se ne parlerà in seguito. Mi limito a riportare il senso di una nostra osservazione. Abbiamo proposto che nelle more dell’emanazione del Regolamento, nei tessuti T1-T2 (i tessuti nello stesso tempo più identitari e più soggetti ai cambi di destinazione d’uso) non è consentito il mutamento dalla categoria A1 (abitazioni singole) alla categoria A3 (abitazioni ad uso ricettivo) se comporta il superamento della percentuale del 10 per cento calcolato con riferimento alle unità edilizie presenti in ogni singolo isolato come definito dalle stesse norme. Una misura ragionevole visti i tempi prolungati, anche troppo, per l’emanazione del Regolamento. Un’altra modifica che riteniamo assai peggiorativa rispetto alla precedente versione è l’ampliamento sino a 1.000 mq delle superfici di vendita, moltiplicando per quattro il limite precedente. Una norma che consente anche l’accorpamento di unità immobiliari ricadenti in diverse unità edilizie adiacenti al piano terra, norma utilizzabile senza alcuna particolare cautela anche nei tessuti più antichi della Città storica. Questi i rischi: da un lato la distruzione dei caratteri architettonici nei tessuti storici della città, dall’altro la proliferazione di strutture di vendita fino a 1000 mq, con un’alterazione irreversibile dell’identità dei quartieri e del tessuto sociale (e il riferimento a “ più specifiche e ulteriori previsioni contenute nel Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della Città storica” appare poco rassicurante). È appena il caso di ricordare che la cultura per la conservazione dei centri storici, dal piano di Bologna in poi, ha dimostrato che la tutela degli insediamenti storici si realizza solo se non vengono alterate le tipologie originali che danno forma e sostanza ai tessuti edilizi e personalmente consideravo acquisita questa concezione apprezzata e riconosciuta in tutta Europa (diversamente le nuove norme prevedono anche l’accorpamento di unità immobiliari ricadenti in diverse unità edilizie adiacenti). La giustificazione che vorrebbe legittimare l’irragionevole innalzamento a 1.000 mq è la seguente: come non consentire a una grande sartoria di fama mondiale la possibilità di aprire uno spazio adeguato nel centro storico? Una giustificazione che contestiamo alla radice. Consentire in modo indiscriminato i 1.000 mq di superficie commerciale a qualsiasi richiesta significa dare la possibilità di insediarsi a qualsiasi esercizio commerciale: dai negozi di paccottiglie a beneficio dei turisti alle attività di ristorazione, la cui invasione già oggi supera ogni limite di tollerabilità. Se l’esigenza è quella di accogliere la grande sartoria che ha bisogno di visibilità, si faccia almeno come per gli alberghi stellati: in quel caso si è proceduto con un titolo abilitativo in deroga e Giunta e Assemblea Capitolina hanno assunto una responsabilità palese di fronte alla cittadinanza e comunque circoscritta a un singolo intervento (non entro nel merito della decisione). Analogamente si proceda, a esempio, attraverso un piano di recupero che, come è noto, può essere di iniziativa sia pubblica che privata e circoscritta a un solo edificio, in modo tale che l’intervento, da considerarsi una eccezione e non una prassi ordinaria, sia guidato dagli uffici comunali. Non ho il tempo di entrare nel merito di altre modifiche che abbiamo ritenuto non condivisibili per le motivazioni che ho citato in premessa (in calce una sintesi delle nostre osservazioni) . Mi limito solo a elencarne qualcuna: la riduzione dei parcheggi come dotazione per strutture o impianti fissi all’aperto (da 1 posto ogni due utenti a un posto ogni 3utenti); la localizzazione delle aree a parcheggio ritenuta ammissibile anche se distante 1 km per gli impianti sportivi; la possibilità di consentire ai cosiddetti compensanti di proporre l’individuazione delle aree dove realizzare gli interventi e più in generale il rafforzamento delle norme riguardanti i diritti edificatori, la vera sciagura del piano regolatore di Roma. Da ultimo riteniamo che una variante così importante e complessa, una di quelle che qualifica maggiormente l’operato della giunta comunale per l’intero quinquennio, avrebbe avuto necessità di maggiore divulgazione e pubblicità. Ne è conferma che anche gli stessi Municipi in minima parte sono riusciti a esprimere un proprio parere. A tutti gli effetti è stata una grande occasione persa per promuovere una partecipazione a un atto di grande rilevanza per tutta la comunità degli abitanti della Capitale. Giancarlo Storto vedi anche: Modifiche al PRG cronologia materiali 23 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com NOTE (1) VEDI L’Assemblea Capitolina approva la Delibera che fissa limiti per l’applicazione della Legge regionale della Rigenerazione urbana (2) vedi Ex Clinica Villa Bianca: iI Consiglio di Stato ha dato ragione ai cittadini  leggi il nostro dossier Ex clinica villa Bianca cronologia e materiali vedi anche Demolizione e ricostruzione di immobili, il Consiglio di Stato fa chiarezza 4 dicembre 2025 (3) vedi Delibera di Adozione Modifiche Piano Regolatore 11 12 2024 (4) vedi Modifiche alle NTA del PRG: le osservazioni di Carteinregola 2025 3 aprile 2025 (5) LEGGE 24 dicembre 2007, n. 244 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) I 7 punti principali delle nostre osservazioni alle NTA del PRG adottate dall’Assemblea Capitolina l’11 dicembre 2024 1) LA CARTA PER LA QUALITA’ DIVENTA CARTA STRACCIA Gli edifici storici di Roma devono essere mantenuti nella loro integrità * Art. 16 Beni segnalati nella Carta per la Qualità La Carta per la Qualità, con la planimetria dell’elaborato G1 e la “Guida per la Qualità degli interventi” dell’ elaborato G2 , è  lo strumento inserito nelle NTA con la finalità di salvaguardare la qualità architettonica e urbanistica del patrimonio storico di Roma. La nuova formulazione adottata annulla e svuota  ogni riferimento, contenuto ed efficacia delle indicazioni della Qualità, attribuendo valore esclusivo e prevalente alle norme di Tessuto, che consentono  interventi anche  molto incongrui, fino alla demolizione e ricostruzione di edifici non tutelati da un vincolo puntuale della Soprintendenza statale. Nei tessuti medievali, rinascimentali, dell’800 e di inizio novecento, edifici come conventi seicenteschi, “villini” anni ’20, archeologia industriale  e opere dei grandi autori dell’architettura moderna potranno essere modificati o distrutti a discrezione delle esigenze del profitto immobiliare. Persino alcune  restrizioni  che erano ancora presenti  nella Proposta di delibera della Giunta del 13 giugno 2023  sono state cancellate da emendamenti approvati in Assemblea Capitolina. Spicca l’esempio che si trova nell’”Art. 26 Tessuti di origine medievale” ma che è ripetuto in molti altri tessuti  storici:  nella versione della Giunta prevedeva che  “la ristrutturazione edilizia  con demolizione e ricostruzione  di edifici realizzati successivamente al piano regolatore del 1983” fosse ammessa solo  su edifici  “che hanno impropriamente alterato, attraverso sostituzioni e completamenti, le regole tipomorfologiche e compositive del tessuto storico”. Quella limitazione è scomparsa nella versione adottata in Assemblea, aprendo quindi a abbattimenti e trasformazioni indiscriminate nel centro storico e nella Città storica. E   per gli edifici in Carta per la qualità nella Città consolidata e nella Città da ristrutturare  non sono nemmeno previste la “verifica dell’interesse storico-architettonico degli edifici esistenti” e il parere della Sovrintendenza capitolina. * Anche Art. 6  – Art.21 bis – Art.24 – Art. 25 – Art. 26- Art. 27- Art. 28 – Art. 29- Art. 30- Art. 31- Art. 45 – Art. 52 * Sulla funzione  e i pareri della Soprintendenza statale:Art.16. Beni segnalati in Carta per la qualità –  comma 8 – Art.24. Norme Generali  Comma 19 – 20 2)  CENTRI COMMERCIALI ANCHE NEI TESSUTI  MEDIEVALI E RINASCIMENTALI – Nel centro storico occorre rinforzare il commercio di vicinato e impedire la proliferazione indiscriminata di strutture di vendita di 1000 mq * Art. 26 . Tessuti di origine medievale (e in tutti i tessuti della Città storica)  La Proposta di Delibera della Giunta del 13 giugno 2023  permetteva l’accorpamento di unità immobiliari ricadenti in diverse unità edilizie adiacenti solo al piano terra  e per le destinazioni commerciali nella Città storica manteneva  la limitazione delle NTA vigenti  di una  superficie massima  di 250 mq. Le modifiche introdotte dall’Assemblea Capitolina moltiplicano per quattro la superficie di vendita massima e stabiliscono la  possibilità di accorpamento senza limitazioni anche nel cuore di Roma,   con il rischio, da un lato  della distruzione dei caratteri architettonici nei tessuti storici della città, dall’altro della   proliferazione di strutture di vendita fino a 1000 mq, con un’alterazione irreversibile dell’identità dei quartieri e del tessuto sociale(e il riferimento a “ più specifiche e ulteriori previsioni contenute nel Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della Città storica” appare poco rassicurante). * Anche Art. 25 – Art. 26- Art. 27- Art. 28- Art.29 – Art.30 3) FERMARE DA SUBITO  IL PROLIFERARE DEI B&B – Occorre incrementare l’affitto tradizionale e ridurre le distorsioni del mercato degli affitti brevi * Art.25. Tessuti della Città storica Le modifiche alle NTA introdotte in Assemblea capitolina  hanno previsto l’emanazione di appositi regolamenti per  poter  limitare, per motivi di salvaguardia dei caratteri socio-economici, culturali e ambientali di particolari zone della Città storica e della Città consolidata, i cambiamenti di destinazione d’uso o l’insediamento di specifiche attività per  esercizi commerciali, artigianato produttivo e di servizio” e  abitazioni ad uso ricettivo,  tuttavia è molto incerta la tempistica di tali provvedimenti, mentre aumenta il  fenomeno degli affitti brevi, da un lato, e della carenza di alloggi per residenti, lavoratori e studenti dall’altro. In attesa dei citati regolamenti, deve essere inserito  da subito un limite non valicabile,  quantomeno per i tessuti  nei tessuti medievali e rinascimentali del centro storico, non consentendo il mutamento da residenziale ad affitti brevi   se comporta il superamento della percentuale del 10% delle  unità edilizie presenti  in ogni singolo isolato. 4) INTERVENTI CONCRETI PER LA CRISI ABITATIVA – È necessario favorire ed ampliare l’offerta di edilizia sociale * Art. 6 bis  Edilizia Residenziale Sociale (ERS) Occorre introdurre regole sui requisiti e le modalità di selezione dei beneficiari/assegnatari, per evitare che, come oggi, sia il costruttore a scegliere discrezionalmente gli utilizzatori delle abitazioni * Art.8 Standard urbanistici vista la crisi abitativa e la difficoltà di reperire aree per l’edilizia sociale, è necessario individuare ulteriori ambiti la cui trasformazione sia  subordinata alla cessione gratuita da parte dei proprietari di aree o immobili da destinare a edilizia residenziale sociale, come prevede la normativa nazionale * Art.45 Tessuti della Città consolidata. Norme Generali  Nel caso di cambi di destinazione che generano le più rilevanti valorizzazioni immobiliari, secondo le NTA del  Piano Regolatore vigente il 30% di  mq della SUL deve essere riservata a Edilizia Residenziale Sociale. La modifica introdotta dall’Assemblea Capitolina la porta al 10%, noi chiediamo che torni al 30%. 5) RIDUZIONE DEI PARCHEGGI PER GLI IMPIANTI SPORTIVI A VANTAGGIO  DI CHI? La vivibilità dei quartieri è garantita se per gli impianti sportivi è mantenuta e/o realizzata una quantità di parcheggi adeguata * Art.7. Parcheggi pubblici e privati – Art. 87 verde privato attrezzato L’attuale percentuale di un posto- auto ogni 2 utilizzatori degli impianti sportivi, lasciata invariata dalla Proposta di Delibera della Giunta del 13 giugno 2023 (art. 7) ,  è stata portata da un emendamento in Assemblea capitolina a un posto auto ogni 3.  In una città dove il servizio del trasporto pubblico continua ad essere inadeguato, l’abbattimento di un terzo dei parcheggi previsti  appare ingiustificato,  soprattutto  in caso di realizzazione di grandi impianti sportivi in zone dove i mezzi pubblici non sono in grado di sostenere  lo spostamento di grandi numeri di spettatori (si vedano i pareri degli enti preposti nella Conferenza dei servizi preliminare  per il  progetto del Nuovo Stadio della Roma a Pietralata); anche l’introduzione della possibilità  di utilizzo di parcheggi alternativi nel raggio di 1000 metri (Art.7)  o dell’abbattimento dell’80 % del numero di parcheggi per impianti che distano 1000 metri da una rete di trasporto pubblico su ferro (Art. 87) propone  una distanza pedonale insostenibile, e un probabile effetto “sosta selvaggia”. E soprattutto la possibile  riduzione di parcheggi di impianti sportivi già esistenti potrebbe  favorire l’utilizzazione delle aree per altre destinazioni,  come ulteriori strutture sportive o locali  di somministrazione. (nella Proposta di Delibera della Giunta la distanza dei parcheggi da reti su ferro era di 500 metri) 6) NO AL COMBINATO DISPOSTO CHE DISTRUGGE LE SALE CINEMATOGRAFICHE STORICHE- Rivitalizzare i cinema e i teatri, tutelare le sale nella Carta per la Qualità * Art.6 Un nuovo comma introdotto in Assemblea Capitolina  offre  la possibilità di incrementare fino al 50% della superficie all’interno di teatri, sale cinematografiche e centri culturali polifunzionali, e, adeguando le NTA alle norme regionali esistenti,  consente una destinazione commerciale del 30% della superficie risultante,  a fronte del mantenimento del  70% a destinazione culturale  (cinema, teatri, sale concerti, musei, gallerie d’arte, sale espositive, librerie anche multimediali, sale congressi, scuole di danza e musica); una opportunità che consente di sostenere le sale in difficoltà, tuttavia  all’ Art.25. Tessuti della Città storica è stato cancellato un comma superato dalle modifiche introdotte, senza però che fosse mantenuto il divieto di cambio di destinazione per la sale storiche censite nella Carta per la qualità. Se tale limite non fosse ripristinato, si rischierebbe di incentivare la ulteriore distruzione di molte sale architettonicamente di pregio. 7) LA PARTECIPAZIONE E’ UNA COSA SERIA – Promuovere la consultazione e la partecipazione dei cittadini alle trasformazioni urbane, soprattutto nei programmi nelle periferie * Art.53 Ambiti per Programmi Integrati In sede di Assemblea Capitolinasono stati cancellati i commi che prevedono che “i Municipi assumano iniziative di informazione e consultazione della cittadinanza e della comunità locale, in modo che, oltre alle proposte d’intervento, possano essere presentate osservazioni e contributi partecipativi in ordine ai contenuti del Programma preliminare.” Ma la partecipazione della cittadinanza alle trasformazioni urbane non può essere cancellata”. MOTIVAZIONE: In assenza di regole sui requisiti e le modalità di selezione dei beneficiari/assegnatari è il costruttore che sceglie discrezionalmente gli utilizzatori delle abitazioni, non potendosi escludendo che si instauri sin da subito un patto per la futura vendita. Diversamente, il comparto dell’edilizia sociale dovrebbe privilegiare famiglie con determinati requisiti, includendo ad esempio quelle che devono lasciare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica per il superamento dei limiti di reddito (recuperando in tal modo alloggi disponibili per i nuclei familiari in graduatoria). OSSERVAZIONE: Inserire comma 3 bis con il seguente testo: “In aggiunta alle aree destinate a soddisfare gli standard in base al decreto 1444/1968, è possibile individuare ambiti la cui trasformazione è subordinata alla cessione gratuita da parte dei proprietari, singoli o in forma consortile, di aree o immobili da destinare a edilizia residenziale sociale, in rapporto al fabbisogno e in relazione all’entità e al valore della trasformazione, includendo la fornitura di alloggi a canone calmierato, concordato e sociale”   MOTIVAZIONE:L’osservazione recupera interamente quanto previsto dall’art. 1, comma 258 della legge 244 del 2007*, quanto mai indispensabile vista la crisi abitativa e la difficoltà di reperire aree per l’edilizia sociale, tenendo conto che l’obiettivo della variante in questione è adeguarsi alla legislazione nazionale. OSSERVAZIONE: sostituire il comma 3 con il seguente comma: La disciplina degli elementi di cui al comma 1 è quella delle componenti di PRG nelle quali tali elementi ricadono, come adeguata dalla classificazione degli interventi dell’art. 9 , nel rispetto di quanto previsto  nella Parte seconda e nella Parte terza dell’elaborato G2. “Guida per la qualità degli interventi”.    MOTIVAZIONE: A fronte di uno strumento inserito nel PRG con la finalità di salvaguardare la qualità architettonica e urbanistica del patrimonio storico di Roma, appare del tutto illogico il prevalere delle norme valide per tutti gli edifici presenti nel tessuto, compreso il caso di demolizione e ricostruzione, che di fatto viene ammesso in tutti i tessuti della città storica. Ad esempio in un tessuto medievale T1 o rinascimentale T2 si potrebbero demolire non solo gli edifici nei quali sono presenti alterazioni tipologiche, ma anche edifici censiti in Carta per la Qualità  che le conservano intatte. Per le finalità del presente articolo, il Comune procede all’assegnazione delle aree acquisite alla sua disponibilità all’interno degli ambiti di cui al comma 2, mediante sollecitazione pubblica, anche in più fasi e con le procedure di cui all’art. 14, rivolta ai soggetti destinatari delle compensazioni: nell’avviso pubblico, oltre alle aree interessate, dovranno essere individuati i criteri di formazione della graduatoria, ivi compresa l’offerta di riduzione della SUL di compensazione, che dovrà regolare l’ordine di scelta delle aree da parte dei candidati. In alternativa alla modalità di cui sopra i proprietari degli ambiti di cui al comma 2 possono proporre all’Amministrazione il compensando con cui attuare il programma urbanistico.    OSSERVAZIONE: Si propone la cancellazione dell’ultimo periodo da “In alternativa” a “programma urbanistico”   MOTIVAZIONE:Si ritiene non condivisibile consentire ai proprietari degli ambiti indicati al secondo comma di proporre all’Amministrazione il compensando con cui attuare il programma urbanistico poiché l’assegnazione delle aree deve risultare prerogativa del soggetto pubblico e quindi non trasferibile alla decisione discrezionale del privato OSSERVAZIONE 1: Aggiungere in coda al comma: “Nelle more dell’emanazione dei citati regolamenti, nei tessuti T1-T2, non è consentito il mutamento dalla categoria A1 alla categoria A3 di cui all’articolo 6 comma 1,  se comporta il superamento della percentuale del 10% calcolato con riferimento alle  unità edilizie presenti  in ogni singolo isolato come definito all’art. 3, comma 8”  OSSERVAZIONE 2: Aggiungere in coda al comma” Nelle more dell’emanazione dei citati regolamenti ai sensi della disciplina regionale del commercio art. 20 “Criteri per i centri storici”(*), nei tessuti T1-T2, non è consentito il cambio di destinazione a strutture commerciali di superficie di vendita superiore ai 250 mq.    MOTIVAZIONE 2 Confermando la contrarietà all’aumento indiscriminato fino a 1000 mq della superficie di vendita nei tessuti della città storica, in particolare nei tessuti T1 e T2, se tale aumento fosse comunque mantenuto, riteniamo indispensabile la preventiva approvazione dei regolamenti citati.   OSSERVAZIONE inserire dopo il periodo “è ammesso, l’accorpamento di unità immobiliari ricadenti in diverse unità edilizie adiacenti”  il testo “solo al piano terra”;  cancellare tutto il successivo periodo: “per le destinazioni commerciali, legittimamente in atto alla data di adozione della presente variante alle NTA, fino a 1.000 mq di superficie di vendita, fatte salve più specifiche e ulteriori previsioni contenute nel Regolamento per l’esercizio delle attività commerciali e artigianali nel territorio della Città storica, ai sensi dell’art.25 comma 17; altresì, per le destinazioni “strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere”, a condizione che gli immobili abbiano una destinazione non residenziale, o che le destinazioni “strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere” occupino prima dell’accorpamento almeno il 70% della SUL delle unità edilizie nel loro complesso, alla data di adozione della presente variante alle NTA   MOTIVAZIONE : il combinato disposto tra l’ampliamento della superficie di vendita  da 250 mq a 1000 mq, unito alla possibilità di accorpare unità immobiliari ricadenti in diverse unità edilizie adiacenti nei tessuti più antichi della città comporta la distruzione dei caratteri architettonici e la proliferazioni di grandi strutture di vendita, con un’alterazione irreversibile dell’identità dei quartieri e del tessuto sociale La   102a Proposta (D.G.C. n. 53 del 13 giugno 2023)  al comma 3 lett a) ammetteva l’accorpamento tra unità edilizie differenti solo al piano terra, e la massima superficie di vendita era di  250 mq, come nelle NTA del PRG del 2008; le modifiche sono state introdotte  dalla Delibera  adottata in Assemblea. Le osservazioni di cui sopra debbono  estendersi ai Tessuti T2, T3, T4, T5 per le stesse ragioni riportate nelle motivazioni.   OSSERVAZIONE: sostituire “superficie di vendita fino a 1.000 mq” con “superficie di vendita fino a 250 mq”    MOTIVAZIONE: la superficie massima di 250 mq è indicata sia nella NTA del PRG 2008 sia nella 102a Proposta (D.G.C. n. 53 del 13 giugno 2023) . il combinato disposto tra l’ampliamento della superficie di vendita  da 250 mq a 1000 mq, unito alla possibilità di accorpare unità immobiliari ricadenti in diverse unità edilizie adiacenti nei tessuti più antichi della città comporta la distruzione dei caratteri architettonici e la proliferazioni di grandi strutture di vendita, con un’alterazione irreversibile dell’identità dei quartieri e del tessuto sociale. Nel caso di cambi di destinazione d’uso verso “abitazioni singole e abitazioni ad uso ricettivo” con SUL pari oppure superiore a 8.000 mq il 10% (RIPRISTINARE 30%)  della SUL deve essere riservata a Edilizia Residenziale Sociale disciplinata da apposita convenzione di cui all’art.6 bis e non soggetta al contributo straordinario di cui all’art.20 
February 23, 2026
carteinregola