
La prima manifestazione della ‘GenZ – Jeunesse en colère’ di Casale Monferrato
Pressenza - Friday, October 30, 2026Al corteo organizzato da un gruppo di studenti hanno partecipato oltre un centinaio di ragazzi dai 14 ai 20 anni, ‘assenti’ dalle scuole cittadine dove intanto i loro compagni frequentavano le lezioni… Insieme ai giovani scesi in piazza per rivendicare il proprio diritto al futuro anche alcuni insegnanti e tanti cittadini, tra cui una 91enne con le nipoti e una 88enne invece sola e in manifestazione per la prima volta nella vita.
In concomitanza con lo sciopero internazionale dei portuali e con lo sciopero nazionale indetto da USB e COBAS oggi – 30 ottobre – anziché andare a manifestare nelle ‘grandi’ piazze dei capoluoghi, Torino o Alessandria, dove per l’occasione confluivano lavoratori e studenti di tutta la provincia, oltre un centinaio di ragazzi di Casale Monferrato hanno preferito ‘farsi sentire’ nella propria città.
Il gruppo di studenti di una delle scuole superiori della cittadina, il Leardi, ha promosso l’iniziativa e coinvolto, oltre che i coetanei degli altri istituti – Sobrero, Balbo–Palli e Lanza – anche numerosi concittadini adulti, che si sono aggregati ai giovani nella protesta contro il carovita, il riarmo e la guerra.
“Noi protestiamo contro il carovita e la precarietà lavorativa che soffocano tutti noi giovani senza garantire un domani – ha spiegato la referente del gruppo giovanile Protesta pacifica Casale Monferrato – Vogliamo dare solidarietà a chi vive nella miseria e lotta per i propri diritti perché l’indifferenza ci ha stancati e non accettiamo più un paese governato dall’incapacità di smuoversi. Tutti i fondi non vengono utilizzati per migliorare le scuole o un paese in disordine, anzi, finiscono per finanziare una guerra che non vogliamo. La nostra salute, ormai al secondo posto, non è più un nostro diritto ma un lusso: con le liste d’attesa infinite, i ticket che alzano di prezzo e i costi elevati della sanità privata siamo costretti a rinunciare a un bene primario. Il telegiornale ci censura, il governo si rifiuta di ascoltarci, ma nel nostro piccolo possiamo sicuramente fare la differenza” – Fuori l’isolamento, dentro la comunità! [Nuove Frontiere / 28 ottobre 2026].

Mentre la manifestazione attraversava le vie del centro, molti cittadini di Casale Monferrato hanno scattato fotografie e alcuni hanno applaudito i giovani, che per tutto il percorso hanno urlato slogan e, soprattutto, fatto tanto chiasso con fischietti, trombette e tamburelli.
Pensando che fosse capitata nel corteo per sbaglio, a una signora che camminava appoggiandosi a una stampella ho chiesto se voleva esser accompagnata fuori dalla confusione e lei mi ha risposto: «Grazie, non serve. Sono solitaria». Incuriosita, le ho fatto alcune domande e lei mi ha spiegato che, originaria del biellese, abita a Casale Monferrato da tanto tempo e ora risiede nel pensionato per anziani, da dove questa mattina era uscita apposta per partecipare alla protesta:
Ho 88 anni e prima di oggi non ero mai stata a una manifestazione…
Ho due nipoti giovani e sono molto preoccupata per loro.
Come lei, tra gli adulti accodati ai giovani c’era anche una 91enne che ha camminato in corteo dall’inizio alla fine, per circa un’ora, a braccetto delle nipoti e di un’amica che, scherzando, si è vantata di esser poco più ma oltre che 70enne…

… e insieme a Bruno Pesce, ‘veterano’ della lotta dei cittadini di Casale Monferrato contro l’Eternit e contro le ingiustizie, e a Elisa Cardone ci siamo ripromessi di incontrarci presto per un confronto di idee e opinioni sul tema “Giovani mica rintronati, e vecchi non rimbambiti“.