
Il lavoro può opporsi alla guerra: società civile internazionale unita contro ogni oppressione, sfruttamento e genocidio
Pressenza - Tuesday, October 20, 2026Global Sumud Flotilla a sostegno dello sciopero internazionale indetto dai lavoratori portuali per il 30 ottobre.
In una giornata di mobilitazioni diffuse di studenti e lavoratori in tutto il Sud Europa, lo scorso 15 ottobre al Centro Congressi Cavour di Roma si è tenuta la conferenza stampa ufficiale della rete internazionale Ports in Action, composta da CGT Ports and Docks (Francia), ENEDEP (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia), ODT (Marocco), USB e ORSA Porti (Italia) e Water Transport Workers Federation of India (India), per aggiornamenti sullo sciopero internazionale dei lavoratori portuali del 30 ottobre, per il quale si prevede una giornata di mobilitazione globale.
Lanciata inizialmente nell’ambito della Dichiarazione di Istanbul, la protesta si è rapidamente trasformata in una mobilitazione a livello globale. Lo sciopero coinvolge ormai oltre 100 porti principali del Mediterraneo e d’Europa, con una rete di adesioni che si espande di giorno in giorno no a includere i principali hub logistici mondiali, da Oakland e San Francisco negli Stati Uniti a Tangeri, Mumbai e in tutta la Svezia.
Nel frattempo, in Italia, lo sciopero dei portuali ha dato il via a uno sciopero generale a livello nazionale che coinvolge tutti i settori lavorativi.
L’iniziativa ha ricevuto il sostegno diretto anche dal movimento sindacale palestinese, che rende omaggio al collettivo di sindacati dei paesi aderenti e invita a scioperi e proteste contro la guerra e il genocidio, sollecitando i lavoratori marittimi e i lavoratori del settore dei trasporti in tutto il mondo a unirsi e sostenere questa mobilitazione, rivendicando gli inalienabili diritti del popolo palestinese e continuando a esercitare pressione sui governi, sulle industrie e sulle istituzioni complici dell’occupazione illegale, dell’apartheid e del genocidio in Palestina.
Il comunicato giunge in un momento di agitazione generale: l’Italia intera è attraversata da proteste che vedono in prima linea operai, trasportatori e studenti, agricoltori stremati dal caro-carburante che si abbatte sui costi delle produzioni e quindi su una quota fondamentale del settore alimentare; in Francia e in Albania le proteste studentesche dilagano malgrado le reazioni violente della forza pubblica; in Spagna la tensione sociale è altissima e vede la convergenza di tre gravi crisi sociali: caro-aftti, collasso della scuola pubblica e della sanità.
La Global Sumud Flotilla sostiene ufficialmente l’iniziativa dei lavoratori portuali, dei sindacati e degli addetti ai porti di tutto il Sud Europa – e del mondo – in occasione di quella che sarà una Giornata Internazionale di mobilitazione, il 30 ottobre 2026.
Mentre i lavoratori portuali si preparano a bloccare circa il 40% del traffico containeristico mediterraneo (2 miliardi di dollari di scambi commerciali giornalieri) rifiutandosi di prendere parte al commercio di armi, Global Sumud Flotilla aderisce a questo storico sciopero con un imperativo strategico: l’occupazione, l’apartheid, il genocidio in corso a Gaza, sono direttamente sostenuti dalle catene di produzione e approvvigionamento. Chi produce, chi trasporta, chi garantisce i servizi ha nelle proprie mani una responsabilità: può esercitare il rifiuto di cooperare con la macchina bellica, il blocco della produzione e dei transiti di armamenti.
La società civile ha il dovere politico e morale di sostenere i lavoratori in una battaglia che coinvolge tutti e che ha ricadute sull’intero sistema sociale dei paesi implicati: dalla militarizzazione della scuola alla distruzione sistematica del welfare, dalla prospettiva della leva obbligatoria alla repressione del dissenso.
Oltre 100 porti coinvolti in tutto il mondo.
Verso la giornata di mobilitazione globale.
“Se la società si oppone e il lavoro si ferma, si ferma anche la guerra”
