Rifondazione Comunista: su Piazza Libertà e accoglienza

Pressenza - Tuesday, October 20, 2026
Il 14 ottobre la Questura di Trieste ha inviato alle Associazioni solidali un documento in cui, con lo scopo di “garantire il regolare svolgimento delle attività di socialità, intrattenimento, svago, di libera circolazione e delle iniziative economiche”, si comunica che il permesso per le attività umanitarie con le persone migranti sarà limitato, in Piazza Libertà, dalle 18.00 alle 20.00, esclusi il sabato e la domenica. Si tratta di una limitazione molto grave che, unita ad altri provvedimenti presi nelle scorse settimane (chiusura di edifici e impedimento a usare la pensilina di Porto vecchio dove le persone migranti trovavano un sia pur precario riparo; sgombero di Piazza Libertà dell’8 ottobre, etc.) rendono assai difficile l’intervento di accoglienza in favore di chi proviene dalla durissima “rotta balcanica”. Paradossale, inoltre, l’utilizzo dell’espressione “libera circolazione”, che è quella che anche noi desidereremmo venisse adottata: ma libera circolazione anche delle persone, secondo noi, e non solo delle merci, come invece il sistema dominante vorrebbe. È proprio impedendo questa libera circolazione (anche grazie a corridoi umanitari e/o a facilitazioni burocratiche) che si riempiono i monti, i deserti, i fiumi e i mari di cadaveri. Corridoi umanitari e facilitazioni burocratiche, inoltre, contribuirebbero a eliminare l’azione dei clan malavitosi che lucrano su questa situazione. L’impianto ideologico di sgomberi e ostacoli all’attività di accoglienza è rivendicato dalle attuali forze al governo, in città e in Regione, con dichiarazioni inquietanti di dirigenti della destra leghista, parafascista e sedicente moderata. Rifondazione Comunista denuncia, invece, l’estremismo di tutta questa operazione. Come sosteniamo da anni, il fenomeno strutturale delle migrazioni va affrontato con interventi lungimiranti di accoglienza, di sostegno/cura alle persone transitanti e migranti e, infine, di costruzione di percorsi adeguati (formazione, etc.) Niente di questo è stato fatto, da parte delle istituzioni, da cui vengono solo repressione e ostacoli. Noi come comuniste/i lavoreremo, come abbiamo sempre fatto qui a Trieste e altrove, con tutte le Associazioni coinvolte -cui va la nostra piena solidarietà- e con le forze autenticamente democratiche per cercare soluzioni umane e praticabili a uno scandalo non più sopportabile, che il dispositivo dei recenti provvedimenti aggrava.   Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Trieste 

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