
A Feminist and Postcolonial Critique of World Bank and International Monetary Fund Interventions in the SWANA Region
Progetto Melting Pot Europa - Friday, October 9, 2026Papers, una rubrica di Melting Pot per la condivisione di tesi di laurea, ricerche e studi. Per pubblicare il tuo lavoro consulta la pagina della rubrica e scrivi a collaborazioni@meltingpot.org.
Università Roma Tre
Department of Political Sciences
Master’s Degree in International Studies – Course of International Law and Development
A Feminist and Postcolonial Critique of World Bank and International Monetary Fund Interventions in the SWANA Region
Giorgia Fabbris (2025-2026)
Scarica l’elaborato (ENG)Introduzione
Questa tesi affronta il seguente interrogativo di ricerca: i programmi di aggiustamento strutturale, attuati dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale, hanno perpetuato storicamente le dinamiche coloniali all’interno delle economie di alcuni Paesi della regione SWANA, e quale impatto hanno avuto sull’uguaglianza di genere a livello locale? Per esplorare tali questioni, questo studio ha adottato le teorie post-coloniali e femministe come principali quadri analitici di riferimento, concentrandosi su Egitto e Marocco tra gli anni ’80 e il primo decennio degli anni 2000 come casi di studio centrali.
Nel corso della tesi verrà utilizzato il termine SWANA: sta per “South-West Asia and North Africa” (Asia sud-occidentale e Nord Africa) e rappresenta un modo meno eurocentrico per riferirsi a quella che è comunemente nota come regione MENA (“Medio Oriente e Nord Africa”), in quanto evita di utilizzare l’Europa come punto di riferimento geografico. Il termine SWANA non è stato ampiamente adottato, ma rappresenta un approccio più coerente con la prospettiva post-coloniale sulle relazioni internazionali.
La tesi è strutturata in tre capitoli principali, a cavallo tra le discipline del Diritto Internazionale, delle Relazioni Internazionali e dell’Economia Politica.
Il primo capitolo, intitolato “Panoramica della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale”, offre un’introduzione completa alle due Istituzioni Finanziarie Internazionali (IFI), radicandone l’evoluzione all’interno del quadro del Diritto Internazionale e delle Organizzazioni Internazionali. Questo capitolo si apre con una panoramica storica delle loro origini, a partire dalle conseguenze della Prima Guerra Mondiale e dalla Grande Depressione del 1929, periodo durante il quale gli economisti di tutto il Nord del mondo proposero strategie alternative per scongiurare future crisi sistemiche. Il capitolo delinea poi l’architettura istituzionale di entrambe le organizzazioni, mappando analogie e differenze nei rispettivi organi di governance, strutture di adesione e sistemi di voto. Infine, esamina come gli interventi delle IFI si siano evoluti di pari passo con i principali stravolgimenti geopolitici ed economici della seconda metà del Novecento. In particolare, nel corso degli anni ’70 le attività del FMI si sono discostate dal loro scopo originario – fornire un sostegno a breve termine ai Paesi con problemi valutari e proteggere il commercio e i pagamenti internazionali da restrizioni – verso prestiti condizionati a lungo termine nel Sud del mondo. Contestualmente, a partire dagli anni ’70 la Banca Mondiale si è orientata sempre più verso strategie di riduzione della povertà. Il capitolo si conclude analizzando i meccanismi contemporanei delle IFI, concentrandosi su come le diverse linee di credito impongano programmi di aggiustamento strutturale ancorati ai pilastri neoliberisti, come la contrazione della spesa pubblica e la deregolamentazione dei mercati.
Il secondo capitolo si sposta verso la disciplina delle Relazioni Internazionali, offrendo una valutazione critica attraverso i paradigmi del Postcolonialismo e del Femminismo. Dopo una breve introduzione alla disciplina generale delle Relazioni Internazionali, il capitolo si divide in due sezioni principali: la prima si concentra sulle teorie post-coloniali, mentre la seconda affronta quelle femministe. Ogni sezione fornisce una panoramica della rispettiva teoria, presentandone i contributi principali, prima di esplorare la sua intersezione con l’economia politica e offrire una valutazione critica delle IFI da ciascuna prospettiva.
Il terzo capitolo, intitolato “Interventi delle IFI nella regione SWANA”, è organizzato in tre sezioni. La prima sezione contestualizza la regione SWANA e presenta i casi di studio comparativi di questa tesi: Egitto e Marocco. Questi due Paesi sono stati scelti per i loro prolungati sforzi di aggiustamento, l’elevato numero di condizionalità e per le caratteristiche specifiche delle loro economie. Inoltre, pur appartenendo alla stessa regione, il Marocco ha stretti legami con l’area del Maghreb e l’Europa, mentre l’Egitto presenta connessioni economiche con l’area dell’Asia sud-occidentale. La seconda sezione approfondisce la storia dell’Egitto e del Marocco negli ultimi 150 anni; viene poi delineato un quadro comparativo socio-economico dei due Paesi, per comprendere i contesti in cui sono state attuate le riforme strutturali prescritte dalle IFI. La terza e ultima sezione sintetizza la storia istituzionale delle IFI con le traiettorie interne di entrambi i Paesi, valutando le più ampie ripercussioni sociali e civili dei loro interventi. Il capitolo si conclude analizzando gli impatti di genere dell’aggiustamento strutturale e affrontando due temi ampiamente dibattuti nella critica post-coloniale: la politica dei sovrapprezzi (surcharges) del FMI e il fenomeno del “colonialismo verde”. Per quanto riguarda l’analisi dei prestiti, l’arco temporale inizia con i primi dibattiti legati alla nascita delle due istituzioni e si conclude nel 2011. Questa scelta nasce dal desiderio di offrire una panoramica storica fin dall’inizio della relazione tra le IFI e i due casi di studio, bilanciando al contempo la profondità accademica con i necessari vincoli di ricerca.
Questa tesi ha prodotto tre risultati principali. In primo luogo, l’analisi della genesi della BM e del FMI, unitamente alla descrizione delle loro strutture organizzative e dei sistemi di voto, riflette disparità profonde e radicate tra il Nord e il Sud del mondo.
In secondo luogo, integrando gli approcci femministi all’economia, questa ricerca dimostra che, anche nel caso delle IFI, le politiche presentate come neutrali dal punto di vista del genere nascondono spesso pregiudizi fortemente radicati che penalizzano in modo sproporzionato le donne.
L’ultimo risultato risiede nelle sfumate differenze nel modo in cui le IFI hanno interagito con i due Paesi: le dinamiche si sono modificate nel tempo in base al panorama politico interno e alla leadership al potere.
La rilevanza di questa ricerca risiede nelle profonde trasformazioni socio-economiche che stanno attualmente ristrutturando la regione SWANA, dove Paesi come l’Egitto e il Marocco affrontano da decenni crisi di debito sistemiche e una crescente dipendenza dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali. Analizzare queste dinamiche è fondamentale per comprendere come la governance economica internazionale si intersechi con le dinamiche locali, alimentando disuguaglianze sociali e disordini civili. Concentrandosi su Egitto e Marocco, questa tesi offre una prospettiva comparativa su come la condizionalità neoliberista operi nella regione SWANA.
Nonostante l’ampia letteratura che traccia gli indicatori macroeconomici e le prestazioni fiscali dei programmi delle IFI, le analisi economiche tradizionali trascurano di frequente le asimmetrie strutturali di potere a livello globale e gli effetti di genere di queste politiche. Esiste una lacuna significativa nella ricerca mainstream, che tende a separare la macroeconomia dalle sue ramificazioni di genere e post-coloniali. Nello specifico, le valutazioni ordinarie raramente affrontano il modo in cui la riduzione della spesa pubblica e la deregolamentazione dei mercati alterino il lavoro riproduttivo interno e, soprattutto, come i modelli strutturali dell’era coloniale persistano attraverso le moderne condizionalità dei prestiti. Questa tesi affronta direttamente tale lacuna della letteratura integrando il Diritto Internazionale e l’Economia Politica con le teorie post-coloniali e femministe delle Relazioni Internazionali. In questo modo, l’attenzione si sposta dalle metriche puramente finanziarie alle esperienze vissute dai gruppi marginalizzati, in particolare le donne, mettendo a nudo i pregiudizi sistemici inerenti alle architetture finanziarie internazionali.
Per valutare criticamente i programmi di aggiustamento strutturale in Egitto e Marocco, questa tesi adotta una metodologia qualitativa e basata sullo studio di casi comparati.
Il fondamento empirico di questo studio si basa sulla ricerca documentale e sull’analisi critica del discorso applicata a fonti primarie: queste includono gli Accordi Istitutivi (Articles of Agreement) del FMI e della BM, i contratti di prestito storici e contemporanei, i dataset economici delle organizzazioni internazionali insieme ai dati istituzionali interni. Piuttosto che accettare questi documenti come testi tecnocratici neutrali, essi vengono scrutinati per svelare i presupposti neoliberisti sottostanti e le dinamiche di potere intrinseche al loro linguaggio. Inoltre, si impiega un quadro comparativo per esaminare l’Egitto e il Marocco. I due Paesi hanno attraversato traiettorie storiche differenti, sia nel periodo coloniale che in quello post-coloniale, il che li rende casi di studio idonei per un confronto regionale più ampio. Questa comparazione strutturata consente una comprensione sfumata di come le direttive economiche globali interagiscano con le specifiche strutture nazionali.
Inoltre, la ricerca mostra un elevato grado di interdisciplinarità, poiché fa da ponte tra Diritto Internazionale, Relazioni Internazionali, Economia Politica e Storia: considerato l’ampio spettro delle dinamiche degli aggiustamenti strutturali, questo approccio è apparso il migliore per affrontare l’argomento. Un pilastro fondamentale di questa ricerca è il suo approccio storicizzato, applicato in modo coerente a tutte le dimensioni analitiche: dall’evoluzione istituzionale delle IFI e dallo sviluppo delle teorie delle Relazioni Internazionali, fino alla traiettoria politica ed economica dell’Egitto e del Marocco.