Il Congresso mondiale amazigh e il nuovo governo marocchino

Pressenza - Wednesday, October 7, 2026

Comunicato del CMA relativo alla nomina della nuova Premier del Marocco

Il Congresso mondiale amazigh (CMA), l’organizzazione che rappresenta e difende i diritti del popolo amazigh nel mondo, prende atto della nomina di Fatima Zahra El-Mansouri come capo del governo marocchino. Il CMA ricorda che El-Mansouri era già membro del governo precedente come Ministra della pianificazione territoriale, dell’urbanistica, dell’edilizia abitativa e delle politiche urbane. In altre parole, anche El-Mansouri è responsabile del trattamento esecrabile delle popolazioni amazigh, messo in atto dal vecchio governo guidato da Aziz Akhnouch (2021-2026).

Il Governo appena terminato, come quelli che lo hanno preceduto, è responsabile per la povertà e marginalizzazione socioeconomica dei territori abitati in prevalenza dagli amazigh (il Rif, i monti dell’Atlante, l’Assamer, il Souss), la spoliazione delle loro terre e risorse naturali, e la violazione dei loro diritti linguistici e culturali, sebbene questi ultimi fossero riconosciuti e dovessero venire protetti dalla Costituzione (dal 2011) e dalla legge organica n°26-16 del 2019, che trattava l’ufficializzazione della lingua amazigh.

Proprio su questo tema, il governo marocchino sta agendo in totale violazione della legge. Ciò ha spinto le associazioni amazigh a presentare denuncia e gli insegnanti di tamazight, la lingua amazigh, a organizzare proteste, come quella di domenica 4 ottobre 2026 a Rabat. Ci aspettiamo che la giustizia marocchina sanzioni severamente lo Stato marocchino e che il nuovo Governo adotti con urgenza un piano d’azione vincolante per generalizzare, in modo efficace, l’uso della lingua amazigh nelle amministrazioni e il suo insegnamento a tutti i livelli scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino all’ultimo anno delle scuole superiori.

Al fianco delle popolazioni amazigh del Marocco, il Congresso mondiale amazigh esige la fine dei discorsi d’odio, del razzismo e delle discriminazioni, attraverso la messa in opera del piano d’azione proposto dalle Nazioni Unite nel 2019, comprendente misure giuridiche, politiche, economiche e non solo. In questo senso, il governo marocchino deve revocare senza indugio il divieto imposto agli amazigh di creare partiti politici, mentre esistono decine di partiti arabisti e islamisti.

Tenendo conto della presa di posizione dell’ONU del 2024, secondo cui la detenzione del leader del movimento di protesta Nasser Zefzafi è arbitraria e contraria al diritto internazionale, il CMA esige il suo rilascio immediato e quello dei suoi compagni detenuti, il risarcimento danni, la riabilitazione, il perseguimento penale e la condanna dei responsabili della loro incarcerazione.

Sebbene la nomina, per la prima volta, di una donna alla guida del governo marocchino sia un fatto positivo e incoraggiante, il CMA non si accontenterà del mero valore simbolico che tale nomina rappresenta. Inoltre, ci aspettiamo dal nuovo capo del governo una politica che rompa con quella dei governi precedenti, realizzando un progetto globale composto di azioni concrete e di breve scadenza, per risolvere sostenibilmente i problemi politici, economici, sociali, linguistici e culturali di cui soffrono gli amazigh, popolo autoctono del paese.

Urge mettere fine alle violazioni dei diritti degli amazigh e ascoltare e soddisfare il loro desiderio profondo di vivere senza discriminazioni e nel rispetto, nella giustizia, nella libertà e nella dignità.

L’Ufficio del Congresso Mondiale Amazigh

Traduzione dal francese di Gaia Da Rè. Revisione di Thomas Schmid.

Rédaction France