Il Congresso mondiale amazigh e il nuovo governo marocchino
COMUNICATO DEL CMA RELATIVO ALLA NOMINA DELLA NUOVA PREMIER DEL MAROCCO
> Il Congresso mondiale amazigh (CMA), l’organizzazione che rappresenta e
> difende i diritti del popolo amazigh nel mondo, prende atto della nomina di
> Fatima Zahra El-Mansouri come capo del governo marocchino. Il CMA ricorda che
> El-Mansouri era già membro del governo precedente come Ministra della
> pianificazione territoriale, dell’urbanistica, dell’edilizia abitativa e delle
> politiche urbane. In altre parole, anche El-Mansouri è responsabile del
> trattamento esecrabile delle popolazioni amazigh, messo in atto dal vecchio
> governo guidato da Aziz Akhnouch (2021-2026).
Il Governo appena terminato, come quelli che lo hanno preceduto, è responsabile
per la povertà e marginalizzazione socioeconomica dei territori abitati in
prevalenza dagli amazigh (il Rif, i monti dell’Atlante, l’Assamer, il Souss), la
spoliazione delle loro terre e risorse naturali, e la violazione dei loro
diritti linguistici e culturali, sebbene questi ultimi fossero riconosciuti e
dovessero venire protetti dalla Costituzione (dal 2011) e dalla legge organica
n°26-16 del 2019, che trattava l’ufficializzazione della lingua amazigh.
Proprio su questo tema, il governo marocchino sta agendo in totale violazione
della legge. Ciò ha spinto le associazioni amazigh a presentare denuncia e gli
insegnanti di tamazight, la lingua amazigh, a organizzare proteste, come quella
di domenica 4 ottobre 2026 a Rabat. Ci aspettiamo che la giustizia marocchina
sanzioni severamente lo Stato marocchino e che il nuovo Governo adotti con
urgenza un piano d’azione vincolante per generalizzare, in modo efficace, l’uso
della lingua amazigh nelle amministrazioni e il suo insegnamento a tutti i
livelli scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino all’ultimo anno delle scuole
superiori.
Al fianco delle popolazioni amazigh del Marocco, il Congresso mondiale amazigh
esige la fine dei discorsi d’odio, del razzismo e delle discriminazioni,
attraverso la messa in opera del piano d’azione proposto dalle Nazioni Unite nel
2019, comprendente misure giuridiche, politiche, economiche e non solo. In
questo senso, il governo marocchino deve revocare senza indugio il divieto
imposto agli amazigh di creare partiti politici, mentre esistono decine di
partiti arabisti e islamisti.
Tenendo conto della presa di posizione dell’ONU del 2024, secondo cui la
detenzione del leader del movimento di protesta Nasser Zefzafi è arbitraria e
contraria al diritto internazionale, il CMA esige il suo rilascio immediato e
quello dei suoi compagni detenuti, il risarcimento danni, la riabilitazione, il
perseguimento penale e la condanna dei responsabili della loro incarcerazione.
Sebbene la nomina, per la prima volta, di una donna alla guida del governo
marocchino sia un fatto positivo e incoraggiante, il CMA non si accontenterà del
mero valore simbolico che tale nomina rappresenta. Inoltre, ci aspettiamo dal
nuovo capo del governo una politica che rompa con quella dei governi precedenti,
realizzando un progetto globale composto di azioni concrete e di breve scadenza,
per risolvere sostenibilmente i problemi politici, economici, sociali,
linguistici e culturali di cui soffrono gli amazigh, popolo autoctono del paese.
Urge mettere fine alle violazioni dei diritti degli amazigh e ascoltare e
soddisfare il loro desiderio profondo di vivere senza discriminazioni e nel
rispetto, nella giustizia, nella libertà e nella dignità.
L’Ufficio del Congresso Mondiale Amazigh
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TRADUZIONE DAL FRANCESE DI GAIA DA RÈ. REVISIONE DI THOMAS SCHMID.
Rédaction France