Dopo i costanti attacchi hacker delle IA, gli USA aprono un’indagine

L'INDIPENDENTE - Friday, October 2, 2026

Nelle ultime settimane i principali protagonisti del settore tecnologico hanno fatto a gara nel denunciare la pericolosità dei prodotti che loro stessi sviluppano e commercializzano. Le aziende hanno ammesso, quasi con orgoglio, che negli ultimi mesi gran parte dei modelli di linguaggio considerati “di frontiera” si è resa protagonista di azioni impreviste e di attacchi informatici ai danni di aziende e siti istituzionali. Una situazione giudicata eccessiva persino dalle istituzioni statunitensi, le quali hanno avviato un’inchiesta per verificare se, e quali, danni gli strumenti di IA possano arrecare ai consumatori.

A muoversi è stata la Federal Trade Commission (FTC), agenzia governativa indipendente nota soprattutto per il suo ruolo di antitrust, ma il cui mandato comprende anche la tutela dei consumatori. La FTC avrebbe aperto l’indagine giá in periodo estivo, in risposta all’incidente di Hugging Face, tuttavia la cosa é stata resa nota solamente ieri, in vista dell’invio di richieste formali di informazioni a OpenAI e Anthropic, le principali realtà del settore, e a METR, l’istituto di ricerca no-profit che da anni collabora con loro come consulente e a cui le due aziende hanno affidato il compito di indagare sui recenti incidenti causati dalle rispettive IA.

Il passo è notevole sotto diversi aspetti, a partire dal fatto che risulta in contrasto con la linea dell’Amministrazione Trump. Questa ha etichettato ogni pensiero critico sull’IA come frutto della propaganda cinese e ha sabotato direttamente la possibilità di istituire regole condivise persino nel settore più minaccioso, quello bellico. Il presidente Donald Trump si è schierato apertamente contro ogni forma di regolamentazione dell’intelligenza artificiale – da lui ribattezzata “super intelligenza“, perché “artificiale” suonerebbe troppo “fake” – e ha preferito puntare su un patto volontario e non vincolante di autoregolamentazione da parte delle imprese.

I firmatari del documento, immortalati martedì 29 settembre con un sorriso a trentadue denti durante la cerimonia alla Casa Bianca, sono però in gran parte gli stessi che sostengono che le IA rappresentino un pericolo per l’umanità e che chiedono l’imposizione di regole concrete. E tutto questo avviene in un contesto in cui l’opinione pubblica si mostra sempre meno favorevole a perseguire a ogni costo lo sviluppo e la diffusione dell’intelligenza artificiale.

Osservatori esterni e critici suggeriscono da tempo di responsabilizzare le aziende applicando le leggi esistenti, attribuendo loro direttamente la responsabilità delle azioni degli strumenti che sviluppano, soprattutto quando i danni non derivano da un prodotto ancora in fase di test e non ufficialmente commercializzato. Una posizione radicale per la prospettiva statunitense, che sembra però condivisa proprio da Andrew Ferguson, presidente dell’FTC, il quale ha sostenuto espressamente la scorsa settimana che le aziende devono rispondere delle azioni compiute dai loro agenti IA.

La strada intrapresa dall’FTC sarebbe d’altronde quella piú rapida e semplice per normare le Big Tech statunitensi, visto che il peso delle autorità estere e occidentali è tenuto di poco conto, quando si tratta di tenere a bada l’industrialitá americana. Lo dimostra con chiarezza quanto accaduto in Australia: dopo la rivelazione che un agente di OpenAI aveva ottenuto accesso non autorizzato al portale Medicare, il database del sistema sanitario del paese, il Senato di Canberra ha convocato per il primo ottobre un’audizione e ha invitato per iscritto Sam Altman e Dario Amodei. Entrambe le aziende hanno declinato, lamentando un preavviso troppo breve per organizzare la trasferta dei dirigenti. Un invito formale a rendere conto di un incidente che ha coinvolto i dati sanitari di un intero paese, insomma, può essere gestito come una questione di agenda, mentre per i vertici di OpenAI e Anthropic gli interlocutori davvero impossibili da fare attendere restano quelli di Washington.

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