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Autistici/Inventati chiude dopo le sanzioni USA, colpita anche Palestine Action
Il collettivo Autistici/Inventati ha chiuso i battenti. Il gruppo, noto per i suoi servizi digitali mirati all’anonimato ed erogati ad attivisti e collettivi, è infine caduto vittima delle pressioni politiche ed economiche statunitensi. L’episodio è frutto di un’ingerenza politica – non giuridica – che richiama da vicino quanto già accaduto alla relatrice delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese e al giudice della Corte Penale Internazionale Nicolas Guillou, a conferma di una coercizione diplomatica che si sta progressivamente normalizzando. La vicenda è iniziata venerdì 26 agosto 2026, quando il Dipartimento del Tesoro statunitense ha reso pubblico che l’Office of Foreign Assets Control (OFAC) ha designato Autistici/Inventati come organizzazione che sostiene “cellule antifa e altri violenti dell’estrema sinistra, comprese organizzazioni terroristiche straniere”. Si tratta di una designazione di matrice totalmente politica, frutto di un ordine esecutivo e non di un’indagine di tribunale o di un riconoscimento formale di responsabilità: una misura che si è estesa anche al gruppo inglese Palestine Action e al collettivo transnazionale Masar Badil, ricollegato al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina. Alla luce della decisione dell’OFAC, il 1° settembre Banca Etica ha comunicato pubblicamente la sospensione del conto corrente di Autistici/Inventati. Tecnicamente, la segnalazione ha imposto all’istituto finanziario di innalzare il livello di rischio del gruppo in attesa di ulteriori verifiche, tuttavia le insidie reali vanno ben al di là delle mere meccaniche gestionali: anche qualora venisse riconosciuta l’innocenza di Autistici/Inventati, avere a che fare con il gruppo esporrebbe comunque a una serie di sanzioni secondarie. In altre parole, chiunque commerci o fornisca servizi a un soggetto inserito nella lista nera dell’OFAC rischia multe da parte degli Stati Uniti e, cosa ancora peggiore, l’esclusione dal sistema finanziario di matrice statunitense: pene che si estendono extraterritorialmente, raggiungendo soggetti e istituzioni altrimenti al di fuori della portata formale di Washington. Pur condannando l’episodio, Banca Etica si è dunque trovata con le spalle al muro, non riuscendo a garantire ad Autistici/Inventati il sostegno necessario a consentire loro di proseguire le operazioni, decidendo piuttosto per la rescissione del contratto. I fondi presenti sul conto non potranno piú essere recuperati. Ieri, 6 settembre, il collettivo ha dunque annunciato la cessazione delle proprie attività, annunciando di voler innanzitutto tutelare i suoi utenti: «non possiamo accettare uno scontro o prestarci a strumentalizzazioni che mettano in pericolo le loro vite, le vite dei loro cari, lasciandole alla mercé di autocrati, fascisti e agenzie che agiscono per vie extra-legali. La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi, non ci permette altre scelte», si legge nel comunicato. Per non mettere a rischio o danneggiare persone legate alle proprie attività, Autistici/Inventati ha dunque fatto un passo indietro, preferendo l’invito a “restare umani” a uno scontro ideologico diretto che, con tutta probabilità, avrebbe prodotto vittime collaterali. In reazione alle mosse dell’amministrazione statunitense, anche Palestine Action Italia sta affrontando difficoltà evidenti: il 2 settembre la piattaforma Donorbox, utilizzata per raccogliere donazioni, ha annunciato senza troppe cerimonie la chiusura dell’account del gruppo, bloccandone l’afflusso di fondi proprio mentre i suoi attivisti sono coinvolti procedimenti giudiziari, uno già avviato e un secondo in partenza a novembre, all’interno dei quali Leonardo S.p.A. si è costituita parte offesa. Parallelamente, Instagram ha chiuso il profilo di Palestine Action Global, decisione presa anch’essa in risposta alle pressioni esercitate dall’OFAC. Episodi di questo tipo sono giá stati ufficialmente condannati dalle Nazioni Unite e da tribunali di diverse parti del mondo, tuttavia le vittime di questa strategia punitiva si vedono costrette ad affrontare una strada in salita fatta di cause internazionali e di scontri diplomatici che spesso le isolano, poiché l’infrastruttura finanziaria globale é estremamente vulnerabile alle decisioni unilaterali degli Stati Uniti, condizione che mette in scacco ogni azienda e in difficoltá qualsiasi governo. The post Autistici/Inventati chiude dopo le sanzioni USA, colpita anche Palestine Action appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 7, 2026
L'INDIPENDENTE
Banca Etica ci scrive
A seguito dell’articolo pubblicato da Contropiano il 3 settembre, riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci da Banca Etica: Venerdì 28 agosto 2026 è stata diffusa la notizia della decisione dell’amministrazione statunitense di inserire il collettivo italiano Autistici/Inventati nelle cosiddette liste OFAC, nell’ambito di azioni mirate a “contrastare la crescente minaccia rappresentata […] L'articolo Banca Etica ci scrive su Contropiano.
September 5, 2026
Contropiano
La propaganda trumpiana si trasforma in videogioco
Novembre si sta avvicinando e, con esso, si avvicinano anche le elezioni statunitensi di metà mandato. I cittadini non sembrano particolarmente colpiti dai traguardi ottenuti dal presidente Donald Trump, troppo preoccupati da un aumento dei prezzi reali che si è solo acuito in seguito alla guerra contro l’Iran. Per cercare di mantenere strette le redini della narrazione pubblica, l’establishment sta facendo il possibile per ostacolare ogni voce critica e valorizzare i punti salienti della propaganda MAGA, compresa la creazione e la distribuzione di videogiochi. Le elezioni di midterm sono da sempre viste come una cartina tornasole dell’operato di un governo statunitense, oltre che un modo per alterare gli equilibri di potere, toccando la distribuzione partitica di parte del Senato e rinnovando la Camera dei Rappresentanti. Al di là dell’elemento puramente strategico, c’è dunque il fatto che questa sarà l’occasione per Trump di fare i conti con quello che i suoi cittadini pensano davvero di lui. Considerando che i sondaggi suggeriscono che il presidente abbia un tasso di approvazione del 32% e che il 60% degli elettori sia apertamente ostile alla guerra in Iran, la situazione non è delle più rosee. Dato che Trump è notoriamente insofferente alle informazioni a lui sfavorevoli, l’Amministrazione sta già facendo il possibile per arginare gli effetti di una possibile batosta elettorale, a partire dal limitare considerevolmente la possibilità di votare da remoto. Il 31 marzo 2026 Trump ha infatti firmato un ordine esecutivo che mira a creare, in ciascuno stato, liste di cittadini statunitensi idonei al voto, istruendo il Servizio Postale degli Stati Uniti di inviare le schede elettorali per posta solo agli elettori verificati. Il decreto è stato in gran parte bloccato da un’ordinanza restrittiva di un tribunale di Boston, quindi il governo si sta ora rivolgendo alla Corte Suprema per sbloccare la situazione. Un’accortezza forse superflua, visto che almeno un whistleblower ha testimoniato che i servizi postali si starebbero comunque già muovendo per adeguarsi all’ordine di Trump, a prescindere da quanto stabilito dai tribunali. Se da un lato c’è la volontà di limitare la libertà di espressione del popolo e del giornalismo, dall’altro c’è quella di “valorizzare” gli obiettivi perseguiti dall’esecutivo o, quantomeno, di ricordare ai cittadini i punti retorici più populisti e coinvolgenti del movimento MAGA. Tra i vari sforzi divulgativi mossi in questa direzione, il più sorprendente è quello della Casa Bianca, che giovedì ha pubblicato sulla propria pagina web ufficiale cinque videogiochi dal look retrò: Flappy Bill, Build the Wall, Rio Run, Supply Line e Trump Savings Tycoon. Opere che si rifanno in maniera marcata ed evidente a classici come Flappy Bird, Tetris e Snake, ma che, a differenza degli originali, si concentrano sul bloccare o deportare migranti e rifugiati, suggerire che la gestione alimentare delle mense scolastiche americane sia migliorata e promuovere il bonus da 1000 dollari che l’esecutivo ha predisposto per gli statunitensi nati tra il 2016 e il 2024. A giudicare da come è impostato il portale, inoltre, nuove esperienze interattive potrebbero essere proposte nell’immediato futuro. Non è la prima volta che il governo statunitense si affaccia in qualche modo alla dimensione videoludica per coinvolgere i cittadini e catturarne l’attenzione in vista di un’elezione. Di solito, più che da Washington stessa, queste strategie vengono peró impiegate dai comitati elettorali di specifici politici o da fondazioni civiche. Anche in questa dimensione apertamente partitica, si tende a presentare il tutto come una forma di promozione al voto, uno sforzo volto a sensibilizzare i cittadini e a spiegare, specialmente alle nuove generazioni, il processo burocratico previsto per far valere le proprie preferenze politiche. Le agenzie governative avevano finora preferito mantenere una neutralità formale, ma evidentemente sono ormai pronte ad abbracciare con enfasi la gamification propagandistica. The post La propaganda trumpiana si trasforma in videogioco appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 4, 2026
L'INDIPENDENTE
Remigrazione, deportazioni e razza negli Stati Uniti di Trump. L’incessante lotta del capitale contro la libertà – di Marco Antonio Pirrone
Invisibile e crudele, nel silenzio complice di buona parte della sinistra italiana e internazionale, la remigrazione[1] — termine proposto e rilanciato dai movimenti della destra internazionale ed europea[2], dalla più moderata a quella estrema di stampo neofascista e neonazista, ma che si sta diffondendo sempre di più anche nel linguaggio politico istituzionale — negli [...]
September 4, 2026
Effimera
La scelta poco etica di Banca Etica
L’afa dell’agosto 2026 non è stata soltanto meteorologica, ma ha portato con sé una tempesta geopolitica che ha scosso le fondamenta della sovranità digitale e finanziaria italiana, segnando forse il punto di non ritorno per l’esperimento della finanza alternativa nel nostro Paese. Al centro di questo scontro si trova il […] L'articolo La scelta poco etica di Banca Etica su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
DIFENDERE AUTISTICI/INVENTATI PRIMA DEL 25 SETTEMBRE 2026. INTERVISTA AD ALBERTO ABO DI MONTE
“16.000 caselle mail, 10.000 blog, 5500 mailing-list e 1500 siti sono ipotecati senza che un giudice abbia preso parola, senza che alcun server sia stato sequestrato, senza che la comunità delle/degli utenti o dei gestori potesse proferire parola”. Per usare le parole di Supporto Legale si tratta di “un salto di qualità nella repressione del dissenso. Siamo di fronte a una decisione politica e amministrativa che trasforma la fornitura di strumenti di comunicazione, privacy e autodifesa digitale in un elemento d’accusa. Il messaggio è brutale e va letto per quello che è: per controllare chi parla, si colpisce chi permette di parlare. Per impedire il dissenso, si tenta di distruggerne le infrastrutture”. Banca Etica ha annunciato la sospensione del conto di Autistici/Inventati per evitare sanzioni secondarie da parte del governo Usa con il rischio concreto di blocco dell’attivita’ per oltre 130.000 correntisti tra cui Radio Onda d’Urto. Gli Usa hanno dato tempo fino al 25 settembre per adeguarsi alle sanzioni. Sull’attacco Usa contro Autistici-Inventati abbiamo sentito Alberto Abo Di Monte autore dell’articolo “Il nemico è la rete che non ti spia. Storia dell’attacco USA contro Autistici/Inventati”. Articolo pubblicato sul portale wumingfoundation.com. Intervista ad Alberto Abo Di Monte nostro collaboratore Ascolta o scarica  https://www.wumingfoundation.com/giap/2026/09/come-si-e-arrivati-allattacco-usa-contro-autistici-inventati/ Condividiamo anche questo documento che sta circolando in rete: DIFENDERE AUTISTICI/INVENTATI PRIMA DEL 25 SETTEMBRE 2026 Da venticinque anni, un collettivo di hacker italiani sta costruendo un’infrastruttura comunicativa progettata per resistere alla censura, alla sorveglianza e alle retate della polizia. Il 26 agosto, gli Stati Uniti l’hanno designata come organizzazione terroristica. Il periodo di liquidazione termina il 25 settembre. “Autistici/Inventati non è nato dal nulla. Le sue radici affondano in oltre un decennio di organizzazione autonoma italiana, radio pirata, BBS (bulletin board system), centri sociali occupati, movimenti anticapitalisti e sperimentazione con i computer come strumenti politici. Negli anni ’90, reti come l’European Counter Network e Isole nella Rete fornivano spazi online ai movimenti sociali, quando Internet era ancora sconosciuto a gran parte del pubblico. Gli Hackmeeting italiani riunivano programmatori, attivisti, artisti e curiosi di tecnologia all’interno di spazi autogestiti. Gli hacklab sorsero nei centri sociali occupati, dove le persone potevano conoscere e imparare ad utilizzare Linux, a costruire reti e a considerare la conoscenza tecnica come qualcosa da condividere piuttosto che da vendere. I futuri membri di A/I provenivano da diverse parti di questo mondo. A Milano, le persone legate all’hacklab LOA usavano il nome Autistici per descrivere il loro intenso fascino per la tecnologia e il desiderio di smascherare le dinamiche politiche nascoste al suo interno. A Firenze, il progetto Inventati era più orientato alla comunicazione, all’editoria e all’organizzazione dei movimenti. Tra i suoi progetti figuravano Stampa , un giornale pensato per essere affisso direttamente sui muri della città, e Spia la Spia, un’iniziativa volta a mappare le telecamere di sorveglianza nei luoghi pubblici. Erano coinvolte anche persone provenienti da Bologna e da altre località. Molti hanno partecipato allo sviluppo iniziale di Indymedia Italia, parte della rete internazionale di editoria aperta che consentiva ai manifestanti e ai semplici partecipanti di riferire sugli eventi senza dover attendere che fossero i giornalisti professionisti a mediare tali informazioni. I diversi gruppi condividevano un problema comune: i movimenti avevano sempre più bisogno di siti web, mailing list e posta elettronica privata, ma le infrastrutture indipendenti rimanevano scarse”. “A/I ha trascorso venticinque anni a prepararsi al giorno in cui un server fosse scomparso. Sa come sostituire un server, spostare un servizio, ripristinare dati crittografati e continuare a operare dopo che la polizia o i provider ne abbiano interrotto il funzionamento. Gli Stati Uniti stanno tentando qualcosa di diverso. Stanno cercando di spaventare banche, host, registrar, fornitori di infrastrutture e sostenitori in tutto il mondo affinché abbandonino il collettivo. Il successo di questa strategia dipenderà in parte dall’architettura di A/I. Dipenderà anche da noi. Da oggi al 25 settembre, conservate la storia. Condividete la storia. Costruite la coalizione. Documentate l’isolamento. Insegnate gli strumenti. Preparate una difesa legale. Non permettete allo Stato di stabilire silenziosamente che costruire un’infrastruttura che preservi la privacy per il dissenso sia di per sé un atto di terrorismo”. Server called Paranoia ITA
September 2, 2026
Radio Onda d`Urto
USA, gli operai vincono la battaglia sindacale: stipendi più alti dopo 42 giorni di sciopero
Gli operai dell’impianto texano della Ashland Specialty Chemicals hanno dovuto scioperare per un mese e mezzo prima di ottenere un nuovo contratto segnato da aumenti salariali e maggiori tutele. La lotta dei lavoratori, canalizzata dal sindacato AFL-CIO, ha costretto l’azienda americana a ritornare sui propri passi. A far scattare la protesta operaia era stata infatti la presentazione di un nuovo contratto con il quale il gruppo Ashland puntava a ridurre i benefici dei lavoratori, riducendo ad esempio le indennità di malattia. A margine di una trattativa serrata, accompagnata dallo sciopero di 70 operai, AFL-CIO ha strappato condizioni migliori per i lavoratori, inserendo la protesta texana in un più ampio filone di lotte sindacali che sta scuotendo gli Stati Uniti. Quando a giugno la Ashland Specialty Chemicals ha presentato il rinnovo del contratto per i suoi lavoratori impegnati nell’impianto texano non si aspettava una reazione così ferrea della controparte. Di fronte al regresso sociale prospettato dall’azienda chimica, 70 operai hanno infatti incrociato le braccia, dando il via a uno sciopero serrato che si è concluso ad agosto con l’ottenimento di un nuovo contratto assai diverso da quello proposto inizialmente. A sostenere i lavoratori è stata l’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations (AFL-CIO), tra le principali sigle sindacali degli USA. È proprio quest’ultima, in una nota, a riportare i dettagli del nuovo contratto siglato per i lavoratori del ramo texano della Ashland Specialty Chemicals. Per i prossimi tre anni è previsto un aumento salariale del 9,25%. A ciò si aggiungono 80 ore retribuite per i congedi di malattia. In caso di inabilità temporanea sono previste fino a un massimo di 25 settimane di congedo. C’è anche un aumento dei giorni di ferie, mentre vengono ripristinati i diritti per i lavoratori senior, che godranno dell’anzianità di servizio per accedere in via preferenziale a nuove posizioni interne. Il messaggio che manda il nuovo contratto, secondo il sindacalista Leonard Aguilar, è chiaro: «quando i lavoratori restano uniti, vincono e costruiscono un futuro più forte per sé e per le loro famiglie». La vittoria dei lavoratori della Ashland Specialty Chemicals è in effetti solo l’ultima di una lunga serie di battaglie condotte con successo dai sindacati americani negli ultimi anni: dalle fabbriche agli hotel, passando per i supermercati e i magazzini. Lo stesso sindacato AFL-CIO rende noto che i lavoratori della catena di supermercati PCC Community Markets hanno di recente ottenuto la firma di nuovi contratti collettivi, segnati da aumenti salariali, maggiorazioni per i turni notturni e protezione contro gli agenti dell’immigrazione (ICE). Nel 2022, negli Stati Uniti, i magazzinieri hanno conquistato l’inedito traguardo della sindacalizzazione. Migliaia di lavoratori del magazzino Amazon di Staten Island, a New York, si sono iscritti alla prima Amazon Labor Union (ALU). Due anni dopo è avvenuto il salto di categoria: l’alleanza con la International Brotherhood of Teamsters (IBT), uno dei sindacati più antichi d’America, attivo nel settore dei trasporti. L’unione di logistica e servizi ha ingrossato la voce dei lavoratori, che hanno preso a denunciare ritmi di lavoro estremi, sorveglianza costante e alti tassi di infortuni. L’esperienza organizzativa e il supporto legale dell’IBT hanno incontrato il fermento dei magazzinieri, dando vita a scioperi in giro per gli USA e ottenendo condizioni lavorative migliori in diversi hub logistici. The post USA, gli operai vincono la battaglia sindacale: stipendi più alti dopo 42 giorni di sciopero appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 2, 2026
L'INDIPENDENTE
SolidarietA\I
Il 26 agosto abbiamo appreso della designazione da parte dell’amministrazione Trump del collettivo Autistici/Inventati come soggetto fiancheggiatore del “terrorismo”. Solidarietà a A/I. L'articolo SolidarietA\I sembra essere il primo su StorieInMovimento.org.
September 2, 2026
StorieInMovimento.org