
Si Marcia per la pace in Romagna domenica 4 ottobre
Pressenza - Thursday, October 1, 2026Domenica 4 ottobre, la Romagna torna a camminare per la pace. Si ripete l’appuntamento con la Marcia per la Pace Romagna, ormai alla sua nona edizione.
La Marcia per la Pace Romagna non è solo una data sul calendario, bensì la prova concreta di una comunità che decide di non voler restare a guardare. Nata nel 2012 come iniziativa del Centro per la Pace di Forlì, insieme al Comune e a tante associazioni locali, questa manifestazione dimostra che la pace non è un’idea astratta, ma una scelta quotidiana di vicinanza, ascolto e solidarietà.
Da allora, il Centro continua a creare occasioni di incontro e partecipazione attorno ai temi della nonviolenza e della solidarietà. L’edizione di quest’anno coinvolge i Comuni di Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro, riunendo cittadini, associazioni e realtà locali sotto lo stesso messaggio: “Se vuoi la Pace, prepara la pace”.
Mettersi in cammino non significa soltanto attraversare fisicamente un territorio, ma è soprattutto trasformare la strada in uno spazio di incontro, confronto e partecipazione collettiva. È proprio questa dimensione condivisa che, come Centro per la Pace, vogliamo valorizzare. Camminare insieme significa creare legami, mettere in relazione persone e realtà diverse e riportare questi temi al centro della nostra vita pubblica.
La giornata del 4 ottobre prenderà il via da più punti. Da Forlì, alle 8.45, i partecipanti partiranno in bicicletta da Piazza Saffi, mentre da Cesena l’incontro è all’Ippodromo alle 9.15. I due gruppi confluiranno poi a Forlimpopoli per proseguire insieme verso Bertinoro, il borgo romagnolo simbolo di ospitalità. La marcia si concluderà nel giardino della Rocca, dove sono previsti interventi istituzionali, un momento musicale e gli stand delle associazioni coinvolte.
La scelta di camminare insieme si carica di un profondo significato simbolico, raccogliendo così il testimone della grande Marcia Perugia-Assisi, nata nel 1961 per iniziativa di Aldo Capitini nella quale persone che arrivano da luoghi diversi, percorrono lo stesso cammino e scoprono di essere un’unica grande comunità unita da solidarietà e bene comune.
È anche per questo che, come Centro per la Pace di Forlì, continuiamo a promuovere la Marcia: perché crediamo che la costruzione della pace passi anche dalla possibilità di incontrarsi e confrontarsi.
Ma come si prepara concretamente la pace? Camminare insieme significa anche prendersi la responsabilità di risposte concrete. Con i cittadini e le realtà del territorio sosteniamo tre impegni precisi:
1º: Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta: la richiesta istituzionale di un Dipartimento dedicato e di un Istituto di ricerca sulla pace e sul disarmo, per educare alla risoluzione nonviolenta dei conflitti.
2º: Creazione e rafforzamento dei Corpi Civili di Pace Europei: il rafforzamento di strumenti di intervento civile nei contesti di crisi per fare mediazione, dialogo e tutela dei diritti umani (sperimentazione già attiva nel Servizio Civile Universale).
3º: Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari: chiediamo con forza al Governo italiano di aderire al trattato entrato in vigore nel 2021.
Le tre proposte portate avanti dalle organizzazioni e dai cittadini si inseriscono in un dibattito più ampio che riguarda tutti noi: il legame tra riarmo, diritto internazionale e prevenzione delle crisi. Per la nostra comunità, portare questi temi all’interno della Marcia significa andare oltre le semplici affermazioni di principio e chiedersi su quali strumenti reali vogliamo investire.
Parlare di pace, infatti, vuol dire mettere in dubbio l’enorme quantità di risorse che vengono destinate alla preparazione militare e decidere di usare quelle stesse energie e quei fondi per progetti civili che aiutino a gestire i conflitti. Significa anche guardare alle brutali conseguenze ambientali della guerra e delle attività militari, come la distruzione degli ecosistemi, il consumo di risorse e l’inquinamento.
Quindi, la questione non riguarda soltanto quello che succede sui campi di battaglia, ma riguarda anche le istituzioni, le organizzazioni internazionali e la società civile. Quali alternative possiamo sviluppare prima che una crisi divampi? Quale ruolo possiamo avere noi cittadini nel far crescere una cultura della tolleranza e dell’educazione alla nonviolenza?
È qui che il livello locale si connette con quello nazionale. La proposta sulla Difesa Civile punta proprio a dare una veste istituzionale alle richieste che salgono dal basso, trasformando la voce dei cittadini in vere politiche pubbliche parlamentari. La Marcia nasce sul territorio, ma parla al Paese e al mondo, ponendo una domanda ineludibile: la pace è soltanto l’assenza di guerra o è qualcosa che dobbiamo imparare a preparare con strumenti, competenze e istituzioni civili?
La guerra consuma risorse, devasta ecosistemi e cancella il futuro. Preparare la pace significa rovesciare questa logica: investire nella prevenzione, nell’educazione e in alternative reali alla risposta militare. Dalla mobilitazione delle nostre piazze alla trasformazione in politiche pubbliche nazionali il passo è fondamentale.
Il 4 ottobre, la strada che unisce Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro diventa il simbolo di ciò che possiamo essere quando decidiamo di camminare insieme. La pace si costruisce così: passo dopo passo, persona dopo persona, partendo dalla nostra terra per guardare al mondo intero.
Marta Galliadi, Centro per la Pace Forlì