Si Marcia per la pace in Romagna domenica 4 ottobre
Domenica 4 ottobre, la Romagna torna a camminare per la pace. Si ripete
l’appuntamento con la Marcia per la Pace Romagna, ormai alla sua nona edizione.
La Marcia per la Pace Romagna non è solo una data sul calendario, bensì la prova
concreta di una comunità che decide di non voler restare a guardare. Nata nel
2012 come iniziativa del Centro per la Pace di Forlì, insieme al Comune e a
tante associazioni locali, questa manifestazione dimostra che la pace non è
un’idea astratta, ma una scelta quotidiana di vicinanza, ascolto e solidarietà.
Da allora, il Centro continua a creare occasioni di incontro e partecipazione
attorno ai temi della nonviolenza e della solidarietà. L’edizione di quest’anno
coinvolge i Comuni di Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro, riunendo cittadini,
associazioni e realtà locali sotto lo stesso messaggio: “Se vuoi la Pace,
prepara la pace”.
Mettersi in cammino non significa soltanto attraversare fisicamente un
territorio, ma è soprattutto trasformare la strada in uno spazio di incontro,
confronto e partecipazione collettiva. È proprio questa dimensione condivisa
che, come Centro per la Pace, vogliamo valorizzare. Camminare insieme significa
creare legami, mettere in relazione persone e realtà diverse e riportare questi
temi al centro della nostra vita pubblica.
La giornata del 4 ottobre prenderà il via da più punti. Da Forlì, alle 8.45, i
partecipanti partiranno in bicicletta da Piazza Saffi, mentre da Cesena
l’incontro è all’Ippodromo alle 9.15. I due gruppi confluiranno poi a
Forlimpopoli per proseguire insieme verso Bertinoro, il borgo romagnolo simbolo
di ospitalità. La marcia si concluderà nel giardino della Rocca, dove sono
previsti interventi istituzionali, un momento musicale e gli stand delle
associazioni coinvolte.
La scelta di camminare insieme si carica di un profondo significato simbolico,
raccogliendo così il testimone della grande Marcia Perugia-Assisi, nata nel 1961
per iniziativa di Aldo Capitini nella quale persone che arrivano da luoghi
diversi, percorrono lo stesso cammino e scoprono di essere un’unica grande
comunità unita da solidarietà e bene comune.
È anche per questo che, come Centro per la Pace di Forlì, continuiamo a
promuovere la Marcia: perché crediamo che la costruzione della pace passi anche
dalla possibilità di incontrarsi e confrontarsi.
Ma come si prepara concretamente la pace? Camminare insieme significa anche
prendersi la responsabilità di risposte concrete. Con i cittadini e le realtà
del territorio sosteniamo tre impegni precisi:
1º: Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta: la richiesta istituzionale di un
Dipartimento dedicato e di un Istituto di ricerca sulla pace e sul disarmo, per
educare alla risoluzione nonviolenta dei conflitti.
2º: Creazione e rafforzamento dei Corpi Civili di Pace Europei: il rafforzamento
di strumenti di intervento civile nei contesti di crisi per fare mediazione,
dialogo e tutela dei diritti umani (sperimentazione già attiva nel Servizio
Civile Universale).
3º: Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari: chiediamo con forza al
Governo italiano di aderire al trattato entrato in vigore nel 2021.
Le tre proposte portate avanti dalle organizzazioni e dai cittadini si
inseriscono in un dibattito più ampio che riguarda tutti noi: il legame tra
riarmo, diritto internazionale e prevenzione delle crisi. Per la nostra
comunità, portare questi temi all’interno della Marcia significa andare oltre le
semplici affermazioni di principio e chiedersi su quali strumenti reali vogliamo
investire.
Parlare di pace, infatti, vuol dire mettere in dubbio l’enorme quantità di
risorse che vengono destinate alla preparazione militare e decidere di usare
quelle stesse energie e quei fondi per progetti civili che aiutino a gestire i
conflitti. Significa anche guardare alle brutali conseguenze ambientali della
guerra e delle attività militari, come la distruzione degli ecosistemi, il
consumo di risorse e l’inquinamento.
Quindi, la questione non riguarda soltanto quello che succede sui campi di
battaglia, ma riguarda anche le istituzioni, le organizzazioni internazionali e
la società civile. Quali alternative possiamo sviluppare prima che una crisi
divampi? Quale ruolo possiamo avere noi cittadini nel far crescere una cultura
della tolleranza e dell’educazione alla nonviolenza?
È qui che il livello locale si connette con quello nazionale. La proposta sulla
Difesa Civile punta proprio a dare una veste istituzionale alle richieste che
salgono dal basso, trasformando la voce dei cittadini in vere politiche
pubbliche parlamentari. La Marcia nasce sul territorio, ma parla al Paese e al
mondo, ponendo una domanda ineludibile: la pace è soltanto l’assenza di guerra o
è qualcosa che dobbiamo imparare a preparare con strumenti, competenze e
istituzioni civili?
La guerra consuma risorse, devasta ecosistemi e cancella il futuro. Preparare la
pace significa rovesciare questa logica: investire nella prevenzione,
nell’educazione e in alternative reali alla risposta militare. Dalla
mobilitazione delle nostre piazze alla trasformazione in politiche pubbliche
nazionali il passo è fondamentale.
Il 4 ottobre, la strada che unisce Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro diventa il
simbolo di ciò che possiamo essere quando decidiamo di camminare insieme. La
pace si costruisce così: passo dopo passo, persona dopo persona, partendo dalla
nostra terra per guardare al mondo intero.
Marta Galliadi, Centro per la Pace Forlì
Redazione Romagna