L’inflazione in Italia ha toccato il massimo da tre anni: + 4,2%

L'INDIPENDENTE - Thursday, October 1, 2026

Bollette, carburanti e alimenti freschi riportano il nostro Paese ai livelli d’inflazione più elevati degli ultimi tre anni. A settembre, secondo le stime preliminari dell’Istat, i prezzi al consumo sono infatti aumentati del 4,2% rispetto a un anno prima, contro il 3,3% di agosto, e dello 0,7% rispetto al mese precedente. Per trovare un tasso superiore bisogna risalire al settembre 2023, quando si raggiunse il 5,3%. La spinta arriva soprattutto dall’energia, ma si allarga anche alla spesa quotidiana, mentre arretra la fiducia di famiglie e imprese e le associazioni dei consumatori chiedono interventi urgenti al governo.

La componente energetica, nello specifico, ha registrato un incremento annuo del 22,3%, dopo il 17,1% di agosto. Il gas sul mercato tutelato ha raggiunto il +47,2%, con un incremento dell’11,6% in appena un mese. Il gasolio per riscaldamento costa il 38,5% in più rispetto a settembre 2025, quello per autotrazione il 34,9%, mentre la benzina è salita del 21,8%. Si tratta insomma di rincari che influiscono direttamente sulle spese domestiche e sugli spostamenti, oltre ad accrescere i costi delle attività produttive. Il fenomeno ha investito anche gli scaffali. Gli alimentari non lavorati accelerano dal +3,8% al +5,5% annuo, trainati soprattutto dagli ortaggi. Il carrello della spesa, che comprende alimentari e prodotti per la casa e la cura personale, è passato dal +0,9% al +1,7%; i prodotti acquistati con maggiore frequenza salgono invece dal +4,3% al +5,3%. Gli alimentari lavorati restano lievemente sotto i livelli di un anno prima (-0,3%), ma le maggiori spese energetiche e di trasporto rischiano di trasferirsi anche sui loro prezzi.

L’inflazione aumenta anche escludendo dal computo energia e alimentari freschi. La componente di fondo è infatti salita dall’1,5% all’1,7%. Per l’indice generale, l’inflazione acquisita nel 2026 ha toccato il 3,1%: sarebbe questo l’incremento medio annuo se i prezzi rimanessero fermi nei mesi restanti. La portata dell’inflazione sui bilanci familiari emerge dalle elaborazioni delle associazioni. L’Unione nazionale consumatori ha stimato un aggravio medio annuo di 1.108 euro, con 445 euro riconducibili ad abitazione, elettricità e gas e 307 ai trasporti. Per una coppia con due figli il conto aggiuntivo raggiungerebbe 1.516 euro. Le valutazioni del Codacons risultano ancora più elevate: a parità di consumi, 1.389 euro per la famiglia tipo e 1.918 per un nucleo con due figli. «Purtroppo – ha scritto il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – come avevamo previsto la situazione di emergenza nel settore dell’energia e dei carburanti sta determinando rincari a cascata in tutti i settori, e il governo farebbe bene a intervenire con urgenza per ridurre gli effetti della stangata che si sta abbattendo sulle famiglie italiane».

Il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, ha contestato l’insufficienza delle misure dell’esecutivo contro il caro energia, temendo ulteriori aumenti degli alimentari trasformati. Gabriele Melluso – presidente di Assoutenti, che ha stimato in 185 euro annui la maggiore spesa per cibo e bevande in una famiglia con due figli – ha spronato l’esecutivo a «mettere la questione dei prezzi al centro della propria agenda». Intanto, l’indice di fiducia dei consumatori scende da 94,5 a 91,2; quello delle imprese passa da 97,0 a 95,9, registrando il primo calo dopo tre mesi di crescita. Tra i comparti produttivi migliora soltanto la manifattura, mentre arretrano servizi, commercio e costruzioni.

La risalita dei prezzi attraversa anche altri Paesi europei. A settembre, il caro carburante ha spinto l’inflazione in Germania al livello più alto dalla fine del 2023, con un tasso di crescita dei prezzi pari al 3,3% contro il 2,9% di agosto. In Spagna l’inflazione è stimata nello stesso mese al 4,9%, il valore più alto dal febbraio 2023 (ad agosto aveva già fatto segnare il 4,3%). In Francia l’Istituto di statistica di Parigi ha segnalato prezzi in salita al 3%, dal 2,4% di agosto. In Italia, un possibile freno nel breve periodo arriva dai tetti introdotti da Eni, Ip e Q8.

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