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I prezzi delle materie prime alimentari sono ai massimi da quattro anni
Non solo il settore energetico: anche i prezzi delle materie prime agricole stanno subendo un notevole rincaro raggiungendo i massimi da quasi quattro anni a livello globale. A lanciare l’allarme è stata la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), secondo la quale ad agosto i prezzi alimentari mondiali sono saliti al livello più alto dalla fine del 2022: il Food Price Index elaborato dall’agenzia, infatti – che visiona le variazioni mensili di un paniere di materie prime alimentari scambiate a livello internazionale – ha registrato una media di 133,3 punti ad agosto, in aumento rispetto al dato rivisto di luglio di 130,8 punti. È il valore più alto dal novembre 2022, inferiore comunque al picco record del marzo dello stesso anno, raggiunto subito dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Tra le cause del rincaro alimentare vanno annoverate la criticità delle condizioni climatiche e la guerra in Medio Oriente e in Ucraina, ma anche la speculazione dei mercati finanziari che, approfittando delle tensioni globali, cercano di ottenere maggiori profitti. «L’aumento dei prezzi alimentari globali di agosto è un avvertimento del fatto che il premio al rischio sta tornando sui mercati alimentari: shock climatici, tensioni geopolitiche e logistica commerciale interrotta stanno convergendo nel ridurre le aspettative sull’offerta», ha affermato in una nota l’economista capo della FAO, Maximo Torero. Tra le categorie alimentari, particolare attenzione è stata rivolta a quella dei cereali, il cui indice FAO è aumentato del 2,2% su base mensile, raggiungendo il livello più alto dal maggio 2024. In un altro rapporto, l’agenzia ha tagliato le previsioni sulla produzione mondiale di cereali per il 2026 di 3,4 Mln di tonnellate rispetto alla stima precedente di luglio, portandole a 2,980 Mld di tonnellate, un dato inferiore del 2,0% rispetto al 2025 e che segna il calo annuale più consistente dal 2018. Nonostante ciò, la produzione prevista rimarrebbe comunque la seconda più grande mai registrata. L’indice degli oli vegetali, invece, è salito dello 0,6%, toccando il massimo dal giugno 2022, mentre il parametro di riferimento dell’agenzia per lo zucchero ha raggiunto l’11,9%, la percentuale più alta dal giugno 2025. Il blocco della navigazione commerciale nel Mar Nero, ormai paralizzata da settimane a causa degli attacchi reciproci tra Russia e Ucraina proprio durante la stagione del raccolto, è una delle cause principali del rialzo dei prezzi del grano e dei cereali in generale, anche sul mercato dei futures. Russia e Ucraina, insieme, sono responsabili di oltre metà delle esportazioni globali di cereali, prodotti fondamentali per l’alimentazione sia umana che animale che, negli ultimi mesi, ha subito l’impatto non solo del conflitto tra Russia e Ucraina, ma anche del caldo torrido. Ma a pesare sull’aumento dei prezzi delle materie prime agricole c’è anche l’effetto indiretto del rincaro energetico: con l’aumento dei prezzi dei carburanti, infatti, non aumenta solo il costo dei trasporti dei prodotti alimentari, ma anche quello dei fertilizzanti, ormai indispensabili per la produzione alimentare. Infine, non bisogna sottovalutare l’impatto della speculazione finanziaria, alimentata dalla criticità generale dello scenario: sui mercati, infatti, si sono registrati rialzi a due cifre percentuali nel mese di agosto per le materie prime agricole come grano e mais, mentre il Bloomberg Commodity Agriculture Total Return Index ha guadagnato il 12,4% in un mese, concludendo agosto ai massimi da 14 anni, come riporta il Sole 24 Ore. L’esposizione rialzista dei fondi ha raggiunto in termini di valore circa 53 miliardi di dollari, secondo le stime di Saxo Bank, grazie alle cosiddette posizioni nette lunghe all’acquisto. Attraverso quest’ultime, i fondi comprano azioni, obbligazioni o materie prime con l’intento di rivenderle in futuro a un prezzo maggiore. Sempre secondo il Sole 24 Ore, sull’intero paniere del Bloomberg Commodities Index (Bcom) – un paniere di 25 materie prime, tra cui anche petrolio, oro e rame – i fondi, nella settimana del primo settembre, avevano accumulato posizioni nette lunghe pari a 2,16 milioni di contratti, un record da 4 anni, per un valore nominale intorno a 200 miliardi di dollari. A risentire maggiormente dell’interruzione dei trasporti delle materie prime e dei relativi aumenti di prezzo sono innanzitutto i Paesi più poveri, ma anche quelli delle cosiddette economie avanzate, che devono affrontare il caro energetico da ormai quattro anni, mentre – allo stesso tempo – non ci sono prospettive immediate di risoluzione dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente. The post I prezzi delle materie prime alimentari sono ai massimi da quattro anni appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 9, 2026
L'INDIPENDENTE
Sorpresa!! E’ ripartita l’inflazione, in Italia e in Europa
Il tasso di inflazione registrato ad agosto è risalito al 3,3% dal 2,9 precedente. Si tratta del dato più alto da quasi tre anni. A settembre del 2023 l’inflazione aveva toccato infatti il 5,3%. Per gli osservatori ufficiali come l’Istat si tratta di uno shock esterno e non di un […] L'articolo Sorpresa!! E’ ripartita l’inflazione, in Italia e in Europa su Contropiano.
September 2, 2026
Contropiano
Inflazione, in arrivo la stangata d’autunno: “le famiglie spenderanno 633 euro in più”
Guerre e crisi energetiche presenteranno presto un nuovo conto alle famiglie italiane. I nuovi dati ISTAT relativi al mese di agosto fotografano infatti un’accelerazione dell’inflazione, sostenuta soprattutto dall’andamento dei prezzi dei beni energetici, il cui tasso di crescita passa dal +11,6% di luglio al +17,0%. Secondo i dati preliminari, riporta l’ISTAT, nel mese di agosto 2026 «l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,5% su base mensile e a +3,3% su base annua». Eppure, quella di agosto pare essere la quiete prima della tempesta: nonostante la relativa stabilità dell’inflazione al netto dell’energia, il Codacons stima infatti che nel prossimo autunno le famiglie italiane dovranno sostenere una spesa extra media di 633 euro, trainata dagli effetti diretti e indiretti dell’aumento dei costi dell’energia. Secondo le analisi preliminari dell’ISTAT, a trainare l’aumento dei prezzi nel mese di agosto sono stati tanto i beni energetici non regolamentati quanto quelli regolamentati, questi ultimi passati dal +14,4% di luglio al +18,8%. Stabile l’aumento dei prezzi dei beni alimentari, che si attesta all’1,1%, lo stesso tasso registrato a luglio. Leggermente in rialzo, invece, la voce degli altri beni, che comprende i beni non alimentari diversi dai prodotti energetici e passa dal +0,7% di luglio al +0,8% di agosto. In leggero calo i prezzi dei servizi, che passano dal +2,7% di luglio al +2,4% di agosto. Tra le principali voci di spesa, restano più elevati i tassi relativi ai servizi relativi all’abitazione, al +4,3%, e ai servizi relativi ai trasporti, al +2%. In termini congiunturali, ossia rispetto al mese precedente, l’aumento dei prezzi dei beni energetici è stato del 2,8%, mentre la maggior parte delle altre voci è rimasta sostanzialmente stabile. Dopo l’energia, l’aumento più significativo ha riguardato i servizi relativi ai trasporti, che hanno registrato una crescita dell’1,4%. Di fronte a tale quadro, il Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ha lanciato un allarme per i mesi autunnali: «Sulle tasche degli italiani è in arrivo una stangata d’autunno stimata in +633 euro a famiglia», si legge in un comunicato. La voce che inciderà maggiormente, «in modo diretto e indiretto», sulle tasche dei consumatori è proprio quella relativa all’energia. Il prezzo dell’elettricità monitorato, rimarca il Codacons, «è infatti passato dai 112 €/MWh nella media del trimestre settembre/ottobre/novembre 2025 agli attuali 180 €/MWh, con un balzo del +60,7%». La situazione è ancora più critica sul fronte del gas, «con l’indice PSV salito da 0,358 €/Smc nel trimestre autunnale del 2025 ai circa 0,750 €/Smc di agosto, con un aumento del +109%». Di questo passo, se i prezzi dell’energia dovessero mantenersi ai livelli attuali, «la spesa di una famiglia media per le bollette di luce e gas potrebbe salire di complessivi 205 euro tra settembre e novembre», avverte il Codacons. Stangata in arrivo anche sul fronte dei carburanti. Se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, «la maggiore spesa solo a titolo di rifornimenti ai distributori nel trimestre considerato (nell’ipotesi di due pieni al mese) sarebbe di +145 euro sullo stesso periodo del 2025» per le auto diesel e di +93 euro per quelle a benzina. Aumenti sono stimati anche nei listini di cibi e bevande, che rischiano un rialzo del 3%, pari a circa 70 euro in più sulla spesa, così come nei servizi di trasporto, per i quali si stima una maggiore spesa di 68 euro a famiglia nel prossimo trimestre. Aggravi, infine, per mangiare fuori casa, tra bar, ristoranti, pizzerie e asporto, con una spesa aggiuntiva stimata in 20 euro a nucleo familiare. A pesare soprattutto sulle famiglie con figli sarà, infine, la riapertura delle scuole, con l’acquisto di corredo scolastico e libri, una spesa che può raggiungere i 1.300 euro per studente. Rispetto allo scorso anno, l’aumento stimato è di 32 euro. The post Inflazione, in arrivo la stangata d’autunno: “le famiglie spenderanno 633 euro in più” appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 1, 2026
L'INDIPENDENTE
L’inflazione a Cuba. Una battaglia per la sopravvivenza della Rivoluzione e il benessere del popolo
Quando ci si siede a riflettere sull’inflazione cubana, non lo si può fare né dalla fredda statistica né dai manuali di economia scritti in paesi senza blocco. Bisogna farlo dalla trincea, dalla resistenza quotidiana di un popolo che da più di sei decenni dimostra di non arrendersi. Perché questo, compagni, […] L'articolo L’inflazione a Cuba. Una battaglia per la sopravvivenza della Rivoluzione e il benessere del popolo su Contropiano.
August 25, 2026
Contropiano
L’Italia va alla guerra, tra prestiti per le armi, l’Ilva che chiude e l’inflazione sale
Si chiama SAFE, Security Action For Europe, ed è un programma di prestiti europei a lunga scadenza per l’acquisto e la fabbricazione di nuovi armamenti. Questi includono munizioni e missili, sistemi di artiglieria, droni e sistemi anti-drone, nonché sistemi di difesa aerea e missilistica, protezione delle infrastrutture critiche, protezione degli […] L'articolo L’Italia va alla guerra, tra prestiti per le armi, l’Ilva che chiude e l’inflazione sale su Contropiano.
August 1, 2026
Contropiano
Il problema e la soluzione infame
L’inflazione sta tornando a salire rapidamente con conseguenze pesanti, soprattutto perché non è chiaro fino a che punto potrebbe arrivare il rialzo. Le condizioni internazionali sono pesantissime: blocco perdurante di Hormuz, guerra sine die in Ucraina, difficoltà dei transiti strategici come Gibuti e Suez, eccessiva dipendenza dal costoso GNL degli […] L'articolo Il problema e la soluzione infame su Contropiano.
July 21, 2026
Contropiano
Allarme rosso sull’economia Usa
Torno sul viaggio precipitoso di Christine Lagarde negli Stati Uniti per incontrare il presidente della Fed Kevin Warsh e il segretario al tesoro Scott Bessent. Il primo giorno il colloquio con Warsh ha avuto ad oggetto, al di là del tema molto formale – l’opportunità per i banchieri centrali di […] L'articolo Allarme rosso sull’economia Usa su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
Meno lavatrici e più carri armati a prezzi d’inflazione
Il “fascino” del riarmo I padroni del mondo stanno modellando i mercati a loro immagine e somiglianza. E attraverso questa operazione, è ovvio, trasformano anche profondamente le società umane che alimentano il business planetario. La decisa “sterzata” delle democrazie industriali occidentali, negli ultimi 10 anni, è stata quella di riscoprire […] L'articolo Meno lavatrici e più carri armati a prezzi d’inflazione su Contropiano.
July 11, 2026
Contropiano
Cgil Cisl Uil approvano un’ipotesi di accordo per lasciare tutto inalterato
È stata resa pubblica la piattaforma Cgil, Cisl e Uil su contratti e rappresentanza. “Cgil, Cisl e Uil condividono la necessità di intervenire sui temi relativi al modello contrattuale, alla crescita dei salari, alla rappresentanza sindacale e datoriale e la sua certificazione”. Inizia così il documento per un accordo quadro […] L'articolo Cgil Cisl Uil approvano un’ipotesi di accordo per lasciare tutto inalterato su Contropiano.
June 23, 2026
Contropiano