Tag - costi

L’inflazione in Italia ha toccato il massimo da tre anni: + 4,2%
Bollette, carburanti e alimenti freschi riportano il nostro Paese ai livelli d’inflazione più elevati degli ultimi tre anni. A settembre, secondo le stime preliminari dell’Istat, i prezzi al consumo sono infatti aumentati del 4,2% rispetto a un anno prima, contro il 3,3% di agosto, e dello 0,7% rispetto al mese precedente. Per trovare un tasso superiore bisogna risalire al settembre 2023, quando si raggiunse il 5,3%. La spinta arriva soprattutto dall’energia, ma si allarga anche alla spesa quotidiana, mentre arretra la fiducia di famiglie e imprese e le associazioni dei consumatori chiedono interventi urgenti al governo. La componente energetica, nello specifico, ha registrato un incremento annuo del 22,3%, dopo il 17,1% di agosto. Il gas sul mercato tutelato ha raggiunto il +47,2%, con un incremento dell’11,6% in appena un mese. Il gasolio per riscaldamento costa il 38,5% in più rispetto a settembre 2025, quello per autotrazione il 34,9%, mentre la benzina è salita del 21,8%. Si tratta insomma di rincari che influiscono direttamente sulle spese domestiche e sugli spostamenti, oltre ad accrescere i costi delle attività produttive. Il fenomeno ha investito anche gli scaffali. Gli alimentari non lavorati accelerano dal +3,8% al +5,5% annuo, trainati soprattutto dagli ortaggi. Il carrello della spesa, che comprende alimentari e prodotti per la casa e la cura personale, è passato dal +0,9% al +1,7%; i prodotti acquistati con maggiore frequenza salgono invece dal +4,3% al +5,3%. Gli alimentari lavorati restano lievemente sotto i livelli di un anno prima (-0,3%), ma le maggiori spese energetiche e di trasporto rischiano di trasferirsi anche sui loro prezzi. L’inflazione aumenta anche escludendo dal computo energia e alimentari freschi. La componente di fondo è infatti salita dall’1,5% all’1,7%. Per l’indice generale, l’inflazione acquisita nel 2026 ha toccato il 3,1%: sarebbe questo l’incremento medio annuo se i prezzi rimanessero fermi nei mesi restanti. La portata dell’inflazione sui bilanci familiari emerge dalle elaborazioni delle associazioni. L’Unione nazionale consumatori ha stimato un aggravio medio annuo di 1.108 euro, con 445 euro riconducibili ad abitazione, elettricità e gas e 307 ai trasporti. Per una coppia con due figli il conto aggiuntivo raggiungerebbe 1.516 euro. Le valutazioni del Codacons risultano ancora più elevate: a parità di consumi, 1.389 euro per la famiglia tipo e 1.918 per un nucleo con due figli. «Purtroppo – ha scritto il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – come avevamo previsto la situazione di emergenza nel settore dell’energia e dei carburanti sta determinando rincari a cascata in tutti i settori, e il governo farebbe bene a intervenire con urgenza per ridurre gli effetti della stangata che si sta abbattendo sulle famiglie italiane». Il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, ha contestato l’insufficienza delle misure dell’esecutivo contro il caro energia, temendo ulteriori aumenti degli alimentari trasformati. Gabriele Melluso – presidente di Assoutenti, che ha stimato in 185 euro annui la maggiore spesa per cibo e bevande in una famiglia con due figli – ha spronato l’esecutivo a «mettere la questione dei prezzi al centro della propria agenda». Intanto, l’indice di fiducia dei consumatori scende da 94,5 a 91,2; quello delle imprese passa da 97,0 a 95,9, registrando il primo calo dopo tre mesi di crescita. Tra i comparti produttivi migliora soltanto la manifattura, mentre arretrano servizi, commercio e costruzioni. La risalita dei prezzi attraversa anche altri Paesi europei. A settembre, il caro carburante ha spinto l’inflazione in Germania al livello più alto dalla fine del 2023, con un tasso di crescita dei prezzi pari al 3,3% contro il 2,9% di agosto. In Spagna l’inflazione è stimata nello stesso mese al 4,9%, il valore più alto dal febbraio 2023 (ad agosto aveva già fatto segnare il 4,3%). In Francia l’Istituto di statistica di Parigi ha segnalato prezzi in salita al 3%, dal 2,4% di agosto. In Italia, un possibile freno nel breve periodo arriva dai tetti introdotti da Eni, Ip e Q8. The post L’inflazione in Italia ha toccato il massimo da tre anni: + 4,2% appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 1, 2026
L'INDIPENDENTE
Costi e perdite epocali dell’operazione Epic Fury
L’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Difesa Usa ha pubblicato lunedì il rapporto che prende in esame il periodo dal 28 febbraio al 30 giugno. Il documento dettaglia le spese per un totale di 22,3 miliardi di dollari (19,3 miliardi di euro) in munizioni utilizzate, 3,7 miliardi di dollari (3,2 […] L'articolo Costi e perdite epocali dell’operazione Epic Fury su Contropiano.
September 18, 2026
Contropiano
Palestina. Dalla condanna degli insediamenti dei coloni all’imposizione di costi…
La comunità internazionale ha forse iniziato a trasformare l’attività di insediamento israeliana da una violazione costosa a un onere gravoso? La posizione di dodici paesi, tra cui Gran Bretagna, Francia e Canada, rappresenta un cambiamento che va oltre la mera condanna politica, configurandosi come un tentativo concreto di imporre costi […] L'articolo Palestina. Dalla condanna degli insediamenti dei coloni all’imposizione di costi… su Contropiano.
September 11, 2026
Contropiano
La fine dell’impero
In un mondo dove il novanta per cento delle merci viaggia via mare, gli Stati Uniti rappresentano ormai un paradosso geopolitico, provando ad agire come l’unico soggetto militare che controlla la navigazione globale mentre le fondamenta economiche di tale primato si sgretolano sotto il peso di contraddizioni strutturali insanabili. Da […] L'articolo La fine dell’impero su Contropiano.
September 2, 2026
Contropiano
Svendere per poi pagare il doppio. Chi ha occupato davvero i beni comuni
Il rogo che nella notte tra il 29 e il 30 luglio ha reso inagibile il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, lasciando in strada circa quattrocento persone, riporta l’attenzione su un immobile che dal 12 ottobre 2013, data di inizio dell’occupazione da parte di circa trecento […] L'articolo Svendere per poi pagare il doppio. Chi ha occupato davvero i beni comuni su Contropiano.
August 3, 2026
Contropiano
La realtà fa capolino: il Tav è vicino ad affondare
La linea ad alta velocità Torino-Lione si trova in una fase critica del suo sviluppo, con una combinazione di sfide ingegneristiche, ritardi logistici e un’incertezza finanziaria che ne mettono in dubbio non tanto la realizzazione nei tempi e nei costi previsti ma proprio la costruzione dell’opera che rischia così di […] L'articolo La realtà fa capolino: il Tav è vicino ad affondare su Contropiano.
July 27, 2026
Contropiano
L’economia dei token e il vero prezzo dell’intelligenza artificiale
Negli ultimi mesi, molte delle aziende che avevano sottoscritto contratti con OpenAI o Anthropic hanno avuto una brutta sorpresa. Lo scorso aprile, la società di noleggio auto con conducente Uber ha per esempio scoperto di aver già bruciato tutto il budget annuale destinato all’intelligenza artificiale. Una situazione simile si è verificata anche […] L'articolo L’economia dei token e il vero prezzo dell’intelligenza artificiale su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano
Centri estivi 2026: quando lo stipendio non basta
Per milioni di famiglie con la fine dell’anno scolastico si è ripresentata l’annosa e drammatica questione relativa alla gestione di propri figli durante il periodo estivo. L’Italia, come si sa, continua a essere uno dei pochi Paesi europei in cui la pausa scolastica si protrae mediamente dalle 10 alle 14 settimane, a seconda del ciclo didattico, contro le 6-8 settimane registrate in Germania, Francia o Regno Unito. Una sospensione prolungata che obbliga i tantissimi nuclei familiari che non possono contare su una rete parentale di supporto a investire somme ingenti di denaro nei centri estivi privati per poter conciliare i tempi di vita e di lavoro. Ma si tratta di costi esorbitanti e non alla portata delle tasche di tutte le famiglie, già alle prese con i rincari su bollette, carrello della spesa e carburanti. Secondo i dati del 4° Monitoraggio annuale, realizzato dall’Osservatorio Eures-Adoc, attraverso la metodologia della mystery client su circa 200 strutture private in otto grandi città italiane, la tariffa media nazionale a tempo pieno è salita a ben 179 euro a settimana per bambino. Questo significa che otto settimane di frequenza costano mediamente 1.432 euro per un solo figlio. La cifra si fa ancora più drammatica per le famiglie con due figli, dove la spesa complessiva sfonda la quota dei 2.700 euro, attestandosi per l’esattezza a una stima di 2.764 euro. Tale incremento tiene conto del fatto che il 49% dei centri estivi censiti non applica alcuna riduzione tariffaria per i fratelli e, laddove lo sconto è presente, raramente supera il 10%, fermandosi a una media del 7%. Neppure il ricorso al tempo ridotto, che esclude il pranzo e si limita alla fascia mattutina, alleggerisce davvero il peso economico, comportando una spesa media nazionale di 119 euro a settimana che, nelle regioni del Centro Italia, sale fino a 130 euro. I dati della ricerca condotta dal 2023 al 2026 svelano un’impennata dei prezzi che va ben oltre le dinamiche inflazionistiche. A fronte di un’inflazione nazionale pari al +2,7% su base annua, il costo medio settimanale dei centri estivi è aumentato del 3,5% nell’ultimo anno e del 27% nell’ultimo triennio, traducendosi in 38 euro in più a settimana per ogni singolo bambino. L’indagine territoriale conferma che l’Italia viaggia a due velocità: al Nord la spesa media settimanale a tempo pieno tocca i 196 euro, seguita dal Centro con 185 euro e dal Sud con 143 euro. Milano si attesta come la città più cara in assoluto con una media di 233 euro a settimana, costringendo una famiglia con due figli a sborsare oltre 3.500 euro per otto settimane di frequenza. Seguono nella classifica dei rincari Firenze con 187 euro, Bologna con 181 euro (che registra il rincaro record di +71 euro nel triennio), Torino con 171 euro e Roma con 165 euro. Nel Mezzogiorno i costi risultano leggermente più contenuti, ma comunque gravosi rispetto ai redditi medi, oscillando tra i 153 euro di Palermo, i 142 euro di Napoli (unica città in lieve calo) e i 137 euro di Bari, che però nell’ultimo anno ha registrato un balzo del +25,8%. Nelle città del Centro-Nord, la spesa per l’estate arriva così ad assorbire l’equivalente di un intero stipendio mensile. A fronte di questa “emergenza”, la risposta delle istituzioni continua a essere del tutto insufficiente. Il “Piano Estate” del Ministro Valditara è un palliativo che non risolve il problema alla radice, poiché le scuole aperte e i fondi stanziati non riescono a coprire l’enorme richiesta, lasciando scoperti la maggior parte dei territori e dei periodi di chiusura. Anche l’offerta dei centri estivi comunali o convenzionati, regolamentata in modo frammentario dai singoli Comuni con agevolazioni ISEE (come i bandi e i contributi attivati a Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Firenze), risulta del tutto insufficiente rispetto alla domanda e incapace di coprire l’intero arco dei tre mesi di stop delle lezioni. In questo vuoto normativo ed economico si allarga poi drammaticamente la forbice sociale. Da un lato cresce l’offerta d’élite dei campus sportivi ufficiali organizzati dalle Federazioni Nazionali (come tennis, scherma o rugby), i cui format residenziali con pernottamento possono costare dalle 600 alle 900 euro a settimana, escludendo i trasporti. Dall’altro lato, le famiglie più vulnerabili rimangono escluse da qualsiasi attività. Per superare definitivamente la logica assistenziale e dei bonus una tantum, Adoc propone: la totale detraibilità dei costi dei centri estivi nel modello 730; un potenziamento strutturale dei servizi pubblici e convenzionati ad alta valenza educativa; una revisione complessiva del calendario dell’anno scolastico, per garantire una maggiore continuità educativa, culturale e pedagogica, allineandoci agli standard europei; un piano straordinario di investimenti sul personale scolastico, superando il precariato che continua a gravare sul settore; l’ammodernamento strutturale e climatico degli edifici scolastici, affinché la scuola sia un luogo aperto, sicuro, salubre e vivibile in tutti i mesi dell’anno. Qui lo studio completo Eures-Adoc: https://adocnazionale.it/wp-content/uploads/2026/06/EURES_CENTRI-ESTIVI_2026.pdf. Giovanni Caprio
June 18, 2026
Pressenza
Il quotidiano francese “Le Monde” contro la Torino-Lione
Contrariamente a quanto succede alle nostre latitudini, in cui la stampa mainstream è assolutamente complice della propaganda Pro-Tav e completamente acritica verso il progetto della nuova linea Torino-Lione, il quotidiano Le Monde, il più importante e letto in Francia, ha pubblicato un articolo che mostra quali sono i reali impatti del progetto […] L'articolo Il quotidiano francese “Le Monde” contro la Torino-Lione su Contropiano.
June 18, 2026
Contropiano