Il capitale sottostante
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Tag - energia
Il capitale sottostante
Il numero 68 di Zapruder si interessa alla miniera e alle comunità che intorno a
questa sorgono. Il contesto sociale "minerario" diventa uno dei punti di
ingresso all'analisi della rivoluzione industriale, ma anche delle geografie di
estrazione del ventunesimo secolo.
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La UE alla prova dei mercati semi-chiusi
Le contraddizioni strutturali dell’Unione Europea – nel brusco passaggio dal
rappresentare la sponda orientale dall’alleanza subordinata con gli Usa con
aspirazioni imperialiste autonome a insieme “involontariamente indipendente”
perché ormai al limite del core business statunitense – stanno venendo fuori
piano piano. La Commissione Europea (di fatto il “governo” della UE) […]
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“Europa” fuori dalle competizioni
Una diagnosi della situazione geopolitica europea… Non dal punto di vista di
classe o comunista o “alternativo”, ma con una forte attenzione ai dati reali.
Quindi utile… ***** L’Europa non ha paura di non riuscire a recuperare, ha paura
che la maschera sia caduta. Il mondo può finalmente vedere cosa […]
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Eco-marxismo e il Prometeo liberato
In Occidente, la modernizzazione ecologica come modello per affrontare i
problemi ambientali è da tempo oggetto di critica da parte degli ecosocialisti e
degli ecologisti radicali in generale. Al contrario, in Cina la modernizzazione
ecologica come mezzo per porre rimedio ai problemi ambientali gode del forte
sostegno dei marxisti ecologici. […]
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Tassare le rendite per finanziare i servizi pubblici e le energie rinnovabili
L’Italia si trova a un bivio, da un lato, assistiamo all’esplosione dei profitti
in settori chiave come quello bancario e quello energetico, dall’altro, la
sanità e i servizi pubblici soffrono di un cronico sotto finanziamento. La
politica fiscale, lungi dall’essere un meccanismo di riequilibrio, si è rivelata
uno scudo per […]
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rinnovabili su Contropiano.
I dazi ci sono, “l’Europa” se li tiene
Una resa totale. Leggendo le quattro paginette striminzite della “dichiarazione
congiunta” tra Stati Uniti ed Unione Europea a proposito dei dazi commerciali
decisi da Trump si può dire tranquillamente che il contributo europeo al testo
si limita… alla firma. Il resto è semplicemente il diktat imposto dagli Usa,
quasi senza […]
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Giorgio Parisi: «il nucleare non è la soluzione»
Relazione al webinar “Energie rinnovabili per l’autonomia energetica, il
nucleare che c’entra?” organizzato dal Comitato SI’ alle rinnovabili NO al
nucleare. La reintroduzione del nucleare non è la soluzione La questione
fondamentale, che vorrei subito porre in chiaro,1 perché è importante anche dal
punto di vista politico, è che noi, la […]
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Energia: Italia Francia 1-1. palla al centro!
Da pochi giorni l’autorità di regolazione delle tariffe elettriche italiana e il
governo francese hanno posto in essere due atti estremamente importanti.
L’autorità di regolazione italiana ha individuato una serie di supposte
operazioni che potrebbero essere definite “speculative”, ma attendiamo
naturalmente gli sviluppi e gli approfondimenti del caso…
I francesi invece hanno posto in essere un’operazione decisamente storica: un
deciso cambio di sistema di tariffazione per quanto riguarda l’energia nucleare…
Alcune riflessioni:
* i soldi sono soldi, cioè i produttori di energia da fonti rinnovabili non
sono automaticamente dei santi e viceversa I produttori di energia da fonte
fossile non sono automaticamente dei diavoli (anche se le fonti fossili
rimangono intrinsecamente più inquinanti).
* l’energia dimostra ogni giorno di essere il bene più prezioso e richiesto in
quantità sempre maggiori perché al di là di tutti i processi di
efficientamento in corso, abbiamo alcuni miliardi di persone, nei cosiddetti
paesi in via di sviluppo, che nei prossimi anni vorranno far salire la loro
qualità di vita utilizzando tutti quegli strumenti a cui ancora non hanno
accesso, e naturalmente i paesi già sviluppati vogliono continuare a
svilupparsi…
* per quanto sopra é necessario che i vari governi nazionali e ancora più a
livello internazionale pensino ad maggior intervento di regolazione ex ante e
controllo ex post da parte delle pubbliche autorità.
* Il governo in carica mi pare ben poco abbia fatto per migliorare la
situazione. Ribadisco il pessimo comportamento sulle comunità energetiche
rinnovabili, dal momento che anziché semplificarne la realizzazione, l’ha
complicata. Troppo poco anche sul fronte della riqualificazione degli edifici
con il rafforzamento di un circuito vizioso degli edifici vecchi che
richiedono enormi quantità di energia per essere rinfrescati d’estate e
riscaldati d’inverno.
* non é per nulla semplice trovare la quadratura del cerchio del famoso
trilemma energetico. Se il privato non può guadagnare la spinta
all’evoluzione tecnologica rallenta. Ma se il mercato non viene controllato,
la legge della giungla porta a oligopoli sempre più concentrati come
dimostrato in diversi altri settori tra cui in primis quello finanziario.
Ecco perché è necessario avere meccanismi di autoregolazione che siano
agganciati all’evoluzione tecnologica, e rapidi nel dispiegare gli opportuni
interventi di volta in volta.
* la soluzione migliore rimane quella di autoprodursi energia da fonti
rinnovabili e questo dovrebbe essere messo in atto soprattutto dal comparto
industriale, che ha i maggiori fabbisogni e quindi potrebbe avere i maggiori
benefici. In alternativa naturalmente c’è l’acquisto di energia rinnovabile
con contratti a lungo termine a prezzi predefiniti. Per i privati cittadini
oltre alle comunità energetiche rinnovabili c’è anche l’immediata alternativa
di acquistare elettricità esclusivamente da fonti rinnovabili visto che ci
sono fornitori specializzati in ciò.
* e se la politica sta dimostrando di non essere all’altezza del compito
purtroppo eguale giudizio negativo lo devo indicare anche sui cosiddetti
“corpi intermedi”, siano essi rappresentanti di normali cittadini, siano di
prestatori di lavoro, siano di datori di lavoro. Questo perché l’energia è
una materia estremamente complessa e la sua discussione deve essere affidata
a persone competenti, oneste cioé incorruttibili, e che sopratutto vi si
dedichino costantemente ed esclusivamente.
* discuterne sul web e nei social è certamente utile ma deve essere considerato
solo come una piccola parte di ciò che va fatto, per cui il mio appello è che
tutti coloro che ne hanno le capacità e le possibilità, facciano un passo
avanti e si spendano anche a livello pubblico. Viceversa il futuro sarà molto
peggiore di come potrebbe essere, é matematico.
A corollario di tutto quanto sopra rimane il fatto che la cultura media tecnica
e scientifica dei cittadini deve migliorare, e per questo vi ricordo di aver
messo a disposizione un ciclo di video didattici gratuiti proprio sulla materia
energia. Dateci un’occhiata e magari condividetelo.
Gianni Girotto
Gianni Girotto
Meta e il mega data center in Louisiana: così la “fame d’energia” dell’IA rischia di gonfiare le bollette dei cittadini Usa
I costi energetici di migliaia di server che effettuano miliardi di calcoli al
secondo e i rischi per i cittadini
Bollette più alte e nuove centrali a gas per soddisfare la fame d’energia di
Meta, il colosso tech di Mark Zuckerberg. La multinazionale sta costruendo un
gigantesco data center in Louisiana, nelle campagne di Holly Ridge (una vasta
area rurale nel nord-est dello stato). Sono infrastrutture strategiche per Big
Tech: i data center contengono migliaia di server che, a loro volta, effettuano
miliardi di calcoli al secondo, lavorando senza sosta. È il “cervello”
dell’intelligenza artificiale, che se ne serve per eseguire i compiti che gli
vengono commissionati o, più banalmente, per fornirci le risposte richieste. Ma
proprio perché i computer lavorano ininterrottamente in condizioni normali si
surriscalderebbero; dunque, per evitare guasti tecnici, vanno raffreddati
artificialmente (ad esempio, tramite aria condizionata industriale ad alta
potenza). Bisogna poi alimentare la potenza di calcolo e sostenere i costi
energetici relativi ai sistemi d’illuminazione o di sicurezza
dell’infrastruttura. In definitiva, il fabbisogno complessivo di energia dei
data center è già di per sé molto elevato.
Ma Zuckerberg vuole costruire un arcipelago informatico che si estenderà su
370.000 metri quadrati (a grandi linee, un’area coperta da cinquantadue campi di
calcio regolamentari). E secondo le stime di una Ong locale, Alliance for
Affordable Energy, avrà bisogno del doppio dell’energia di cui vive New Orleans,
una città che conta quasi quattrocentomila abitanti.
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