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Quanta energia utilizzano i data center e l’intelligenza artificiale?
I data center consumano circa l'1,5% dell'elettricità globale, ma la domanda è molto geograficamente concentrata. Nell'articolo di Hannah Ritchie, pubblicato online su OurWorldinData.org, fa un'analisi, suffragata da molti dati, del consumo attuale di energia elettrica sia da parte dei data center dedicati all'IA che quelli "normali". Nonostante la difficoltà per quantificare questi consumi, ne viene fuori una fotografia abbastanza chiara di quelli che sono i consumi di energia per l'addestramento e per l'uso dell'IA generativa. Quanta parte dell’elettricità mondiale viene utilizzata per i data center e l’intelligenza artificiale? Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), circa 485 terawattora (TWh). Questo è equivalente alla generazione annuale di energia elettrica della Germania. Anche se l’1,5% dell’elettricità mondiale potrebbe non sembrare molto, bisogna però tenere conto che in alcuni luoghi, la perentuale di energia usata è molto più alta. In Europa, per esempio, il consumo dei data center è di circa l'1,6%. Ma in Irlanda il consumo di elettricità dei data center è di circa il 20% del totale. Leggi l'articolo, arricchito da molti e chiari grafici, sul sito OurWorldinData.org
TRAVAGLIATO (BS): PROTESTA DENTRO E FUORI IL COMUNE CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MAXI DATA CENTER
Si infiamma la protesta contro il maxi datacenter in progetto a Travagliato, a sud-ovest di Brescia. Martedì sera il Consiglio comunale ha visto la mobilitazione dei cittadini dentro e fuori dalle aule. Fuori dal Comune un presidio partecipato da oltre 300 persone con striscioni e cartelli; dentro la sala consiliare colma di cittadini e cittadine. Tre le interruzioni tecniche alla seduta del Consiglio. Al centro della protesta il futuro dell’area Averolda a nord del paese bresciano, dove è in progetto un maxi datacenter promosso dalla società Terna Energia: 50mila i metri quadrati di consumo di suolo, fino a 300 i Megawatt di fabbisogno energetico. Numeri enormi per questo “mega-bunker” in progetto per Travagliato, dedicato all’archiviazione di dati per il cloud computing e l’Intelligenza Artificiale. Non è dato sapere quali sarebbero le società utilizzatrici finali del datacenter, né quanta acqua servirebbe per raffreddarlo, tantomeno quanto calore potrebbe produrre. È una struttura di dimensioni paragonabili al consumo energetico istantaneo di grandi città, considerando che 300 Megawatt corrispondono al fabbisogno di circa 300mila abitazioni. Potrebbe fruttare al Comune 12 milioni di euro.  Un  progetto “fuori scala per il territorio” e che a detta delle minoranze consiliari è stato nascosto alla cittadinanza. Secondo il sindaco Renato Pasinetti invece, l’iter è ancora in una fase preliminare e mancano gli elementi per una valutazione complessiva. Prossimo appuntamento il di 24 agosto in occasione della Conferenza dei servizi convocata dalla Provincia di Brescia che dovrà valutare questione della connessione alla rete nazionale, subordinata alla realizzazione dell’impianto. L’opposizione contesta in modo particolare il metodo e la gestione del calendario, come ha spiegato ai nostri microfoni il consigliere di opposizione e capogruppo di “Travagliato Bene Comune”, Alberto Trainini. Ascolta o scarica
July 23, 2026
Radio Onda d`Urto
Il problema e la soluzione infame
L’inflazione sta tornando a salire rapidamente con conseguenze pesanti, soprattutto perché non è chiaro fino a che punto potrebbe arrivare il rialzo. Le condizioni internazionali sono pesantissime: blocco perdurante di Hormuz, guerra sine die in Ucraina, difficoltà dei transiti strategici come Gibuti e Suez, eccessiva dipendenza dal costoso GNL degli […] L'articolo Il problema e la soluzione infame su Contropiano.
July 21, 2026
Contropiano
Ondate di calore, politiche dell’energia, ingiustizie climatiche. Il caso di Torino.
All’Università di Torino è stato organizzato un incontro pubblico, definito assemblea scientifica-popolare, per affrontare il tema del cambiamento climatico, dell’innalzamento delle temperature repentino e delle isole di calore che propone una lettura di classe della geografia cittadina. I punti del dibattito organizzato da docenti quali Dario Padovan, Angelo Tartaglia e Maria Cristina Caimotto, sono molteplici: il ruolo dei gestori delle infrastrutture elettriche cittadine, le isole di calore e i blackout, il consumo di suolo e il nuovo piano regolatore e una riflessione attorno alle scelte politiche dell’amministrazione comunale e alle possibili strategie energetiche realmente sostenibili. Sono stati invitati a partecipare per l’occasione comitati e realtà del territorio che si occupano di difesa del verde cittadino e di questioni energetiche. Dario Padovan, docente di sociologia a Unito, ai nostri microfoni ne fa una presentazione approfondita:
Razzi per Cina e Stati Uniti, tappi di bottiglia per l’Europa
Un’analisi scientifica, fredda e totalmente politica della follia europea (nel frattempo riunita, solo in parte, a Parigi per dare, come “gruppo dei volenterosi”, per incrementare spese e partecipazione alla guerra in Ucraina). Arriva dalla Cina, direttamente dall’ufficialissimo Global Times. E suona come una sentenza. Il resto del mondo, o almeno la […] L'articolo Razzi per Cina e Stati Uniti, tappi di bottiglia per l’Europa su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
Ritorna il nucleare, con il trucco
di Paolo Andruccioli (ripreso da terzogiornale.it) Ci risiamo. Dopo essere stato accantonato con il referendum del 1987, ora il nucleare risorge a nuova vita, e potrebbe assumere una forma giuridica che scavalca la volontà popolare. L’Italia ha detto “no” all’uso delle tecnologie nucleari per scopi civili, anche sulla scia dei gravissimi incidenti degli anni Ottanta (il più famoso fu quello
L’Italia costretta a rimanere al palo. Ocse, Fmi e Bruxelles si mettono di traverso
Alla fine anche secondo l’ultimo Economic Outlook dell’Ocse, l’economia italiana crescerà solo dello 0,5% nel 2026, mentre “il nuovo shock energetico pesa su consumi delle famiglie, investimenti ed export”, frenando lo slancio legato all’aumento delle spese legate al Pnrr. In pratica è la stessa valutazione sulla crescita dell’Italia fatta dalla […] L'articolo L’Italia costretta a rimanere al palo. Ocse, Fmi e Bruxelles si mettono di traverso su Contropiano.
June 5, 2026
Contropiano
IL PARADOSSO DEI DATA CENTER IN ITALIA: COLOSSI ENERGIVORI IN UNA TERRA IN PIENA CRISI ENERGETICA.
In piena crisi energetica, è arrivata in Italia la corsa all’oro dei data center. Da una parte ci sono investimenti miliardari legati all’intelligenza artificiale e ai suoi server, dall’altra la preoccupazione di chi abita e lavora in territori dove ora si vorrebbero costruire grandi hub per la raccolta dati. Già contestati negli Stati Uniti, i data center sono altamente energivori e hanno bisogno di un elevato consumo di acqua per il raffreddamento delle macchine. In un tempo di crisi energetica, di blackout localizzati e rincari nelle bollette, l’Italia di Giorgia Meloni vuole diventare l’hub digitale del Mediterraneo. Una rete infrastrutturale su cui si gioca una nuova partita che riguarda lo sfruttamento, il consumo di suolo, lo sperpero idrico e lo (scarso) impatto per quanto riguarda i posti di lavoro. I data center tendono a essere localizzati in territori dove c’è maggiore richiesta: è il caso della Lombardia, dove si concentrano ad oggi i maggiori progetti realizzativi dei data center. Secondo le stime, sul territorio si concentrano 67 dei 168 impianti censiti in Italia nel 2024. E, come sottolinea la giornalista freelance Rita Cantalino, intervistata da Radio Onda d’Urto sul tema: “le richieste di connessione alla rete di alta tensione presentate a Terna hanno raggiunto quasi i 40 GW nella sola Lombardia: circa la metà degli 80 GW richiesti a livello nazionale”. E’ proprio la Lombardia ad aver approvato, martedì 26 maggio 2026, il progetto di legge che dovrebbe regolamentare l’apertura di nuovi data center per la Regione. Sulla carta la legge servirebbe per disincentivare i colossi a realizzare gli hub per la raccolta dati in territori “vergini”, come campi agricoli o aree verdi. La costruzione dei data center in terreni vergini non è stata però vietata: sono aumentati gli oneri di costruzione, del 100% in più rispetto ad oggi nelle aree agricole e il 200% in più nei parchi. Briciole per i giganti economici dei servizi cloud e AI. Dal mondo agricolo alle associazioni, fino ai privati cittadini e ai sindacati, però, sono molte le proteste in Lombardia. Ne abbiamo parlato con Rita Cantalino, giornalista freelance che si occupa di ambiente e diritti umani. Ascolta o scarica.
June 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Roma. Il teatro della posa della prima pietra del Termovalorizzatore
La posa della prima pietra del futuro termovalorizzatore di Roma a Santa Palomba segna l’inizio dei cantieri, ma sancisce anche il picco massimo di uno spettacolo mortificante per l’intelligenza dei cittadini. Il caso del mega-impianto capitolino è l’emblema di un sistema che ha sostituito la verità scientifica e la coerenza […] L'articolo Roma. Il teatro della posa della prima pietra del Termovalorizzatore  su Contropiano.
May 28, 2026
Contropiano
Confindustria piange, ma non capisce
Con il solito senso del “servizio”, o del servitore, la stampa italiana ha dato conto delle lamentazioni e delle richieste del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, al Festival dell’economia di Trento. Pura trascrizione del ragionamento, senza alcuna domanda sulle scelte degli imprenditori italiani, come se lo sguardo indagatore della stampa […] L'articolo Confindustria piange, ma non capisce su Contropiano.
May 25, 2026
Contropiano