Una ferita aperta da 50 anni: la ‘sparizione’ di Franca Jarach e 30 mila argentini

Pressenza - Tuesday, September 29, 2026

La chica argentina venne sequestrata tre mesi dopo il golpe. Dopo 7 anni di estenuanti ricerche i suoi genitori cominciano a sapere qualcosa, qualche frammento della verità che intanto sua madre insieme alle Madres de Plaza de Mayo che dal 1977  hanno fatto conoscere al mondo.

Quella degli arresti e della ‘scomparsa’ di oltre 30˙000 desaparecidos è una storia di persecuzioni e atrocità in cui si è insinuata un’ideologia che oggi è ancora molto attuale: la teoría de los dos demonios.

“Appena diciannovenne, la ragazza venne lanciata da 2˙000 metri di altezza durante uno dei voli della morte, il corpo inghiottito per sempre dalle acque del Río de la Plata. Era stata una studentessa modello e una militante politicamente attiva fino all’adesione a un’organizzazione semiclandestina. La sua fu una scelta partigiana“, riferisce Andrea Mulas nella recensione su Patria Indipendente, l’organo di stampa dell’ANPI, del libro edito da Laterza nel 2025.

Quando viene sequestrata, il 25 giugno 1976, la diciottenne Franca Jarach è forse l’ex allieva migliore del Colegio Nacional de Buenos Aires, la scuola più prestigiosa della capitale argentina. Vive una vita felice con i suoi genitori Vera e Giorgio, ebrei italiani rifugiatisi oltreoceano dopo le leggi razziali. È una ragazza brillante, unica figlia di una famiglia colta, inserita in una comunità cosmopolita. Scrive poesie, suona, dipinge e fa politica. Ha iniziato a lavorare come grafica e vuole diventare un’insegnante. Ma … diventa una dei 30˙000 desaparecidos di quegli anni: di lei si perdono le tracce. Soltanto dopo sette anni di ricerche e false piste, telefonate ricattatorie e appelli, i genitori conoscono un primo iniziale frammento di verità. Ma sarà solo nel nuovo millennio che la madre riuscirà a mettere insieme tutti i pezzi e a scoprire cosa era successo a Franca. Carlo Greppi ricostruisce minuziosamente la sua corta vida attraverso fotografie, documenti, lettere e interviste. E poi c’è Vera: una madre coraggio capace di inserire la propria ricerca di verità in una lotta collettiva. Memoria, verità, giustizia, esigevano le Madres de Plaza de Mayo dal 1977. Ed è quello che infine accade, anche grazie alla tenacia di Vera, una delle ultime tra loro ancora vive – Figlia mia. Vita di Franca Jarach, desaparecida

Tutti noi abbiamo sogni, immaginiamo cose. E se non facciamo niente, non succede niente … Abbiamo imparato dai nostri figli che avevano ragione – Vera Vigevani Jarach, 7 luglio 2001

Mercoledì 30 settembre l’autore della biografia di Franca Jarach descritta da sua madre interviene all’incontro organizzato dall’ISRAL nella sede del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’UPO / Università del Piemonte Orientale (Alessandria – via Cavour 84) con il professor Giorgio Barberis, docente di filosofia politica.

Il giorno prima, martedì 29 settembre, nella sede dell’ISRAL (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Carlo Gilardenghi” – Alessandria, via  Guasco 49) alle h 16:30 si svolge l’iniziativa organizzata con il patrocinio di Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Sul tema 1976/2026: a cinquant’anni dai regimi militari in Argentina e Cile interverranno Michele Porciello (Università di Genova – DLCM) e Roberto Maccarini (Università di Genova – DLCM), che analizzeranno la teoría de los dos demonios, cioè la ‘teoria’ che in Argentina tra il 1976 e il 1983 il regime sia intervenuto per ‘ristabilire l’ordine’ e abbia agito con efferatezza ‘proporzionata’ alla minaccia che, secondo tale ideologia, era rappresentata dai gruppi di dissidenti e dalle bande di guerriglieri e terroristi, perciò che gli ‘eccessi’, ovvero gli arresti in massa, la tortura dei prigionieri e la ‘sparizione’ di 30 mila persone, sarebbero stati crimini di guerra compiuti dalle forze armate combattendo una guerra civile, e non crimini contro l’umanità commissionati dai governanti…

Oggi, mentre in molte nazioni del mondo la repressione del dissenso si fa sempre più ‘dura’ e dopo che la sentenza della Corte d’Assise di Roma ha assolto il generale Tariq Sabir e condannato gli agenti della polizia egiziana colpevoli del sequestro, ma non dell’omicidio, di Giulio Regeni, ricordare la storia di Franca Jarach e dei desaparecidos argentini e rammentare che la loro uccisione venne ‘giustificata’ con un subdolo pretesto tanto aberrante, la teoría de los dos demonios, è purtroppo molto urgente…

 

 

 

Maddalena Brunasti