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Gli anni più bui della storia in Argentina, e non solo…, riflessi nel presente
LE INIZIATIVE SVOLTE IN TUTTA ITALIA IN QUESTO PERIODO FANNO LUCE SU TANTE VICENDE E QUESTIONI OGGI, PURTROPPO, ANCORA MOLTO ATTUALI… Il percorso euristico è tracciato da una serie di ‘appuntamenti con la storia’: dall’incontro con Riccardo Noury, portavoce nazionale di Amnesty International Italia, nell’ambito della mostra di strumenti di tortura in esposizione a Vercelli, e dalla collezione di fotografie in mostra a Milano alle conferenze svolte nel 50° anniversario del golpe militare, e dell’instaurazione del regime dittatoriale nello stato latino-americano, in ogni ‘tappa’ riemergono fatti del passato, remoto o recente, la cui eco ‘rimbomba’ nel presente. Visitabile nelle giornate di sabato e domenica 3-4, 10-11 e 17-18 ottobre, la rassegna Martyria. Storia delle chiese di Vercelli, dei loro martiri e delle torture è “un viaggio tra le chiese vercellesi dedicate ai martiri”, anche quelle ora sconsacrate, che narra le biografie dei suppliziati, una lunga e orribile serie di torti storici. Presenta, per la prima volta, la raccolta di cimeli e documenti custoditi dalla Confraternita della Buona Morte vercellese, tra cui il Libro dei Giustiziati che descrive anche il rogo di fra Dolcino e Margherita, e di strumenti di tortura originali e ricostruiti, tra cui la ruota del supplizio di Santa Caterina d’Alessandria, scandisce anche un ‘calendario’ di incontri che intreccia memoria locale e sensibilità contemporanea. A quello in svolgimento venerdì 9 ottobre alle h 21 nella sede della Confraternita di San Bernardino (via Duomo 29 – Vercelli) e organizzato in collaborazione con la sezione vercellese di Amnesty International Italia, il portavoce nazionale dell’organizzazione umanitaria, Riccardo Noury, interverrà sul tema La tortura nel mondo – universalmente vietata, ovunque praticata. Le vicende accadute in Argentina dal 24 marzo 1976, quando con il supporto di servizi segreti e forze armate degli USA,le truppe al comando del generale Videla destituirono la presidente Isabel Martínez de Perón e instaurarono il regime militare rimasto al potere fino al 30 ottobre 1983, sono state poste all’attenzione nei giorni scorsi ad Alessandria, Dozza, Milano e Verona e prossimamente saranno rammentate e analizzate a Bologna, Lampedusa, Roma, Gaeta, S. Maria Capua Vetere, Fisciano, Palermo e Scansano. Nei due incontri ad Alessandria con la biografia della chica, Franca Jarach, descritta dalla madre, Vera, è stata ricostruita la storia degli oltre 30˙000 desaparecidos e delle numerose Madres de Plaza de Mayo che dal 1977 in poi hanno cercato verità e giustizia per le vittime della dittatura e mediante la documentazione storica è stata illustrata la famigerata teoría de los dos demonios con cui i carnefici hanno preteso di motivare l’efferatezza della persecuzione adducendo che i sequestri, le torture e le uccisioni da loro compiuti non fossero crimini contro l’umanità bensì operazioni repressive di atti di rivolta e azioni terroristiche e interventi di polizia ‘giustificati’ dalla e ‘proporzionati’ alla minaccia, cioè alla protesta, dei dissidenti, oppositori, antagonisti, ribelli,… e sospettati o presunti tali. Il programma coordinato dall’associazione 24 MARZO propone una serie di incontri con Claudia Carlotto, figlia di Estela, la presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, e sorella di Laura, ‘scomparsa’ nel 1977 mentre era incinta. Responsabile dell’Unità per la ricerca dei desaparecidos della provincia di Buenos Aires, prima, per oltre 30 anni, Claudia Carlotto è stata membro della Comisión Nacional por el Derecho a la Identidad del Ministero di giustizia e diritti umani argentino… smantellato due anni fa, nell’agosto 2024, con il decreto promulgato dall’attuale presidente dell’Argentina, Javier  Milei. A Verona lo scorso 30 settembre Claudia Carlotto e il celebre allenatore di pallavolo, Julio Velasco, nel 2026 insignito del premio Sport e diritti umani di Amnesty International, sono intervenuti sul tema Il diritto all’identità e la tutela dei diritti umani in Argentina. Negli incontri insieme a Claudia Carlotto in programma giovedì prossimo, 8 ottobre, a Roma e il seguente giovedì, 15 ottobre, a Palermo l’attenzione focalizzerà sulla necessità, e urgenza, della ricerca della verità sulla persecuzione dei giovani argentini e della rivendicazione del diritto alla giustizia per tutti i desaparecidos, argentini e non solo… * BUENOS AIRES – Che dicano dove sono! Il popolo argentino scende in piazza a 50 anni dal colpo di Stato * ALESSANDRIA – Una ferita aperta da 50 anni: la ‘sparizione’ di Franca Jarach e 30 mila argentini * MILANO – “50 anni del Golpe Militare in Argentina”: mostra e incontri con Claudia Carlotto * VERONA – Julio Velasco: un ‘eroe nazionale’ italiano testimone dei desaparecidos argentini e, prossimamente, a Vercelli, Roma e Palermo:         Maddalena Brunasti
October 3, 2026
Pressenza
Julio Velasco: un ‘eroe nazionale’ italiano testimone dei desaparecidos argentini
Il 30 settembre scorso il celebre allenatore di pallavolo ha partecipato all’incontro svolto a Verona sul tema “Il diritto all’identità e la tutela dei diritti umani in Argentina. La ricerca dei bambini sottratti durante la dittatura civico-militare argentina” nell’ambito dell’iniziativa “A 50 anni della dittatura argentina: un ciclo di conferenze di Claudia Carlotto in Italia” promossa dall’Associazione 24 Marzo. Quest’anno alla vigilia del 50° anniversario del golpe in Argentina avvenuto nella notte del 24 marzo 1976 il coach è stato insignito del premio Sport e diritti umani 2026 di Amnesty International: “Julio Velasco ha cresciuto generazioni di campioni della pallavolo portando le nazionali italiane maschile e femminile sul tetto del mondo – ha spiegato Riccardo Cucchi, presidente della giuria che ha conferito il riconoscimento – Ma soprattutto ha insegnato ai suoi atleti che i valori contano più delle medaglie. Negli anni drammatici della dittatura militare argentina si è battuto con coraggio per la democrazia e i diritti umani”. E lui, Julio Velasco, ha commentato: > Di solito non accetto premi, ma questo ha un significato profondo, data la > concomitanza con l’anniversario del colpo di stato del ’76 in Argentina, che > per me e la mia generazione è una ferita mai chiusa. > > In quegli anni di buio e depressione, la pallavolo è stata la mia salvezza, la > mia luce. Mi ha dato uno scopo, mi ha permesso di stare con i giovani e di > avere, ogni anno, un’opportunità migliore; quindi, in mezzo al buio mi ha > permesso di avere qualcosa che mi entusiasmasse. > > Alcuni degli avvenimenti di quegli anni drammatici io li ho usati con i > giocatori. In particolare, ho raccontato alle ragazze l’esperienza delle Madri > di Plaza de Mayo, per far capire come donne che potevano sembrare quasi > ‘ordinarie’ hanno saputo essere coraggiose a rischio della propria vita, > quando la motivazione è stata alta. > > Lo sport deve essere un baluardo dei diritti umani: non possiamo permettere > che le atlete e gli atleti, soprattutto i più giovani, paghino le conseguenze > delle scelte dei governi. Anche nei momenti più difficili, non dobbiamo mai > perdere la fiducia. Mercoledì scorso Julio Velasco ha partecipato all’incontro organizzato dal Comune a Casa Verona, uno spazio inaugurato nel 2026 contestualmente allo svolgimento delle Olimpiadi invernali e concepito come luogo “dove sport, cultura e comunità si incontrano senza barriere fisiche e di tempo, pensata per restare nella memoria e nel tessuto della città”. Nell’occasione ha ricordato che nel 1977 uno suo fratello, allora studente di medicina, venne sequestrato dai militari e per due mesi tenuto in prigionia e torturato. Promossa da numerose associazioni e aggregazioni della società civile, l’iniziativa a Verona lo ha coinvolto insieme a Claudia Carlotto, sorella di Laura, che quando ‘scomparve’, nel 1977, era incinta di tre mesi. Figlia di Estela, la presidente delle Nonne di Plaza de Mayo, e responsabile dell’Unità per la ricerca dei desaparecidos della provincia di Buenos Aires, prima, per oltre 30 anni, Claudia Carlotto è stata membro della Comisión Nacional por el Derecho a la Identidad del Ministero di giustizia e diritti umani argentino che presidente Milei ha smantellato… All’incontro con loro a Verona sono intervenuti Arturo Salerni, avvocato di parte civile nei processi sui desaparecidos italiani, e Jorge Ithurburu, presidente dell’associazione 24 marzo Onlus che – con il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese (Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi) – ha promosso le iniziative in svolgimento in varie città e località italiane: A 50 ANNI DELLA DITTATURA ARGENTINA: UN CICLO DI CONFERENZE DI CLAUDIA CARLOTTO IN ITALIA * 28-29/9: Milano, mostra fotografica alla Biblioteca Chiesa Rossa e convegno con l’Università Statale * 30/9: Verona con il Comune di Verona e Julio Velasco * 17/10: Bologna con il Comune e l’Università di Bologna * 2/10: Dozza con il Comune di Dozza al Teatro Comunale e incontri con i giovani e Radio Immaginaria * 5/10: Lampedusa con diverse università italiane * 8/10: Roma con la l’Università Roma Tre * 10/10: Gaeta con la Casa del Popolo ‘Casamatta’ * 12/10: S. Maria Capua Vetere con la Università “Vanvitelli” * 13/10: Fisciano con l’Università di Salerno * 15/10: Palermo con l’Università di Palermo * 17/10: Scansano con Comune di Scansano e l’ARCI Maddalena Brunasti
October 2, 2026
Pressenza
Una ferita aperta da 50 anni: la ‘sparizione’ di Franca Jarach e 30 mila argentini
La chica argentina venne sequestrata tre mesi dopo il golpe. Dopo 7 anni di estenuanti ricerche i suoi genitori cominciano a sapere qualcosa, qualche frammento della verità che intanto sua madre insieme alle Madres de Plaza de Mayo che dal 1977  hanno fatto conoscere al mondo. Quella degli arresti e della ‘scomparsa’ di oltre 30˙000 desaparecidos è una storia di persecuzioni e atrocità in cui si è insinuata un’ideologia che oggi è ancora molto attuale: la teoría de los dos demonios. “Appena diciannovenne, la ragazza venne lanciata da 2˙000 metri di altezza durante uno dei voli della morte, il corpo inghiottito per sempre dalle acque del Río de la Plata. Era stata una studentessa modello e una militante politicamente attiva fino all’adesione a un’organizzazione semiclandestina. La sua fu una scelta partigiana“, riferisce Andrea Mulas nella recensione su Patria Indipendente, l’organo di stampa dell’ANPI, del libro edito da Laterza nel 2025. Quando viene sequestrata, il 25 giugno 1976, la diciottenne Franca Jarach è forse l’ex allieva migliore del Colegio Nacional de Buenos Aires, la scuola più prestigiosa della capitale argentina. Vive una vita felice con i suoi genitori Vera e Giorgio, ebrei italiani rifugiatisi oltreoceano dopo le leggi razziali. È una ragazza brillante, unica figlia di una famiglia colta, inserita in una comunità cosmopolita. Scrive poesie, suona, dipinge e fa politica. Ha iniziato a lavorare come grafica e vuole diventare un’insegnante. Ma … diventa una dei 30˙000 desaparecidos di quegli anni: di lei si perdono le tracce. Soltanto dopo sette anni di ricerche e false piste, telefonate ricattatorie e appelli, i genitori conoscono un primo iniziale frammento di verità. Ma sarà solo nel nuovo millennio che la madre riuscirà a mettere insieme tutti i pezzi e a scoprire cosa era successo a Franca. Carlo Greppi ricostruisce minuziosamente la sua corta vida attraverso fotografie, documenti, lettere e interviste. E poi c’è Vera: una madre coraggio capace di inserire la propria ricerca di verità in una lotta collettiva. Memoria, verità, giustizia, esigevano le Madres de Plaza de Mayo dal 1977. Ed è quello che infine accade, anche grazie alla tenacia di Vera, una delle ultime tra loro ancora vive – Figlia mia. Vita di Franca Jarach, desaparecida Tutti noi abbiamo sogni, immaginiamo cose. E se non facciamo niente, non succede niente … Abbiamo imparato dai nostri figli che avevano ragione – Vera Vigevani Jarach, 7 luglio 2001 Mercoledì 30 settembre l’autore della biografia di Franca Jarach descritta da sua madre interviene all’incontro organizzato dall’ISRAL nella sede del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’UPO / Università del Piemonte Orientale (Alessandria – via Cavour 84) con il professor Giorgio Barberis, docente di filosofia politica. Il giorno prima, martedì 29 settembre, nella sede dell’ISRAL (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Carlo Gilardenghi” – Alessandria, via  Guasco 49) alle h 16:30 si svolge l’iniziativa organizzata con il patrocinio di Istituto Nazionale Ferruccio Parri. Sul tema 1976/2026: a cinquant’anni dai regimi militari in Argentina e Cile interverranno Michele Porciello (Università di Genova – DLCM) e Roberto Maccarini (Università di Genova – DLCM), che analizzeranno la teoría de los dos demonios, cioè la ‘teoria’ che in Argentina tra il 1976 e il 1983 il regime sia intervenuto per ‘ristabilire l’ordine’ e abbia agito con efferatezza ‘proporzionata’ alla minaccia che, secondo tale ideologia, era rappresentata dai gruppi di dissidenti e dalle bande di guerriglieri e terroristi, perciò che gli ‘eccessi’, ovvero gli arresti in massa, la tortura dei prigionieri e la ‘sparizione’ di 30 mila persone, sarebbero stati crimini di guerra compiuti dalle forze armate combattendo una guerra civile, e non crimini contro l’umanità commissionati dai governanti… Oggi, mentre in molte nazioni del mondo la repressione del dissenso si fa sempre più ‘dura’ e dopo che la sentenza della Corte d’Assise di Roma ha assolto il generale Tariq Sabir e condannato gli agenti della polizia egiziana colpevoli del sequestro, ma non dell’omicidio, di Giulio Regeni, ricordare la storia di Franca Jarach e dei desaparecidos argentini e rammentare che la loro uccisione venne ‘giustificata’ con un subdolo pretesto tanto aberrante, la teoría de los dos demonios, è purtroppo molto urgente…       Maddalena Brunasti
September 29, 2026
Pressenza