Da 56 Paesi a Perugia: i colori della pace attraversano il mondo

Pressenza - Tuesday, September 22, 2026

Nella mostra “Colors for Peace”, in esposizione alla Biblioteca San Matteo degli Armeni nell’ambito della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, i disegni dei bambini mettono in relazione culture differenti e territori diversi.

Cinquantasei Paesi sono arrivati a Perugia attraverso i disegni dei loro bambini. Ci sono disegni dall’Africa, con Algeria, Angola, Ciad, Congo-Brazzaville, Liberia, Namibia, Nigeria, Ruanda, Senegal, Sudafrica, São Tomé e Príncipe e Tanzania, e dall’Asia, dalle Americhe, dall’Europa e dall’Oceania. Nell’elenco compaiono, tra gli altri, Afghanistan, Australia, Brasile, Cina, Costa Rica, Iran, Giappone, Ucraina, Stati Uniti e Vanuatu.

Non è soltanto una geografia. È una pluralità di sguardi che si incontrano a Perugia attraverso un linguaggio che non ha bisogno di traduzioni: quello dell’arte. È questo il primo dato che colpisce entrando nella mostra “Colors for Peace – I colori della pace dei bambini del mondo“, inaugurata il 21 settembre alla Biblioteca comunale San Matteo degli Armeni nell’ambito della 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

Al vernissage sono intervenuti Lucia Maddoli, consigliera comunale con delega alla Pace, Alberto Stella della Fondazione Centro Studi Aldo Capitini, Elisa Delvecchio dell’Università degli Studi di Perugia, Tiziana Volta, coordinatrice italiana della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, e Renza Mazzetti, curatrice dell’allestimento che presenta in mostra una serie di disegni realizzati da bambine e bambini di tutto il mondo collezionati attraverso il progetto internazionale Colors for Peace, che utilizza l’arte infantile per promuovere la cultura della pace e della nonviolenza.

La scelta della Biblioteca San Matteo degli Armeni non è casuale. Il luogo è profondamente legato alla figura di Aldo Capitini e alla cultura della nonviolenza che ha segnato la storia di Perugia.

La collaborazione con la Fondazione Centro Studi Aldo Capitini inserisce quindi Colors for Peace dentro una storia cittadina che continua a interrogarsi sulla possibilità di costruire una cultura della pace e della nonviolenza. È da questo punto di incontro tra memoria e presente che la mostra assume il suo significato: i bambini provenienti da 56 Paesi portano a Perugia il loro modo di rappresentare la pace, mentre la città offre a quelle immagini un luogo in cui incontrarsi.

Nel corso dell’inaugurazione è emerso anche il rapporto tra la mostra e la 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

La Marcia non è soltanto un percorso che attraversa diversi Paesi. Il suo obiettivo è portare la cultura della pace e della nonviolenza nelle città, nei territori e nelle comunità, trasformando un messaggio internazionale in iniziative concrete. È una prospettiva importante per leggere anche l’esperienza di San Matteo degli Armeni.

La mostra non rappresenta semplicemente una tappa della Marcia: è un esempio di come un progetto internazionale possa radicarsi in un territorio e incontrare realtà locali. Una biblioteca, una fondazione, l’università, un’amministrazione, un progetto internazionale. E soprattutto una comunità che si incontra attorno a un tema comune.

A dare concretezza a questa dimensione territoriale arriva dal Costa Rica un’esperienza particolarmente significativa. Proprio in questi giorni, il Consiglio Municipale di Montes de Oca ha approvato una mozione con cui ha dichiarato di interesse cantonale la Marcia per la Pace e la Nonviolenza 2026 e le giornate educative, culturali e comunitarie collegate all’iniziativa. Nel documento viene riconosciuto anche il ruolo di Colors for Peace, attraverso i laboratori di arte per la pace realizzati nei centri educativi del cantone.

L’espressione artistica viene utilizzata per sensibilizzare bambini e ragazzi sui temi della pace, della convivenza, del rispetto, della solidarietà e dei diritti umani. Qui si vede concretamente cosa può significare una Marcia che vive nei territori: non soltanto un evento internazionale, ma un percorso educativo e comunitario che coinvolge scuole, associazioni, comunità e istituzioni. È un’esperienza che dialoga direttamente con quella di Perugia.

Il 21 settembre, mentre la mostra veniva inaugurata a Perugia, migliaia di disegni della collezione erano esposti anche a Roma, nella Via Sacra del Parco Archeologico del Colosseo.

Contemporaneamente in Costa Rica, una mostra Colors for Peace è presente alla III Exposición de Arte Infantil a Montes de Oca e, successivamente, dal 29 settembre al 5 ottobre, sarà in esposizione presso la sede dell’UNED a San José.

Perugia, Roma e Costa Rica diventano così tre punti di una rete più ampia. Una rete che non nasce dalla volontà di rendere uguali realtà diverse, ma dalla possibilità di metterle in relazione.

I 56 Paesi rappresentati nella mostra rendono questa dimensione particolarmente evidente.

La presenza di numerose realtà africane, accanto a Paesi dell’Asia, delle Americhe, dell’Europa e dell’Oceania, restituisce una geografia molto più ampia di quella nella quale normalmente si collocano le iniziative sulla pace. E dentro questa geografia ci sono anche Paesi attraversati da conflitti e tensioni. I loro nomi compaiono accanto a quelli di Paesi lontani da quelle stesse esperienze. Nei disegni, però, entrano tutti nello stesso spazio. Non è una soluzione ai conflitti. È piuttosto un’occasione di incontro. I temi che ricorrono nei disegni sono quelli dell’amicizia, della natura, dell’incontro, della convivenza, della Terra e dei bambini di culture diverse.

La mostra può allora essere letta anche come una domanda rivolta agli adulti.

Quale mondo vogliamo costruire perché queste immagini non rimangano soltanto immagini?

È qui che l’arte infantile incontra la cultura della nonviolenza.

Un disegno può essere il risultato di un laboratorio scolastico, ma anche l’inizio di una relazione.

Una mostra può essere un appuntamento, ma anche un’occasione per mettere in comunicazione esperienze lontane.

Perugia accoglie così un pezzo di mondo: 56 Paesi rappresentati attraverso gli occhi dei bambini, dentro un percorso che collega la città a Roma, al Costa Rica e alle altre comunità coinvolte nella 4ª Marcia Mondiale.

Una Marcia può attraversare il mondo, ma la sua dimensione concreta si misura anche nella capacità di generare iniziative nei territori.

Dai disegni alla realtà, la sfida è quella di trasformare un’immagine della pace in una pratica quotidiana: nei luoghi educativi, nelle comunità, nelle relazioni tra le persone. È lì, nei territori, che una rete internazionale può davvero cominciare a vivere.

Colors for Peace – I colori della pace dei bambini del mondo

PERUGIA – Biblioteca San Matteo degli Armeni, via Monteripido 2

dal 21 settembre / Giornata Internazionale della Pace

fino al 2 ottobre / Giornata Internazionale della Nonviolenza

dal martedì al venerdì 9:00-13:00 e 15:00-19:00

lunedì 9:00-13:00 • ultimo sabato del mese 15:30-19:30

 

Tiziana Volta