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Nel segno di Basaglia e di Nagasaki
A Trieste il 21 settembre la Peace Walk: pace, disarmo nucleare e solidarietà ai migranti. Dalla memoria di Nagasaki al sostegno a chi fugge dalle guerre: nel Giorno internazionale della Pace un percorso nel segno della nonviolenza, con un collegamento internazionale con Israele e Palestina Trieste si prepara a vivere il 21 settembre, Giornata internazionale della Pace, con una mobilitazione che unisce il rifiuto della guerra, la richiesta di disarmo nucleare, la solidarietà alle persone migranti e il dialogo tra popoli. L’iniziativa si inserisce nel percorso della Peace Walk to Jerusalem e della 4a Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, proponendo una giornata nella quale la pace non venga soltanto celebrata come ideale, ma vissuta come impegno concreto nella città. La data non è casuale. Il 21 settembre è stato istituito dalle Nazioni Unite come Giornata internazionale della Pace e dal 2001 è indicato dall’Assemblea generale anche come giornata dedicata alla nonviolenza e al cessate il fuoco. Per il 2026 l’ONU ha scelto il tema “Invest in Peace – For Everyone, Everywhere, Every Day”, invitando a considerare la costruzione della pace come un investimento quotidiano nelle persone, nel dialogo, nella dignità e nella cooperazione. Dal Parco di San Giovanni, nel segno di Basaglia e di Nagasaki Il programma triestino prenderà il via alle 17.30 al Kaco di Nagasaki, presso lo studio che fu di Franco Basaglia, in via Costantinides 2, nel Parco di San Giovanni. Qui il primo momento di riflessione sarà dedicato a un tema particolarmente significativo per una città che vive il rapporto con il mare, i confini e l’Europa: “Il Golfo di Trieste e il Trattato per la proibizione delle armi nucleari”. La scelta del luogo collega così due simboli potenti: da una parte l’esperienza di Basaglia, che a Trieste trasformò radicalmente il modo di guardare alla persona e alla sofferenza, dall’altra la memoria di Nagasaki, città devastata dalla bomba atomica. La pace viene dunque proposta anche come superamento della cultura della guerra e della logica secondo cui la sicurezza possa essere affidata alla minaccia permanente della distruzione. Il tema del disarmo acquista particolare rilievo in una fase internazionale nella quale il rischio nucleare continua a essere una delle grandi questioni della sicurezza globale. Non a caso, nel calendario delle Nazioni Unite il 26 settembre è dedicato alla Giornata internazionale per la totale eliminazione delle armi nucleari. Una marcia che attraversa la città Dopo il momento iniziale nel Parco di San Giovanni, la Peace Walk proseguirà a piedi verso il centro di Trieste. È prevista una sosta in Largo Bonifacio, all’inizio di viale XX Settembre, con un momento di volantinaggio rivolto ai cittadini. L’idea è quella di trasformare la marcia in un’occasione di incontro con la città, portando il messaggio della nonviolenza fuori dai luoghi tradizionali della discussione politica e culturale. Camminare insieme diventa così un gesto semplice ma simbolico: attraversare lo spazio urbano per affermare che la pace riguarda tutti e non può essere delegata soltanto alle istituzioni o ai governi. È, del resto, lo stesso principio sottolineato quest’anno dalle Nazioni Unite, che indicano nei cittadini, nelle associazioni, nei volontari e nelle comunità locali quelli che vengono definiti gli “architetti quotidiani della pace”. La costruzione della pace, ricorda l’ONU, passa anche dai quartieri, dalle scuole e dagli spazi della vita quotidiana. Dalla guerra alle migrazioni: “I nostri migranti vengono da Paesi distrutti dalle guerre” La marcia raggiungerà quindi piazza del Mondo, nella zona di Libertà e della Stazione. Qui il messaggio della giornata si intreccerà con quello della solidarietà ai migranti, attraverso un appello a sostenere Linea d’Ombra, realtà impegnata nell’accoglienza e nell’aiuto alle persone migranti che transitano da Trieste. Il collegamento tra guerre e migrazioni sarà uno dei fili conduttori dell’iniziativa. “I nostri migranti vengono da Paesi distrutti dalle guerre” è il messaggio scelto per richiamare l’attenzione su una realtà spesso rimossa dal dibattito pubblico: dietro molti percorsi migratori vi sono conflitti armati, instabilità, povertà e distruzioni che costringono milioni di persone a lasciare le proprie case. La pace, dunque, non viene considerata soltanto come assenza di combattimenti, ma come condizione necessaria per garantire sicurezza, dignità e futuro. È una prospettiva coerente con quella delle Nazioni Unite, che nel 2026 sottolineano come la pace sia inseparabile dalla dignità, dai diritti umani, dalla cooperazione e dalla costruzione di comunità inclusive. Un dolce da condividere e un aiuto concreto A piazza del Mondo la partecipazione assumerà anche una dimensione conviviale e concreta. Ai partecipanti viene chiesto di portare un dolce da condividere e un contributo da consegnare, trasformando la manifestazione in un momento di socialità e solidarietà. È un altro modo per sottolineare che la cultura della pace non nasce soltanto dalle grandi dichiarazioni internazionali, ma anche da gesti elementari di condivisione. La pace si costruisce infatti creando relazioni, riconoscendo l’altro e mettendo a disposizione qualcosa di proprio. Alle 20.15 il ponte con Israele e Palestina La giornata si concluderà alle 20.15 con una diretta internazionale che permetterà di collegare Trieste con esperienze di pace maturate direttamente nel contesto israelo-palestinese. Parteciperanno Standing Together, Combatants for Peace, Israelis & Palestinians for Peace e la Waldorf School, realtà accomunate dall’impegno per il dialogo, la convivenza e la ricerca di alternative alla logica della contrapposizione armata. Il collegamento assume un significato particolare proprio perché porta dentro la Giornata Internazionale della Pace le voci di persone che vivono direttamente le conseguenze del conflitto e che, nonostante le divisioni, continuano a lavorare per costruire spazi di incontro. Trieste diventa così, per una sera, un punto di collegamento tra il Mediterraneo, l’Europa e Gerusalemme: una città di confine che sceglie di interrogarsi sul significato dei confini, delle guerre e delle possibilità di convivenza. La Peace Walk del 21 settembre propone quindi un itinerario che parte dalla memoria di Nagasaki, passa attraverso la storia di Basaglia, arriva alla solidarietà con i migranti e si apre infine al dialogo con Israele e Palestina. Una sequenza che restituisce alla parola “pace” il suo significato più concreto: disarmo, nonviolenza, accoglienza, dialogo e responsabilità. In un mondo nel quale, come osserva l’ONU, i conflitti continuano ad allargarsi e il dialogo appare sempre più difficile, l’invito della giornata è a non considerare la pace come un’attesa passiva. La pace, afferma il messaggio delle Nazioni Unite per il 2026, richiede azione, diplomazia, dialogo e partecipazione dal basso. Ed è proprio questo il senso della marcia triestina: camminare per la pace, ma soprattutto camminare insieme, trasformando una giornata internazionale in un appuntamento concreto di cittadinanza, memoria e solidarietà.   Laura Tussi
September 19, 2026
Pressenza
La Quarta Marcia Mondiale si costruisce nei territori
Una biblioteca di quartiere alle spalle, uno schermo davanti e tante finestre aperte su città, territori e comunità diverse… è così che il 14 settembre scorso Tiziana Volta, coordinatrice italiana della Marcia Mondiale, ha aperto la presentazione della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza: un incontro volutamente diffuso, perché sono proprio i territori a dare corpo alla Marcia. foto di Marinella Bettamio La Quarta Marcia non aspetta di arrivare: sta già accadendo nei territori. L’incontro ha messo in rete le realtà che in Italia stanno preparando la marcia e che, insieme, ne rappresentano la dimensione concreta e quotidiana. Prima dell’incontro erano 27 le località e i territori italiani coinvolti. Durante la presentazione se ne sono aggiunti altri due, portando il numero a 29. Ma il numero, da solo, non racconta tutto. Come ha sottolineato Marco Inglessis, in rappresentanza di Roma, «qui il numero è soltanto una parte della storia. Dietro ogni località ci sono persone, associazioni, scuole, gruppi, istituzioni, cittadini che mettono in campo idee e iniziative. Ci sono anche difficoltà, fatica, momenti in cui sembra che tutto proceda lentamente. Poi, quando si guarda all’insieme, tutto appare: le tante esperienze si incontrano, si riconoscono e diventano una rete». È questo il senso della conferenza diffusa: mettere in relazione esperienze diverse, far emergere ciò che sta accadendo nei territori e mostrare come la dimensione globale della Marcia possa tradursi in iniziative concrete, vicine alle persone. Tra le tante esperienze raccontate durante l’incontro, quattro territori permettono di cogliere, come attraverso altrettante finestre, la varietà delle forme che la Marcia può assumere. A Vicenza, il luogo scelto per l’iniziativa è il Parco della Pace, che sorge proprio accanto alla base militare statunitense. Una scelta che richiama anche la storia della mobilitazione nonviolenta del territorio contro il progetto della base di Dal Molin e lega la Quarta Marcia a un percorso già radicato nella città. A Trieste, il 2 ottobre, Giornata Internazionale della Nonviolenza, saranno protagonisti gli studenti del Liceo Dante Alighieri, insieme a testimonianze dirette di persone rifugiate provenienti da Paesi segnati dai conflitti. L’iniziativa proseguirà con una camminata verso Piazza del Mondo. Il giorno precedente, il 1° ottobre, è prevista inoltre la proiezione del documentario Sarajevo Safari. A Perugia, la pace passa anche attraverso lo sguardo dei bambini. Il 21 settembre, alla Biblioteca San Matteo degli Armeni, sarà inaugurata la mostra Colors for Peace, con i disegni dei bambini e la collaborazione della Fondazione Centro Studi Aldo Capitini e dell’Università di Perugia. L’iniziativa sarà realizzata contemporaneamente in Costa Rica e al Colosseo di Roma. Sarà presente anche l’Università di Perugia, con la quale la Marcia Mondiale sta portando avanti una serie di iniziative, tra cui la realizzazione di un sito web/podcast. A Roma, la rete è particolarmente ampia e attraversa scuole, associazioni, istituzioni e realtà impegnate sui temi della nonviolenza, delle migrazioni, del disarmo, dell’ambiente e dell’educazione. Il programma comprende una conferenza il 17 settembre, una marcia il 21 settembre dall’Università della Pace a Santa Maria Maggiore, la Giornata dell’Apocalisse del 26 settembre e, il 2 ottobre, un appuntamento in Campidoglio dedicato alle scuole. Il 2 e 3 ottobre sarà inoltre protagonista il Festival della Nonviolenza Attiva. Sono quattro esempi, non quattro eccezioni: servono a mostrare quanto siano diversi i modi con cui una rete territoriale può tradurre i valori della pace e della nonviolenza in azioni concrete. E la dimensione territoriale non coincide con i confini italiani. Alla conferenza hanno partecipato anche il Canton Ticino e Fiume-Mrkopalj, in Croazia. Dal Ticino, con Margherita Maffeis (Ticino Culture Network) arriva un percorso che si sviluppa attraverso concerti, iniziative pubbliche e momenti dedicati alla pace, fino a un appuntamento transfrontaliero tra Italia e Svizzera. Da Fiume-Mrkopalj la presenza di Andrea Cvitan porta invece dentro la conferenza la realtà croata. Sono presenze che mostrano come la Marcia possa costruire relazioni oltre i confini geografici, mantenendo al centro una dimensione comune di pace e nonviolenza. La ricchezza della rete emerge anche dalle molte altre esperienze raccontate o ricordate durante la conferenza. A Fiumicello Villa Vicentina, la Quarta Marcia si arricchisce di appuntamenti che proseguono oltre le giornate centrali. Il 20 settembre è previsto lo spettacolo teatrale La strada, seguito da un dibattito, mentre in novembre, nell’ambito della Settimana dei diritti dei bambini, è previsto un incontro con Don Ciotti. Le attività proseguiranno fino alla fine dell’anno. A Torino, il percorso si intreccia con l’ottavo Festival della Pace, della Nonviolenza e della Resistenza Civile, con la lettura dell’articolo 11 della Costituzione il 21 settembre e una presenza per la pace il 3 ottobre. A Savigliano, nel Cuneese, la scuola sarà protagonista con una marcia il 24 settembre e con gli incontri dedicati al Ministero della Pace. A Caionvico, nel territorio bresciano, le iniziative legano pace e memoria attraverso l’albero sopravvissuto a Nagasaki e il gong. A Genova si lavora invece alla proposta di un osservatorio permanente sul traffico di armi nel porto. A Firenze il dialogo e la cultura della pace passano anche attraverso la biciclettata Ponti per la Pace e gli appuntamenti di Eirenefest, tra cui Oltre il muro. La via del dialogo. 15 anni dopo Manuela Sadun Paggi, dedicato al dialogo interreligioso, e D’amore e guerra, una lettura scenica che intreccia parole, musica e memoria. Tra gli appuntamenti anche L’eredità di Alberto L’Abate, dedicato alla cultura della pace e della nonviolenza e all’educazione dei giovani. La Val di Cecina porta una storia ancora più lunga. Da circa 26 anni il Tavolo per la Pace riunisce nove Comuni delle province di Livorno e Pisa e circa trenta associazioni, lavorando su disarmo, nonviolenza, dialogo interreligioso ed educazione alla pace. Il 21 settembre è previsto un incontro con i sindaci dei Comuni del Tavolo, dedicato anche all’obiezione di coscienza; il 26 settembre una marcia collegherà Montecerboli e Larderello, mentre il 4 ottobre la Marcia passerà da Cecina. Il territorio partecipa inoltre al Giro d’Italia per la Pace, con la Lampada della Pace, e agli Stati Generali sulla cultura di pace in Toscana. Al Vajont, la conferenza Vajont: La parola alle vittime affronterà il rapporto tra diplomazia, educazione, giustizia, diritto internazionale e partecipazione come strumenti per disarmare i conflitti sociali e le guerre. A Bologna, presente a tutte le edizioni della Marcia, torna sulla tematica palestinese  con il racconto del’esperienza del Palestinian Convoy. Parma, alla prima partecipazione, farà coincidere l’apertura del proprio Festival della Pace con la Quarta Marcia. A Palermo, il 2 ottobre è previsto un momento culturale e musicale, seguito il 4 ottobre da un incontro con i francescani e, il 30 ottobre, da un convegno a Villa Niscemi. In Puglia, il lavoro con il Comune di San Vito dei Normanni guarda anche al rilancio del percorso di collegamento tra Puglia e Medio Oriente, storicamente legato a Brindisi. In Sardegna, il cammino assume forme diverse, dal Cerchio di suoni di Calangianus alla danza per la pace a Sassari, fino alla camminata di Cagliari del 2 ottobre. A Milano, la partecipazione assume una dimensione diffusa nei quartieri flash mob, scaffali di libri sulla pace nelle biblioteche di zona e una marcia il 24 ottobre verso il Kaki di Nagasaki. E mentre la conferenza si concludeva, la rete continuava ad allargarsi. Proprio nelle ore dell’incontro si sono aggiunte Palombara Sabina, con la Palombara Marcia per la Pace – Per la Pace, il Disarmo e la Nonviolenza organizzata dall’ANPI il 3 ottobre, e il Cammino di Santa Sinforosa, con un percorso da Setteville a Tivoli nella stessa giornata. Sono segnali che raccontano bene il carattere della Quarta Marcia: un percorso ancora in movimento. Mentre la si costruisce, nuove persone, nuove realtà e nuovi territori continuano a trovare il proprio modo di esserci e di contribuire. Redazione Italia
September 15, 2026
Pressenza
“I PONTI DELLA PACE”: a Firenze escursione urbana in bicicletta per la pace
Domenica 20 settembre 2026 una ciclo-escursione urbana di 13 km ripercorrerà i luoghi, le memorie e le figure della nonviolenza, dei diritti umani e della pace, da Piazza dell’Isolotto fino a San Miniato al Monte.   FIRENZE, [14/09/2026] – Superare la logica dei muri trasformando il confine da luogo di separazione a spazio di transito e relazione: con questo spirito nasce “I Ponti della Pace”, la ciclo-escursione urbana in programma a Firenze per domenica 20 settembre 2026. Promossa da FIAB Firenze Ciclabile con il supporto del Comune di Firenze, il patrocinio e il contributo della Regione Toscana e in collaborazione con numerose realtà associative, l’iniziativa si propone di riscoprire l’eredità di Firenze come “Città Operatrice di Pace”, promuovendo al contempo la mobilità sostenibile e la cittadinanza attiva. Il percorso: 13 km tra storia, memoria e mobilità sostenibile Il raduno è fissato per le ore 8:30 in Piazza dell’Isolotto con partenza prevista per le ore 9:00. L’itinerario, pianeggiante e accessibile a tutti si snoderà lungo piste ciclabili, passerelle pedonali e strade a basso traffico, per concludersi intorno alle ore 13:00 presso l’Abbazia di San Miniato al Monte. Lungo il percorso sono previste 6 soste narrative di approfondimento curate da testimoni e rappresentanti delle associazioni partner, dedicate alle grandi figure e ai simboli della nonviolenza, della giustizia sociale e dell’accoglienza: 1. Passerella dell’Isolotto (Piazza dell’Isolotto): Memorie di Alexander Langer, Giorgio La Pira, Alberto L’Abate, Don Enzo Mazzi e Tiziano Terzani. (Interventi di Andres Lasso, Claudia Daurù, Gloria Germani) 2. Ponte Gandhi (Viale Redi / Parco Da Vinci): La nonviolenza gandhiana (Ahimsa) e la ricerca della Verità (Satya). (Intervento di Gloria Germani) 3. Basilica di San Marco: Il dialogo politico, ecumenico e internazionale di Giorgio La Pira e Padre Ernesto Balducci. (Interventi di Grazia Bellini e Pietro Giovannoni) 4. Palazzo Vecchio (Piazza della Signoria): Firenze “Città Operatrice di Pace” e l’impegno istituzionale. (Saluto delle Istituzioni) 5. Ponte Santa Trinita: Le mobilitazioni per i diritti umani e le storie di Don Lorenzo Milani e Gino Bartali. (Interventi di Emergency Firenze, Amnesty International Firenze, Gruppo Don Lorenzo Milani Calenzano, Museo Bartali) 6. Abbazia di San Miniato al Monte: La dimensione spirituale dell’accoglienza e del dialogo. (Interventi di Padre Bernardo Gianni e Stefania Collesei) Un’ampia rete istituzionale e associativa L’iniziativa vede un’ampia convergenza istituzionale e sociale: partecipano attivamente rappresentanti del Comune di Firenze (Presidenza del Consiglio, Commissione Pace, Assessorati allo Sport e alla Mobilità) e della Regione Toscana (Vicepresidenza del Consiglio con delega alla Pace, Assessorato alla Cultura della memoria e Istruzione). Tra gli enti e le associazioni aderenti figurano inoltre la Fondazione Ernesto Balducci, la Fondazione Giorgio La Pira, Eirenefest, la Rete Firenze Città Operatrice di Pace, i volontari di Emergency Firenze, gli attivisti di Amnesty International Firenze, Pressenza Toscana, la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, In cammino per la pace e il disarmo, la Comunità dell’Isolotto, il Museo Gino Bartali, il Gruppo Don Lorenzo Milani Calenzano / Cammino di Don Milani e la Basilica di San Miniato. Come partecipare La partecipazione all’evento è gratuita, ma è richiesta la registrazione obbligatoria online per motivi organizzativi e di sicurezza. I primi iscritti avranno diritto a un gadget dell’evento e all’uso gratuito del servizio di bike-sharing partner RideMovi. * Modulo di iscrizione: disponibile online su: Form Registrazione Ponti della Pace ·     Info di dettaglio: disponibile online su:    Info evento SCHEDA INFORMATIVA SINTETICA * Evento: I Ponti della Pace – Escursione urbana in bicicletta ·     Data: Domenica 20 settembre 2026 ·     Orari: Ore 8:30 ritrovo (Piazza dell’Isolotto) | Ore 9:00 partenza | Ore 13:00 arrivo (San Miniato al Monte) ·     Difficoltà / Distanza: Facile / ~13 km ·     Organizzazione: FIAB Firenze Ciclabile Contatti per la Stampa e Informazioni: FIAB Firenze Ciclabile * Email: info@firenzeciclabile.it * Sito web:firenzeciclabile.it /   Locandina Ponti della Pace, Firenze 20 settembre 2026 Redazione Toscana
September 15, 2026
Pressenza
Le prospettive per il monitoraggio dei traffici di armi nel porto di Genova
ALL’INCONTRO PUBBLICO IN SVOLGIMENTO NELLA SERATA DI MERCOLEDÌ 8 SETTEMBRE PROSSIMO PARTECIPA LA CONSIGLIERA COMUNALE PROMOTRICE DELL’ISTITUZIONE DELL’ENTE CITTADINO PREPOSTO ALLA VIGILANZA. L’INIZIATIVA È COORDINATA DA THE WEAPON WATCH E CALP DI GENOVA IN COLLABORAZIONE CON LA IV MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA. Nell’occasione saranno illustrate le prospettive per la creazione dell’Osservatorio Consiliare permanente per la Trasparenza, la Sostenibilità Etica e la Sicurezza dei Lavoratori del Porto di Genova, ovvero del centro cittadino preposto alla sorveglianza dei trasporti e traffici d’armi, un ente di cui Genova sarebbe la prima città italiana a disporre. La sua realizzazione è stata pianificata accogliendo le istanze di molte associazioni cittadine, in particolare delle rappresentanze sindacali dei camalli, cioè degli addetti alla movimentazione delle merci dalle e sulle navi che approdano alle banchine della città ligure, da tanti anni impegnati al monitoraggio dei transiti di armi, materiali bellici e dual-use nel porto di Genova. Il 27 ottobre 2025 la consigliera comunale capogruppo di AVS, Francesca Ghio, eletta nel 2022 nella lista Europa Verde con Sansa e Linea Condivisa, aveva presentato una mozione per l’attuazione del progetto spiegando: “È doveroso che le istituzioni diano risposte concrete a tutti i cittadini scesi in piazza chiedendo di interrompere la deriva bellicista che ha infettato anche il porto di Genova, diventato protagonista di un’economia di guerra che va ripudiata, come ordina la Costituzione”. La proposta aveva raccolto molti consensi, tra cui del sindaco di Genova, Silvia Salis, e la commissione formata per istituire l’avanguardistico Osservatorio si è riunita per la prima volta il 15 luglio scorso. Si prevedeva che, dopo aver ascoltato i pareri degli esperti e dei referenti delle associazioni, tra cui Emergency, CALP e The Weapon Watch, i membri della commissione avrebbe deliberato sull’approvazione del testo elaborato allo scopo e nell’occasione presentato da Francesca Ghio precisando: “L’attacco normativo sono l’articolo 11 della Costituzione e le leggi vigenti in materia, ovvero in merito alla produzione, all’esportazione e al transito di armi nel territorio nazionale”. Carlo Tombola di The Weapon Watch aveva specificato i riferimenti giuridici, la Legge 185/1990, il Trattato internazionale sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty – ATT) del 2013 e un precedente giuridico: “Una recente sentenza del TAR relativamente ai traffici nel porto di Ravenna ha sancito che cittadini e residenti hanno il right to know, il ‘diritto a sapere’, cosa transita e sbarca dove loro abitano. L’Osservatorio premetterà ai genovesi di disporre delle informazioni in mano agli enti competenti, ovvero autorità portuale, capitaneria e dogane, su queste questioni che li riguardano, ovvero su caratteristiche e destinazione dei materiali bellici che gli armatori trasportano e gli operatori del porto caricano sulle e scaricano dalle navi che attraccano a Genova”. Invece, i rappresentanti dei partiti di centro-destra (Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati) hanno ostacolato la delibera chiedendo, e ottenendo, la sospensione anzi tempo della seduta poiché un rappresentante del CALP aveva protestato contro il loro ostruzionismo attuato accampando una serie di pretesti sull’iter procedurale della votazione. * 16.07.2026 – Il CALP reagisce alle tergiversazioni e viene accusato Dopo questa vicenda, l’attuazione del progetto dipende da molte questioni, che Francesca Ghio e i referenti di CALP e The Weapon Watch spiegheranno ai partecipanti dell’incontro pubblico in svolgimento nella serata di martedì 8 settembre, alle h 21, nel Circolo ARCI Barabini di Trasta (salita Ca’ dei Trenta 3 – cancello 5). Maddalena Brunasti
September 6, 2026
Pressenza
A Roma il Festival della Nonviolenza Attiva: due giorni per costruire insieme una cultura di pace
Il 2 e 3 ottobre 2026, presso ExtraLibera in Via Stamira 5, panel, incontri, presentazioni di libri, laboratori, spettacoli ed eventi per celebrare la Giornata Internazionale della Nonviolenza. Guerre, militarizzazione, arretramento democratico, frammentazione sociale e normalizzazione della violenza stanno segnando sempre più profondamente la vita quotidiana in ogni parte del mondo. Di fronte a questo scenario, cresce la necessità di costruire spazi di incontro, confronto e azione collettiva capaci di generare alternative concrete. Nasce da questa esigenza il Festival della Nonviolenza Attiva, in programma il 2 e 3 ottobre 2026 a Roma, presso ExtraLibera, in Via Stamira 5, in occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza, celebrata ogni anno il 2 ottobre. Il Festival sarà uno spazio aperto di partecipazione, riflessione e proposta, rivolto a persone, associazioni, scuole, movimenti e realtà sociali che credono nella possibilità di trasformare i conflitti attraverso pratiche di dialogo, solidarietà, giustizia sociale e nonviolenza attiva. Nel corso delle due giornate avranno luogo quattro panel tematici dedicati ad alcune questioni centrali del nostro tempo: migrazioni, educazione alla pace, disarmo e ruolo delle donne come costruttrici di pace. Saranno momenti di approfondimento e dialogo con attivisti, studiosi, operatori sociali e rappresentanti del mondo associativo. All’interno del Festival troverà spazio anche Eirenefest, il Festival del libro per la pace e la nonviolenza, con presentazioni di libri, incontri con autori, autrici ed editori indipendenti impegnati nella diffusione di una cultura di pace e nonviolenza. Il Festival della Nonviolenza Attiva si collega inoltre alla 4ª Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, mobilitazione internazionale che, tra il 21 settembre e il 4 ottobre 2026, metterà in relazione città, gruppi e iniziative impegnate nella costruzione di una cultura di pace e nonviolenza. L’evento è promosso da Energia per i Diritti Umani APS, con il sostegno del fondo Otto per Mille della Chiesa Valdese e con il patrocinio del Comune di Roma. Informazioni utili Festival della Nonviolenza Attiva ExtraLibera – Via Stamira 5, Roma Orari 2 ottobre: dalle ore 16.00 alle ore 23.00 3 ottobre: dalle ore 10.00 alle ore 23.00 L’ingresso è libero e aperto a cittadine e cittadini, associazioni, scuole, movimenti e a tutte le persone interessate a contribuire alla costruzione di una società più giusta, solidale e nonviolenta. Per informazioni e aggiornamenti sul programma: festivalnonviolenza.it Per aderire: https://www.festivalnonviolenza.it/adesioni/ Email: info@festivalnonviolenza.it Telefono: +39 06 89479213   Adesioni al 6 giugno 2026: ABC Ass Beni Comuni S. Rodotà Amnesty International Ass Umanista Atlantide CESC Project CIPSI CISDA Diritti al Cuore ODV Emergency ENGIM Compagnia teatrale Il Cantastorie La Comunità per lo Sviluppo Umano Le Danze di Piazza Vittorio Associazione Multimage APS Pressenza Scout Resistenti RESQ . People saving people. Energia per i Diritti Umani
June 8, 2026
Pressenza