
Perù: le estorsioni mietono vittime mentre l’Esecutivo rinvia l’abrogazione delle leggi pro-crimine
Pressenza - Tuesday, September 22, 2026Il Perù è sconvolto. Mentre l’Esecutivo continua ad attendere il conferimento dei poteri legislativi, e attua misure poco efficaci contro i gruppi criminali; la popolazione continua a morire per mano degli estorsori. Nell’ultima settimana hanno assassinato una giornalista d’inchiesta nella città di Chimbote e ne hanno minacciato un’altra nella regione di Ica. Gli omicidi con arma da fuoco hanno raggiunto un totale di 248 tra il 28 luglio e l’11 settembre.
Lo scorso 19 settembre la giornalista e candidata al Governo Regionale di Ancash (nel nord del Paese), Susy Ysabel Aponte Polo è stata assassinata nella città di Caraz, mentre svolgeva attività di propaganda elettorale per la sua campagna politica. La China Polo, come era conosciuta, aveva ricevuto giorni prima minacce contro la sua vita, per le sue denunce su casi di corruzione. Il caso è oggetto di indagine, mentre diverse associazioni giornalistiche, dello Stato e della società civile hanno espresso il loro cordoglio per l’assassinio della giornalista.
D’altro canto, anche un altro comunicatore, Kenny Yucra López, direttore del mezzo di comunicazione lalupa.pe ha ricevuto due minacce di morte contro di lui e la sua famiglia. I fatti sono oggetto di indagine, mentre l’Istituto di Stampa e Società (IPYS) ha emesso un’allerta pubblica per l’attacco agli uomini e alle donne della stampa che svolgono giornalismo d’inchiesta.
Da parte sua, l’Associazione Nazionale dei Giornalisti (ANP) ha dichiarato che “è inaccettabile violare il diritto alla vita in democrazia, chiede al Ministero Pubblico e alla Polizia Nazionale del Perù un’indagine celere che permetta di determinare chi ha ordinato, eseguito e facilitato l’assassinio, nonché di stabilire con rigore il movente del crimine. L’ANP unisce la propria voce a quella della sezione dell’associazione a Huaraz, che ha rivolto un fermo appello alla ragionevolezza e alla responsabilità di tutti gli attori politici, sociali e cittadini, di fronte a un fatto che mantiene sconvolta la regione”.
I cittadini si mobilitano per la vita
Di fronte all’ondata di violenza, diverse associazioni sindacali, organizzazioni sociali di base, studenti, borsisti e attivisti riuniti nella Piattaforma Cittadina in difesa della Vita e della Sicurezza, hanno convocato una Grande Marcia Nazionale.
Questa si svolgerà martedì 22 settembre alle 16 nella Plaza San Martin, lanciando un appello per “Non più impunità” (Giustizia per Susy Aponte e per tutte le vittime), “Non più violenza” (contro il sicariato e la criminalità fuori controllo) e “Fuori le leggi pro-crimine” (esigiamo l’abrogazione immediata).
In un esercizio di democrazia reale, la cittadinanza si mobilita per la sicurezza dei cittadini, cercando soluzioni che vadano oltre le dichiarazioni di emergenza o il controllo nelle carceri; mentre… il governo continuerà a rinviare la richiesta sociale per la vita?
La cittadinanza si solleva! #NiUnaMuerteMás #SeguridadRealYa