
Consumo di suolo a Rimini: una bella serata e un territorio che non può più permettersi distrazioni
Pressenza - Monday, September 21, 2026Venerdì sera eravamo alla Sala polivalente delle Celle per “Dalla parte del suolo”, l’incontro organizzato da Legambiente Valmarecchia, Arti in Cantiere, Movimento Vivi Rimini, LIPU, DnA Rimini e WWF Rimini con Paolo Pileri del Politecnico di Milano. Sala piena, tanta gente che voleva capire cosa significhi davvero “consumo di suolo” e perché continuiamo a permettercelo. Una di quelle serate che fanno bene, perché il tema esce dagli addetti ai lavori e arriva a chi vive la città.
E proprio i dati presentati quella sera raccontano perché Rimini non può guardare altrove. Nel solo 2021-2022 il nostro comune ha consumato 18,68 ettari di suolo, il salto più alto registrato da qualsiasi comune della provincia in questi anni di rilevazioni ISPRA. Poi il ritmo è rimasto comunque alto: 7,05 ettari nel 2022-2023, 6,77 nel 2023-2024. Mai un anno di pausa. E lungo la fascia costiera, quella dei primi 300 metri dal mare, il 63,4% del suolo di Rimini è già cementificato.
Non sono numeri astratti, sono la stessa materia da cui nascono i malcontenti che vediamo crescere in città. Il Piano dell’Arenile, che introduce piscine e strutture private lungo la spiaggia, rischia di trasformare progressivamente l’accesso libero al mare in un privilegio concesso, non garantito. Il nuovo mercato ittico previsto a San Giuliano Mare ha fatto nascere il Comitato di via Sinistra del Porto, che lo definisce un’opera che deturpa il paesaggio e aumenta traffico e smog, oltre a portarsi dietro 9 milioni di euro pubblici su un’area già classificata a rischio idrogeologico. L’ampliamento della Fiera di Rimini e del Cupolone continua a mangiare altro suolo per una struttura che già oggi fatica a giustificare i numeri di utilizzo effettivo. E restano ancora aperte le promesse di riforestazione compensativa legate alla terza corsia dell’A14, annunciate nel 2021 e mai completate secondo gli impegni presi.
Ogni progetto preso da solo sembra un caso a parte. Messi insieme, raccontano una città che continua a scegliere il cemento anche quando il suolo libero è ormai una risorsa scarsa, non infinita, e che genera comitati e opposizioni proprio perché chi vive il territorio se ne accorge prima delle istituzioni.
Grazie a chi ha organizzato la serata e a chi c’era. Ora tocca portare questi numeri anche nel dibattito sul PUG, dove si decide davvero se Rimini smetterà di consumare suolo o continuerà a farlo un ettaro alla volta.
Rimini EcoSocialista