Tag - consumo di suolo

Ciclone Harry: l’età del fuoco
di Mario Carmelo Cirillo – ripreso da «Out of Fire» La scorsa estate, quando sulle spiagge ioniche – quelle devastate dal ciclone Harry – mi lamentavo del caldo eccessivo, un amico ha esclamato: «Siamo in estate, certo che fa caldo!» Ho replicato che era troppo caldo, mi ha guardato come se fossi un marziano. Caldo, inondazioni, frane, mareggiate, incendi, tempeste
Il suolo non è una merce di scambio. Un convegno a Bagno a Ripoli
19 maggio 2026, una sala piena, un dossier costruito atto per atto, due relatori e un sindaco: a Bagno a Ripoli il consumo di suolo smette di essere materia per tecnici e diventa una questione democratica. La Sala Teatro del … Leggi tutto L'articolo Il suolo non è una merce di scambio. Un convegno a Bagno a Ripoli sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
VENERDì 22 MAGGIO LA CAROVANA AMBIENTALISTA E SOCIALE FA TAPPA IN PIAZZA SAFFI
È partita l’11 aprile da Piacenza la Carovana ambientalista e sociale che, attraversando tutti i capoluoghi di provincia dell’Emilia‑Romagna,si concluderà a Bologna il 13 e 14 giugno con un convegno regionale. La tappa forlivese è prevista per venerdì 22 maggio alle 10 in piazza Saffi vicino a San Mercuriale. L’iniziativa è promossa da due reti ambientaliste regionali — la Rete Emergenza Climatica e Ambientale Emilia‑Romagna (RECA) e l’Assemblea dei Movimenti Ambientali e Sociali dell’Emilia‑Romagna (AMAS‑ER) — e coinvolge complessivamente circa un centinaio di realtà associative. La Carovana non è un corteo permanente, ma un calendario di tappe territoriali in cui associazioni, comitati e cittadini danno voce a vertenze locali e ne evidenziano le connessioni a livello regionale. Obiettivi e contenuti * Ascolto dei territori: ogni tappa è dedicata alla raccolta di testimonianze sulle principali criticità locali. * Tematiche centrali: consumo di suolo, inquinamento, gestione dell’acqua, energia, rifiuti, salute pubblica, mobilità, crisi climatica e partecipazione democratica. * Rete e visibilità: l’obiettivo è mettere in relazione esperienze spesso isolate, rendere visibile il filo comune che lega le diverse mobilitazioni e costruire proposte condivise. Evento a Forlì La Carovana farà tappa a Forlì venerdì 22 maggio in piazza Saffi dalle ore 10 alle ore 12. Il programma prevede la presentazione della Carovana, interventi di realtà associative e comitati locali sulle problematiche del territorio, intermezzi musicali a tema ambientale e la recita di poesie e filastrocche a cura di Giancarlo Giunchi. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare. Appuntamento finale e docufilm Il percorso si concluderà a Bologna il 13 e 14 giugno con un convegno regionale che raccoglierà i contributi emersi durante le tappe. L’incontro servirà a restituire una mappa delle criticità e delle possibili alternative, mettendo in dialogo esperti, movimenti e realtà territoriali. Durante la Carovana sarà inoltre realizzato un docufilm per documentare le lotte, le ragioni e le proposte raccolte lungo il viaggio; per la sua produzione è stata avviata una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso. Invito alla stampa La presenza dei giornalisti è gradita per dare massima visibilità agli eventi e alle istanze portate dalla Carovana. Redazione Romagna
May 19, 2026
Pressenza
Quale futuro per le città?
-------------------------------------------------------------------------------- Roma, 28 febbraio: protesta in Campidoglio in difesa degli ex Mercati Generali, a rischio di speculazione immobiliare e finanziaria. Foto S.G. -------------------------------------------------------------------------------- Su Roma c’è una narrazione distorta della realtà. Mascherata, da una parte, da un super attivismo dell’Amministrazione e, dall’altra, da una propaganda retorica (“Roma si trasforma”) che impedisce di vedere come questa città sia in larga parte alla mercé dell’invasione di fondi immobiliari speculativi, soprattutto esteri, che privilegiano i ceti più ricchi ed espellano quelli meno abbienti. Sarah Grainsforth, ricercatrice e giornalista free lance nota ai lettori di Comune, ha recentemente documentato l’attività di questi fondi in un articolo pubblicato sul Fatto quotidiano (11.05.2026), dimostrando come il già noto e vituperato “Modello Milano” venga esportato anche nella Capitale sotto l’insegna di studentati privati di lusso, sparpagliati in varie parti della città. È un’operazione che fa da apripista a nuove speculazioni, una volta che quelle aree diventeranno appetibili per nuove localizzazioni private, con la conseguente espulsione degli abitanti ivi residenti. Ma non è solo questo: numerosi interventi non sembrano avere molto a che fare con il benessere dei cittadini e la salvaguardia del bene pubblico. Fra questi si distinguono: la realizzazione (in fieri) di un porto croceristico a Fiumicino (comune diverso da Roma ma il cui progetto ha avuto il beneplacito del sindaco di Roma, qui un reportage fotografico, Quel pezzetto di mare non ha chiesto un porto crocieristico), l’inceneritore di Santa Palomba, il nuovo stadio della Roma a Pietralata, nuovi parcheggi lungo il Tevere, la concessione a fondi immobiliari stranieri degli ex Mercati Generali, il progetto di modifica (stravolgimento) dello stadio Flaminio (tutelato dalle Sovrintendenze), il lago Ex Snia a rischio di speculazione privata e, infine, gli effetti della cosiddetta compensazione urbanistica dovuta al vecchio piano regolatore, per citare solo quelli più eclatanti. Nel frattempo si stanno mettendo le mani sulle nuove Norme Tecniche che dovranno sostituire le vecchie del PRG e che, probabilmente, saranno redatte per favorire queste trasformazioni. E, come se non bastasse, sul fronte culturale appare quanto meno scandalosa la proposta di ampliare la Galleria Borghese con la motivazione (veramente assurda) che “a Villa Borghese si esporrebbero poche opere, entrerebbero troppi pochi visitatori, si staccherebbero troppi pochi biglietti e così con la logica di un supermercato bisogna aumentare, aumentare, aumentare” (T. Montanari, Lo scempio che piace anche a Gualtieri, Il Fatto quotidiano del 12.05.2026). A prevalere è il modello della valorizzazione o commercializzazione del patrimonio artistico, affidando a società private la redazione dei progetti (meglio se con la firma di qualche archistar) e tentando di convincere le Soprintendenze sulla bontà degli interventi mirati quasi esclusivamente a fare cassa. La sbandierata retorica sul consumo di suolo zero è costantemente ignorata dalle nuove costruzioni, anche in zona dell’agro, con colate di cemento che non sembrano arrestarsi. Così come risultano assenti vere opere di mitigazione o adattamento per la crisi climatica. Tuttavia a fronte di questi interventi che non miglioreranno certo la città pubblica, l’Amministrazione si vanta di aver avviato una trasformazione della città inaugurando nuove opere che ne dovrebbero migliorare la vecchia immagine ma che andranno quasi ad esclusivo beneficio della sua capacità di attrazione di ulteriori fondi immobiliari e dell’over turismo invasivo. Dopo l’attribuzione di poteri speciali per il Giubileo della Chiesa cattolica al Sindaco commissario, e del PNRR, ora è in ballo un’altra legge di riforma costituzionale in materia di Roma Capitale: è quella che conferirebbe all’Assemblea capitolina poteri legislativi di livello regionale su materie fondamentali come: urbanistica, trasporto locale, turismo, edilizia residenziale pubblica, ecc. Questa nuova legge sarebbe dettata dalla necessità di “restituire alla Capitale il ruolo che le spetta e dare i poteri che hanno le altre capitali europee”. La domanda che si pone è: per fare cosa? Non è una domanda retorica considerato che non esiste una visione urbana rispetto alla quale mancano le risorse o i poteri per realizzarla. Continua a imperversare il “pianificar facendo” in assenza di una chiara prospettiva di sviluppo della Capitale. Quale sviluppo? Quello delle metropoli globali dove aumentano le disuguaglianze e le povertà o quello inclusivo per dare casa a chi non ce l’ha, redistribuire le ricchezze, accoglienza dei migranti, contenimento del traffico, fermare l’ingresso di fondi immobiliari speculativi. In assenza di tali scelte conferire ulteriori poteri alla Capitale sarebbe accentuare i fenomeni in corso. L’amministrazione gode di una certa popolarità acquisita a forza di proclami retorici che enfatizzano gli interventi sparsi nella città e occultano la reale trasformazione operata dai privati e dai grandi interventi che hanno lo scopo di “migliorare” l’aspetto della città potenziando la sua capacità attrattiva. Inoltre l’Amministrazione ha operato la cooptazione di rappresentanze politiche un tempo avverse alla politica capitolina indebolendo l’opposizione e dando l’idea che intorno alle trasformazione ci sia una larga convergenza. A ben vedere quanto accade a Roma non è diverso da quanto è in atto nelle principali città italiane come Milano e Firenze dove recentemente gli interventi che dovrebbero dare nuovi lustri a queste città sono sotto l’attenzione della magistratura. Il “Modello Milano” con alcune varianti è diventato virale, copiato in vari modi da molte altre amministrazioni. In tutto questo l’urbanistica è diventata, in molti casi, l’ancella fedele del capitalismo estrattivo che opera nelle città; in altre, è semplicemente ignorata e superata da accordi di programma che baipassano ogni norma ancora in vigore. La sinistra, dopo essere stata affascinata dall’economia liberista, si mostra ora timida nei riguardi di una visione urbana che espelle i suoi abitanti poveri e prepara le basi per l’accoglienza dei ricchi. I centri di queste città sono diventati le sedi di agenzie straniere, di piattaforme immobiliari, di esibizione di ricchezza, di attrazione turistica, svuotandoli dei loro originari abitanti. È diventato persino impossibile in essi aprirsi un varco a piedi, tra i turisti e le molteplici attività a loro uso e consumo (dehors, negozi di scarso valore delle merci, eccetera). E tuttavia questo imponente processo di trasformazione avviene spesso proprio quando la sinistra è al governo di queste città. Quale futuro attende dunque le nostre città? Diventeranno le vetrine di una fiera globale gareggiando per la loro capacità attrattiva, come Dubai o Abu Dhabi, sedi di improbabili architetture globali sradicate da ogni contesto, città per facoltosi residenti i cui scarti saranno divisi tra gli abitanti sempre più impoveriti, città di moltitudine di schiavi governati da sistemi tecnologici? Sono paesaggi distopici per ora, ma già in alcune parti del mondo essi sono diventati realtà: oasi felici per evasori di tasse, sedi di banche che attirano monete da tutto il mondo, luoghi di divertimento per riccastri di ogni genere. Città libertarie sono l’ultima proposta di Peter Thiel padrone di Pay Pal e di Palantir (qui raccontiamo cos’è il sistema Palantir); città sottoposte a legislazioni eccezionalmente favorevoli alle imprese con poche tasse e assenza del sindacato. Tuttavia le recenti e imponenti manifestazioni per la Global Sumud Flottilia e quella del 25 Aprile di quest’anno a Roma, hanno dimostrato che forze antagoniste (movimenti, associazioni, gruppi giovanili, femminismo) sono sempre più attive nel contrastare questa privatizzazione delle città. La speranza è che queste forze, che al momento non hanno il potere di contare concretamente, possano diventare le protagoniste di una nuova politica. -------------------------------------------------------------------------------- Enzo Scandurra, urbanista, saggista e scrittore, scrive da sempre su Comune (qui oltre cento suoi articoli). Già ordinario di Urbanistica presso La Sapienza di Roma, è stato direttore del dipartimento di Architettura e Urbanistica. Tra i suoi libri più recenti La svolta ecologica. Ultima chance per il pianeta e per noi e Roma. O dell’insostenibile modernità, editi da DeriveApprodi. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Quale futuro per le città? proviene da Comune-info.
May 17, 2026
Comune-info
La Carovana – Iniziativa regionale delle associazioni ambientaliste e sociali dell’Emilia-Romagna
La Carovana è un’importantissima iniziativa delle associazioni ambientaliste e sociali dell’Emilia-Romagna RECA e AMAS-ER. Esse formano una vasta rete di connessioni e relazioni capillari sul territorio dell’Emilia-Romagna, un’esperienza unica in Italia che raccoglie, complessivamente, un centinaio tra associazioni, sindacati e partiti. La Carovana dei DIRITTI E ROVESCI percorrerà tappa per tappa, tutti i capoluoghi di provincia facendo parlare territori e soggetti impegnati nella loro tutela al fine di superare silenzi e resistenze di chi avrebbe il compito primario dell’ascolto, la politica. Le associazioni hanno raccolto le firme per le 4 leggi di iniziativa popolare su Acqua, Energia, Rifiuti e Consumo di suolo oltre che sul No all’autonomia differenziata ma non sono state prese in considerazione dalla Regione e le proposte giacciono, dimenticate, nel tradimento di quello che dovrebbe essere un diritto e un dovere per la partecipazione sociale e le garanzie democratiche. I territori sono in difficoltà a comunicare al di fuori delle persone già sensibilizzate, le storture di tutti i problemi sociali e ambientali di cui si occupano con impegno e che diventano ogni giorni più pressanti. In ogni tappa il territorio si racconterà mettendo in luce le criticità, le vertenze e le lotte per un ambiente più sano, per la salute, la giustizia climatica e sociale e si concluderà con un Convegno, a Bologna il 13 e 14 giugno alla presenza di esperti e con le testimonianze sulle attività delle nostre realtà che hanno a cuore i propri territori, l’ambiente, la giustizia sociale e il futuro delle prossime generazioni per far conoscere a tutti non solo il nostro impegno ma anche le sue ragioni.   Per aderire al finanziamento del DOCUFILM sulla Carovana dei DIRITTI E ROVESCI dell’Emilia-Romagna, trovate informazioni su  recaemiliaromagna.it  e amaser.it, ma anche qui: https://sostieni.link/40361.   Il progetto della Carovana: https://www.recaemiliaromagna.it/   La prossima tappa-Modena https://www.recaemiliaromagna.it/event-item/carovana-3-tappa-modena/   Comitato organizzativo Carovana RECA_AMAS ER Per ulteriori informazione rivolgersi a: Viviana Manganaro viviana.manganaro@gmail.com cell. 3317838197 o a: Corrado Oddi corrado.oddi131157@gmail.com cell. 3429218650   Seguici sul sito  amaser.it e sull’evento Facebook  Redazione Romagna
May 8, 2026
Pressenza
[2026-04-17] L'Urbanistica uccide - Paradigma Palestina @ Vivero
L'URBANISTICA UCCIDE - PARADIGMA PALESTINA Vivero - via Antonio Raimondi 37 (venerdì, 17 aprile 18:00) GIORNI DI LIBERAZIONE Programma di avvicinamento al 25 Aprile del Pigneto a cura di Quell@ del 25 Aprile Venerdì 17 aprile - ore 18:00 ★ L’Urbanistica uccide Paradigma Palestina Inaugurazione mostra a cura di quell* del 25 aprile Vivéro – luogo di quartiere Via A. Raimondi, 37
April 8, 2026
Gancio de Roma
Bologna, la giunta e i vietcong del Pilastro
Continua la battaglia degli alberi di Wu Ming (*) A Bologna c’è un’unica opposizione politica alla giunta Lepore: l’ecosistema di lotte in difesa dell’ambiente. Lotte che chi amministra la città è incapace di capire e quindi anche di gestire. Lo conferma quanto sta accadendo al Pilastro, estrema periferia nordest di Bologna. Difficilmente la difesa del verde e del territorio sarebbe
La bonifica del cemento agli ex-Mercati Generali
Un po’ di storia. IERI E OGGI È il 1910 quando l’idea dei Mercati Generali inizia a prendere forma, su progetto di Emilio Saffi, con il sindaco Ernesto Nathan, che ne stabilì la realizzazione in via Ostiense con il Piano Regolatore Sanjust del 1909. Da zona agricola il quartiere Ostiense iniziava a vivere la trasformazione, diventando insediamento produttivo, grazie soprattutto alle infrastrutture: gli stessi mercati, lì collocati, erano collegati alla ferrovia Termini-Trastevere, allo scalo fluviale, ai magazzini generali e anche alla ferrovia di Ostia. I lavori del comprensorio unico, che racchiudevano diversi mercati di Roma come quello delle erbe di viale Manzoni, quello del pesce prima del Portico d’Ottavia e piazza San Teodoro insieme ad altri, termineranno e verranno inaugurati solo dieci anni dopo, nel 1921. > Il progetto, approvato nel 1910, prevedeva due zone: una destinata al mercato > della frutta e ortaggi e l’altra dedicata al mercato del pesce, carni e uova. > I due settori erano divisi al centro da un’ampia zona destinata al raccordo > ferroviario. Il Mercato e la sua attività, andranno avanti fino all’autunno del 2002, anno in cui i Mercati Generali dell’Ostiense vengono trasferiti a Guidonia, che diventa il più grande centro agroalimentare della città: il CAR, Centro alimentare Roma. DAGLI ANNI 2000 A OGGI Il complesso verrà chiuso quindi nel 2003 e subito i nove ettari “liberi” diventano boccone prelibato per l’indizione di un bando comunale orientato alla realizzazione della “città dei giovani”, un unico spazio dove convogliare contesto universitario, culturale e ricreativo. È il gruppo di aziende “Sviluppo Centro Ostiense” (Sco), guidato dalla Lamaro Appalti del costruttore Claudio Toti ad aggiudicarsi la gara: nel 2006 viene sottoscritta una convenzione della durata di 60 anni e nel 2009 approvato il progetto definitivo. È nel 2008 però, a seguito di alcune difficoltà emerse con i primi scavi – come l’intercettazione di una falda acquifera superficiale – che il progetto iniziale e definitivo viene rimodulato e il gruppo di aziende ne presenta uno nuovo, con un implicito aumento dei costi e una maggiore redditività, che tuttavia non ne pregiudicano l’aggiudicazione l’anno seguente. Accanto ai finanziamenti pubblici poi, ecco che si affacciano quelli privati, provenienti dalla società texana Hines, che sceglie di sovvenzionare il progetto con 381 milioni di euro, e nella nuova proposta progettuale presentata compare l’albergo-studentato. L’area infatti viene concessa, con anche un posticipo della data di inizio, per 84mila euro l’anno per sessant’anni, che tradotto in canoni mensili significa che lo spazio avrà un canone mensile di 1,94 euro al metro quadro. È stato votato e ormai approvato (luglio 2025) dalla giunta Comunale, il progetto che interessa l’area degli ex- Mercati Generali e che vedrà la costruzione dell’ennesima struttura presentata come studentato, ma che poi di fatto si rivolge a una cerchia ristretta, visti i prezzi delle stanze, e si profila piuttosto come una struttura alberghiera. Il progetto garantirà al privato un ricavo preventivato di oltre 32 milioni di euro l’anno, di cui 21 provenienti dallo studentato, a fronte di un canone per l’area pubblica di 165mila euro l’anno, stabilito ormai 20 anni fa nel 2006 e mai pagato e mai aggiornato. I lavori, come si legge dal sito di Roma capitale, «completate le fasi di progettazione definitiva ed esecutiva» dovrebbero partire «nel 2027 e concludersi in circa 36 mesi». Questi prevedono la costruzione di dieci edifici, di cui sette ospiteranno oltre 2.000 posti letto di uno studentato privato e oltre duemila parcheggi a pagamento: «3,6 ettari dedicati alla cultura, formazione e socialità». > Sono 23 anni che la città di Roma aspetta la realizzazione del progetto nella > zona, che le venga restituito uno spazio comune, vivibile e accessibile > pubblicamente, ma non sembra che il momento sia arrivato in questi anni, > neanche ora. Ma a cosa si riferisca la dicitura «spazi dedicati alla cultura» non è ben chiaro. Non c’è traccia di quali spazi saranno accessibili gratuitamente, non c’è una descrizione dello scopo e della fruibilità degli stessi, se non che verranno costruite biblioteca, mediateca, sale per eventi, coworking, aree sportive e un centro di benessere urbano. Se infatti in merito al primo progetto approvato nel 2004 dell’architetto Rem Koolhaas c’è una descrizione puntuale della destinazione degli spazi (40% alla cultura; 19% alla ristorazione il 35% al commercio e il restante 6% agli uffici e il vecchio mercato ittico reso una mediateca insieme alla realizzazione di un teatro di 3mila posti), oggi di questo non c’è traccia. Quelli che vengono presentati come spazi destinati a “cultura e tempo libero” sono rivolti a start-up innovative, promozione enogastronomica, spazi per uffici ristorazione e tante altre indicazioni parziali ma che a ogni modo lasciano intravedere una destinazione degli spazi turisticizzata e spersonalizzante.  Se poi si guarda il render, lì dove oggi c’è una natura che tenta di riconquistare il suo spazio essenziale, nella prospettiva futura non c’è altro che edilizia e cemento. Nessun parco, nessuno spazio verde e ciò che compare di naturale, invece di mantenere la sua essenza, diventa piuttosto un qualcosa di ornamentale, che accoglie tavoli e tavolini di punti ristoro. Lo studentato stesso ha il vincolo di rimanere tale per dieci anni, dopo potrà trasformarsi nell’ennesima struttura ricettiva alberghiera, rivolta a turisti o all’élite del momento, ma già ora si profila come un albergo-studentato con stanze a 1.050 euro, studio a 950 e doppie a 625 al mese. > Nonostante sul sito del comune si legga che i prezzi siano stati fissati a > canone calmierato, tuttavia se si considera che il canone di locazione > ordinario della zona ostiense è di 15,5 euro al metro quadro, secondo > l’Agenzia delle entrate, gli studenti finirebbero per pagare il 48% in più per > un letto in doppia e sette volte in più per una stanza singola. Qual è l’incentivo e il sostegno per i giovani da parte del comune? La città vuole altro, le cittadine e i cittadini hanno altre esigenze. NATURA URBANA: C’È SPAZIO? Oggi, dopo circa 20 anni, i nove ettari in questione sono diventati altro: è ri-nato un ecosistema fluviale, che funge, o per lo meno avrebbe voluto, da elemento mitigatore per una zona della città e la natura si è fatta strada tra i resti di quello che c’era riprendendo il suo spazio. Ri-nato perché la zona, storicamente, è una piana alluvionale: lo stesso progetto iniziale del 1910 per la costruzione infatti, prevedeva una somma di risorse per la deviazione dell’Almone, affluente del Tevere che aveva il suo corso proprio accanto agli ex-mercati, insieme alla deviazione dell’Acqua Paola e dell’Acqua Marcia all’interno del complesso. Il tutto testimoniato già dai primi scavi, iniziati circa 20 anni fa e poi sospesi, dai quali sono emerse migliaia di anfore utilizzate per la lavorazione e la bonifica del terreno. > Nell’area umida dei mercati quindi, è emerso un canneto di palude e un piccolo > bosco di pioppi bianchi e neri, favorendo la biodiversità e la vita di specie > animali e vegetali, sempre più rare nella nostra città. Il destino dell’area però, come quello di tante altre zone di Roma in cui si realizzano progetti edilizi con cifre esorbitanti rivolte a una cerchia ristretta, non si proietta in questo senso. Le ruspe sono infatti già intervenute dimostrando come in quel luogo non ci sia spazio per la natura. Non c’è spazio per l’aggregazione spontanea e naturale, non c’è spazio per una vista che sfugga ai palazzi, né tanto meno c’è spazio per viverlo come la comunità di Roma necessità, in un’ottica pubblica e libera. Chi ha il compito di realizzare la città dei giovani, ha ascoltato almeno una voce delle e degli abitanti e delle realtà attive della zona di Ostiense? Di quelle persone, delle giovani e dei giovani che il quartiere lo vivono quotidianamente? Sembra che questi tavoli di confronto, aperti solo ora – forse troppo tardi – dalla Giunta capitolina, siano più che un dialogo, un’informativa di cosa si è già deciso e non uno scambio costruttivo di opinioni e visioni progettuali per quello spazio pubblico. Stupisce che ancora una volta, all’esigenza e oggi emergenza abitativa, che vede canoni mensili con prezzi alle stelle, la vendita – piuttosto che la riassegnazione – da parte del Comune delle case popolari, la città di Roma risponda con la costruzione di nuove strutture e il prezzo del consumo del suolo non viene neanche razionalizzato né considerato. > Secondo il rapporto SNPA “Consumo di suolo 2025”, presentato il 24 ottobre > 2025, in Italia c’è un trend in crescita esponenziale del consumo di suolo: > 83,7 km² di nuove superfici artificiali nel 2024 (+15,6% sul 2023) e un ritmo > di 2,7 m²/secondo. Fa riflettere che la storia di questi nove ettari sembra essere attraversata da un fil rouge: nasce infatti come luogo di “aggregazione” per più mercati di Roma e oggi vorrebbe tornare a esserlo per la comunità sociale. Ma sembra che, come per l’esperienza del mercato poi spostato e per la “città dei giovani”, in 23 anni ancora non realizzata, quest’area non trovi un’assegnazione pacifica e sana. Se promuovere la cultura, gli spazi di aggregazione oggi diventa una possibilità appannaggio dei privati, come possiamo esprimere liberamente la nostra voce, la nostra identità, anche culturale, senza essere costretti a pagare o a essere identificati con una tessera per accedere agli spazi? Dove passa il concetto di aggregazione, promozione e crescita dell’individuo, se nella Capitale trovano sempre maggior spazio solo realtà che concorrono al profitto e alla privatizzazione? > Se questa deve essere la città dei giovani, la Giunta ha ascoltato davvero le > voci dei giovani che quotidianamente vivono la capitale, le loro aspettative > di vita e le loro esigenze? Quanto sia difficile, per alcuni impossibile, > trovare una camera a un prezzo accessibile, o come sia difficile oggi trovare > uno spazio di aggregazione dove poter scambiare idee, ragionare insieme, > liberamente e senza dover dimostrare di appartenere a una determinata fascia > economica? Sembra non ci sia spazio per un accesso pubblico e libero agli spazi che dovrebbero essere di ritrovo, o per lo meno che questa sia la direzione intrapresa per la città di Roma, destinata così a diventare una città spersonalizzata, senza identità e uguale a tante altre capitali europee, dove l’identità di quartiere è estirpata a vantaggio di forma ed estetica. L’atrofizzazione del pensiero, l’isolamento della persona fino alla creazione di circoli chiusi ed elitari è quello cui tali iniziative tendono, non altro, e dovremmo ragionare sul fatto che ciò che è bello agli occhi, non sempre e non necessariamente lo è davvero in termini di economia umana ed esistenziale. La copertina è tratta dalla pagina Facebook Mercati Generali – BASTA Speculazione SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo La bonifica del cemento agli ex-Mercati Generali proviene da DINAMOpress.
February 26, 2026
DINAMOpress
Firenze. Un’altra urbanistica è (ancora) possibile
La rete Salviamo Firenze, di cui fa parte anche il laboratorio perUnaltracittà con il suo gruppo urbanistica, da mesi si è attivata e ha studiato, analizzato e reso accessibile una lettura critica delle trasformazioni urbanistiche che stanno avvenendo nella città … Leggi tutto L'articolo Firenze. Un’altra urbanistica è (ancora) possibile sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Energia, salute, rischio e potere: noi cosa possiamo fare
due articoli di Luca Graziano. Riflessioni scomode per gli amministatori imprudenti ma utili alla collettività, a livello locale come su quello planetario. Costruire nella pianura dell’acqua Il dissesto idrogeologico e la scelta del nuovo ospedale a Torino Nord (*) Negli stessi giorni in cui le immagini della frana di Niscemi, innescata dal ciclone Henry, scorrono nei notiziari come l’ennesimo capitolo
February 17, 2026
La Bottega del Barbieri