La maieutica di Danilo Dolci e l’autocostruzione

Pressenza - Sunday, September 20, 2026

Sono stati due giorni intensi, di quelli che lasciano il segno dentro e fuori, quelli che abbiamo vissuto nel fine settimana tra Ivrea e il Castello di Albiano. Un cammino collettivo inserito nella cornice de “La pacifica invasione: tanti modi per volere la pace”, un’iniziativa promossa da Emergency, Sentieri di Pace e il Presidio per la pace di Ivrea. Al centro del nostro percorso c’era l’eredità di Danilo Dolci, la sua voce scomoda e profetica, e soprattutto la pratica viva del suo pensiero.

 

Il confronto al Liceo Gramsci: la forza della nonviolenza

Questo intenso fine settimana è iniziato sabato 19 settembre nell’Auditorium del Liceo A. Gramsci di Ivrea. Più di trenta persone hanno partecipato alla conferenza dal titolo “Pratiche e lotte nonviolente: il caso Danilo Dolci”.

Insieme a me c’erano Amico Dolci, figlio del poeta di Trappeto, e Giuseppe Barone, suo biografo e profondo conoscitore del pensiero. Abbiamo cercato di restituire ai presenti l’attualità di un ammonimento che non smette di interpellarci: “Rivoluzione è curare il curabile profondamente e presto, è rendere ciascuno responsabile”. Non una teoria astratta, ma un esercizio quotidiano di democrazia diretta, ascolto e partecipazione, dove la nonviolenza non è mai passività, ma azione radicale di trasformazione della realtà.

 

Al Castello di Albiano: il laboratorio di maieutica strutturale

Dalla parola alla pratica il passo è stato naturale. Domenica 20 settembre ci siamo spostati nella suggestiva cornice del Castello Vescovile di Albiano. Qui, quindici partecipanti si sono uniti al proseguimento laboratoriale della conferenza, dedicandosi al cuore pulsante del metodo dolciano: La Maieutica strutturale.

In cerchio, dialogando, interrogandoci a vicenda per fare emergere le risorse che già abitano le comunità, abbiamo sperimentato cosa significhi educare e autoeducarsi reciprocamente, uscendo dalla logica della delega per entrare in quella della co-responsabilità.

Siamo partiti dalla domanda di Giuseppe su cosa sono e in cosa si differenziano la Trasmissione e la Comunicazione, raggiungendo concetti molto profondi, sia in senso tecnico che poetico.

 

Imparare facendo: l’autocostruzione di una panchina di Enzo Mari

La conclusione di questo percorso laboratoriale ha preso una forma concreta, fatta di legno e manualità. Seguendo lo spirito del progetto Autoprogettazione? di Enzo Mari e del libro Imparare facendo, ci siamo cimentati nell’autocostruzione di una panchina.

Non si è trattato semplicemente di assemblare dei pezzi di legno, ma di compiere un gesto politico e comunitario. Tagliare, levigare, montare insieme significa riappropriarsi della capacità di produrre il proprio mondo materiale, rifiutando la logica alienante del consumo passivo.

Alla fine del laboratorio, la panchina è stata donata ufficialmente alla comunità del Castello di Albiano, accompagnata dalla consegna del libro Imparare facendo. Un presidio di sosta, di dialogo e di bellezza, che ora dimora tra le mura storiche del castello come testimonianza tangibile di cosa significhi, ancora oggi, praticare la pace attraverso le mani e la mente.

Ettore Macchieraldo