La maieutica di Danilo Dolci e l’autocostruzione
Sono stati due giorni intensi, di quelli che lasciano il segno dentro e fuori,
quelli che abbiamo vissuto nel fine settimana tra Ivrea e il Castello di
Albiano. Un cammino collettivo inserito nella cornice de “La pacifica invasione:
tanti modi per volere la pace”, un’iniziativa promossa da Emergency, Sentieri di
Pace e il Presidio per la pace di Ivrea. Al centro del nostro percorso c’era
l’eredità di Danilo Dolci, la sua voce scomoda e profetica, e soprattutto la
pratica viva del suo pensiero.
IL CONFRONTO AL LICEO GRAMSCI: LA FORZA DELLA NONVIOLENZA
Questo intenso fine settimana è iniziato sabato 19 settembre nell’Auditorium del
Liceo A. Gramsci di Ivrea. Più di trenta persone hanno partecipato alla
conferenza dal titolo “Pratiche e lotte nonviolente: il caso Danilo Dolci”.
Insieme a me c’erano Amico Dolci, figlio del poeta di Trappeto, e Giuseppe
Barone, suo biografo e profondo conoscitore del pensiero. Abbiamo cercato di
restituire ai presenti l’attualità di un ammonimento che non smette di
interpellarci: “Rivoluzione è curare il curabile profondamente e presto, è
rendere ciascuno responsabile”. Non una teoria astratta, ma un esercizio
quotidiano di democrazia diretta, ascolto e partecipazione, dove la nonviolenza
non è mai passività, ma azione radicale di trasformazione della realtà.
AL CASTELLO DI ALBIANO: IL LABORATORIO DI MAIEUTICA STRUTTURALE
Dalla parola alla pratica il passo è stato naturale. Domenica 20 settembre ci
siamo spostati nella suggestiva cornice del Castello Vescovile di Albiano. Qui,
quindici partecipanti si sono uniti al proseguimento laboratoriale della
conferenza, dedicandosi al cuore pulsante del metodo dolciano: La Maieutica
strutturale.
In cerchio, dialogando, interrogandoci a vicenda per fare emergere le risorse
che già abitano le comunità, abbiamo sperimentato cosa significhi educare e
autoeducarsi reciprocamente, uscendo dalla logica della delega per entrare in
quella della co-responsabilità.
Siamo partiti dalla domanda di Giuseppe su cosa sono e in cosa si differenziano
la Trasmissione e la Comunicazione, raggiungendo concetti molto profondi, sia in
senso tecnico che poetico.
IMPARARE FACENDO: L’AUTOCOSTRUZIONE DI UNA PANCHINA DI ENZO MARI
La conclusione di questo percorso laboratoriale ha preso una forma concreta,
fatta di legno e manualità. Seguendo lo spirito del progetto Autoprogettazione?
di Enzo Mari e del libro Imparare facendo, ci siamo cimentati
nell’autocostruzione di una panchina.
Non si è trattato semplicemente di assemblare dei pezzi di legno, ma di compiere
un gesto politico e comunitario. Tagliare, levigare, montare insieme significa
riappropriarsi della capacità di produrre il proprio mondo materiale, rifiutando
la logica alienante del consumo passivo.
Alla fine del laboratorio, la panchina è stata donata ufficialmente alla
comunità del Castello di Albiano, accompagnata dalla consegna del libro Imparare
facendo. Un presidio di sosta, di dialogo e di bellezza, che ora dimora tra le
mura storiche del castello come testimonianza tangibile di cosa significhi,
ancora oggi, praticare la pace attraverso le mani e la mente.
Ettore Macchieraldo