Sumud: la musica come strumento di pace e di tutela dell’infanzia palestinese

Pressenza - Sunday, September 13, 2026

Il 29 settembre 2026, presso l’Auditorium Enzo Baldoni di Milano, si svolgerà un’iniziativa dedicata alla musica, alla pace e alla difesa del diritto all’infanzia in Palestina, intitolata Sumud (Resistenza) e promossa da Assopace Palestina, con la partecipazione dell’ANPI provinciale di Milano e dell’ANPI Municipio 8 a sostegno della scuola di musica Al Kamandjati di cui sarà trasmesso un video nel corso della serata.

L’appuntamento si colloca nel solco delle numerose iniziative della società civile italiana volte a mantenere viva l’attenzione sulle condizioni della popolazione palestinese e, in particolare, sulla situazione dei bambini e delle bambine, il cui diritto a vivere, crescere, studiare e progettare il proprio futuro costituisce una questione fondamentale sul piano umano e dei diritti.

La scelta della musica come linguaggio centrale dell’iniziativa assume un significato particolarmente rilevante. La musica, infatti, non rappresenta soltanto una forma di espressione artistica, ma può diventare uno spazio di incontro, dialogo e costruzione di una memoria collettiva. In contesti segnati dalla guerra, dalla violenza e dalla contrapposizione politica, l’esperienza musicale può contribuire a restituire centralità alle persone e alle loro storie, creando una dimensione nella quale la sofferenza non venga ridotta a una semplice statistica e nella quale la solidarietà possa tradursi in partecipazione concreta.

L’iniziativa milanese intende pertanto unire cultura e impegno civile, proponendo un momento pubblico nel quale la riflessione sulla pace si accompagni alla raccolta di risorse destinate a un progetto di solidarietà. La raccolta fondi rappresenta, in questo senso, un elemento essenziale dell’evento: la sensibilizzazione non si limita alla denuncia o alla testimonianza, ma cerca di trasformarsi in un sostegno concreto alle realtà impegnate a favore della popolazione palestinese e, soprattutto, dell’infanzia.

La presenza di figure provenienti dal mondo della cultura, dell’impegno politico e sociale e dell’attivismo per i diritti umani contribuisce a dare all’appuntamento una dimensione plurale. Tra i partecipanti sono annunciati Moni Ovadia, Silva Zaru, Giovanna Famulari, Luisa Morgantini, Alessio Lega, Cecilia Strada, Primo Minelli, insieme a numerosi altri compagni e compagne e artisti e attivisti. La loro partecipazione testimonia la volontà di costruire uno spazio pubblico nel quale differenti esperienze possano convergere attorno ai valori della pace, della solidarietà e della tutela dei diritti fondamentali.

Particolare importanza assume il riferimento al diritto all’infanzia. Ogni conflitto armato produce conseguenze profonde sulle generazioni più giovani, compromettendo non soltanto la sicurezza fisica, ma anche l’accesso all’istruzione, alle cure, alla vita familiare e alla possibilità di sviluppare pienamente la propria personalità. Difendere i diritti dei bambini significa quindi assumere una prospettiva che non si limita all’emergenza, ma guarda anche al futuro e alla possibilità di ricostruire condizioni di vita fondate sulla dignità, sulla sicurezza e sulla libertà.

In tale prospettiva, la solidarietà verso l’infanzia palestinese può essere interpretata come parte di una più ampia cultura dei diritti umani. Il diritto alla pace, infatti, non è separabile dal diritto alla vita, alla salute, all’educazione e alla dignità. Ogni iniziativa capace di mettere questi temi al centro del dibattito pubblico contribuisce a contrastare l’indifferenza e a mantenere aperto uno spazio di riflessione sulle responsabilità della comunità internazionale e sul ruolo della società civile.

La collaborazione tra associazioni, realtà culturali e organizzazioni della memoria democratica come l’ANPI evidenzia inoltre il valore della partecipazione collettiva. La memoria delle lotte contro il fascismo e per la libertà può diventare, nel presente, una risorsa per interrogarsi sulle guerre contemporanee, sulle forme della violenza e sulla necessità di difendere universalmente i diritti umani. In questo quadro, l’incontro tra memoria, cultura musicale e solidarietà assume una particolare forza simbolica.

L’evento del 29 settembre all’Auditorium Enzo Baldoni di Milano si propone dunque come un momento nel quale arte e responsabilità civile possono incontrarsi. La musica diventa una forma di testimonianza e di dialogo; la partecipazione pubblica diventa uno strumento di sensibilizzazione; la raccolta fondi diventa una possibilità concreta di tradurre la solidarietà in azione.

In un tempo nel quale le immagini e le notizie provenienti dai territori di genocidio rischiano di trasformarsi rapidamente in un flusso indistinto di informazioni, iniziative di questo tipo assumono il valore di luoghi della memoria e della responsabilità. Ricordare le vittime, ascoltare le testimonianze, sostenere i progetti umanitari e riaffermare il diritto dei bambini a un futuro di pace significa opporsi alla normalizzazione della sofferenza e riaffermare il principio secondo cui la dignità umana non può essere subordinata alla guerra.

Il concerto promosso da Sumud, Assopace Palestina, ANPI provinciale di Milano e ANPI Municipio 8 vuole quindi essere non soltanto un appuntamento musicale, ma un atto pubblico di solidarietà. Attraverso la cultura, la partecipazione e il sostegno concreto a un progetto, l’iniziativa richiama l’attenzione sulla necessità di tutelare l’infanzia palestinese e di costruire una cultura della pace fondata sul riconoscimento dei diritti e della dignità di ogni persona.

Laura Tussi