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«Autorizzo sterminio e terrore»: così Mussolini nel 1936…
… autorizzava i massacri in Etiopia. Le verità a lungo rimosse sull’imperialismo-razzismo fascista. di Francesco Soverina (*). A seguire i link della “bottega” sulle infamie degli “italiani, brava gente”. Novant’anni fa, la sera del 9 maggio 1936 trenta milioni di italiani ascoltarono nelle piazze risuonare dagli altoparlanti la voce stentorea di Benito Mussolini, che dal balcone di palazzo Venezia, dinanzi
La “Marcia per una Pace disarmata e disarmante” a Lodi Vecchio
Domenica 31 maggio si è svolta l’iniziativa promossa da numerose associazioni laiche e religiose lodigiane, che spiegano di essersi unite “dal bisogno di esprimere anche attraverso il cammino comune, la Marcia appunto, il desiderio che finisca la corsa alle armi e prevalga la Pace in ogni parte del pianeta”: > E’ difficile portare avanti un’idea che assomiglia ad un’utopia, si potrebbe > pensare che si sia fuori dalla realtà, che si sia ciechi, perché da quando > l’uomo ha iniziato a spostarsi e poi a creare confini e proprietà, ha iniziato > la sua lotta per conquistare altre proprietà e allargare i confini o per > difendere quelli che possedeva già, da altri suoi simili che agivano nella sua > stessa maniera. E così è stato per sempre. L’uomo non si è mai liberato da > questo obbligo immorale, che lo porta ad uccidere il prossimo suo per > appropriarsi dei suoi beni, delle sue terre. E questa è la realtà, > l’attualità. Ne siamo pienamente consapevoli. Ma non è un destino > ineluttabile. Siamo convinti che l’uomo debba evolversi ed uscire da quegli > schemi primitivi che lo portano a pensare che per superare i problemi, > compresi quelli internazionali, si possa solo ricorrere alla violenza, alle > armi. L’Italia 80 anni fa, quando ha cominciato a concepire la sua > Costituzione ha scelto di “ripudiare la guerra come mezzo > per la soluzione delle controversie” e noi crediamo in questo principio, > fondamento che garantisce ai popoli la salvezza, la sopravvivenza, la > conservazione del proprio ambiente, della propria casa. > > “La pace e la libertà sono garanti della felicità dei popoli, e la > ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la > sola via per la collaborazione pacifica fra Stati e popoli” dichiaravano i > sopravvissuti del lager di Mauthausen nel loro giuramento il 16 maggio 1945. > > Ogni azione che volge alla realizzazione di questo patto fra persone di ogni > nazionalità è un progresso per l’umanità e quindi anche una Marcia di persone > che condividono queste aspirazioni non è un’azione inutile, ma, come ha detto > il parroco di Lodi Vecchio al termine della manifestazione all’interno della > Basilica di San Bassiano “serve a collocarci dalla parte giusta, dalla parte > della Pace”. > > Creare comunità che, pur con diverse sensibilità, colloquiano e agiscono per > un futuro di Pace non è un esercizio retorico, ma una concreta azione di > diffusione di valori fondamentali: solidarietà, fratellanza, accoglienza, > condivisione. > > Una comunità che cammina per la Pace è una comunità viva. E’ una comunità > matura, che si approccia al futuro con speranza! ANPI, ARCI, MEIC, PARROCCHIA DI LODI VECCHIO, CITTA’ DI LODI VECCHIO, CITTA’ DI LODI, FRATELLI SEA, AZIONE CATTOLICA ITALIANA, PROVINCIA DI LODI, AGESCI LODI, CARITAS LODIGIANA, ACLI, ILSRECO, ANED, UMANITA’ LODIGIANA, LEGA AMBIENTE Redazione Italia
June 2, 2026
Pressenza
Palestina: l’insostenibile pesantezza della realtà
Un dossier ricco di articoli e voci. Articoli, voci e link– fra gli altri – di Leonarda Alberizia, Anbamed, BDS, Antonella Bundu, Damiano Censi, Duccio Facchini, Rula Jebreal, Yitzhak Laor, Radio Onda d’urto, David Ruggini, Dario Salvetti, Agnese Stracquadanio, Amina Tridente…   Genocidio a Gaza 30 – 05 Ieri pomeriggio, tre palestinesi sono stati uccisi e altri feriti in un
La resistenza culturale contro il ritorno dell’odio. In Lombardia le “Sillabe resistenti” dell’ANPI
In un’Italia attraversata dalla crescita delle diseguaglianze sociali, dalla normalizzazione dei linguaggi d’odio, dall’avanzata dei nazionalismi identitari e da nuove forme di razzismo e autoritarismo culturale, il valore delle esperienze antifasciste territoriali assume oggi un significato decisivo. Il riemergere di pulsioni xenofobe, il revisionismo storico sempre più diffuso e la banalizzazione del fascismo nel discorso pubblico mostrano infatti quanto la democrazia non sia mai una conquista definitiva, ma un equilibrio fragile da difendere quotidianamente. In questo scenario, le realtà locali che mantengono viva la memoria della Resistenza e costruiscono spazi di partecipazione critica rappresentano veri e propri presìdi democratici. Non semplici associazioni commemorative, ma luoghi di elaborazione civile, culturale e politica capaci di contrastare l’impoverimento del dibattito pubblico e la diffusione dell’individualismo competitivo. Tra queste esperienze si colloca quella di Sillabe resistenti, pubblicazione periodica nata attorno alla sezione ANPI di Oggiono, nel lecchese: un laboratorio culturale e umano che dimostra come l’antifascismo possa essere non soltanto memoria storica, ma pratica concreta di cittadinanza attiva. Nel tempo della comunicazione veloce, delle parole consumate in pochi secondi e dell’informazione ridotta spesso a rumore di fondo, esistono ancora esperienze collettive che scelgono la lentezza del pensiero, la profondità della memoria e la responsabilità della parola. La nascita della sezione ANPI di Oggiono non rappresenta semplicemente un fatto associativo locale. È invece il segno di una necessità storica che riaffiora in tempi inquieti: quella di ricostruire luoghi di partecipazione, di elaborazione politica e di umanità condivisa in una società attraversata da solitudini, guerre, precarietà e nuove forme di disumanizzazione sociale. In questo contesto, Sillabe resistenti assume un valore che va ben oltre il semplice bollettino militante. È un’esperienza di autentica resistenza culturale. Il titolo stesso contiene una dichiarazione di intenti: le “sillabe” sono le unità minime della parola, mentre la “resistenza” rimanda non soltanto alla lotta partigiana del Novecento, ma alla capacità contemporanea di opporsi all’imbarbarimento morale, alla rassegnazione e all’indifferenza. Ogni numero della pubblicazione appare come un piccolo presidio di pensiero critico. Vi convivono riflessioni politiche, memoria storica, poesia civile, denuncia sociale, pacifismo, attenzione ai conflitti internazionali e ai diritti del lavoro. Non vi è la ricerca di quella neutralità apparente che spesso svuota il linguaggio pubblico; al contrario, emerge la scelta consapevole di una parola schierata dalla parte della dignità umana, della giustizia sociale e della pace. Figura centrale di questa esperienza è Claudio Ravasi, sindacalista profondamente legato alla tradizione del movimento operaio e antifascista lombardo. Nel suo impegno emerge una concezione dell’ANPI non come custode museale della memoria, ma come soggetto vivo capace di intervenire nel presente. La Resistenza, in questa visione, non è una celebrazione rituale confinata al 25 aprile: è una postura etica e politica permanente. Accanto a lui opera Moreno Rossi, animatore culturale e voce significativa di Sillabe resistenti. Nei suoi contributi si intrecciano scrittura poetica, riflessione politica e tensione umanistica. Rossi rappresenta una figura di militante culturale ormai rara: qualcuno che considera la parola non un ornamento, ma uno strumento di trasformazione e testimonianza. Nei suoi testi si avverte la convinzione che la cultura debba tornare a essere terreno di conflitto democratico contro la banalizzazione del pensiero e la manipolazione mediatica. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle attiviste Simonetta Donghi ed Emanuela Leoncini, impegnate nella redazione della pubblicazione e nell’organizzazione culturale della sezione. Il loro contributo testimonia quanto l’esperienza di Sillabe resistenti sia il risultato di un lavoro collettivo e quotidiano, spesso silenzioso ma decisivo: coordinare incontri, costruire momenti pubblici di confronto, mantenere viva la rete di relazioni umane e culturali che rende possibile l’esistenza stessa di una comunità antifascista attiva sul territorio. La presenza di Donghi e Leoncini evidenzia inoltre un aspetto centrale della nuova stagione dell’ANPI: il protagonismo femminile nella trasmissione della memoria democratica e nella costruzione di pratiche culturali inclusive e partecipate. Non semplici collaboratrici organizzative, ma parte integrante di un percorso politico e civile che riconosce nella cultura uno strumento di emancipazione e cittadinanza attiva. Ma la forza dell’esperienza di Oggiono non risiede soltanto nelle singole figure. Essa nasce soprattutto da una coralità. Attiviste e attivisti, donne e uomini di generazioni differenti, costruiscono insieme uno spazio comunitario dove memoria e presente dialogano continuamente. È questa dimensione collettiva a rendere significativa l’esperienza: l’idea che la politica, nel senso più nobile del termine, sia ancora un esercizio condiviso di responsabilità. In un territorio come quello lecchese e brianzolo, spesso raccontato soltanto attraverso la produttività economica o la trasformazione industriale, l’ANPI di Oggiono introduce un altro racconto possibile: quello di una comunità che prova a difendere la dimensione umana contro la riduzione dell’esistenza a consumo, competizione e paura dell’altro. Particolarmente importante è il legame che questa esperienza stabilisce tra antifascismo e pacifismo. In un’epoca segnata dal ritorno della guerra come normalità geopolitica e simbolica, Sillabe resistenti riafferma una cultura della pace che non coincide con la passività, ma con la difesa radicale della vita umana. L’antifascismo, qui, non è nostalgia identitaria; è opposizione concreta a ogni linguaggio di odio, discriminazione, sopraffazione e militarizzazione della società. Vi è inoltre un elemento prezioso che attraversa l’intero progetto: la fiducia nella cultura popolare. Non una cultura accademica separata dalle persone, ma una produzione dal basso, accessibile, partecipata, capace di parlare ai cittadini comuni senza rinunciare alla complessità. In questo senso Sillabe resistenti richiama le storiche esperienze dei fogli clandestini, delle case del popolo, delle biblioteche operaie e dei ciclostilati militanti: strumenti poveri materialmente, ma ricchissimi di energia democratica. Forse il significato più profondo dell’esperienza dell’ANPI di Oggiono sta proprio qui: nel dimostrare che anche in una piccola realtà territoriale è possibile produrre pensiero critico, creare comunità e opporsi alla desertificazione culturale contemporanea. In un tempo che premia la superficialità, il rancore sociale e l’individualismo competitivo, Sillabe resistenti sceglie invece la memoria, il dialogo, il conflitto delle idee e la solidarietà. Ed è proprio per questo che la sua voce, pur nata in un territorio circoscritto del lecchese, parla a una questione universale: come continuare a difendere la dignità umana e la democrazia dentro un mondo che rischia continuamente di dimenticarle. Nota: Un momento della celebrazione del 25 Aprile a Oggiono: cittadini, ANPI, associazioni e amministratori uniti attorno al tricolore per ricordare i valori della Resistenza, della libertà, della pace e della giustizia sociale, contro ogni ritorno di fascismo, odio e discriminazione Laura Tussi
May 23, 2026
Pressenza
“Falastin Hurra 2.0 – From Strip to Motion” in esposizione a Saluzzo
La collezione di opere artistiche “da e per la Palestina” viene presentata nella cittadina piemontese per iniziativa promossa dal gruppo Saluzzo per Gaza e dalla Rete Cuneese per la Palestina, che spiegano: > Riprende il percorso, con grande slancio politico e artistico, a Ssluzzo, in > provincia di Cuneo, quindi ancora in Piemonte, dell’ormai nota esposizione > curata da alino e Giansandro Morelli e inaugurata a Napoli nel gennaio 2024 > con una grande esposizione al Complesso di San Domenico, poi ospitata in tante > città, e in tante micro-iniziative sparse per tutto il paese, oltre che presso > il museo di Bogotà in Colombia, da ormai quasi due anni. > > Grazie alla partnership con un concerto di associazioni – Saluzzo per Gaza, > Libera Saluzzo, ANPI Saluzzo e Circolo Arci “Ratatoj” – e con il sostegno di > Rete Cuneese per la Palestina e il patrocinio del Comune di Saluzzo e Voci > Erranti, presso il Bistrò Lo Spaccio l’esposizione Falastin Hurra (Palestina > Libera, in lingua araba) giunge nella sua nuova veste, 2.0 – From Strip to > Motion, così concepita a Torino nell’ottobre 2025, e ora pronta per una nuova > unica tappa nella provincia piemontese. > > La mostra raccoglie illustrazioni e fumetti che si muovono tra produzione > artistica e narrazione del presente, restituendo uno sguardo plurale e in > continuo aggiornamento. Molte delle opere nascono anche nel contesto della > comunicazione contemporanea, mantenendo un legame diretto con ciò che > accade.Aggiornata artisticamente in collaborazione con NAZRA Palestine Short > Film Festival, ancora curata da alino e Giansandro Morelli con la preziosa > aggiunta della fumettista Lorena Canottiere, si focalizza su autori e autrici > arabo-palestinesi, con una piccola sezione di autor* italian* e > internazionali, nella quale si trovano molte nuove acquisizioni, fra cui la > stessa Canottiere, Andrea Bruno, La Verve, Eva Daffara, Samuele Canestrari e > tant* altr* (e si conta di averne ancora nuovi per la tappa di Saluzzo); e si > affiancano alle immagini della storica sezione Kufia, matite italiane per la > Palestina, il portfolio di disegnator* italiani – tra cui Andrea Pazienza, > Cinzia Ghigliano, Magnus, Guido Crepax, Josè Munoz, Lorenzo Mattotti, Filippo > Scozzari e Milo Manara – da cui tutto è partito, con un aggiornamento delle > ormai quasi 240 opere del progetto (data la prolifica produzione degli artist* > stessi, in costante supporto del drammatico periodo che vive il mondo > Palestinese, nel pieno del Genocidio perpetrato dall’invasore e criminale > Stato d’Israele). > > In mostra, soprattutto, ci saranno le tavole e le illustrazioni (anche quelle > nuovissime realizzate quotidianamente per i social) di: Leila Abdelrazaq, Naji > Al-ali, ma anche il giovane Naji Al Alì, nato nel 99, Fuad Alymani, Mazen > Kerbaj, Gina Nakhle-Koller, Hassan Manasrah, Mohammad Saba’aneh, Othman Selmi; > e le aggiunte di Lina Gaibeh e AnnaMay Khoury, e un ricordo della scomparsa > fumettista, illustratrice e artista Palestinese Mahasen Al-Kethib [a soli 31 > anni, ha perso tragicamente la vita durante il bombardamento dell’esercito > israeliano a Jabaliya, nella Striscia di Gaza, del 18 ottobre 2024]. A Saluzzo la mostra allestita negli spazi dello Spaccio Bistrò verrà inaugurata venerdì 15 maggio alle 17:30 insieme al fumettista e illustratore alino in una serata a tema, a cui gli organizzatori dell’esposizione invitano a partecipare per “continuare l’attivismo in supporto del Popolo Palestinese e contro il Genocidio in atto per mano di Israele”. Precedentemente, venerdì 8 maggio, nell’incontro sul tema Le parole per dirlo. Una bibliografia di storie e racconti sulla Palestina svolto a L’Ortica Libreria Indipendente di Saluzzo, Giuseppe Cavaglieri, titolare della libreria, insieme a Francesca Galliano, referente territoriale di Libera, hanno guidato il pubblico in un percorso editoriale dedicato alla tematica palestinese: una selezione delle pubblicazioni più rilevanti e interessanti sull’argomento, attraversando diversi generi letterari — dai romanzi ai saggi, fino ai racconti — con proposte pensate sia per un pubblico adulto che per i più giovani. Contemporaneamente, proseguono le iniziative promosse dalla Rete Cuneese per la Palestina, che recentemente ha coordinato la mobilitazione Per la pace, contro la corsa riarmo, l’assemblea sul tema Sicurezza, o repressione? Parliamone… per “costruire pensieri, costruire dialogo” ed elaborato il volantino “L’Italia ripudia la guerra, eppure ne ha fatto un business!” divulgato nel territorio alle manifestazioni e nei presidi. E, parallelamente all’esposizione della rassegna, saranno proposti eventi e verranno svolte attività di cui gli organizzatori comunicheranno presto il programma. FALASTIN HURRA 2.0. FROM STRIP TO MOTION dal 15 al 29 maggio in esposizione a Saluzzo (Cuneo) Lo Spaccio Bistrò / Il Quartiere – piazza Montebello 1 visite a ingresso libero dal lunedì al venerdì a orario continuato, dalle 7 alle 18 al sabato e alla domenica dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18:30 INFORMAZIONI: notiziario di ARCI Cuneo – Asti Rete Cuneese per la Palestina – retecuneeseperlapalestina@gmail.com Articolo redatto a cura di Maddalena Brunasti Redazione Torino
May 13, 2026
Pressenza
In casa Bondì “un arsenale pronto per scenari di guerra”
In base agli elementi riassunti da questo articolo, non si capisce come i magistrati abbiano potuto scarcerarlo e mandarlo agli arresti domiciliari. Un qualunque altro militante, per molto meno, sarebbe stato mandato al 41bis. Il perché è solare. Siamo contro il carcere, specie quello “duro”, ma non cretini…  ***** Eitan Bondì […] L'articolo In casa Bondì “un arsenale pronto per scenari di guerra” su Contropiano.
May 11, 2026
Contropiano
La sirena d’allarme di Parco Schuster
Il gesto del ragazzotto che a Roma ha sparato – con una pistola ad aria compressa, ma mirando alla faccia – contro due “antifascisti qualunque”, riconoscibili dal fazzoletto dell’Anpi al collo, rompe un primo tabù fasullo ma diffuso: si può essere ebrei e fascisti contemporaneamente. Non è una novità, nella […] L'articolo La sirena d’allarme di Parco Schuster su Contropiano.
April 30, 2026
Contropiano
Milano, il 25 aprile liberato
Il 25 aprile 2026 verrà ricordato come la giornata in cui cittadine e cittadini determinati hanno espulso i sionisti, i soldati di Reza Phalevi e altri tristi figuri dal corteo della Liberazione. Giornata storica per la quantità di manifestanti, non particolarmente militanti, che hanno costruito una marea montante disciplinata e determinata che ha permesso l’espulsione senza muovere un dito in offesa. Quello che è successo doveva succedere. Le mani di assassini sul 25 aprile andavano rimosse, sionisti e fascisti sono stati allontanati da un moto popolare di sdegno. La Milano della Liberazione e delle 5 giornate è stata all’altezza del suo passato! Bugie e falsità si sono sprecate nell’informazione dei media: un uso vergognoso e strumentale della notizia per poter accusare di antisemitismo chiunque non tolleri più la brutalità dello Stato di Israele, dal genocidio a Gaza fino alla richiesta della pena di morte per i prigionieri politici votata dalla Knesset. Gli attacchi vergognosi all’ANPI con l’accusa di essere antisemita vanno respinti al mittente e per questo esprimiamo la nostra piena solidarietà all’associazione. Non si permettano i vari Fiano e i suoi sodali che si nascondono in sigle quali “Sinistra per Israele” – che proprio ieri si è alleata con i fascisti – di infangare l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia! Sappiano simili figuri che siamo pronti a denunciarli all’autorità giudiziaria. Chiamiamo le forze democratiche a prendere posizione con forza, dopo i loro i primi sbandamenti iniziali, ad esprimere solidarietà all’ANPI, coscienti che se ciò non avvenisse, si renderebbero complici delle continue provocazioni sioniste e fasciste. Da parte nostra, rinnoviamo il nostro impegno per la pace e contro la guerra, contro il fascismo nelle varie forme in cui  si manifesta e contro le ingiustizie sociali. ORA E SEMPRE RESISTENZA Cittadine e cittadini antifascisti partecipanti al corteo del 25 Aprile a Milano: Alberto Michelino – Ines Biemmi – Giuseppe Natale – Giuseppe Sipala – Franco Trimboli –  Re Stefano – Carmen Gebba – Patrizia Bianchi- Ugo Giannangeli – Filippo Bianchetti – Comitato Contro La Guerra Milano – Francesco Codecasa – Nada Urso – Mariella Santo – Raffaella Polverino – Silvana Conedera – Mara De Felici – Rita Barbieri – Marina De Lorenzo – Matteo Cattaneo – Susanna Sinigalia – Laura Incantalupo – Isabella Barato – Donatella De Col – Roberto Vassallo – Armanni Giorgio – Castelli Arnaldo – Annalisa Murgia – Roberta Ferrario- Alberto Accorsi – Anpi Valle Piana del Sele – Anna Grimaldi – Lea Fava – Daniela Campiotti – Augusta Signorini – Angelo Terraneo – Daniele Stringhetti – Grazia Maria Tralli – Marco Grandi – Ambrogio Boniardi Per aderire scrivere alla mail 25palfirma@gmail.com Redazione Milano
April 29, 2026
Pressenza