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Sumud: la musica come strumento di pace e di tutela dell’infanzia palestinese
Il 29 settembre 2026, presso l’Auditorium Enzo Baldoni di Milano, si svolgerà un’iniziativa dedicata alla musica, alla pace e alla difesa del diritto all’infanzia in Palestina, intitolata Sumud (Resistenza) e promossa da Assopace Palestina, con la partecipazione dell’ANPI provinciale di Milano e dell’ANPI Municipio 8 a sostegno della scuola di musica Al Kamandjati di cui sarà trasmesso un video nel corso della serata. L’appuntamento si colloca nel solco delle numerose iniziative della società civile italiana volte a mantenere viva l’attenzione sulle condizioni della popolazione palestinese e, in particolare, sulla situazione dei bambini e delle bambine, il cui diritto a vivere, crescere, studiare e progettare il proprio futuro costituisce una questione fondamentale sul piano umano e dei diritti. La scelta della musica come linguaggio centrale dell’iniziativa assume un significato particolarmente rilevante. La musica, infatti, non rappresenta soltanto una forma di espressione artistica, ma può diventare uno spazio di incontro, dialogo e costruzione di una memoria collettiva. In contesti segnati dalla guerra, dalla violenza e dalla contrapposizione politica, l’esperienza musicale può contribuire a restituire centralità alle persone e alle loro storie, creando una dimensione nella quale la sofferenza non venga ridotta a una semplice statistica e nella quale la solidarietà possa tradursi in partecipazione concreta. L’iniziativa milanese intende pertanto unire cultura e impegno civile, proponendo un momento pubblico nel quale la riflessione sulla pace si accompagni alla raccolta di risorse destinate a un progetto di solidarietà. La raccolta fondi rappresenta, in questo senso, un elemento essenziale dell’evento: la sensibilizzazione non si limita alla denuncia o alla testimonianza, ma cerca di trasformarsi in un sostegno concreto alle realtà impegnate a favore della popolazione palestinese e, soprattutto, dell’infanzia. La presenza di figure provenienti dal mondo della cultura, dell’impegno politico e sociale e dell’attivismo per i diritti umani contribuisce a dare all’appuntamento una dimensione plurale. Tra i partecipanti sono annunciati Moni Ovadia, Silva Zaru, Giovanna Famulari, Luisa Morgantini, Alessio Lega, Cecilia Strada, Primo Minelli, insieme a numerosi altri compagni e compagne e artisti e attivisti. La loro partecipazione testimonia la volontà di costruire uno spazio pubblico nel quale differenti esperienze possano convergere attorno ai valori della pace, della solidarietà e della tutela dei diritti fondamentali. Particolare importanza assume il riferimento al diritto all’infanzia. Ogni conflitto armato produce conseguenze profonde sulle generazioni più giovani, compromettendo non soltanto la sicurezza fisica, ma anche l’accesso all’istruzione, alle cure, alla vita familiare e alla possibilità di sviluppare pienamente la propria personalità. Difendere i diritti dei bambini significa quindi assumere una prospettiva che non si limita all’emergenza, ma guarda anche al futuro e alla possibilità di ricostruire condizioni di vita fondate sulla dignità, sulla sicurezza e sulla libertà. In tale prospettiva, la solidarietà verso l’infanzia palestinese può essere interpretata come parte di una più ampia cultura dei diritti umani. Il diritto alla pace, infatti, non è separabile dal diritto alla vita, alla salute, all’educazione e alla dignità. Ogni iniziativa capace di mettere questi temi al centro del dibattito pubblico contribuisce a contrastare l’indifferenza e a mantenere aperto uno spazio di riflessione sulle responsabilità della comunità internazionale e sul ruolo della società civile. La collaborazione tra associazioni, realtà culturali e organizzazioni della memoria democratica come l’ANPI evidenzia inoltre il valore della partecipazione collettiva. La memoria delle lotte contro il fascismo e per la libertà può diventare, nel presente, una risorsa per interrogarsi sulle guerre contemporanee, sulle forme della violenza e sulla necessità di difendere universalmente i diritti umani. In questo quadro, l’incontro tra memoria, cultura musicale e solidarietà assume una particolare forza simbolica. L’evento del 29 settembre all’Auditorium Enzo Baldoni di Milano si propone dunque come un momento nel quale arte e responsabilità civile possono incontrarsi. La musica diventa una forma di testimonianza e di dialogo; la partecipazione pubblica diventa uno strumento di sensibilizzazione; la raccolta fondi diventa una possibilità concreta di tradurre la solidarietà in azione. In un tempo nel quale le immagini e le notizie provenienti dai territori di genocidio rischiano di trasformarsi rapidamente in un flusso indistinto di informazioni, iniziative di questo tipo assumono il valore di luoghi della memoria e della responsabilità. Ricordare le vittime, ascoltare le testimonianze, sostenere i progetti umanitari e riaffermare il diritto dei bambini a un futuro di pace significa opporsi alla normalizzazione della sofferenza e riaffermare il principio secondo cui la dignità umana non può essere subordinata alla guerra. Il concerto promosso da Sumud, Assopace Palestina, ANPI provinciale di Milano e ANPI Municipio 8 vuole quindi essere non soltanto un appuntamento musicale, ma un atto pubblico di solidarietà. Attraverso la cultura, la partecipazione e il sostegno concreto a un progetto, l’iniziativa richiama l’attenzione sulla necessità di tutelare l’infanzia palestinese e di costruire una cultura della pace fondata sul riconoscimento dei diritti e della dignità di ogni persona. Laura Tussi
September 13, 2026
Pressenza
“Palestina 36”: dal 3 settembre al cinema
Diretto da Annemarie Jacir, una delle voci più importanti del cinema palestinese contemporaneo, il film racconta la Grande Rivolta del 1936 contro il Mandato britannico, un momento decisivo nella storia della regione e alle origini della resistenza palestinese moderna. In Italia viene proposto con il patrocinio di Assopace Palestina, Amnesty International Italia e Nazra Palestine Short Film Festival. Lo annuncia il team Wanted Cinema insieme a Basel Adra, il regista di NO OTHER LAND, che ha dichiarato: «Questo film è fondamentale perché ci mostra le radici di ciò che sta accadendo oggi a Masafer Yatta. Ci ricorda che quello che vediamo non è un episodio isolato, ma parte di una storia che continua da decenni». PALESTINA 36 prova a riportare profondità storica e memoria dentro un dibattito che oggi spesso si concentra solo sul presente, senza il tempo necessario per comprendere le origini e la complessità degli eventi. Il suo protagonista principale è Yusuf, che mentre i villaggi della Palestina si ribellano al dominio coloniale britannico vive nella propria casa di campagna e a Gerusalemme, dove si respira grande irrequietudine. Yusuf aspira a un futuro tranquillo, ma la storia è inesorabile. All’aumentare di immigrati ebrei in fuga dall’Europa soggiogata dal nazismo e di palestinesi uniti nella più grande e lunga rivolta contro il dominio britannico durato 30 anni la situazione precipita verso lo scontro che lo coinvolge e trascina… La regista, Annemarie Jacir, da anni racconta memoria, identità, esilio e appartenenza con uno sguardo profondamente umano. I suoi film sono stati presentati nei principali festival internazionali e tutti i suoi lungometraggi sono stati selezionati come candidature ufficiali della Palestina agli Oscar®.   Il 3 settembre a Bergamo, Esterno Notte, a Milano, Arianteo Citylife, a Padova, CUC Arena Estiva, e a Reggio Emilia, Ex Arena Stalloni. Successivamente, l’8 settembre, a Modena, Supercinema. E prossimamente a… https://www.wantedcinema.eu/en/article/palestina-36 > Abbiamo appena appreso che non saremo noi a distribuire in Italia il nuovo > film di Yuval Abraham e Rachel Szor, nonostante avessimo fortemente desiderato > proseguire il percorso iniziato insieme con No Other Land. > > È una notizia che ci addolora, soprattutto perché, quando No Other Land è > arrivato da noi, nessuno era disposto a correre il rischio di distribuirlo. > Noi ci abbiamo creduto fin dall’inizio: nel film, nei suoi autori e > nell’urgenza di ciò che raccontava. Con passione, coraggio e un enorme lavoro > abbiamo costruito, insieme a voi, uno straordinario percorso > culturale, umano e professionale. > > Ci amareggia constatare che tutto questo abbia finito per pesare > meno della forza economica di un’offerta. Sappiamo che il cinema è anche un > mercato, ma continuiamo a credere che non possa essere soltanto un mercato. > La fiducia, la continuità, le relazioni costruite nel tempo e la fedeltà a > certi temi e a un certo modo di fare cinema dovrebbero avere un valore che va > oltre il puro profitto. > > Noi, però, andiamo avanti, ancora più convinti di questa idea di cinema. > Dedicheremo anima e corpo a Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio, di cui > abbiamo deciso di anticipare l’uscita al 10 settembre. > > Un film che sentiamo oggi ancora più urgente e necessario, e che avrà > un’introduzione speciale di Basel Adra, premio Oscar per No Other Land. > > Vi chiediamo quindi, ancora una volta, di essere al nostro fianco e di > aiutarci a dare a Palestine 36 tutta la visibilità, l’attenzione e la forza > che un film così importante merita. > > Se volete aiutarci a promuovere il film nella vostra comunità, organizzare > iniziative o semplicemente diffondere l’invito, potete contattarci scrivendo > a eventi@wantedcinema.eu > > il team Wanted Cinema Redazione Italia
September 1, 2026
Pressenza
Centinaia di aquiloni per Gaza in tutta Italia
Su Pressenza ne abbiamo parlato nei giorni scorsi qui e qui: la decisione delirante e feroce del governo israeliano, che vuole uccidere alla radice non solo la vita, ma la voglia di vivere di ogni palestinese. Un esercito armato fino ai denti che ha paura degli aquiloni. Il sintomo di una perfidia criminale, assassina, che cerca la fine, ma ancora non la trova. Fino a quando e fino a dove andrà avanti? Fino a quando i nostri governi li lasceranno fare? O forse è il sintomo di una paura che cresce a dismisura, di coloro che hanno paura della loro stessa ombra? Un missile contro un aquilone; Mario Lodi ne avrebbe scritto. I bambini e le bambine di Gaza saranno arrabbiati, i loro genitori saranno colpiti duramente, come qualsiasi genitore quando toccano i suoi bambini. E a catena, una catena di dolore e solidarietà, siamo toccati anche noi. Per questo in tanti e tante abbiamo voluto essere con quei bimbi, ieri in tanti pezzetti di cielo di questo pianeta in lacrime. Grazie ad Assopace Palestina che ha lanciato l’idea, ieri raccolta in tante piazze, parchi e spiagge; nelle foto che seguono solo alcuni esempi. Varese Alghero Bergamo Biella Biella Bosa Bosa Brescia Brescia Cagliari Capo d'Orlando Fano Forlì Gaggiano Aterno (L'Aquila) Milano Milano Milano Roma Roma Roma Santa Severa Santa Severa Strasburgo Strasburgo   Andrea De Lotto
August 31, 2026
Pressenza
Carteinregola aderisce all’appello contro il DDL antisemitismo basato sulla definizione IHRA
Il 9 settembre andrà in discussione in Commissione Affari Costituzionali alla Camera il Disegno di legge n. 1004 “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo” che vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) (1), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Il ddl o si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. Carteinregola aderisce all’appello e alla manifestazione promossi dalla Rete #NoBavaglio e sottoscritto da decine di realtà, tra le quali Amnesty International Italia, Arci, Articolo 21, ANPI Roma, Assopace Palestina,  CGIL Roma e Lazio, FLC-CGIL e molti altri. Vai alla pagina del Senato con l’iter e i materiali del Disegno di legge n. 1004 scarica: * Testo DDL 1004 ( PDF) * Relazione 1004, 1575, 1627, 1722, 1757, 1762 e 1765-A ( PDF) * Testo approvato 1004 (Bozza provvisoria) ( PDF) * Fascicolo emendamenti n. 1 ( PDF) APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA : IL 9/09 RIPRENDE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI (note di Carteinregola) PRESIDIO-MARATONA DAVANTI A MONTECITORIO PER CHIEDERE LO STOP DELLA NORMA LIBERTICIDA Il ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) (1), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa – della pulizia etnica e dell’apartheid. Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche. Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato. A questi si aggiungono, tra i primi ad averla adottata in Europa ma con provvedimenti non vincolanti, Austria (tramite delibera del Consiglio dei Ministri) e Regno Unito (dichiarazione politica del Primo Ministro e dichiarazione scritta ministeriale). Si costruisce così un quadro che legittima misure sempre più repressive che minaccia direttamente le organizzazioni e ong impegnate nella denuncia della violazione dei diritti umani, le associazioni, i movimenti che lottano per l’autodeterminazione del popolo palestinese e in generale tutte/i le/gli attiviste/i, militanti, cittadine/i, studentesse e studenti e tutti i movimenti per la Palestina e le campagne di boicottaggio come BDS, che in questi mesi a milioni sono scese/i in piazza e si sono mobilitate/i e si mobilitano sempre più in difesa dei diritti umani, civili e politici in Palestina e della libertà di espressione, diritto di critica e la libera informazione. Il ddl Antisemitismo mette a rischio insegnanti, docenti universitari, ricercatori, giornalisti, operatori culturali e artisti, associazioni sportive e atleti, che potrebbero essere accusati di antisemitismo semplicemente per analizzare, raccontare o denunciare le politiche israeliane e il genocidio in corso o per azioni non violente di boicottaggio di Israele. La definizione IHRA inclusa nelle “Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola” sta già esercitando forti pressioni contro insegnanti e docenti universitari che hanno subito provvedimenti e accuse di antisemitismo. Colpisce anche quei gruppi ebraici e internazionali che, proprio partendo dalla memoria dell’antisemitismo e dell’Olocausto, si oppongono apertamente al genocidio del popolo palestinese, alle politiche di apartheid (definite tali dalla Corte internazionale di giustizia) e alle politiche del governo Netanyahu. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme (2), che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando  la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica. Serve una mobilitazione nazionale per fermare una norma che confonde deliberatamente critica politica e discriminazione, e per far rispettare le leggi già esistenti in modo  che combattano davvero ogni forma di razzismo senza diventare un bavaglio contro chi denuncia il genocidio e le politiche disumane del governo israeliano. CHIAMIAMO IL MONDO DELLA CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA, INFORMAZIONE, ARTE, SPORT, TUTTE LE REALTÀ SOCIALI, CULTURALI, SINDACALI, POLITICHE DAVVERO DEMOCRATICHE A FARE FRONTE COMUNE Per una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma di odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni. A tal fine è bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl Antisemitismo. SERVE UNA PRESA DI POSIZIONE PUBBLICA Una maratona di interventi davanti a Montecitorio il 9 settembre 2026, giorno in cui è prevista la votazione del ddl in Commissione Affari Costituzionali della Camera. Una pressione sul Parlamento per fermare una legge che minaccia la democrazia e la libertà di parola. 29 agosto 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com IN CALCE l’lelenco delle ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (In aggiornamento) NOTE (1) La definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) vedi Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/International_Holocaust_Remembrance_Alliance (2) La Dichiarazione di Gerusalemme sull’Antisemitismo (da assopacepalestina 1 Aprile 2021) ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (in aggiornamento) ADIF(Associazione Diritti e Frontiere) Agorà  Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese Alkemia aps Artists for Gaza ANPI Roma ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma) ANPI Milano Stadera Gratosoglio Amnesty International Italia Arci Arci Roma Articolo 21 Artisti #NoBavaglio  Associazione Inclusiv3 APS ETS Associazione I.t.a.c.a. Associazione culturale Liguria-Palestina Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure Assopace Palestina  Associazione Stampa Romana Attac Italia AVS – Alleanza Verdi e Sinistra BDS Italia  Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia Carovane Migranti  CarteinRegola Catanesi solidali col popolo palestinese Catania NoFrontex  CdR La Repubblica  Centro Studi Sereno Regis (Torino) CNADU – Camera Nazionale Avvocati dei Diritti Umani Cobas Roma Cobas Scuola Terni Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo Comitato Monteverde per la Pace Comitato un Aiuto per la Palestina  Comitato Pace Alto Canavese Comitato per la Palestina di Pordenone Confederazione Cobas Firenze Confederazione Cobas Umbria ControCorrente Lazio Coordinamento Scuole per la Palestina – Pistoia Coordinamento per l’Unità dei Comunisti  Coordinamento CNR contro la guerra CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia) CRS (Centro per la Riforma dello Stato) CGIL Roma e Lazio FLC-CGIL Cambiare Rotta Disability Pride Network  Disarma EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina) FNSI – Federazione Stampa Italiana  Fondazione Pangea Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio Gaza Last Day – Ultimo giorno di Gaza Giovani Democratici Roma Giuristi Democratici Global Sumud Flotilla Global Sumud Flotilla – Lazio Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino) IOCISTO-illustrAZIONI Kairos Kritica La carovana dei pacifici La Scuola per la Palestina L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista) Libere Cittadine per la Palestina Mai indifferenti – voci ebraiche per la pace Mamme Narranti MoveOn Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente Movimento Omosessuale Sardo ODV Movimento Studenti Palestinesi Newrg (New Weapons Research Group) Genova Network Giovani M5S Operatori dell’Informazione per Gaza OSA Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole Parliamo di Socialismo PCI – Partito Comunista Italiano Partito della Rifondazione Comunista Per non dimenticare – OdV Potere al Popolo Pressenza – Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza Presidio Palestina Montecitorio  Procida per una Palestina libera Radio Bullets Rete della Conoscenza Roma Rete #digiunogaza Rete del Dissenso Rete Giornalisti per la Costituzione  Rete Italiana Pace e Disarmo  Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole  Rete #NoBavaglio Rete NoWar Rete dei Numeri Pari Rete Pistoia Palestiina Rete Radiè Resch Rete dei Preti contro il genocidio Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina Roma sa da che parte stare Roma Tre Etica Rossosispera Associazione Culturale Sanitari per Gaza Roma Saptejah (Associazione Culturale)  Scuola per la Pace Torino e Piemonte Sinistra Anticapitalista  Sinistra Anticapitalista Roma Sinistra Italiana Roma e Provincia Stop Rearm Italia Tetes de Bois Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale Transform Italia Uds Roma UISP Un’altra idea di mondo Un Ponte Per Unione degli universitari  Unione Sindacale di Base Valsesia per la Palestina Venice4Palestine Voci per la Palestina 100 porti 100 città Torino – GL in supporto alla Freedom Flotilla Italia
August 29, 2026
carteinregola
Palestina occupata: l’espulsione delle organizzazioni umanitarie
L’Alta Corte respinge il ricorso delle organizzazioni umanitarie che saranno costrette a cessare le operazioni a Gaza e in Cisgiordania di Nir Hasson (*) La procedura costringerà le organizzazioni a consegnare gli elenchi di tutti i propri dipendenti per ottenere il permesso di operare. I giudici hanno concesso ai gruppi 30 giorni di tempo per decidere se ottemperare; si prevede
Presidio per la Palestina a Montecitorio – Roma
dopo la conferenza stampa delle 11,00, dalle 15,00 inizia il presidio ‘ ! 500 persone rapite in mezzo al mare 52 imbarcazioni umanitarie assaltate e distrutte. Speronamenti e sparatorie violenze e torture. ‼️ Il genocidio del popolo Palestinese in diretta mondiale. La violazione di ogni forma di diritto umano ‼️ ‘ ? non possiamo voltarci dall’altra parte. Mobilitazione permanente! Oggii
A Milano Broken Cameras
AssopacePalestina in collaborazione con la Comunità Palestina Lombardia, Arci Milano, Cgil Milano, Camera del Lavoro,  Cinema Beltrade vi invitano alla proiezione del film Venerdì 8 maggio alle ore 20.15 alla Camera del Lavoro , corso di Porta Vittoria 43, Milano 5 BROKEN CAMERAS   di Emad Burnat, palestinese e Guy Davidi israeliano I registi saranno presenti in sala e alla fine della proiezioni dialogheranno con il pubblico. Il film realizzato 5 anni fa risulta attualissimo per le situazioni descritte. Nell’arco di cinque  anni ci racconta la resilienza  degli abitanti del villaggio di Bil’in della Cisgiordania occupata; una popolazione di pastori e agricoltori che della terra vive  e che da quella terra si vede derubato. Più volte si assiste, durante le manifestazioni, al tentativo di dialogo degli abitanti del villaggio con i soldati che rispondono invece con l’abituale brutalità, arrivando anche a uccidere.  Emad osserva  dietro l’obiettivo i suoi alberi di ulivo minacciati, le proteste che si intensificano e le vite perdute. Non desiste nonostante le aggressioni e continua a filmare: “Mi sentivo come se la videocamera potesse proteggermi…ma era un’illusione”. Cinque sono le video camere di Emad che vengono distrutte dai soldati dell’IDF. Redazione Milano
May 6, 2026
Pressenza