Sumud: la musica come strumento di pace e di tutela dell’infanzia palestinese
Il 29 settembre 2026, presso l’Auditorium Enzo Baldoni di Milano, si svolgerà
un’iniziativa dedicata alla musica, alla pace e alla difesa del diritto
all’infanzia in Palestina, intitolata Sumud (Resistenza) e promossa da Assopace
Palestina, con la partecipazione dell’ANPI provinciale di Milano e dell’ANPI
Municipio 8 a sostegno della scuola di musica Al Kamandjati di cui sarà
trasmesso un video nel corso della serata.
L’appuntamento si colloca nel solco delle numerose iniziative della società
civile italiana volte a mantenere viva l’attenzione sulle condizioni della
popolazione palestinese e, in particolare, sulla situazione dei bambini e delle
bambine, il cui diritto a vivere, crescere, studiare e progettare il proprio
futuro costituisce una questione fondamentale sul piano umano e dei diritti.
La scelta della musica come linguaggio centrale dell’iniziativa assume un
significato particolarmente rilevante. La musica, infatti, non rappresenta
soltanto una forma di espressione artistica, ma può diventare uno spazio di
incontro, dialogo e costruzione di una memoria collettiva. In contesti segnati
dalla guerra, dalla violenza e dalla contrapposizione politica, l’esperienza
musicale può contribuire a restituire centralità alle persone e alle loro
storie, creando una dimensione nella quale la sofferenza non venga ridotta a una
semplice statistica e nella quale la solidarietà possa tradursi in
partecipazione concreta.
L’iniziativa milanese intende pertanto unire cultura e impegno civile,
proponendo un momento pubblico nel quale la riflessione sulla pace si accompagni
alla raccolta di risorse destinate a un progetto di solidarietà. La raccolta
fondi rappresenta, in questo senso, un elemento essenziale dell’evento: la
sensibilizzazione non si limita alla denuncia o alla testimonianza, ma cerca di
trasformarsi in un sostegno concreto alle realtà impegnate a favore della
popolazione palestinese e, soprattutto, dell’infanzia.
La presenza di figure provenienti dal mondo della cultura, dell’impegno politico
e sociale e dell’attivismo per i diritti umani contribuisce a dare
all’appuntamento una dimensione plurale. Tra i partecipanti sono annunciati Moni
Ovadia, Silva Zaru, Giovanna Famulari, Luisa Morgantini, Alessio Lega, Cecilia
Strada, Primo Minelli, insieme a numerosi altri compagni e compagne e artisti e
attivisti. La loro partecipazione testimonia la volontà di costruire uno spazio
pubblico nel quale differenti esperienze possano convergere attorno ai valori
della pace, della solidarietà e della tutela dei diritti fondamentali.
Particolare importanza assume il riferimento al diritto all’infanzia. Ogni
conflitto armato produce conseguenze profonde sulle generazioni più giovani,
compromettendo non soltanto la sicurezza fisica, ma anche l’accesso
all’istruzione, alle cure, alla vita familiare e alla possibilità di sviluppare
pienamente la propria personalità. Difendere i diritti dei bambini significa
quindi assumere una prospettiva che non si limita all’emergenza, ma guarda anche
al futuro e alla possibilità di ricostruire condizioni di vita fondate sulla
dignità, sulla sicurezza e sulla libertà.
In tale prospettiva, la solidarietà verso l’infanzia palestinese può essere
interpretata come parte di una più ampia cultura dei diritti umani. Il diritto
alla pace, infatti, non è separabile dal diritto alla vita, alla salute,
all’educazione e alla dignità. Ogni iniziativa capace di mettere questi temi al
centro del dibattito pubblico contribuisce a contrastare l’indifferenza e a
mantenere aperto uno spazio di riflessione sulle responsabilità della comunità
internazionale e sul ruolo della società civile.
La collaborazione tra associazioni, realtà culturali e organizzazioni della
memoria democratica come l’ANPI evidenzia inoltre il valore della partecipazione
collettiva. La memoria delle lotte contro il fascismo e per la libertà può
diventare, nel presente, una risorsa per interrogarsi sulle guerre
contemporanee, sulle forme della violenza e sulla necessità di difendere
universalmente i diritti umani. In questo quadro, l’incontro tra memoria,
cultura musicale e solidarietà assume una particolare forza simbolica.
L’evento del 29 settembre all’Auditorium Enzo Baldoni di Milano si propone
dunque come un momento nel quale arte e responsabilità civile possono
incontrarsi. La musica diventa una forma di testimonianza e di dialogo; la
partecipazione pubblica diventa uno strumento di sensibilizzazione; la raccolta
fondi diventa una possibilità concreta di tradurre la solidarietà in azione.
In un tempo nel quale le immagini e le notizie provenienti dai territori di
genocidio rischiano di trasformarsi rapidamente in un flusso indistinto di
informazioni, iniziative di questo tipo assumono il valore di luoghi della
memoria e della responsabilità. Ricordare le vittime, ascoltare le
testimonianze, sostenere i progetti umanitari e riaffermare il diritto dei
bambini a un futuro di pace significa opporsi alla normalizzazione della
sofferenza e riaffermare il principio secondo cui la dignità umana non può
essere subordinata alla guerra.
Il concerto promosso da Sumud, Assopace Palestina, ANPI provinciale di Milano e
ANPI Municipio 8 vuole quindi essere non soltanto un appuntamento musicale, ma
un atto pubblico di solidarietà. Attraverso la cultura, la partecipazione e il
sostegno concreto a un progetto, l’iniziativa richiama l’attenzione sulla
necessità di tutelare l’infanzia palestinese e di costruire una cultura della
pace fondata sul riconoscimento dei diritti e della dignità di ogni persona.
Laura Tussi