
Decimo fermo amministrativo di una nave della Justice Fleet in Italia
Pressenza - Wednesday, September 9, 2026Lunedì scorso le autorità italiane hanno disposto il provvedimento di fermo della barca a vela Humanity 2 per 15 giorni e una multa di 4000 euro. Si tratta del decimo fermo di una nave appartenente alla Justice Fleet, la più grande coalizione di organizzazioni civili di ricerca e soccorso, costituita nel novembre 2025. I 1200 giorni di fermo amministrativo che sono stati complessivamente inflitti, in modo illegittimo, alle navi della Justice Fleet rappresentano una mossa politicamente motivata da parte delle autorità italiane, che viola il diritto internazionale e aggrava la già preoccupante carenza di capacità di soccorso nel Mediterraneo, denuncia la Justice Fleet.
Nel contesto della sua prima missione, tra il 28 e il 29 agosto Humanity 2 aveva soccorso 71 persone in pericolo in mare. Una volta raggiunta Lampedusa, il porto di assegnatole dalle autorità italiane, il 30 agosto, le è stato però impedito di ripartire.
Le autorità italiane sostengono che l’equipaggio «non abbia immediatamente segnalato l’operazione di soccorso al Centro di coordinamento del soccorso marittimo competente» – un’accusa confutata da SOS Humanity, secondo la quale l’equipaggio avrebbe tenuto le autorità debitamente informate con trasparenza sulle proprie operazioni.
Nonostante ciò, il 7 settembre le autorità italiane hanno confermato il fermo della nave per 15 giorni. SOS Humanity ha intrapreso un’azione legale contro quella che considera una mossa deliberata e senza fondamento volta a ostacolare le operazioni di ricerca e soccorso in mare.
“Il fermo della nostra nuova nave, avvenuto proprio durante la sua prima missione, si inserisce in una strategia chiara: colpire la società civile impegnata a porre fine alla negligenza degli Stati europei nei confronti di chi fugge alla ricerca di protezione”, sottolinea Wasil Schauseil, portavoce della Justice Fleet. «Mentre le organizzazioni di ricerca e soccorso testimoniano e denunciano pubblicamente le conseguenze letali di tali politiche, le autorità italiane intensificano il loro ostruzionismo. I nostri equipaggi agiscono nel pieno rispetto del diritto internazionale del mare; le autorità italiane, invece, lo violano sistematicamente. Stiamo intraprendendo azioni legali a questo proposito».
Nel novembre 2025, 13 organizzazioni di ricerca e soccorso si sono coalizzate nella Justice Fleet, alleanza sostenuta da una rete di società civile. L’obiettivo è quello di garantire l’applicazione del diritto internazionale contestando i fermi amministrativi illegali delle navi di soccorso in Italia e l’esternalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso a soggetti libici illegittimi e violenti da parte dell’Europa.
Fonte CS SOS Humanity