Decimo fermo amministrativo di una nave della Justice Fleet in Italia
Lunedì scorso le autorità italiane hanno disposto il provvedimento di fermo
della barca a vela Humanity 2 per 15 giorni e una multa di 4000 euro. Si tratta
del decimo fermo di una nave appartenente alla Justice Fleet, la più grande
coalizione di organizzazioni civili di ricerca e soccorso, costituita nel
novembre 2025. I 1200 giorni di fermo amministrativo che sono stati
complessivamente inflitti, in modo illegittimo, alle navi della Justice Fleet
rappresentano una mossa politicamente motivata da parte delle autorità italiane,
che viola il diritto internazionale e aggrava la già preoccupante carenza di
capacità di soccorso nel Mediterraneo, denuncia la Justice Fleet.
Nel contesto della sua prima missione, tra il 28 e il 29 agosto Humanity 2 aveva
soccorso 71 persone in pericolo in mare. Una volta raggiunta Lampedusa, il porto
di assegnatole dalle autorità italiane, il 30 agosto, le è stato però impedito
di ripartire.
Le autorità italiane sostengono che l’equipaggio «non abbia immediatamente
segnalato l’operazione di soccorso al Centro di coordinamento del soccorso
marittimo competente» – un’accusa confutata da SOS Humanity, secondo la quale
l’equipaggio avrebbe tenuto le autorità debitamente informate con trasparenza
sulle proprie operazioni.
Nonostante ciò, il 7 settembre le autorità italiane hanno confermato il fermo
della nave per 15 giorni. SOS Humanity ha intrapreso un’azione legale contro
quella che considera una mossa deliberata e senza fondamento volta a ostacolare
le operazioni di ricerca e soccorso in mare.
“Il fermo della nostra nuova nave, avvenuto proprio durante la sua prima
missione, si inserisce in una strategia chiara: colpire la società civile
impegnata a porre fine alla negligenza degli Stati europei nei confronti di chi
fugge alla ricerca di protezione”, sottolinea Wasil Schauseil, portavoce della
Justice Fleet. «Mentre le organizzazioni di ricerca e soccorso testimoniano e
denunciano pubblicamente le conseguenze letali di tali politiche, le autorità
italiane intensificano il loro ostruzionismo. I nostri equipaggi agiscono nel
pieno rispetto del diritto internazionale del mare; le autorità italiane,
invece, lo violano sistematicamente. Stiamo intraprendendo azioni legali a
questo proposito».
Nel novembre 2025, 13 organizzazioni di ricerca e soccorso si sono coalizzate
nella Justice Fleet, alleanza sostenuta da una rete di società civile.
L’obiettivo è quello di garantire l’applicazione del diritto internazionale
contestando i fermi amministrativi illegali delle navi di soccorso in Italia e
l’esternalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso a soggetti libici
illegittimi e violenti da parte dell’Europa.
Fonte CS SOS Humanity
Redazione Italia