La propaganda trumpiana si trasforma in videogioco
Novembre si sta avvicinando e, con esso, si avvicinano anche le elezioni
statunitensi di metà mandato. I cittadini non sembrano particolarmente colpiti
dai traguardi ottenuti dal presidente Donald Trump, troppo preoccupati da un
aumento dei prezzi reali che si è solo acuito in seguito alla guerra contro
l’Iran. Per cercare di mantenere strette le redini della narrazione pubblica,
l’establishment sta facendo il possibile per ostacolare ogni voce critica e
valorizzare i punti salienti della propaganda MAGA, compresa la creazione e la
distribuzione di videogiochi.
Le elezioni di midterm sono da sempre viste come una cartina tornasole
dell’operato di un governo statunitense, oltre che un modo per alterare gli
equilibri di potere, toccando la distribuzione partitica di parte del Senato e
rinnovando la Camera dei Rappresentanti. Al di là dell’elemento puramente
strategico, c’è dunque il fatto che questa sarà l’occasione per Trump di fare i
conti con quello che i suoi cittadini pensano davvero di lui. Considerando che i
sondaggi suggeriscono che il presidente abbia un tasso di approvazione del 32% e
che il 60% degli elettori sia apertamente ostile alla guerra in Iran, la
situazione non è delle più rosee.
Dato che Trump è notoriamente insofferente alle informazioni a lui sfavorevoli,
l’Amministrazione sta già facendo il possibile per arginare gli effetti di una
possibile batosta elettorale, a partire dal limitare considerevolmente la
possibilità di votare da remoto. Il 31 marzo 2026 Trump ha infatti firmato un
ordine esecutivo che mira a creare, in ciascuno stato, liste di cittadini
statunitensi idonei al voto, istruendo il Servizio Postale degli Stati Uniti di
inviare le schede elettorali per posta solo agli elettori verificati. Il decreto
è stato in gran parte bloccato da un’ordinanza restrittiva di un tribunale di
Boston, quindi il governo si sta ora rivolgendo alla Corte Suprema per sbloccare
la situazione. Un’accortezza forse superflua, visto che almeno un whistleblower
ha testimoniato che i servizi postali si starebbero comunque già muovendo per
adeguarsi all’ordine di Trump, a prescindere da quanto stabilito dai tribunali.
Se da un lato c’è la volontà di limitare la libertà di espressione del popolo e
del giornalismo, dall’altro c’è quella di “valorizzare” gli obiettivi perseguiti
dall’esecutivo o, quantomeno, di ricordare ai cittadini i punti retorici più
populisti e coinvolgenti del movimento MAGA. Tra i vari sforzi divulgativi mossi
in questa direzione, il più sorprendente è quello della Casa Bianca, che giovedì
ha pubblicato sulla propria pagina web ufficiale cinque videogiochi dal look
retrò: Flappy Bill, Build the Wall, Rio Run, Supply Line e Trump Savings Tycoon.
Opere che si rifanno in maniera marcata ed evidente a classici come Flappy Bird,
Tetris e Snake, ma che, a differenza degli originali, si concentrano sul
bloccare o deportare migranti e rifugiati, suggerire che la gestione alimentare
delle mense scolastiche americane sia migliorata e promuovere il bonus da 1000
dollari che l’esecutivo ha predisposto per gli statunitensi nati tra il 2016 e
il 2024. A giudicare da come è impostato il portale, inoltre, nuove esperienze
interattive potrebbero essere proposte nell’immediato futuro.
Non è la prima volta che il governo statunitense si affaccia in qualche modo
alla dimensione videoludica per coinvolgere i cittadini e catturarne
l’attenzione in vista di un’elezione. Di solito, più che da Washington stessa,
queste strategie vengono peró impiegate dai comitati elettorali di specifici
politici o da fondazioni civiche. Anche in questa dimensione apertamente
partitica, si tende a presentare il tutto come una forma di promozione al voto,
uno sforzo volto a sensibilizzare i cittadini e a spiegare, specialmente alle
nuove generazioni, il processo burocratico previsto per far valere le proprie
preferenze politiche. Le agenzie governative avevano finora preferito mantenere
una neutralità formale, ma evidentemente sono ormai pronte ad abbracciare con
enfasi la gamification propagandistica.
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