Concluso in Benin il Forum Sociale Mondiale

Pressenza - Monday, August 10, 2026

E’ la prima volta dal primo forum di Porto Alegre nel 2001, che un Forum Sociale Mondiale alla preparazione del quale molte associazioni e movimenti stavano lavorando da oltre un anno viene proibito dal governo della nazione ospitante (il Benin). Eppure è successo: il governo autocratico filo occidentale non ha autorizzato il corteo di apertura del 4 agosto e lo svolgimento del forum nell’Università di Abomey-Calavi.

Nello stesso tempo le carovane di militanti venivano accompagnate alla frontiera e parecchie decine di militanti si vedevano rifiutare l’ingresso nel Paese, per poi essere rimpatriati.

Per fortuna, per alcune peraltro timide reazioni internazionali, ma ancor di più per le prese di posizione dei capi tradizionali, il governo ha autorizzato il forum, che si è ridotto di fatto dal 6 all’8 agosto.

E’ presto per giudicare i risultati di questo forum mondiale. Certo ha visto la preponderanza di partecipazione dell’Africa Occidentale e di alcuni soggetti statuali  o meno come l’Algeria e i Sahrawi (ultimo residuo coloniale esplicito, seppure ad opera di una altro Paese africano, l’occidentalissimo Marocco).

Le presenze più significative sono state quelle legate alla Via Campesina e alla Convergenza delle Carovane dell’Africa occidentale in merito a sovranità alimentare, lotta all’accaparramento della terra da parte delle grandi multinazionali e al cambiamento climatico.

Le carovane hanno celebrato i dieci anni di una lotta nonviolenta (più attuata nei fatti che celebrata a livello ideologico) trovando l’alleanza con i capi tradizionali, i cosiddetti Re presenti alle cerimonie finali.

Il Benin, infatti, ha formalizzato il riconoscimento dei capi tradizionali attraverso una nuova legge adottata nel marzo 2025, che istituzionalizza il loro ruolo nella costruzione di un Paese moderno. Si tratta di 16 regni, 80 capi superiori e 10 capi tradizionali, basandosi su criteri di base territoriale, tipo di potere esercitato e organizzazione sociale gerarchica, con riferimento al periodo precoloniale (fissato al 1894 per il sud e 1897 per il nord)

Fa un po’ effetto assistere a un appuntamento clou dell’area anti capitalista del pianeta coì differente dalle coalizioni di sindacati, movimenti sociali antagonisti delle precedenti edizioni, eppure qui stanno la resilienza, la novità e l’inculturazione della lotta per un Altro Mondo E’ Possibile in una realtà così differente dal mondo occidentale.

Mondo occidentale che è stato il grande assente anche per riguarda i movimenti sociali. In particolare l’Italia, dove spiccavano “solamente” Fabio Alberti di Un Ponte Per, che ha attivato un seminario sulla decolonizzazione, Paola De Meo attivissima nel contrasto al coloniale Piano Mattei del governo Meloni, il film-maker Antonio Pacor, dal quale aspettiamo il “solito” puntuale reportage e Vittorio Agnoletto, unica voce che ha tentato di informare l’Italia attraverso articoli e interventi a Radio Popolare.

Ci lasciamo dietro l’incontro con un mondo a noi alieno, ma non per questo meno importante nella lotta alla disumanizzazione e uno stimolo a essere meno superficiali, meno incentrati sulle nostre realtà e più fiduciosi nel fatto che un mondo differente sia davvero nelle possibilità nostre e del pianeta.

Redazione Italia