Sulla chiusura del centro islamico di Borgo Marina a Rimini

Pressenza - Friday, August 7, 2026
La chiusura del Centro islamico di Borgo Marina non è una vittoria delle regole, ma il fallimento discriminatorio di una politica che cancella i diritti fondamentali. Gridare al trionfo per la sospensione delle attività del centro culturale Al Tawhid svela la natura reazionaria e securitaria della destra riminese, incarnata da Gioenzo Renzi. Per 22 anni l’unica “battaglia” portata avanti da Fratelli d’Italia non è stata quella per garantire spazi dignitosi e sicuri a migliaia di cittadini di fede musulmana, ma una persecuzione burocratica e ideologica volta a escluderli dal tessuto sociale. Parlare di “incompatibilità” e sventolare controlli igienico-sanitari e verifiche dei Vigili del Fuoco è pura ipocrisia. Se una struttura di 130 metri quadrati era insufficiente a contenere centinaia di fedeli, il dovere di una politica inclusiva e civile era trovare una soluzione alternativa, non esultare per la sua scomparsa. La libertà di culto è un diritto garantito dalla Costituzione, ma a Rimini la destra preferisce calpestarlo pur di racimolare consenso elettorale, trasformando un problema di spazi in una caccia alle streghe contro la comunità bengalese. La “rigenerazione” e il “recupero dell’identità riminese” auspicati da Renzi sono sinonimi di gentrificazione ed epurazione culturale. Borgo Marina non tornerà alla “normale vivibilità”, ma diventerà un quartiere più povero, privato di un punto di riferimento sociale e spirituale che per anni ha garantito aggregazione. Questa non è la fine di una battaglia legittima: è una vergogna politica che priva la città della sua anima multiculturale e accogliente, lasciando spazio solo all’intolleranza. Ufficio stampa-Rimini EcoSocialista

Redazione Romagna