Sulla chiusura del centro islamico di Borgo Marina a Rimini
La chiusura del Centro islamico di Borgo Marina non è una vittoria delle regole,
ma il fallimento discriminatorio di una politica che cancella i diritti
fondamentali. Gridare al trionfo per la sospensione delle attività del centro
culturale Al Tawhid svela la natura reazionaria e securitaria della destra
riminese, incarnata da Gioenzo Renzi. Per 22 anni l’unica “battaglia” portata
avanti da Fratelli d’Italia non è stata quella per garantire spazi dignitosi e
sicuri a migliaia di cittadini di fede musulmana, ma una persecuzione
burocratica e ideologica volta a escluderli dal tessuto sociale. Parlare di
“incompatibilità” e sventolare controlli igienico-sanitari e verifiche dei
Vigili del Fuoco è pura ipocrisia. Se una struttura di 130 metri quadrati era
insufficiente a contenere centinaia di fedeli, il dovere di una politica
inclusiva e civile era trovare una soluzione alternativa, non esultare per la
sua scomparsa. La libertà di culto è un diritto garantito dalla Costituzione, ma
a Rimini la destra preferisce calpestarlo pur di racimolare consenso elettorale,
trasformando un problema di spazi in una caccia alle streghe contro la comunità
bengalese. La “rigenerazione” e il “recupero dell’identità riminese” auspicati
da Renzi sono sinonimi di gentrificazione ed epurazione culturale. Borgo Marina
non tornerà alla “normale vivibilità”, ma diventerà un quartiere più povero,
privato di un punto di riferimento sociale e spirituale che per anni ha
garantito aggregazione. Questa non è la fine di una battaglia legittima: è una
vergogna politica che priva la città della sua anima multiculturale e
accogliente, lasciando spazio solo all’intolleranza.
Ufficio stampa-Rimini EcoSocialista
Redazione Romagna