Contro la strumentalizzazione politica delle libertà religiose
Comunicato stampa della Chiesa Valdese di Torino
“Non si può strumentalizzare a fini elettorali un progetto di riqualificazione
urbana e di libertà di culto come quello della ex-Nebiolo. Il riconoscimento
della libertà di culto per tutti ai sensi dell’art. 19 della carta Costituente è
garantito a prescindere dalla stipula o meno di una Intesa, ed è necessario
individuare e facilitare l’accesso a adeguate aree per il culto ad ogni
confessione di fede.
Cambiare la legislazione regionale per rendere più difficile l’esercizio di un
diritto costituzionale è sbagliato oltre che discriminatorio e contrario ai
principi espressi dalla Costituzione sulla libertà religiosa.
Sempre più le religioni assumono un ruolo fondamentale, nel dialogo con le altre
fedi, nel processo di integrazione e civile convivenza all’interno di una realtà
multiculturale. Riconoscere e facilitare l’apertura di luoghi di culto adeguati
contribuisce a far emergere un fenomeno che, sommerso, può portare a derive
degenerative anche di ordine pubblico. Inoltre, ad evitare speculazioni
politiche sulla necessità o meno di aprire nuovi luoghi di culto, si conviene
che, sempre in riferimento alla Giurisprudenza (Corte costituzionale, nella
sentenza n. 254/2019), nel destinare spazi pubblici alle sedi di attività di
culto delle diverse confessioni, regioni e comuni devono tenere conto della loro
presenza nel territorio di riferimento.
Proprio per questo più che di distanza tra luoghi di culto si deve parlare di
progettare strutture adeguate alla loro funzione e integrate nel territorio,
proprio come è il caso ex-Nebiolo. Emerge da tutti gli studi di sociologia e di
urbanistica, sviluppati da Università e Politecnico di Torino e non solo, che la
crescita delle confessioni religiose diverse dalla Cattolica ha raggiunto
livelli tali nella città di Torino da rendere urgente una programmazione che ne
tenga conto. Un solo esempio è il dato per cui, sin dal 2021 (Tesi magistrale di
Architettura Celenza), a Torino i luoghi di culto delle diverse fedi hanno
superato il numero di chiese cattoliche (161/159). Un approccio e un’apertura
che riguarda tutte le fedi, non solo quella islamica”.
Il Presidente del Concistoro
Sergio Velluto
Redazione Torino