Gaza e la missione umanitaria negata: incontro a Foggia con gli attivisti del Global Sumud Convoy fermati in Libia

Pressenza - Sunday, July 26, 2026

Martedì 28 luglio, alle ore 20:30, la Casa del Giovane di Foggia (via Candelaro, di fronte Parco S. Felice) ospiterà un importante incontro-dibattito per riaccendere i riflettori sulla drammatica crisi umanitaria e sanitaria nella Striscia di Gaza. L’evento vedrà la partecipazione dei due attivisti pugliesi, di cui una foggiana, rientrati in Italia dopo essere stati arbitrariamente trattenuti per un mese dalle autorità della Libia Orientale.

L’incontro è organizzato dalla Comunità Sulla strada di Emmaus, dal Coordinamento provinciale Capitanata per la pace (Foggia) e da Project Allegria OdV. Durante la serata sarà proiettato il documentario “Gaza: medici sotto attacco”, una cruda testimonianza sulle condizioni del personale sanitario e delle infrastrutture ospedaliere sotto i bombardamenti. Ci sarà inoltre una raccolta fondi da destinare alle attività di impegno umanitario, educativo e sociale di Project Allegria, un’organizzazione che ha sede anche a San Severo (FG) ed un proprio operatore attivo a Gaza a favore dei bambini e dei minori.

I testimoni: la vicenda dei due attivisti pugliesi
All’incontro prenderanno la parola Dina Alberizia, Domenico Centrone e Sara Suriano. I primi due facevano parte del gruppo dei dieci attivisti internazionali del Global Sumud Land Convoy (la missione via terra della Global Sumud Flotilla) fermati in Libia. Lo scopo della missione
era rompere simbolicamente il blocco e raggiungere la Striscia di Gaza attraverso la Libia, l’Egitto e il valico di Rafah per consegnare aiuti umanitari urgenti e sanitari alla popolazione stremata.

Il focus della manifestazione: il genocidio a Gaza
La catastrofe umanitaria in corso nella Striscia di Gaza è un vero e proprio processo di genocidio ai danni della popolazione palestinese.
Dopo il 7 ottobre 2023, le operazioni militari hanno causato un livello senza precedenti di uccisioni di civili, lo sfollamento di massa della popolazione e la distruzione sistematica di infrastrutture vitali, tra cui ospedali, scuole e reti idriche. Il blocco quasi totale degli aiuti
umanitari sta deliberatamente utilizzando la fame e la deprivazione medica come armi di guerra contro la popolazione civile.

Il sistema sanitario a Gaza è totalmente collassato: gli ospedali rimasti in piedi sono privi di medicinali essenziali, anestetici ed elettricità. Medici, infermieri e operatori umanitari lavorano in condizioni estreme, spesso diventando loro stessi bersaglio dei conflitti, come
documentato nel filmato che sarà proiettato durante la serata.
Come evidenziato dai rapporti di Amnesty International, le azioni e le politiche messe in atto configurano la violazione della Convenzione ONU sul genocidio del 1948, ignorando le misure restrittive e vincolanti disposte dalla Corte Internazionale di Giustizia.

Cosa chiediamo

Di fronte a questa emergenza morale e legale, si invoca con forza, ancora una volta: il cessate il fuoco immediato: stop permanente a tutte le operazioni militari; l’accesso umanitario incondizionato: sblocco immediato dei valichi per cibo, acqua e cure mediche; sanzioni e risposte diplomatiche: l’intervento delle istituzioni europee e internazionali per sospendere gli accordi di cooperazione ed esigere il rispetto del diritto internazionale.

I promotori invitano la cittadinanza, gli organi di stampa e le associazioni locali a partecipare numerosi per sostenere il valore della solidarietà internazionale e della pace.

Coordinamento provinciale Capitanata per la pace (Foggia)

Redazione Italia