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Gaza e la missione umanitaria negata: incontro a Foggia con gli attivisti del Global Sumud Convoy fermati in Libia
Martedì 28 luglio, alle ore 20:30, la Casa del Giovane di Foggia (via Candelaro, di fronte Parco S. Felice) ospiterà un importante incontro-dibattito per riaccendere i riflettori sulla drammatica crisi umanitaria e sanitaria nella Striscia di Gaza. L’evento vedrà la partecipazione dei due attivisti pugliesi, di cui una foggiana, rientrati in Italia dopo essere stati arbitrariamente trattenuti per un mese dalle autorità della Libia Orientale. L’incontro è organizzato dalla Comunità Sulla strada di Emmaus, dal Coordinamento provinciale Capitanata per la pace (Foggia) e da Project Allegria OdV. Durante la serata sarà proiettato il documentario “Gaza: medici sotto attacco”, una cruda testimonianza sulle condizioni del personale sanitario e delle infrastrutture ospedaliere sotto i bombardamenti. Ci sarà inoltre una raccolta fondi da destinare alle attività di impegno umanitario, educativo e sociale di Project Allegria, un’organizzazione che ha sede anche a San Severo (FG) ed un proprio operatore attivo a Gaza a favore dei bambini e dei minori. I testimoni: la vicenda dei due attivisti pugliesi All’incontro prenderanno la parola Dina Alberizia, Domenico Centrone e Sara Suriano. I primi due facevano parte del gruppo dei dieci attivisti internazionali del Global Sumud Land Convoy (la missione via terra della Global Sumud Flotilla) fermati in Libia. Lo scopo della missione era rompere simbolicamente il blocco e raggiungere la Striscia di Gaza attraverso la Libia, l’Egitto e il valico di Rafah per consegnare aiuti umanitari urgenti e sanitari alla popolazione stremata. Il focus della manifestazione: il genocidio a Gaza La catastrofe umanitaria in corso nella Striscia di Gaza è un vero e proprio processo di genocidio ai danni della popolazione palestinese. Dopo il 7 ottobre 2023, le operazioni militari hanno causato un livello senza precedenti di uccisioni di civili, lo sfollamento di massa della popolazione e la distruzione sistematica di infrastrutture vitali, tra cui ospedali, scuole e reti idriche. Il blocco quasi totale degli aiuti umanitari sta deliberatamente utilizzando la fame e la deprivazione medica come armi di guerra contro la popolazione civile. Il sistema sanitario a Gaza è totalmente collassato: gli ospedali rimasti in piedi sono privi di medicinali essenziali, anestetici ed elettricità. Medici, infermieri e operatori umanitari lavorano in condizioni estreme, spesso diventando loro stessi bersaglio dei conflitti, come documentato nel filmato che sarà proiettato durante la serata. Come evidenziato dai rapporti di Amnesty International, le azioni e le politiche messe in atto configurano la violazione della Convenzione ONU sul genocidio del 1948, ignorando le misure restrittive e vincolanti disposte dalla Corte Internazionale di Giustizia. Cosa chiediamo Di fronte a questa emergenza morale e legale, si invoca con forza, ancora una volta: il cessate il fuoco immediato: stop permanente a tutte le operazioni militari; l’accesso umanitario incondizionato: sblocco immediato dei valichi per cibo, acqua e cure mediche; sanzioni e risposte diplomatiche: l’intervento delle istituzioni europee e internazionali per sospendere gli accordi di cooperazione ed esigere il rispetto del diritto internazionale. I promotori invitano la cittadinanza, gli organi di stampa e le associazioni locali a partecipare numerosi per sostenere il valore della solidarietà internazionale e della pace. Coordinamento provinciale Capitanata per la pace (Foggia) Redazione Italia
July 26, 2026
Pressenza
“Parole e Musica per fermare la colonizzazione delle coste e gli investimenti di Israele”
Il Comitato “Brindisi per la Palestina – contro il genocidio del popolo palestinese, contro il riarmo, per la pace” organizza l’iniziativa che si svolgerà sabato 18 luglio con inizio alle ore 20 e a cui parteciperanno numerose associazioni ambientaliste e solidali con il popolo palestinese. Sono previsti interventi di Tony La Piccirella referente della Global Sumud Flotilla, arrestato più volte da Israele, e di Domenico Centrone, arrestato in Libia dal governo illegale di Haftar mentre partecipava alla missione del Global Sumud Land Convoy, inoltre concerti di diversi gruppi di musica popolare e dj-set. L’evento si svolgerà vicino alla Masseria Mogale di Ostuni, con ritrovo al parcheggio di Creta Rossa Mogale, nei pressi di Lido Plaia. “Il posto è lo stesso di dove  il 28 giugno scorso abbiamo partecipato alla camminata per conoscere organizzata dalla associazioni ambientaliste che hanno fatto ricorso al TAR per la illegittimità della costruzione del resort – spiega il comunicato – Il Comitato sostiene la propria ferma opposizione al progetto di costruzione di un resort di lusso a marchio Four Seasons in località Costa Merlata (Ostuni), sostenuto da investitori israeliani riconducibili al gruppo Omnam. Questo progetto rappresenta un grave attacco al nostro territorio, configurandosi come un vero e proprio ‘ecomostro’ che solleva criticità insostenibili”. In specifico, precisa il Comitato, per le seguenti ragioni: * Devastazione Ambientale – “La cementificazione di una vasta area verde, in un contesto paesaggisticamente integro e di alto valore ambientale, minaccia l’ecosistema costiero già fragile e soggetto a fenomeni di erosione. Ricordiamo la drammatico morte di Oronzo Epifani avvenuta il 2 Ottobre 2025 per una bomba d’acqua, dovuta al dissesto idrogeologico e ai cambiamenti climatici a cui ancora non si pone rimedio” * Privatizzazione del Bene Comune: “Il resort sottrae alla collettività spazi naturali storicamente destinati alla fruizione pubblica, al trekking e alla libera balneazione, sacrificando gli interessi della comunità locale a favore di speculazioni di grandi gruppi privati” * Complicità Internazionale: “La partecipazione di investitori israeliani al finanziamento di quest’opera solleva una grave questione etica, legata al coinvolgimento indiretto nel contesto del conflitto in Palestina, che il nostro comitato denuncia fermamente” * Illusione Occupazionale: “La narrazione della “creazione di posti di lavoro” viene smentita dalla realtà dei fatti: il modello basato su resort stagionali di lusso produce contratti a tempo determinato, precarietà diffusa e un generale abbassamento delle tutele salariali per i lavoratori del territorio”. “Per questi motivi – conclude il Comitato – invitiamo cittadine e cittadini, organizzazioni politiche e ambientaliste a mobilitarsi contro questo nuovo scempio annunciato“.     Redazione Italia
July 14, 2026
Pressenza
GLOBAL SUMUD LAND CONVOY: INTERVISTA A DOMENICO CENTRONE, “MERCE DI SCAMBIO” TRA LIBIA E ITALIA
Leonarda ‘Dina’ Alberizia e Domenico Centrone sono stati liberati mercoledì 24 giugno insieme ad altri 8 componenti del convoglio umanitario di terra della Flotilla. Una liberazione arrivata dopo un mese di pressioni e mobilitazioni da parte del movimento, tra cui la campagna “Free Them All”, lanciata in collaborazione con Amnesty International e tuttora in corso. Sono stati liberati dopo un mese di detenzione illegale in Libia da parte delle milizie di Haftar. Erano stati arrestati nei pressi di Sirte il 24 maggio. Radio Onda d’Urto ha intervistato Domenico Centrone. Gli abbiamo chiesto di raccontarci il momento dell’arresto, dei i vari trasferimenti tra le carceri di Sirte e di Bengasi, dei due scioperi della fame. Domenico ha anche raccontato degli interrogatori e delle condizioni detentive. Ha raccontato che l’atteggiamento iniziale delle milizie libiche in divisa, affiancate da “forze di sicurezza” in civile, è stato inizialmente minaccioso. “Ci dicevano che ci stavano aspettando, che avevano intenzione di stuprare le donne e di compiere violenze”, racconta Domenico. Sono quindi stati accusati di “immigrazione illegale e assembramento in una zona di sicurezza”,  accusa che poi non ha retto. Durante il mese di detenzione hanno subito tre interrogatori, sempre in assenza di un legale di fiducia e sono stati obbligati a firmare la trascrizione in arabo delle deposizioni, senza capire cosa avessero firmato. Nel primo interrogatorio i libici volevano “capire se ci fossero affiliazioni” tra gli attivisti e “qualche tipo di organizzazione terroristica, tipo Hamas o i Fratelli Musulmani. Sono stati trattenuti in un lager per migranti per i primi due giorni a Sirte, poi in un “centro di detenzione dei servizi segreti” nei pressi di Bengasi, nella quale sono stati trasferiti in aereo. Prima di imbarcarsi era stato promesso loro che avrebbero volato verso Tripoli, poiché la loro liberazione era imminente. In seguito all’intensificarsi delle trattative portate avanti dal Console italiano in Libia insieme ad altri funzionari delegati dal governo Italiano, l’atteggiamento dei libici è cambiato. I funzionari diplomatici non hanno mai fatto capire ad attiviste e attivisti di essere divenuti una leva, una merce di scambio nelle trattative “ma è stata la nostra percezione, era molto chiaro”. A quel punto non c’era più “quella veemenza, quell’insistenza” che c’erano stati nel momento del primo interrogatorio. E anche le condizioni di detenzione sono migliorate. Il governo italiano infatti, collabora quotidianamente con le forze di Haftar per il controllo dei flussi migratori e i respingimenti. L’intervista a Domenico Centrone, membro di Global Sumud Flotilla. Ascolta o scarica
June 26, 2026
Radio Onda d`Urto
Liberata la delegazione del Global Sumud Land Convoy a un mese dal sequestro illegale in Libia
Dopo un mese di detenzione illegale in Libia, gli attivisti italiani Leonarda “Dina” Alberizia e Domenico Centrone, insieme a tutta la delegazione del Global Sumud Land Convoy, sono stati finalmente liberati. Il loro rientro in Italia è previsto per oggi, 24 giugno, con l’arrivo da Tunisi all’aeroporto di Roma Fiumicino alle ore 12.50. La notizia della liberazione è stata data direttamente dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, attraverso un post sul social X, in cui ha rivendicato il successo dell’operazione grazie a un “intenso lavoro diplomatico” e ringraziato il personale della Farnesina e i servizi di intelligence per l’“ottimo lavoro svolto”. Tuttavia, oltre al silenzio assordante dei trenta giorni appena trascorsi, nelle dichiarazioni del Ministro non si trova alcuna traccia di una condanna formale per le violazioni del diritto internazionale subite dagli attivisti durante la prigionia, né un riconoscimento per il ruolo cruciale giocato dalla mobilitazione internazionale della società civile. Continua infatti anche oggi mercoledì 24 giugno, la campagna in collaborazione con Amnesty “Free Them All” in una nuova giornata di mobilitazione nazionale: sono previsti presidi e incontri in numerose città italiane e presso le sedi istituzionali di Milano, Bologna, Parma, Bari, Napoli. Global Sumud Flotilla
June 24, 2026
Pressenza
Flottilla di terra: liberiamo Domenico Centrone, Dina Alberizia e…
… le altre persone imprigionate in Libia. Riprendiamo l’appello di Freedom Flotilla Italia. APPELLO “Da oltre 12 giorni Domenico Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia, cittadini italiani e membri della Global Sumud Flotilla, sono trattenuti in Libia insieme ad altri attivisti di diversi paesi. La Flotilla trasportava aiuti umanitari e voleva rompere il blocco illegale imposto a Gaza per portare sostegno
Slitta l’udienza fantasma per gli attivisti della Sumud detenuti in Libia
L’udienza che doveva tenersi a Bengasi per i dieci attivisti sequestrati – tra cui gli italiani Dina Alberizia (67 anni, Asti) e Domenico Centrone (33 anni, Molfetta) – non c’è stata. Annullata senza preavviso. Un avvocato mandato dai familiari ha ricevuto dalle autorità libiche l’indirizzo inesistente di un carcere fantasma. Il console italiano li ha visti una sola volta in diciassette giorni. Hanno potuto fare una sola telefonata. Nel frattempo, attivisti in 13 Paesi e 5 continenti sono in sciopero della fame per chiedere ai governi di intervenire subito. Perché oggi non sono in gioco solo i destini di dieci persone: è sotto accusa la capacità dell’Italia e dell’Europa di proteggere chi opera per la pace e i diritti umani. “Abbiamo potuto usare il cellulare, quello della vigilanza, solo dopo lo sciopero della fame che abbiamo fatto per 4 giorni. Ho perso conoscenza e ho avuto le convulsioni. Non abbiamo nessuna informazione con il mondo fuori. Siamo in una gabbia, stesi sul pavimento. Il nostro corpo sta cedendo, la schiena, la salute mentale. Stiamo vivendo l’inferno. Non abbiamo idea di cosa ci succederà, di quali saranno le prossime fasi, di quando saremo rilasciate e quanto ancora rimarremo qui. Ci viene detto ogni giorno: domani, domani, domani… Le nostre teste stanno esplodendo” – questa la testimonianza al telefono, dell’attivista Maria Paula Jimenez, trattenuta insieme alle altre 9 persone, tra cui i connazionali Dina e Domenico. La conferenza stampa “Siamo tutte ConVoy”, occasione per fare il punto sull’ennesimo rinvio e per lanciare un ultimatum al governo, è stata convocata per le 19.00 alla Camera dei deputati con la moderazione di Giulio Cavalli. Interverranno: Maria Elena Delia, Tony La Piccirella, Steering Committee GSF Enrica Rigo, Legal Team GSF Sara Suriano, Global Sumud Land Convoy Domenico Chirico, Amnesty International Human Rights Impact Giuseppe Alberizia, fratello dell’attivista sequestrata Dina Alberizia e i parlamentari Stefania Ascari, Antonio Ferrara, Dario Carotenuto, Marco Grimaldi, Arturo Scotto, Marco Croatti. La conferenza sarà trasmessa in diretta al link https://webtv.camera.it/evento/31605. LE RICHIESTE DELL’ORGANIZZAZIONE Al governo italiano: un intervento diplomatico ad alto livello che imponga alle autorità libiche orientali il rilascio immediato e incondizionato dei dieci attivisti. Alla Farnesina: garanzia di assistenza legale indipendente e cure mediche per i detenuti, e un canale di comunicazione diretto con i familiari. All’Unione Europea: condanna formale della detenzione arbitraria e delle sparizioni forzate in Libia, attivazione di sanzioni mirate contro i responsabili e sospensione di ogni cooperazione con le autorità libiche orientali finché non sarà ripristinato lo stato di diritto. L’APPELLO DI AMNESTY INTERNATIONAL La condanna arriva anche da Amnesty International, che chiede il rilascio immediato dei dieci e denuncia le sparizioni forzate dei primi giorni: per otto attivisti le autorità libiche hanno nascosto il luogo e le condizioni di detenzione, configurando così un caso di sparizione forzata. Nel suo ultimo comunicato, Amnesty ha ricordato che il Global Sumud Land Convoy è una missione umanitaria civile partita dalla Mauritania il 25 aprile 2026 con l’obiettivo di rompere l’assedio illegale imposto da Israele alla Striscia di Gaza e consegnare aiuti. I dieci attivisti sono stati arrestati il 24 maggio mentre cercavano di ottenere il permesso di attraversare la Libia per portare soccorso a Gaza, in piena emergenza genocidio. Global Movement to Gaza
June 10, 2026
Pressenza
Palestina sul tetto del mondo
Articoli di Alessandra Filippi, Michele Giorgio, Marwa Rommaneh, Maurizio Perriello, Alessandro Lamberti, Gian Luca Gasca, Mario Sommella, Linda Maggiori, Chiara Cruciati ed altro. Con video e audio. SOMMARIO DI QUESTO DOSSUIER 1 – aggiornamenti da Anbamed; 2 – Alessandra Filippi sulla occupazione progressiva di Gaza; 2 – Michele Giorgio sui dati personali dei palestinesi; 3 – Marwa Rommaneh sulla scomparsa