Lettera aperta al Presidente Mattarella sulla ICMESA 50 anni dopo. Seconda parte

Pressenza - Saturday, July 11, 2026

continua da Prima parte

Ho letto e riletto le relazioni che analizzano 15-20 anni dopo lo stato di salute di quella popolazione. Qualche dubbio mi sorge ancora. Ad esempio si dichiara dove sono state recuperate le informazioni (ospedali della zona, registro tumori regionale, ecc.). Purtroppo manca un dato fondamentale per decidere se un caso potesse rientrare o meno nella ricerca: i sanitari che hanno avuto in carico il paziente hanno condotto un’anamnesi completa tendente a scoprire se quella persona aveva avuto l’occasione di vivere temporaneamente e per quanto tempo, di operare in quella zona e per quanto tempo e con che mansione, ecc. Debbo svelare un segreto personale: il reparto di Urologia dell’ospedale di Desio mi ha seguito per un tumore maligno alla vescica per molti anni, sono certo che il mio caso non risulta negli elenchi analizzati. Temo siano molti altri i pazienti, oltre a quelli che ho avuto occasione di conoscere in corsia da ricoverato o in ambulatorio e che mi hanno narrato storie ricollegabili a quell’evento. Nelle statistiche si dice che non ci furono aumenti di casi all’apparato urinario negli anni successivi. Questo dato varrebbe la pena di essere ricontrollato con maggior precisione.

Concludo ritornando alle origini e cioè ai primi grandi errori commessi subito dopo l’evento. Qualcuno ricorda che una bella quota di carogne animali venne trasportata, in fretta e furia, al forno inceneritore del macello comunale di Milano, sito in via Lombroso. Mi chiedo se ci fu qualcuno in Regione o all’Ufficio Speciale che si preoccupò di fare analizzare forno, camini, terreni attorno a via Lombroso. Qualcun altro ricorda la teoria, mai dimostrata completamente, che la TCDD essendo insolubile in acqua avrebbe potuto rimanere sotto i primi terreni ma non scendere oltre perché sarebbe stata trattenuta dallo strato argilloso presente dovunque. Questo non è vero in toto. Esistono molte aree dove quello strato argilloso è stato forato per centinaia di anni, quindi la diossina avrebbe potuto filtrare sino alla falda più profonda.

Forse l’ho fatta troppo lunga, Caro Presidente, mi auguro che tu possa leggere queste mie accorate parole e che tanti altri, soprattutto tra le giovani generazioni, possano trarne qualche utile insegnamento per la loro e le prossime generazioni.

Con assoluto e immutato rispetto,

Tullio Maria Quaianni (medico del lavoro)

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Redazione Milano