Lettera aperta al Presidente Mattarella sulla ICMESA 50 anni dopo. Seconda parte
continua da Prima parte
Ho letto e riletto le relazioni che analizzano 15-20 anni dopo lo stato di
salute di quella popolazione. Qualche dubbio mi sorge ancora. Ad esempio si
dichiara dove sono state recuperate le informazioni (ospedali della zona,
registro tumori regionale, ecc.). Purtroppo manca un dato fondamentale per
decidere se un caso potesse rientrare o meno nella ricerca: i sanitari che hanno
avuto in carico il paziente hanno condotto un’anamnesi completa tendente a
scoprire se quella persona aveva avuto l’occasione di vivere temporaneamente e
per quanto tempo, di operare in quella zona e per quanto tempo e con che
mansione, ecc. Debbo svelare un segreto personale: il reparto di Urologia
dell’ospedale di Desio mi ha seguito per un tumore maligno alla vescica per
molti anni, sono certo che il mio caso non risulta negli elenchi analizzati.
Temo siano molti altri i pazienti, oltre a quelli che ho avuto occasione di
conoscere in corsia da ricoverato o in ambulatorio e che mi hanno narrato storie
ricollegabili a quell’evento. Nelle statistiche si dice che non ci furono
aumenti di casi all’apparato urinario negli anni successivi. Questo dato
varrebbe la pena di essere ricontrollato con maggior precisione.
Concludo ritornando alle origini e cioè ai primi grandi errori commessi subito
dopo l’evento. Qualcuno ricorda che una bella quota di carogne animali venne
trasportata, in fretta e furia, al forno inceneritore del macello comunale di
Milano, sito in via Lombroso. Mi chiedo se ci fu qualcuno in Regione o
all’Ufficio Speciale che si preoccupò di fare analizzare forno, camini, terreni
attorno a via Lombroso. Qualcun altro ricorda la teoria, mai dimostrata
completamente, che la TCDD essendo insolubile in acqua avrebbe potuto rimanere
sotto i primi terreni ma non scendere oltre perché sarebbe stata trattenuta
dallo strato argilloso presente dovunque. Questo non è vero in toto. Esistono
molte aree dove quello strato argilloso è stato forato per centinaia di anni,
quindi la diossina avrebbe potuto filtrare sino alla falda più profonda.
Forse l’ho fatta troppo lunga, Caro Presidente, mi auguro che tu possa leggere
queste mie accorate parole e che tanti altri, soprattutto tra le giovani
generazioni, possano trarne qualche utile insegnamento per la loro e le prossime
generazioni.
Con assoluto e immutato rispetto,
Tullio Maria Quaianni (medico del lavoro)
-fine-
Redazione Milano