
Il clamoroso flop dell’IA ‘made in Italy’
Pressenza - Friday, June 26, 2026Le risposte che ha dato agli italiani incuriositi sono state talmente assurde da obbligare Egomnia SpA a disattivare Emma-5.
“Oltre 60.000 chat, grazie per aver giocato con Emma-5 – è annunciato nella homepage del sito emma.egomnia.com – Il rilascio del modello LLM aveva finalità esplorative e sperimentali. L’utilizzo emerso non è stato pienamente in linea con gli obiettivi previsti per questo tipo di test, pertanto abbiamo deciso di sospenderne temporaneamente la disponibilità. Abbiamo comunque raccolto dati sufficienti per lo sviluppo dei prossimi modelli. Stiamo ora cercando tester per Emma-6: se sei interessato, lasciaci il consenso a ricontattarti”.
Emma-5 doveva essere il ‘cavallo di battaglia’ di Egomnia, la società avviata nel 2012 e dal 26 marzo 2024 quotata alla borsa di Milano, il cui fondatore è il 34enne Matteo Achilli. Dopo l’abbandono della Bocconi, il giovane imprenditore aveva conseguito la laurea all’Università telematica internazionale UniNettuno. Diventato celebre con l’epiteto di “Zuckerberg italiano” che gli diede Panorama Economy, è diventato una star: ha tenuto speech e talk in tutto il mondo, in particolare agli eventi TEDx e Startup Grind, ed è stato presentato nella serie di documentari The Next Billionaires prodotta dalla BBC. La sua biografia è narrata in The Startup, un film italiano del 2017, e il debutto di Emma-5 avrebbe dovuto sancire il successo della sua nuova impresa, che il 20 giugno scorso aveva annunciato spiegando:
Mi ero stancato di aprire LinkedIn e di leggere tutti questi “esperti” di AI.
Da quando ChatGPT è stata lanciata nel 2022, si è parlato praticamente solo di questo.
Così la prima cosa che ho fatto è stata studiare seriamente la materia.
Ho partecipato al programma Oxford Artificial Intelligence della Saïd Business School dell’Università di Oxford. ..
Il corso è stato illuminante e mi ha spronato a realizzare il sito di divulgazione AI gratuito userprompt.ai, pensato per i dipendenti di Egomnia ma aperto a tutti (tra l’altro con l’AI Act la formazione AI sta diventando obbligatoria, per cui suggerisco alle aziende di utilizzare il mio corso gratuito, ndr).
La Ricerca e Sviluppo aziendale del 2025 è stata dedicata al mondo agentico, con la realizzazione di un orchestratore proprietario e del nostro agente per lo sviluppo software, Aura.
Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 abbiamo iniziato a vendere i primi agenti AI ai nostri clienti, basati sulla nostra piattaforma di orchestrazione. Costi contenuti e garanzia di risultato: una combinazione che si è trasformata in un piccolo successo aziendale, ancora oggi in crescita.
… oltre per sviluppare competenze strategiche, abbiamo avviato una Ricerca sulla realizzazione di un Large Language Model proprietario.
… Abbiamo realizzato i primi tre modelli, Emma-3, Emma-4 ed Emma-5, compatti e leggeri, e li abbiamo lanciati pochi giorni fa.
… Se un numero crescente di realtà informatiche nei Paesi non anglofoni decidesse di trasformarsi in laboratori di ricerca e sviluppo sull’AI, come stiamo facendo noi di Egomnia, anche senza l’ambizione immediata di competere in termini di qualità con i grandi colossi del settore, si potrebbe comunque generare un effetto significativo.
Questi attori inizierebbero progressivamente a sottrarre quote di mercato nei compiti più semplici e standardizzati, riducendo il livello di concentrazione che oggi caratterizza il settore.
Allo stesso tempo, si rafforzerebbe la sovranità tecnologica nazionale ed europea su una delle tecnologie più strategiche del nostro tempo.
Ce la farò?
Non lo so.
Ma il primo passo l’ho già fatto.
Questo ‘passo’ però è stato talmente fallimentare da mostrare la velleità delle ambizioni per la ‘sovranità tecnologica nazionale’ italiana e non solo, anche di tante visioni dei guru dell’IA.