
SCUOLA RESISTENTE: LA PUNTATA DI SABATO 30 MAGGIO 2026
Radio Onda d`Urto - Saturday, May 30, 2026
Ai microfoni di Scuola Resistente, sabato 30 maggio 2026, Romano Lupi, insegnante nelle scuole secondarie in Liguria, giornalista e scrittore, ci racconta del suo ultimo libro scritto con Fabio Balocco, “La sventura”, in particolare soffermandosi sul capitolo che riguarda la scuola.
“La sventura” è un resoconto molto dettagliato che, spaziando dalla scuola all’ambiente, alle politiche industriali, racconta in maniera impietosa di tutte le azioni, sfacciatamente neoliberiste, commesse dalla sinistra al potere ispirate, come da un manuale di Scienza della Politica, all’ideologia neoliberale. Madre e matrigna di tutte le riforme scolastiche, senza andare troppo lontano ma rimanendo in questi ultimi 30 anni, è stata certamente la cosiddetta riforma Berlinguer (Luigi, Ministro dell’ istruzione e dell’ università dell’epoca) ispirata “tecnicamente” dal sociologo Guido Martinotti. Nel 1997, Martinotti, presiedette il gruppo ministeriale sull’autonomia didattica e l’innovazione dei corsi di studio universitari, da cui uscì la famosa “Bozza Martinotti”, che anticipò molte delle trasformazioni poi confluite nel decreto 509/1999. Fu in quegli anni, sul finire degli anni novanta e all’alba del secondo millennio che furono introdotte diverse parole-mito: efficienza ed efficacia del sistema formativo, didattica per competenze, crediti e debiti formativi, ecc.
Nel sistema universitario e negli ambiti della ricerca, invece, si iniziò a parlare della “qualità” della ricerca e delle ricadute industriali della stessa dimenticando a piè pari concetti quali la “serendipity” e introducendo invece il suo esatto opposto: obiettivi definiti in anticipo, programmi di ricerca con risultati prevedibili, tempi certi, indicatori quantitativi di produttività, sequenza delle pubblicazioni.
Nelle stanze dello stesso palazzo in cui oggi operano i cervelloni dell’INVALSI, si riunivano i primi gruppi di consulenti seriamente intenzionati a standardizzare i vari sistemi di valutazione che poi dettero vita all’ANVUR (Agenzia Nazionale Valutazione Università e Ricerca), ovvero la morte della ricerca teorica (o “pura”) e il trionfo di quella “applicata”. Si potrebbe pensare che siano stati dei consulenti del Fondo monetario Internazionale o della Banca Mondiale o di quella europea a concepire un modello simile, invece sono stati proprio loro, quelli della “sinistra progressista”, ad aprire quella strada che da semplice carrareccia ha poi consentito di spianare un’autostrada, come da sempre sono soliti fare i neo-fascisti quando finalmente vanno al governo.
In tutto questo, c’è stata una grande coerenza tra i vari interventi, anche considerando gli altri settori della società: si va dalle privatizzazioni, a vere e proprie svendite dei “gioielli di famiglia”, per quanto riguarda le aziende statali e/o partecipate, per passare alla cosiddetta autonomia scolastica e ai nuovi presidi-sceriffo che tutti ormai conoscono bene e funzionali ad esso, la creazione, di fatto, a livello organizzativo di un cerchio magico intorno proprio ai dirigenti scolastici. Questi si spartiscono i pochi lupini che il sistema pubblico elargisce, in misura sempre più ridotta, al sistema scolastico. Per concludere, non si potevano non menzionare le varie università online-telematiche che pescano nel torbido, proponendo abilitazioni a pagamento che hanno consentito e consentiranno, a nuove generazioni di insegnanti, con in tasca due/ tremila euro , di sostituire le precedenti non per merito ma per capacità reddituale. In questo mercato della cultura, ci sono stati docenti che si sono spinti oltre sulla base di un semplice calcolo costi-benefici dell’investimento: hanno letteralmente comprato i punti di servizio, (fino al dodici punti corrispondenti ad un anno di servizio di insegnamento, anche con una sola ora di supplenza) nella scuola paritaria dove lavora un parente o un amico. Come? Restituendo alla scuola, in contanti, l’equivalente del contratto/contrattino di supplenza e versando, sempre di tasca propria, i contributi INPS corrispondenti. Qualche anno così e poi si è pronti per fare il grande salto inserendosi con un discreto punteggio in tasca, nelle graduatorie per le supplenze di un grande centro urbano come Roma o Milano, con molte più possibilità di aggiudicarsi supplenze, rispetto ad un piccolo centro del Sud Italia.
A completare il quadro, appunto, l’acquisto dell’abilitazione all’insegnamento tramite una delle tante università telematiche e quindi il passaggio automatico dalla seconda fascia alla prima. Questa totale degenerazione del sistema di reclutamento del corpo insegnante italiano è stato possibile – ha poi commentato Romano Lupi – anche grazie a questo approccio utilitaristico ed economicistico introdotto dalla sinistra al potere dove alcuni suoi esponenti di rilievo, tutti ex-PCI, hanno non pochi conflitti di interesse proprio con alcune di queste università telematiche; insomma, le tre “i” di Berlusconi (impresa, inglese, Informatica), in confronto, sono state un gioco da ragazzi.
La puntata di Scuola Resistente di sabato 30 maggio 2026. Ascolta o scarica.