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“Sotto gli occhi del mondo intero” – il libro in uscita
“Sotto gli occhi del mondo intero” è il titolo del libro di Sami Abu Omar in uscita il prossimo 6 ottobre. Un diario che dal 7 ottobre 2023 intreccia esperienze intime e geopolitica, facendo incontrare l’analisi degli eventi con le condizioni quotidiane di una popolazione affamata, bombardata, controllata, incarcerata, vittima di genocidio. La cronaca di una vita situata al centro del mondo nel ventunesimo secolo imperialista, anticapitalista, islamofobo ed ecocida. L’autore Sami Abu Omar è un attivista palestinese, figura di riferimento per ONG e giornalisti italiani, e vive nella Striscia di Gaza. Ha collaborato come interprete con numerosi inviati e ha lavorato come operatore umanitario per diverse organizzazioni. Sami Abu Omar è un prezioso membro di Gazaweb. Il libro uscirà il 6 ottobre 2026 per Prospero Edizioni.
July 16, 2026
Gazaweb
“SUI TUOI OCCHI. RACCONTI DELLA RIVOLUZIONE DEL ROJAVA”, INTERVISTA ALL’AUTRICE DANIELA GALIÈ
“Raccontare il Rojava è sempre un esercizio rischioso. Il rischio è quello di proiettare categorie familiari su una realtà che familiare non è; di cercare una rivoluzione leggibile, coerente, lineare, capace di rientrare dentro schemi politici già noti. Fortunatamente la realtà del Nord-Est della Siria raramente si lascia disporre in questo modo. Resiste alle sintesi troppo nette, alle definizioni definitive, alle letture che pretendono di fissarla una volta per tutte”. Scrive così, Tiziano Saccucci, nella prefazione al nuovo libro di Daniela Galiè, “Sui tuoi occhi. Racconti della rivoluzione del Rojava”, pubblicato lo scorso 26 giugno da Momo edizioni. “Nel Nord-Est della Siria – si legge nella quarta di copertina del volume – tra città ferite, check-point improvvisati e assemblee popolari, il Rojava continua a esistere come esperienza politica, sociale e umana sospesa tra autodifesa e desiderio di futuro. Questo libro attraversa i territori della rivoluzione curda raccogliendo voci, incontri e frammenti di quotidianità: combattenti delle Ypj, famiglie sfollate, insegnanti, attiviste, giovani cresciuti all’ombra della guerra e donne che hanno trasformato la sopravvivenza in pratica collettiva. Sui tuoi occhi non racconta soltanto il conflitto contro l’Isis o la resistenza di Kobanê. Racconta ciò che viene dopo: la fatica della ricostruzione, le contraddizioni dell’autogoverno, i sogni politici di una società che prova a reinventarsi mentre tutto intorno continua a minacciarne l’esistenza”. “Ho provato a raccontare le storie che ho raccolto nel corso della mia permanenza in nord-est Siria con un linguaggio accessibile. Forse i destinatari e le destinatarie di quello che ho scritto sono principalmente persone che del Rojava sanno poco o nulla, tant’è che l’idea del libro era nata dalla necessità che avevo di provare a raccontare dove fossi stata ai miei alunni e alle mie alunne”, spiega a Radio Onda d’Urto Daniela Galiè. “L’idea era quella di costruire un piccolo ponte tra mondi apparentemente distanti”, prosegue l’autrice.  “Non ho però voluto sacrificare tutto quello che è la ricostruzione storica, politica, militare – precisa Galiè – Ho provato però ad arrivarci tramite le storie delle persone che avevo davanti”.  Daniela Galiè ha deciso di devolvere il 50% del ricavato della vendita del suo libro a “Jinwar”, il villaggio delle donne nella Siria del nord-est, Rojava. Radio Onda d’Urto ha intervistato Daniela Galiè, scrittrice, attivista, insegnante e redattrice di Dinamo Press, per presentare il suo libro “Sui tuoi occhi. Racconti della rivoluzione del Rojava”. Ascolta o scarica.  
July 7, 2026
Radio Onda d`Urto
Sui tuoi occhi: come trovare le parole per spiegare una rivoluzione
Articoli e libri sull’esperienza della Siria del Nord-est si dividono principalmente in due filoni: il primo racconta la guerra da un punto di vista geopolitico, quindi inquadra l’esperienza di autogoverno curda come una delle tante questioni nello scacchiere medio-orientale, una lettura molto diffusa anche a sinistra, tra pagine e gruppi telegram dedicati alla geopolitica e alle analisi strutturali, spesso è un’analisi piatta che aiuta a comprendere le posizioni di fiumi, montagne, risorse, composizione dei gruppi etnici, ma difficilmente ci fa comprendere cosa significhi vivere in guerra. L’altro è un racconto celebrativo dell’esperienza del confederalismo democratico, della resistenza di Kobane, e della lotta all’Isis, che ha contribuito a raccontare il Rojava come esperienza politica, a cui anche il nostro sito ha contribuito. Ma che non è stato sufficiente per comprendere tutta la complessità di questa esperienza e del suo contesto.  Il libro di Daniela Galiè, Sui tuoi occhi. Racconti dalla rivoluzione del Rojava, edito da Momo edizioni, parte della redazione di Dinamopress, prova a superare entrambi gli approcci. Per quanto parta da un punto di vista situato, quello delle reti di solidarietà all’Amministrazione autonoma della Siria del Nord-est, e con queste abbia svolto la propria esperienza sul campo, il libro racchiude una pluralità di voci, di punti di vista, e di geografie, che non nascondono i conflitti e le contraddizioni di un progetto nato in un territorio devastato da più di quindici anni di guerra. > Come spiega Delil Souleiman un attivista dell’organizzazione Green Nes > intervistato a Qamișlo «Molti parlano dell’impianto ideologico del Rojava, ma > la vita quotidiana qui è un po’ diversa» (p.191). Tra le pagine prende forma un vero e proprio reportage narrativo che tra interviste e racconti di viaggio, mischia anche la propria esperienza personale e il proprio punto di vista. Non vengono dimenticate le questioni geopolitiche, materiali e militari, queste sono parte del racconto, gli assi lungo i quali si dispiega la storia, che tuttavia eccede queste coordinate. Così l’inchiesta si dipana tra parole, relazioni e sofferenza delle persone incontrate. E la spiegazione dell’esperienza politica diventa un tutt’uno con il racconto delle vite, avendo l’autrice dato ampio spazio alle interviste e alle voci raccolte. Così la guerra non viene presentata a partire dalla linea del fronte ma dai campi profughi che sono sorti dentro e fuori la Siria perché la popolazione è dovuta scappare dai combattimenti: > «Osservare i campi (…) mi ha consentito di cogliere come la storia della > guerra non coincida mai con quella delle vittorie dichiarate». E che «La > guerra non si esaurisce con il silenzio della armi, ma con la ricomposizione > delle condizioni di vita. E nei campi, questa ricomposizione resta sempre > incompleta» (p.45). Sui tuoi occhi è stato scritto in procinto di un momento di svolta della rivoluzione del Rojava, dopo la caduta di Assad, e prima dell’avanzata delle forze del nuovo governo siriano sui quartieri curdi di Aleppo, poi su Raqqa e verso le altre province del Nord-est. A questo attacco il Rojava e la popolazione curda circostante ha risposto con una mobilitazione generale costringendo Damasco a un accordo. Questo prevede una graduale integrazione dei territori autonomi all’interno del nuovo Stato centrale ma è poco chiaro quali saranno le sue prossime tappe. Il futuro del Rojava è quindi incerto e precario, come del resto lo è stato per questi quindici anni, tra invasioni, ritiri, bomabrdamenti, occupazioni, e spostamenti forzati di popolazioni. Ciò che emerge con forza dal libro, però, è che l’autodifesa e l’autogoverno sono un processo lento fatto di formazione e relazione, che ha sedimentato in questi quindici anni, e trova radici anche precedenti, e per questo non sarà così semplice spezzarli ed eliminarli. > «Quando parliamo di difesa, non ci riferiamo esclusivamente alla dimensione > militare» precisa Han Hussein, parte del coordinamento di Kongra star di > Qamișlo, l’organizzazione che si occupa delle donne «Organizziamo corsi e > percorsi formativi per imparare a proteggersi nella vita quotidiana: > riconoscere un rischio, reagire a un’aggressione e costruire reti di supporto > tra vicine» (p. 96). La rivoluzione è una pedagogia, che si dispiega in una molteplicità di ambiti, Galiè tenta di spiegarne molti nei dieci capitoli che compongono il libro: la partecipazione delle donne, i tentativi di organizzare una comunità multietnica e multireligiosa, il sistema di autogoverno, la partecipazione alle decisioni politiche, il sistema di conciliazione comunitario, il sistema economico cooperativo, l’ecologia, l’organizzazione del sistema scolastico, universitario e sanitario. Tutto è illustrato senza tralasciare i simboli, l’iconografia e la mitologia che attraversano i territori del Nord-est della Siria. E così conosciamo le storie dei e delle combattenti morte in battaglia che oggi sono dipinti tra le strade delle città e dei villaggi del Rojava, così come il mito di Ishtar, o la simbologia mediorientale e anatolica della donna serpente. Una menzione speciale meritano i capitoli dedicati alla rivoluzione delle donne e all’esperienza di Jinwar, il villaggio delle donne, dove incontri, emozioni, teoria politica e pensiero femminista si fondono in una prosa coinvolgente.   È quindi un ottimo libro per avere un quadro di insieme di ciò che è accaduto e quali sono le sfide future dell’amministrazione del Nord-est della Siria. Un’ ottima prima lettura nello spirito della casa editrice Momo che fa dell’accessibilità a temi complessi uno dei suoi obiettivi principali, e che Daniela, insegnante di materie umanistiche, persegue in uno stile ibrido tra giornalismo, letteratura e saggio politico. Speriamo, quindi, sia il primo di una lunga serie di reportage narrativi da zone del mondo dimenticate. Il 1 luglio il libro sarà presentato a Casale Garibaldi a Roma Immagine di copertina di una delegazione in Rojava via Flickr Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. 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July 1, 2026
DINAMOpress
Presentazione del libro “Sui tuoi occhi. Racconti della rivoluzione del Rojava”
Cosa significa raccontare un territorio che, troppo spesso, ci appare attraverso la guerra? E cosa resta, oltre il conflitto, nelle vite di chi continua ad abitare, costruire e trasformare quello spazio? Sui tuoi occhi. Racconti della Rivoluzione del Rojava, edito da Momo Edizioni, nasce da queste domande e da un periodo trascorso nel Nord-Est della Siria, un luogo in cui la guerra e le tensioni geopolitiche restano una presenza costante, ma non esauriscono la complessità di ciò che qui accade. Attraverso decine di interviste raccolte sul campo, il libro segue i percorsi di chi ogni giorno dà forma a un’esperienza politica e sociale unica: tra pratiche di autogoverno, trasformazioni della vita quotidiana, processi di emancipazione e ricostruzione. Il libro è una trama di incontri, voci e frammenti di vita che provano a restituire la densità di una rivoluzione ancora aperta, fragile e continuamente messa alla prova. Uno sguardo che si muove tra testimonianza, riflessione e racconto per interrogare ciò che il Rojava ha rappresentato e continua a rappresentare sul piano politico e sociale, ma anche ciò che questa realtà può ancora dire al nostro presente. Un momento di confronto per avvicinarsi a una realtà spesso raccontata da lontano, e per riflettere insieme sulle possibilità, le contraddizioni e le forme di resistenza che continuano ad attraversarla. L’appuntamento è per il 1 luglio alle ore 18.30 presso Casale Garibaldi (via Romolo Balzani 87, Roma). Ne discutiamo con: Daniela Galiè, autrice del libro Viola Paolinelli (Rete Kurdistan) Ludovica Intelisano (Accademia della Modernità Democratica) una compagna internazionalista della rete WWF – Women Weaving Future con un intervento della campagna di solidarietà per Prosfigyca Atene Modera il dibattito Dinamopress Aperitivo/cena a cura e a supporto di Dinamopress  Alle ore 21:00 presentazione e visione del film Crossing Istanbul di Levan Akir (2024) rassegna cinematografica Fuori Frame – cinema oltre i margini  More info sul film: https://www.facebook.com/photo/?fbid=1842901370214866&set=a.765897221248625 Immagine di copertina del Casale Garibaldi Questo articolo è gratuito, ma produrlo richiede tempo e impegno. Per mantenere la nostra informazione libera e accessibile, abbiamo bisogno del tuo contributo, anche piccolo. Trasforma la tua lettura in un atto di sostegno, clicca sul banner qui sotto per fare una donazione. Puoi anche donare il tuo 5X1000, CF: 96405560580 L'articolo Presentazione del libro “Sui tuoi occhi. Racconti della rivoluzione del Rojava” proviene da DINAMOpress.
June 25, 2026
DINAMOpress
PALESTINA: 170 CITTA’ E PAESI COLLEGATI CON CAGLIARI PER IL NUOVO LIBRO DI FRANCESCA ALBANESE. L’AUDIO DELL’INCONTRO
170 piazze e luoghi pubblici collegati in tutta Italia, nella serata di venerdì 19 giugno, con il Presidio stabile per la Palestina di Cagliari (in corso ininterrottamente dal 31 ottobre 2025) per l’incontro con Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i Territori Occupati Palestinesi. L’incontro si è basato sulla presentazione dell’ultimo libro della Albanese, “La luce del risveglio. Dalla Palestina al mondo intero“, uscito per Rizzoli il 26 maggio 2026. L’incontro si è aperto alle ore ore 20.30 con l’introduzione a cura del Presidio stabile di Cagliari per la Palestina, per delineare il contesto dell’iniziativa e la situazione in Palestina. Alle ore 21 il collegamento con Francesca Albanese. Intervistata dal giornalista Matteo Meloni, la Albanese ha delineato le tesi principali del libro, che analizza come la questione palestinese come “specchio delle dinamiche globali, ponendo interrogativi urgenti sul futuro dei diritti umani” e dello stesso rapporto tra i popoli. Tra le tante città collegate anche Brescia, in un affollato Spazio Carme, in via delle Battaglie, 61. Su Radio Onda d’Urto, l’audio dell’incontro con Francesca Albanese, con l’introduzione del Presidio stabile di Cagliari per la Palestina. Ascolta o scarica   Di seguito, la sinossi del libro di Francesca Albanese: “La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei”. Per Francesca Albanese – voce capace di unire con autorevolezza la competenza giuridica e una rara passione umana – in questo tempo in cui il mondo sembra tragicamente diretto verso la disumanizzazione del più fragile e il dominio esclusivo del più forte, immaginarne il futuro «significa rifiutare che sia l’orrore ad avere l’ultima parola, e far sì che la civiltà sia un compito che ciascuno di noi può scegliere di fare proprio». È da queste riflessioni che sono nati i verbi ai quali Albanese si appoggia in questo libro che ha lo slancio di un manifesto e il sentimento di un’opera d’amore: la Palestina offre al mondo uno spiraglio di luce che invita ad aprire gli occhi e agire. Sognare, criticare, emanciparsi, resistere, nutrire, piangere, curare, danzare, ritornare diventano forme di una stessa pratica collettiva: azioni che tutti noi possiamo compiere per vivere nel presente secondo giustizia. Ogni verbo dà l’occasione per raccontare le persone straordinarie che lo hanno ispirato e per portarne i riverberi nel nostro quotidiano. Un viaggio profondo nella storia della Palestina – ripercorrendo le tappe principali attraverso cui, da oltre un secolo, questa terra subisce la violenza coloniale in tutte le sue forme – e nelle storie di chi ha sofferto, sperato, indagato; di chi ha avuto il coraggio di dire la verità mentre tutto intorno imperversavano le menzogne, e di chi la verità l’ha pagata con la vita; di chi porterà per sempre le ferite della violenza ma anche di chi quella violenza l’ha commessa; di chi ha sentito il peso dell’oppressore e non si è arreso di fronte al desiderio di essere libero. Le storie di chi ha danzato anche in mezzo alle macerie, di chi ha nutrito la sua famiglia di speranza quando non c’era più niente da cucinare, di chi ha pianto e di chi ha rivendicato il diritto politico a farlo, di chi prova a curare le ferite di un popolo con la verità, con un carico di farmaci o con una canzone; di chi ha custodito la chiave della casa da cui fu scacciato cinque generazioni fa. E dopo cinque generazioni, la custodisce ancora.
June 20, 2026
Radio Onda d`Urto
[2026-06-18] UN CALCIO AL POTERE. Gioco e lotta sociale [presentazione libro] @ CSOA Forte Prenestino
UN CALCIO AL POTERE. GIOCO E LOTTA SOCIALE [PRESENTAZIONE LIBRO] CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (giovedì, 18 giugno 19:30) CSOA Forte Prenestino giovedì 18/06/2026 dalle 19:30 Forte Infoshop presenta "UN CALCIO AL POTERE. Gioco e lotta sociale" di Gabriel Kuhn (Eleuthera 2026) ne parliamo con: - Pierpaolo Casarin (curatore dell'edizione italiana) - Luca Pisapia (giornalista e scrittore) - Andrea Greco (Atletico San Lorenzo) modera il Duka. … Il calcio appassiona e divide: da una parte troviamo quanti ritengono impossibile conciliare l’attivismo politico con l’entusiasmo per un fenomeno sempre più compromesso e asservito alle logiche economiche, dall’altra tutti coloro che, nonostante queste contraddizioni, continuano a guardare al calcio come a un possibile strumento di riscatto e trasformazione sociale. Kuhn appartiene alla seconda categoria. La stessa di Camus quando scriveva «tutto quello che so sulla moralità e sui doveri degli uomini lo devo al calcio». Il calcio è un’industria dal fatturato multimiliardario. Professionalizzazione e commercializzazione sono la cifra della sua immagine nel mondo. Eppure, questo gioco conserva un’anima ribelle, forse più di qualsiasi altro sport il cui destino è stato quello di essere cooptato da affaristi e politici corrotti. In questa indagine a tutto campo sui nessi fra calcio e politica, Kuhn non solo ne ripercorre la storia facendone emergere luci e ombre, ma si confronta con quegli aspetti combattuti da chi aspira a un cambiamento radicale della società, come il nazionalismo, l’intolleranza o la commistione con ambienti di destra. Al tempo stesso racconta di un altro calcio – quel «gioco del popolo» mantenuto vivo da molti calciatori, squadre e intere comunità – ed esplora gli approcci e le prospettive alternative di un calcio egualitario e autorganizzato. Un omaggio a tutti coloro che ai mega stadi e alle dirette televisive preferiscono ancora la gioia di giocare assieme nei vicoli e nei campi fangosi. www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=622 Gabriel Kuhn (Innsbruck 1972), vive e lavora a Stoccolma. Studioso delle micro-società, ha scritto numerosi testi sulle dinamiche interne di queste comunità circoscritte. Per Eleuthera ha pubblicato nel 2018 "La vita all'ombra del Jolly Roger". … Difendi e diffondi autogestione! www.forteprenestino.net
June 11, 2026
Gancio de Roma
Cultura: a Salerno la storia di un’emigrazione tra Basilicata e Brasile
SALERNO, 9 GIUGNO 2026 – Appuntamento con la storia e la memoria dell’emigrazione meridionale: martedì 9 giugno, alle ore 18:00, la Casa del Volontariato di Salerno ospiterà la presentazione del libro “Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno” di Pierfrancesco Grillo. Un viaggio appassionato tra Basilicata e Brasile alla ricerca delle proprie radici familiari. Di seguito il testo integrale del comunicato stampa con tutti i dettagli dell’evento. -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione del libro di Pierfrancesco Grillo “Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno”  Salerno, 9 giugno 2026 ore 18,00 CASA DEL VOLONTARIATO, Via F. Patella (traversa del corso V. Emanuele altezza civico 90) L’autore Pierfrancesco Grillo si confronterà con Rosa Maria Grillo e Giuseppe Fiorenzano, entrambi lucani e studiosi delle emigrazioni meridionali nella America latina e Fiorenzano inoltre è originario di Trecchina. Nel bel racconto di Pierfrancesco Grillo, ‘terza generazione’ di una storia familiare tra la Basilicata e il Brasile, tra Trecchina e Jequié, ci imbattiamo in storie più ampie condivise e comuni ad altre famiglie e altri luoghi, in topoi delle migrazioni di ogni luogo e ogni tempo vitalizzati dal pacato sentimento di Pierfrancesco alla ricerca delle proprie radici: ruoli maschili e femminili, emigrazione a catena, ‘fare l’America’, ‘vedove bianche’, figli illegittimi… Foto e documenti dell’epoca arricchiscono questa storia e ci invitano a entrare in quel mondo, da un lato all’altro dell’oceano, per accompagnare Pierfrancesco nella sua personale e appassionata ‘scoperta’ del Brasile e della sua famiglia brasiliana, per riempire i vuoti dell’assenza e del silenzio: attratto da quel mondo, non giudica e non critica le scelte fatte dal nonno migrato, ma anzi, esperienza non comune, anela a rinsaldare i rapporti tra le sue due famiglie… Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
Prometeo ribelle e violento
La rivista Prometeo vide la luce nel 1924 come organo della Partito Comunista D’Italia, ma dopo diverse vicessitudini trovò sede a Bruxelles dove venne pubblicata dal 1928 al ’35 raccogliendo riflessioni politiche, dibattiti di partito, ma soprattutto lettere e aggiornamento di tanti italiani all’estero che raccontavano le vicende e le lotte in Francia, Stati Uniti e diversi paesi d’Europa dove i fuoriusciti del fascismo trovarono possibilità di ricostruirsi una vita. Dino Erba nel suo libro “Prometeo ribelle e violento – violenza individuale e violenza di massa nella lotta politica ” attraverso gli articoli apparsi su Prometeo, offre un’analisi dello scontro tra classi nella sua evoluzione storica: dagli attentati rinascimentali alla vendetta individuale di inizio secolo fino alle mobilitazioni di massa durante il ventennio fascista. Per focalizzarsi infine sull’incendio del Reichstag e sulla guerra civile spagnola. Nel testo si trovano le rivendicazioni di uccisioni, attentati, sommosse e manifestazioni che interessarono i proletari di tutta europa contro gli sgherri e i dominanti, lottando contro la repressione, le spie, ma anche le forze rivoluzionarie legate al Centrismo russo.
SCUOLA RESISTENTE: LA PUNTATA DI SABATO 30 MAGGIO 2026
Ai microfoni di Scuola Resistente, sabato 30 maggio 2026, Romano Lupi, insegnante nelle scuole secondarie in Liguria, giornalista e scrittore, ci racconta del suo ultimo libro scritto con Fabio Balocco, “La sventura”, in particolare soffermandosi sul capitolo che riguarda la scuola. “La sventura” è un resoconto molto dettagliato che, spaziando dalla scuola all’ambiente, alle politiche industriali, racconta in maniera impietosa di tutte le azioni, sfacciatamente neoliberiste, commesse dalla sinistra al potere ispirate, come da un manuale di Scienza della Politica, all’ideologia neoliberale. Madre e matrigna di tutte le riforme scolastiche, senza andare troppo lontano ma rimanendo in questi ultimi 30 anni, è stata certamente la cosiddetta riforma Berlinguer (Luigi, Ministro dell’ istruzione e dell’ università dell’epoca) ispirata “tecnicamente” dal sociologo Guido Martinotti. Nel 1997, Martinotti, presiedette il gruppo ministeriale sull’autonomia didattica e l’innovazione dei corsi di studio universitari, da cui uscì la famosa “Bozza Martinotti”, che anticipò molte delle trasformazioni poi confluite nel decreto 509/1999. Fu in quegli anni, sul finire degli anni novanta e all’alba del secondo millennio che furono introdotte diverse parole-mito: efficienza ed efficacia del sistema formativo, didattica per competenze, crediti e debiti formativi, ecc. Nel sistema universitario e negli ambiti della ricerca, invece, si iniziò a parlare della “qualità” della ricerca e delle ricadute industriali della stessa dimenticando a piè pari concetti quali la “serendipity” e introducendo invece il suo esatto opposto: obiettivi definiti in anticipo, programmi di ricerca con risultati prevedibili, tempi certi, indicatori quantitativi di produttività, sequenza delle pubblicazioni. Nelle stanze dello stesso palazzo in cui oggi operano i cervelloni dell’INVALSI, si riunivano i primi gruppi di consulenti seriamente intenzionati a standardizzare i vari sistemi di valutazione che poi dettero vita all’ANVUR (Agenzia Nazionale Valutazione Università e Ricerca), ovvero la morte della ricerca teorica (o “pura”) e il trionfo di quella “applicata”. Si potrebbe pensare che siano stati dei consulenti del Fondo monetario Internazionale o della Banca Mondiale o di quella europea a concepire un modello simile, invece sono stati proprio loro, quelli della “sinistra progressista”, ad aprire quella strada che da semplice carrareccia ha poi consentito di spianare un’autostrada, come da sempre sono soliti fare i neo-fascisti quando finalmente vanno al governo. In tutto questo, c’è stata una grande coerenza tra i vari interventi, anche considerando gli altri settori della società: si va dalle privatizzazioni, a vere e proprie svendite dei “gioielli di famiglia”, per quanto riguarda le aziende statali e/o partecipate, per passare alla cosiddetta autonomia scolastica e ai nuovi presidi-sceriffo che tutti ormai conoscono bene e funzionali ad esso, la creazione, di fatto, a livello organizzativo di un cerchio magico intorno proprio ai dirigenti scolastici. Questi si spartiscono i pochi lupini che il sistema pubblico elargisce, in misura sempre più ridotta, al sistema scolastico. Per concludere, non si potevano non menzionare le varie università online-telematiche che pescano nel torbido, proponendo abilitazioni a pagamento che hanno consentito e consentiranno, a nuove generazioni di insegnanti, con in tasca due/ tremila euro , di sostituire le precedenti non per merito ma per capacità reddituale. In questo mercato della cultura, ci sono stati docenti che si sono spinti oltre sulla base di un semplice calcolo costi-benefici dell’investimento: hanno letteralmente comprato i punti di servizio, (fino al dodici punti corrispondenti ad un anno di servizio di insegnamento, anche con una sola ora di supplenza) nella scuola paritaria dove lavora un parente o un amico. Come? Restituendo alla scuola, in contanti, l’equivalente del contratto/contrattino di supplenza e versando, sempre di tasca propria, i contributi INPS corrispondenti. Qualche anno così e poi si è pronti per fare il grande salto inserendosi con un discreto punteggio in tasca, nelle graduatorie per le supplenze di un grande centro urbano come Roma o Milano, con molte più possibilità di aggiudicarsi supplenze, rispetto ad un piccolo centro del Sud Italia. A completare il quadro, appunto, l’acquisto dell’abilitazione all’insegnamento tramite una delle tante università telematiche e quindi il passaggio automatico dalla seconda fascia alla prima. Questa totale degenerazione del sistema di reclutamento del corpo insegnante italiano è stato possibile – ha poi commentato Romano Lupi – anche grazie a questo approccio utilitaristico ed economicistico introdotto dalla sinistra al potere dove alcuni suoi esponenti di rilievo, tutti ex-PCI, hanno non pochi conflitti di interesse proprio con alcune di queste università telematiche; insomma, le tre “i” di Berlusconi (impresa, inglese, Informatica), in confronto, sono state un gioco da ragazzi. La puntata di Scuola Resistente di sabato 30 maggio 2026. Ascolta o scarica.
May 30, 2026
Radio Onda d`Urto