Privati di ogni dignità

Comune-info - Thursday, May 21, 2026
Roma, 20 maggio: flash mob in solidarietà alla Flotilla. Foto di Gaza FREEstyle

A proposito del trattamento umiliante e “incivile” che hanno subito mercoledì 20 maggio gli attivisti della Global Sumud Flotilla da Israele c’è chi ha fatto notare – sui social, così come giovedì mattina a Prima Pagina su Radio Tre – che quando a essere umiliati, offesi, sbeffeggiati, derubati, feriti, torturati, stuprati, uccisi, privati di ogni dignità umana erano i palestinesi il mondo si è girato dall’altra parte.

Vuol dire che il rispetto della dignità umana fa distinzione tra umani di serie A e umani di serie B? Perché le massime autorità del nostro Paese intervengono per sanzionare “comportamenti incivili” quando sono i nostri connazionali a subire le torture degli israeliani, mentre hanno mantenuto un silenzio complice sul genocidio dei palestinesi?

Montecitorio: presidio per la Global Sumud Flotilla. Ph Villetta Social LAB

Il fine primo o ultimo della Flotilla si può pensare che sia proprio questo: non soltanto mantenere viva l’attenzione sul massacro di un popolo e la distruzione della sua terra, ma portare alla consapevolezza un dato che dovrebbe essere evidente, e cioè il razzismo che più o meno consapevolmente ci portiamo dentro, la distinzione tra “umani” e “meno umani”, “natura superiore” e ” natura inferiore”.

Non è questa differenziazione ingiusta e violenta anche quella che ha segnato fin dall’origine il dominio del sesso maschile, l’assegnazione alla donna di un destino “naturale”, più vicino all’animalità? Non si fondano forse su questo tutte le forme di colonizzazione che la storia ha conosciuto? Perché allora resta così innominabile nella lettura dei fenomeni sociali e politici la matrice di genere? Nell’individuazione del “diverso” come essere inferiore, o come “nemico”, non si può pensare che la libertà conquistata dalle donne, il diffondersi inarrestabile di un procedimento di “decolonizzazione” da parte femminile, abbia oggi un peso non indifferente?

Di certo, la virilità guerriera è un fenomeno strutturale che dovrebbe entrare a pieno titolo nella lettura che facciamo della storia. Quello a cui assistiamo è invece il contrario: più esplode nel mondo la violenza in tutte le sue forme, e più torna a scomparire il primo e il più duraturo rapporto di sopraffazione e di potere.

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