Rifondazione Comunista per la ripubblicizzazione dell’acqua

Pressenza - Saturday, May 16, 2026

Lo scontro politico in atto nel Comune di Trieste sul rinnovo della gestione del servizio idrico ci porta ad alcune considerazioni di principio e di merito. Se l’acqua è un bene comune dell’umanità, il diritto all’acqua è un diritto inalienabile e non può essere proprietà di nessuno. Il referendum del 2011 lo ha chiaramente sancito, per l’Italia, mentre le brutali “guerre per l’acqua” in molte zone del mondo stanno a dimostrarne l’importanza strategica.

Per tutto questo Rifondazione Comunista crede che sia possibile e doveroso, a Trieste nel caso specifico, sospendere i bandi sul rinnovo della gestione del servizio idrico così da farlo tornare ad essere una società interamente pubblica, magari con affidamento a società anche queste interamente pubbliche e non quotate in borsa. Esempi recenti (vedi i Comuni toscani di Firenze, Prato, Arezzo e Pistoia –novembre 2025- e altre città europee, come Parigi, Berlino e Oxford) stanno lì a dimostrare che la ripubblicizzazione dell’acqua è possibile e auspicabile.

L’acqua, insieme altri “beni comuni”, non deve avere rilevanza economica: fuori dal mercato c’è un’alternativa chiara allo sfruttamento dei beni primari e alla violenza che questo produce, e tale alternativa è economicamente ed ecologicamente valida, legata come è a un irrinviabile risparmio delle risorse, alla lotta agli sprechi (ora circa il 40% della portata) e all’educazione dei cittadini ma, soprattutto, delle imprese perché ne facciano un uso consapevole.

Gianluca Paciucci
PRC-Federazione di Trieste

Rifondazione Comunista - Sinistra Europea