C’è chi di fatto impedisce di chiedere asilo

Comune-info - Monday, March 2, 2026
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Suo fratello è stato ucciso dalla Guardia Costiera tunisina, nello speronamento del barcone. Lui è stato venduto al lager di Al-assah. Dopo diversi tentativi di suicidio, riusciamo a fare evacuare R. con un corridoio umanitario, ma la Questura di Roma gli impedisce di presentare domanda d’asilo.

Sveglia all’alba per mettersi in fila all’Ufficio immigrazione, ma una volta dentro, viene invitato ad andarsene. “C’è carenza di personale, deve andare via”. Questo prima. “Il suo appuntamento non risulta”. Questo dopo. L’attivista di Baobab mostra il foglio della Questura di Roma con la convocazione di R. Il personale dice di aspettare. Passa un’ora. Passano due ore. Passano tre ore. L’attivista di Baobab ferma una mediatrice di passaggio che sbuffando prende il foglio dell’appuntamento di R. e scompare per altre due ore. Quando scende un altro mediatore urlando il nome di R., l’attivista è al telefono con un’avvocata di Baobab. Il mediatore spagnolo mette in mano a R. – che parla arabo – una penna e gli dice di firmare. R. firma inconsapevolmente un nuovo appuntamento per tre mesi dopo. L’attivista chiede di visionare il foglio firmato da R. e gli operatori minacciano di chiamare la polizia, rimproverando R. – che nel frattempo inizia a sentirsi male – di immaturità. R. strappa il foglio dell’appuntamento e chiede di tornare a casa: non sta bene. Si rifugia in un angolo e si addormenta a terra, stanco, provato.

Nulla valgono le considerazioni dell’attivista sulle fragilità documentate del ragazzo e sul trattamento degradante al quale veniva sottoposto da ore. Alla fine R. se ne va, di nuovo sconfitto, senza rispondere più al telefono.

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