Chiudere i CPR. Verità e giustizia per Simo Said

Progetto Melting Pot Europa - Thursday, February 19, 2026

Venerdì 20 febbraio, alle ore 15.30, è stato convocato un presidio davanti al CPR di Bari Palese.

Una chiamata pubblica che attraversa associazioni, attivistə, realtà sociali e cittadinanza 1, dopo la morte di Simo Said, 25 anni, avvenuta l’11 febbraio all’interno del Centro di permanenza per il rimpatrio di Bari.

Said è entrato vivo in un CPR dello Stato italiano ed è uscito morto. Non è il primo. «Di CPR si muore», denunciano le realtà promotrici del presidio.

Una morte “in custodia dello Stato”

Negli anni si sono susseguiti decessi avvenuti durante la detenzione amministrativa, cioè una forma di privazione della libertà personale che non deriva da una condanna penale ma da un provvedimento amministrativo legato all’espulsione.

Il nome di Moussa Mamadou Balde è diventato simbolo di questa lunga scia: morì nel maggio 2021 nel CPR di Torino. Proprio nei giorni scorsi si è chiuso con una condanna il processo di primo grado sulla sua morte.

L’allora responsabile della struttura è stata riconosciuta colpevole di omicidio colposo e condannata a un anno di reclusione con pena sospesa, beneficiando delle attenuanti generiche nonostante la richiesta contraria della procura.

Interviste/CPR, Hotspot, CPA

Il caso Moussa Baldé e la violenza strutturale della detenzione amministrativa

Intervista a Gianluca Vitale, avvocato della famiglia

Masha Hassan 20 Novembre 2025

Mentre si attendeva giustizia per lui, un altro giovane perdeva la vita a Bari.

«In contemporanea alla sentenza per Balde – si legge nel comunicato – «Said moriva a Bari di CPR e un altro giovane, presente con lui nello stesso modulo, riusciva a salvarsi» 2.

Le domande restano aperte e urgenti: cosa è successo la mattina dell’11 febbraio? Era presente un medico? Il malore è stato accertato subito? I soccorsi sono stati tempestivi e adeguati? Gli erano stati somministrati farmaci? Aveva vulnerabilità sanitarie non considerate?

«Le domande sono tante, ma resta il fatto che Simo Said è morto durante la detenzione amministrativa e che di CPR si muore».

Da anni associazioni e movimenti denunciano le condizioni in cui versano le persone trattenute nei CPR: lesione del diritto alla salute, accesso difficile o inadeguato alle cure, somministrazione massiccia di psicofarmaci, isolamento forzato, autolesionismo, tentativi di suicidio, violenze, ostacoli all’accesso alla difesa legale, vulnerabilità psichiatrica non riconosciuta, patologie croniche e infettive non adeguatamente seguite.

Il CPR di Bari-Palese è stato oggetto di monitoraggi ripetuti. Il Tavolo Asilo e Immigrazione, insieme ad altre realtà, ha più volte segnalato una situazione allarmante. A settembre 2025 anche la Commissione CPR dell’Unione delle Camere Penali Italiane, con la Camera penale di Bari, aveva lanciato un allarme pubblico sulle condizioni di vita all’interno della struttura.

Rapporti e dossier/CPR, Hotspot, CPA

CPR d’Italia: istituzioni totali

Il report del Tavolo Asilo e Immigrazione sui Centri di Permanenza per i Rimpatri

Avv. Arturo Raffaele Covella 13 Febbraio 2026

A metà dicembre dal rapporto della visita di una delegazione del Garante nazionale dei diritti della libertà personale (GNPL) 3 emergono violazioni dei diritti, carenze sanitarie e gestione militarizzata.

Rapporti e dossier/CPR, Hotspot, CPA

Bari come Palazzo San Gervasio: troppe ombre nei CPR italiani

Dal rapporto del Garante emergono violazioni dei diritti, carenze sanitarie e gestione militarizzata

Avv. Arturo Raffaele Covella 25 Settembre 2025

«È del tutto chiara la natura patogena dei CPR. È una evidenza scientifica, non una semplice opinione», affermano i promotori del presidio, richiamando il report presentato nei giorni scorsi in Senato dal Tavolo Asilo e Immigrazione, che parla di sistematica violazione dei diritti, assenza di trasparenza amministrativa e gravi criticità sanitarie in tutti i CPR italiani.

Negli ultimi mesi – denunciano le organizzazioni – sarebbe in atto un tentativo di restringere ulteriormente le possibilità di monitoraggio esterno. Viene citata la circolare del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del 18 aprile 2025, che attraverso un’interpretazione restrittiva dell’articolo 67 dell’ordinamento penitenziario limita il potere di visita di parlamentari, consiglieri regionali e garanti, impedendo loro di accedere con personale di supporto.

«È accaduto a Bari durante le ultime visite di monitoraggio del Tavolo Asilo e Immigrazione», denunciano, parlando di criticità gravi nella gestione del centro e nei servizi garantiti, soprattutto sotto il profilo sanitario.

La solidarietà ai medici e il caso Ravenna

Il comunicato esprime anche solidarietà alle mediche e ai medici che operano nei contesti di frontiera e nei luoghi di trattenimento. «Non possono essere strumenti al servizio dell’ordine pubblico né i loro atti medici un’azione di polizia».

Vengono richiamati i fatti del 12 febbraio 2026 presso l’Ospedale di Ravenna, dove la perquisizione del reparto di Malattie Infettive e l’indagine a carico di sei medicə sono descritti come «un grave attacco alla professione medica, alla sua deontologia e alla dignità della cura».

Notizie/CPR, Hotspot, CPA

Medici sotto indagine a Ravenna per le non idoneità ai CPR. L’appello: «La cura non è un reato»

In corso un attacco all'autonomia medica, la risposta degli Ordini dei Medici e della Fnomceo

Redazione 14 Febbraio 2026

“Nessun corpo è illegale”

«Said è morto. Ucciso dalla detenzione amministrativa», si legge nel testo. Parole che indicano una responsabilità strutturale e politica, oltre le singole gestioni.

Nei mesi scorsi, con il viaggio di Marco Cavallo davanti ai CPR di tutta Italia, le reti solidali avevano già denunciato quella che definiscono «la violenza strutturale della detenzione amministrativa», chiedendone l’immediata chiusura.

«Oussama Darkaouie, Moussa Mamadou Balde e un numero troppo grande di persone, alcune ancora senza nome: sono entrati vivi e sono usciti morti».

La richiesta è chiara: accertare la verità e le responsabilità per la morte di Simo Said, nel rispetto delle disposizioni della famiglia, e rompere il silenzio che spesso avvolge queste vicende.

«Di CPR si muore, sono ferite del diritto, luoghi dove la dignità e i diritti sono sistematicamente calpestati. Il modello di confinamento che rappresentano riguarda tutte e tutti».

Venerdì 20 febbraio, davanti al CPR di Bari Palese, la richiesta tornerà a farsi collettiva:

«Verità e giustizia per Simo Said.
Verità e giustizia per tutte le persone morte nei CPR.
I CPR devono essere chiusi.
Nessun corpo è illegale».

  1. Queste le adesioni: ANPI Sezione di Bari ARCI Bari; ASGI sezione Puglia; Assemblea Lucana NOCPR; Assemblea Bari per la Palestina; Associazione 180amici Puglia ETS; Associazione Origens ETS; Associazione Periplo ODV Associazione Solidaria; Babele APS; CGIL Camera del lavoro di Bari; CNCA Puglia; Comitato IOaccolgo Puglia; Convochiamociperbari; Digiuno di Giustizia in solidarietà coi Migranti – Bari; Ex Caserma Liberata Bari; Giraffa APS; Gruppo Educhiamoci alla Pace ODV; Gruppo Lavoro Rifugiati ETS; LasciateCIEntrare; Migrantes Arcidiocesi Bari-Bitonto; No CPR Brindisi; Psichiatria Democratica Pugliese; Sportello Autodifesa Sindacale; Fuorimercato – Villaroth; SQuola Senza Confini Penny Wirton Bari ODV; Unione Sindacale di Base – USB Bari; Unione degli Studenti Bari Unione degli Universitari Bari; Zona Franka ↩︎
  2. Muore a 25 anni nel Cpr di Bari, un altro trattenuto: “L’hanno riempito di psicofarmaci, nessuna causa naturale” – Fanpage (16 febbraio 2026) ↩︎
  3. Vedi il rapporto: Rapporto sulle visite effettuate ai Cpr di Palazzo San Gervasio e di Bari il 12 e il 13 dicembre 2024 del GNPL ↩︎