CommemorAzione alle frontiere: contro il regime di morte che uccide e fa sparire

Progetto Melting Pot Europa - Sunday, February 8, 2026

«Il 6 febbraio è una giornata di lotta contro i poteri di morte delle frontiere e per esigere verità, giustizia e riparazione per le vittime della migrazione e le loro famiglie, per le vittime del razzismo di stato»

Oujda (Marocco) – Il 7 febbraio, in occasione della Giornata mondiale 1 in solidarietà alle vittime delle frontiere e ai dispersɜ nelle rotte migratorie, si è svolta a Oujda (nel Marocco settentrionale), grazie all’organizzazione dell’Association Marocaine d’aide aux Migrants en Situation Vulnérable (AMSV) 2, un’intera giornata di mobilitazione incentrata sulla memoria e la denuncia delle politiche securitarie.

Le rivendicazioni di Oujda vanno ad aggiungersi ad una mobilitazione transnazionale di più ampio respiro. La “Commémor’Action” infatti, nata in seguito alla strage di Tarajal 3 ha connesso tra loro più di 60 città presenti da una costa all’altra del Mediterraneo.

Si sono così radunate in presidio, nelle prime ore della mattina davanti alla sede del comune di Oujda, le famiglie delle persone scomparse o detenute, attiviste e reti/collettivi nazionali e internazionali solidali.

In centro alla piazza uno striscione srotolato mostra i volti dei propri parenti, mariti, figli, fratelli e sorelle scomparse in Tunisia, Libia, Algeria, nel Mediterraneo e nell’Atlantico.

Un primo momento per poter condividere, in una lunga giornata di lotta, il ricordo dei propri cari.

Poco tempo dopo i pullman iniziano a muoversi e una carovana di solidarietà parte in vista della spiaggia di Saïdia.

La città a 60 Km da Oujda, situata alla frontiera terrestre con l’Algeria e in quella marittima sul Mediterraneo, diviene in tal senso luogo di commemorAzione materiale e simbolica di tutte le famiglie presenti.

Arrivate alla città di frontiera si alzano sin da subito gli striscioni e, in corteo, denunciando con forza le politiche migratorie europee, si è raggiunta la spiaggia affacciata sul Mediterraneo.

Le scritte sugli striscioni recitavano: “Ogni vita vale più delle loro leggi, dei loro muri e delle loro armi“; “Lotta continua per la verità, la libertà, la dignità e la giustizia”; “Fermate la guerra contro i migranti. Stop al razzismo e ai discorsi e all’incitamento all’odio”.

Un’azione di ricordo e commemorazione ha avuto luogo sulla spiaggia. I petali dei fiori sparsi sulla battigia sono andati mescolandosi con le voci ed i silenzi dando forma a quello che è stato un momento di richiesta di giustizia, verità e dignità e di denuncia dell’intero apparato frontaliero.

“Azioni collettive di memoria e denuncia sono organizzate ogni anno in tutto il mondo. Mentre le politiche razziste di selezione, controllo e repressione delle popolazioni continuano a produrre morti, sparizioni forzate, traumi, rifiutiamo di dimenticare le persone vittime di questi crimini lungo le rotte migratorie come nei nostri quartieri. [….] Rifiutiamo di considerare che alcune vite valgano meno di altre. Chiamiamo a rafforzare le azioni di solidarietà e le resistenze collettive, dal locale all’internazionale, dal mare alla città passando per il deserto e le montagne. Chiamiamo ad ampliare le mobilitazioni contro le violenze della polizia, della giustizia e del sistema penitenziario, contro la criminalizzazione delle persone esiliate, razzializzate e precarizzate”.

Il ricco programma della giornata gestita dell’AMSV si conclude dunque alla frontiera. Con un ricordo ed una presenza che va a contrapporsi alla militarizzazione delle frontiere, per una totale libertà di circolazione.

Un momento di condivisione, di rabbia, di dolore, di sofferenza e di lotta volto ad una condanna organica nei confronti della violenza perpetrata dalle politiche di securitizzazione delle frontiere.

Nella giornata di sabato 7 i famigliari delle persone scomparse, detenute o bloccate lungo la rotta migratoria hanno fatto riecheggiare la propria voce da Oujda.

  1. Leggi l’appello ↩︎
  2. Leggi l’appello ↩︎
  3. Il 6 febbraio del 2014 14 persone migranti morirono annegate nel tentativo di entrare a nuoto in Europa dal Marocco attraverso la spiaggia di Tarajal, nell’enclave coloniale spagnola di Ceuta ↩︎