DI CHI E’ LA VIOLENZA? Considerazioni sul corteo di sabato 31

Radio Blackout - Info - Wednesday, February 4, 2026

A partire dal corteo del 31 Gennaio, al di là della complessità ed eterogeneità delle 60.000 persone scese in piazza il dibattito si sta polarizzando a partire da un singolo episodio : un poliziotto che, dopo essersi allontanato in autonomia per rincorrere due manifestanti per colpirli con il manganello, è stato accerchiato da altri manifestanti, sopraggiunti in soccorso, che lo hanno picchiato.

La narrazione di queste immagini, i cui attimi antecedenti vengono complesificati dalla testimonianza di Rita Rapisardi, viene costruita dai mezzi di stampa mainstream allo scopo di strumentalizzare l’espressione del dissenso per far appovare l’ennesimo pacchetto sicurezza.

La militarizzazione del quartiere di Vanchiglia, con le sue scuole chiuse tramite circolare, ben rappresenta il clima di violenza strutturale in cui invece queste immagini andrebbero contestualizzate: dalla risposta popolare ad uno sgombero di un centro sociale, ennesimo simbolo del restringimento dello spazio di socialità e politica popolare e dal basso, alla tensione sociale dovuta alla violenza di stato che ha supportato il genocidio in palestina, la detenzione e uccisioni sulle frontiere, le morti sul lavoro, esemplificata nel governo attuale che per i suoi orizzonti di guerra, soffoca la popolazione e ne reprime il dissenso.

Ne parliamo con la giornalista freelance Rita Rapisardi, che il 31 stava seguendo il corteo per il manifesto: