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La Francia tra torsione autoritaria e mobilitazione permanente
Domenica sera, all’interno del suo discorso, il Presidente uscente Emmanuel Macron ha chiesto ai prefetti di proibire “alcuni assembramenti” qualora fosse “necessario”. Si tratta di un orientamento non vincolante in termini di legge, ma è sicuramente una chiara indicazione politica, con il ministero della Giustizia che avrà l’ultima parola rispetto […] L'articolo La Francia tra torsione autoritaria e mobilitazione permanente su Contropiano.
October 23, 2026
Contropiano
Sciopero 30 ottobre e mobilitazione 4 novembre: la conoscenza contro la guerra
RAFFORZIAMO LO SCIOPERO DEL 30, COSTRUIAMO IL 4 NOVEMBRE: LA CONOSCENZA NON MARCIA INVITA ALLA DISCUSSIONE A COSA SERVE LA CONOSCENZA SE NON PRODUCE UNA IDEA DI FUTURO? La campagna “La conoscenza non marcia” è cresciuta nel tempo: è partita da un insieme di docenti universitari, coinvolgendo poi diverse organizzazioni del mondo della scuola, del sindacalismo conflittuale, delle organizzazioni di studenti e studentesse. Nell’ultimo mese questa rete ha prodotto il lancio ufficiale della petizione alla Camera, raccogliendo un numero di firme (oltre 4mila) al di sopra delle aspettative, e un numero di piazze rilevante: il 28 settembre sono state prodotte iniziative in 25 città intorno alla raccolta firme. A queste vanno aggiunte le decine di iniziative in scuole, università e spazi cittadini, avvenute prima e dopo la data di lancio. Ma, al di là dei numeri, abbiamo verificato la pertinenza dello strumento, radicale nei contenuti ed agibile per tutte e tutti. Soprattutto, ci sembra sia un meccanismo in grado di produrre iniziativa politica, agitare la mobilitazione e saldare il settore (strategico) della conoscenza con gli altri comparti produttivi che si stanno attivando nell’ambito del più generale contrasto alle tendenze alla guerra generalizzata, totale, sicuramente imperialista e probabilmente nucleare. La scelta che abbiamo fatto fin dall’inizio è quella di una alleanza – tra docenti e studenti, oltre che tra scuola e università – di energie indipendenti che oggi vanno necessariamente messe in dialettica con il contesto storico in cui appaiono diverse scintille in grado di trasformarsi in fuochi ardenti e che vedono nell’istruzione un contenitore di contraddizioni su cui agire: le mobilitazioni contro la leva in Germania, le occupazioni e la determinazione messa in campo dal mondo studentesco francese, lo sciopero internazionale dei porti, la ripresa in piazza dell’opposizione al genocidio del popolo palestinese, le diverse occupazioni negli istituti superiori nel nostro paese, sembrano disegnare un quadro rinnovato di opposizione alla guerra imperialista che si salda con il disagio per le condizioni di vita quotidiana di masse sempre più allargate di persone. La conoscenza non marcia ha fatto parte di quella enorme assemblea dei portuali di Genova lo scorso 3 ottobre, che ha lanciato lo sciopero del 30 ottobre, adesso diventato sciopero generale. Riteniamo necessario e fondamentale costruire un percorso che rafforzi quell’ipotesi di rilancio che potrebbe generare un meccanismo analogo al “blocchiamo tutto” dello scorso autunno, così come pensiamo sia doveroso costruire una mobilitazione generalizzata il 4 novembre, nella giornata delle forze armate da sovvertire simbolicamente nella giornata di opposizione alla guerra. Per questi motivi invitiamo tutte le realtà aderenti a La conoscenza non marcia, e tutte le soggettività che vi ruotano intorno, ad una assemblea online il 28 di ottobre alle ore X: stiamo proponendo una assemblea vera, che abbia il 30 ottobre e il 4 novembre come obiettivi, e la prosecuzione di un percorso comune come orizzonte. Pensare che esse possano essere affrontate e risolte nei dibattiti interni a quei mondi, è un errore fatale, figlio di una idea narcisista e solipsistica della cultura: viceversa, è necessario costruire un dialogo costante con l’esterno. Vi invitiamo a discuterne il 28 ottobre: scrivici per il link info@laconoscenzanonmarcia.com. Qui la pagina Facebook. Sito ufficiale: laconoscenzanonmarcia.com -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Francia: mobilitazione permanente verso lo sciopero generale
Se volessimo tracciare una rappresentazione visiva della profondo contrasto esistente nell’Esagono, quasi “girassimo” un film sulla lotta di classe in Francia, resuscitando indegnamentte quel genio di Godard, dovremmo scegliere due sequenze della giornata di martedì: quella del “Presidente” dei ricchi, Emmanuel Macron, e quella di sindaco de La France Insoumise […] L'articolo Francia: mobilitazione permanente verso lo sciopero generale su Contropiano.
October 8, 2026
Contropiano
10 ottobre: mobilitazione nazionale per la Palestina (1/5: Corrispondenza con Milano)
Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua ad affrontare assedio, carestia massacri e pulizia etnica, mentre in Cisgiordania si intensificano i raid militari e sono continue le violenze dei coloni. Nonostante il calo dell'attenzione mediatica e le false pacificazioni, i crimini e l'oppressione non si sono fermati. Il nostro dovere è riportare la centralità della lotta palestinese al centro del movimento politico e popolare in Italia. La causa palestinese non può essere liquidata come mera emergenza umanitaria, è una lotta politica per la liberazione. Il 10 ottobre scendiamo in piazza in tutte le città italiane per la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell'esercito di occupazione. Saremo in piazza al fianco di tutti i popoli della regione che resistono. Proponiamo una serie di corrispondenze dalle principali piazze italiane del 10 ottobre 2026: Milano, Cagliari, Terni, Potenza, Cosenza                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
October 7, 2026
Radio Onda Rossa
FRANCIA: “SENZA ASCOLTARE I GIOVANI, IL PAESE È NEI GUAI”, 100 MILA IN PIAZZA A PARIGI, LE CORRISPONDENZE DAL CORTEO
Terza giornata nazionale di mobilitazione studentesca in Francia. Sono almeno 256.000 le persone che hanno manifestato in Francia nel quadro del cosiddetto ‘atto 3’ della mobilitazione studentesca, di cui 56.000 a Parigi, secondo il ministero dell’Interno. I sindacati annunciano invece 500 mila manifestanti in tutto il Paese, di cui 100.000 a Parigi. 1.800 licei bloccati su 3.700 in tutta la Francia, “un nuovo record”, secondo le cifre dell’Union syndicale lycéenne. Il movimento, nato a settembre nella regione parigina, si è rapidamente esteso a tutto il Paese. Una mobilitazione che mette al centro non soltanto la scuola, ma il modello sociale francese: risorse pubbliche, precarietà, disuguaglianze e diritto allo studio. Ma insieme alla mobilitazione cresce anche la repressione. Dal 28 settembre sono state effettuate 6.059 fermi. Il governo riferisce inoltre di 215 studenti feriti. Sono dieci le indagini aperte dall’IGPN, l’ispettorato che controlla l’operato della polizia. Una risposta repressiva che ha già provocato feriti gravi. A Lens, un quindicenne ha perso una mano in seguito all’esplosione di una granata davanti a un istituto; un’altra studentessa o studente, nei giorni scorsi, ha riportato gravi lesioni a un occhio. Alla mobilitazione studentesca si stanno affiancando sindacati e organizzazioni sociali. La CGT ha sostenuto la protesta, mentre la Confédération Paysanne ha invitato gli agricoltori a far convergere le proprie rivendicazioni con quelle degli studenti, anche attraverso la partecipazione con i trattori. All’inizio del corteo parigino, intorno alle ore 15, ci siamo collegati da Place de la République con Massimo Meloni che vive a Parigi da oltre 40 anni e che fa parte di un collettivo di Gilet Jeunes del quartiere Belleville. Ascolta o scarica Gli aggiornamenti delle 17.30 dal corteo parigino con il giornalista e nostro collaboratore Cesare Piccolo. Ascolta o scarica Alle 17.45 ci siamo collegati per le prime valutazioni a caldo della giornata con Andrea Di Gesu, compagno italiano attivo in diversi movimenti francesi e docente di filosofia politica a Sciences Po Paris. Ascolta o scarica
October 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Dalla Francia alla Spagna: le piazze europee si ribellano al patto neoliberale
Oggi, martedì 6 ottobre, in Francia è prevista una giornata di mobilitazione studentesca, a cui nel week-end hanno aderito quasi tutti i sindacati francesi, sia confederali che di base. I sindacati hanno dichiarato che le rivendicazioni degli e delle studenti sono giuste, sono anni che denunciano i tagli al personale e alla scuola, e aggiungono che la violenza della polizia contro queste giovani e giovanissime persone sono inaccettabili. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e inondato tutta la Francia è stata uno sciopero degli e delle insegnanti, lo scorso 17 settembre, al liceo Saint-Exupéry di Créteil, nella periferia sud-orientale di Parigi, una grande scuola, con carenza di personale, risorse e un edificio che casca a pezzi, come tante altre scuole della periferia francese. Per questo le e gli studenti si sono uniti al personale docente e hanno bloccato il liceo. Oggi ci sono più di 500 scuole chiuse da picchetti, alcune facoltà universitarie si stanno unendo alla lotta, 5.000 arresti, 200 feriti, un ragazzo di 16 anni ha perso un occhio per una flash-ball e uno di 14 ha la mandibola fratturata da un lacrimogeno. A Lens, un altro ha perso una mano. Il 29 settembre, le mobilitazioni studentesche si sono unite allo sciopero della funzione pubblica e il 1 ottobre c’è stata una grande mobilitazione nazionale. > In Francia, il patto neoliberale si è rotto, nessuno vuole più accettare i > sacrifici del governo macronista che sta distruggendo tutto il servizio > pubblico francese: scuole, università, sanità, pensioni e sussidi. La rabbia cova tra le classi popolari di periferia, nelle seconde e terze generazioni, figlie e figli dell’immigrazione (post)coloniale, ma anche nelle classi medie impoverite, nelle province della Francia profonda, dai licei alle scuole professionali. E la violenza poliziesca è pronta a scagliarsi contro ragazze e ragazzi minorenni proprio per distruggere qualsiasi tentativo di ricomposizione di classe. Mentre i media di destra confezionano articoli e servizi televisivi dedicati esclusivamente alla violenza studentesca e a presunte aggressioni al corpo insegnanti. Ma nelle strade, di fronte alle scuole, i e le docenti si sono incordonati per difendere i propri studenti. Il Presidente Macron è in crisi e il governo formato in seguito alle elezioni legislative è in chiara minoranza ed è diventanto il terreno di prova dell’alleanza con l’estrema destra, costruita per escludere la sinistra, che aveva vinto le elezioni parlamentari. Il paese si prepara, così, alle elezioni presidenziali in primavera dove il ballottaggio più probabile è fra l’estrema destra del Rassemblement National e la sinistra della France Insoumise. E INTANTO IN SPAGNA… E con le strade francesi alle fiamme, negli stessi giorni, a Madrid è esplosa la rabbia per lo sfratto di Maricarmen, una signora di 87 anni, a cui volevano quintuplicare l’affitto, da 500 a 2500 euro. In un mercato immobiliare ostaggio dei grandi fondi immobiliari e un mercato degli affitti completamente liberalizzato, migliaia di persone sono scese in piazza per fermare lo sfratto, comunque eseguito. Il giorno dopo la simbolica Puerta del Sol si è ritrovata invasa da più di 100.000 persone e una acampada si è ripresa lo spazio pubblico. > La pratica del 15M degli indignados, importata dalle piazze delle rivoluzioni > arabe del 2011, è riemersa carsica nelle strade spagnole, riaprendo un ciclo > di lotta per la casa e contro il carovita. Secondo le stime del Sindicato de > Inquilinas circa un milione di persone hanno manifestato in questi giorni in > più di 30 città spagnole. Di fronte a questa enorme mobilitazione, il governo socialista di Sánchez, in coalizione con Sumar, non è potuto rimanere completamente silente, anche perché l’acampada di Puerta del Sol ha fatto emergere tutte le sue contraddizioni: un governo di minoranza di centro-sinistra che sulle questioni della casa non ha fatto nessuna politica in quattro anni di mandato, e otto anni di governi a traino socialista. È stato così scritto un pacchetto sulla casa diviso in due decreti, una strategia politica per cercare di far passare almeno il primo decreto, con le misure più blande, tutela contro gli sfratti, misure contro gli affitti brevi e contrasto alla speculazione, lasciando la misura più controversa, il rinnovo automatico dei contratti di affitto, nel secondo decreto. Ma la strategia è stata un fallimento su tutta la linea e nessuno dei due decreti è passato al voto in Parlamento. Sánchez ha dichiarato la crisi di governo, lunedì ha sciolto il parlamento e convocato nuove elezioni per il 29 novembre. Una decisione del tutto inusuale nella politica spagnola, dove solitamente la legislatura si porta a conclusione tentando rimpasti di governo e accordi tra le forze politiche. > Le piazze urlano la fine delle politiche neoliberali che hanno portato i fondi > immobiliari a dominare il mercato, per la fine delle mediazioni, e l’inizio di > una “legislatura della vivienda“, contro i veri invasori del paese: “i fondi > avvoltoio”. Il Sindicato de Inquilinas, al centro delle mobilitazioni chiede la convocazione dello sciopero generale, sono in corso trattative con i sindacati per decidere il giorno e allargare la mobilitazione all’istruzione, alla sanità, alle pensioni e all’adeguamento dei salari. Nel frattempo la destra si prepara alle elezioni, l’alleanza tra il partito popolare e Vox è già pronta e consolidata in diversi governi regionali, come in Andalusia ed Estremadura. Foto di Victor Serri LA PARTITA È APERTA: LA CRISI È EUROPEA E MONDIALE Le mobilitazioni francese e spagnole, la rabbia delle persone giovani e adulte per strada, hanno rotto ogni compromesso con le politiche neoliberiste che in questi tre decenni hanno impoverito tutti i paesi europei, arricchito fondi speculativi e grandi multinazionali, aumentato le diseguaglianze, degradato i servizi pubblici e distrutto le politiche sociali. > Le persone non sono più in grado di pagare un affitto, fare il pieno di > carburante, andare a scuola in sicurezza, curarsi. Le politiche neoliberali > attaccano la possibilità di vivere una vita degna e in questo modo alimentano > una fascistizzazione della società. Si prefigura un alleanza di ferro tra (neo)liberali e nuovi e vecchi fascismi in Europa. È così nel parlamento europeo, è già una realtà in Italia, dove l’alleanza potrebbe essere rafforzata con l’entrata di Vannacci nella prossima coalizione di governo, e si prepara lo stesso in Spagna e Francia. Un’alleanza delle classi dominanti per mantenere politiche che distruggono il welfare state, per garantire il profitto delle grandi aziende e dei fondi speculativi, spesso targati USA. Come convincere le classi medie e popolari europee? Mettendo sull’altare del sacrificio le popolazioni migranti e di origine straniera. Saranno loro a pagare le crisi causate dal capitalismo finanziario, del fossile e militare. Unendo le classi popolari e la classe media al blocco dominante in un patto etno-nazionale. La crisi è europea, dell’Unione Europea e degli stati-nazione europei contemporaneamente, è la crisi della democrazia rappresentativa, è la crisi delle politiche neoliberali, è la crisi del capitaslimo avanzato, è la crisi climatica. La fascistizzazione dell’America Latina ci offre gli orizzonti di quello che può accadere anche in Europa, ma l’esito non è inevitabile. Gli Stati Uniti scommettono e investono sulle estreme destre europee, lo fa Trump, lo fa Elon Musk, lo fanno le grandi piattaforme Meta e i partiti di estrema destra godono dell’appoggio di lobby della destra trumpiana e putiniana. LEZIONI DA IMPARARE Sui giornali italiani e sui social sono giorni che leggiamo dotte opinioni “sul perchè in Italia non ci si mobilita”. E grandi analisi sulle capre italiane, l’analfabetismo di ritorno e la rassegnazione. Oppure assistiamo a copia e incolla delle parole chiave delle piazze di Madrid o Parigi per chiamare alla mobilitazione anche in Italia. In questo modo da un lato si colpevolizzano le persone che sono in Italia senza vedere e riconoscere la molteplicità delle mobilitazioni presenti nel nostro paese, dall’altro si consumano parole d’ordine potenti usate da singole organizzazioni per i propri interessi. Al contrario sarebbe utile comprendere cosa possiamo imparare dalle mobilitazioni della Spagna e della Francia. La prima è che tutte le organizzazioni sono pronte alla mobilitazione comune. > In Francia, i sindacati di base scendono sempre in piazza con i sindacati > confederali. Per lo sciopero francese odierno, c’è un ulteriore passo in > avanti: i sindacati hanno deciso di appoggiare una data nata dalle > mobilitazioni studentesche autonome. In Italia, lo scorso autunno per convincere la CGIL a fare uno sciopero con i sindacati di base c’è voluta una rivolta interna della base. E dopo il 4 ottobre 2025, una volta portate a Roma un milione di persone, grazie alla mobilitazione unitaria, complice la firma della tregua a Gaza e il ritorno della Global Sumud Flotilla, ognuno è tornato nel proprio orticello accusando l’altro di non aver fatto abbastanza. > Le mobilitazioni spagnole attaccano i bisogni essenziali delle persone e > sfruttano le ondate emotive di risentimento contro le ingiustizie subite. > Maricarmen è stata un attivatore positivo, dove il risentimento non è > diventato rancore interiorizzato e subìto in silezio nello scroll dei social, > ma rabbia da portare per le strade. Il rancore si vomita addosso al proprio vicino, spesso nero o arabo, la rabbia inonda le strade e si fa odio contro la classe dominante. Il sindacato degli inquilini ha funzionato da cassa di risonanza, di collettivi, gruppi informali di supporto antisfratto, di associazioni, di movimenti di lotta per la casa, di occupazioni e di una rete informale e diffusa di persone mobilitate da anni sul tema. Questa rete diffusa esiste anche in Italia, solo negli ultimi giorni a Reggio Emilia si è contestata in maniera radicale l’abattimento di una zona alberata per costruire un supermercato Conad; a Rho una grande manifestazione è entrata nell’aerea dove dovrebbe essere costruito un data center e si prepara una mobilitazione nazionale; il prossimo sabato è prevista una giornata di mobilitazione per la Palestina e l’assemblea nazionale di Non una di meno. > E potremmo continuare. Quello che manca è una tessitura comune, una > rafforzamento vicendevole, un obiettivo collettivo e la voglia di costruire un > fronte di lotta condiviso. Le prossime elezioni politiche italiane dividono il > campo della sinistra in maniera trasversale, con accuse reciproche e lotte > intestine. Lo scorso autunno proprio in questi giorni, si è scesi in piazza in tante e diversi, grazie a un obiettivo comune e una pratica lanciata dalla Global Sumud Flotilla che ha saputo rompere gli argini. Non è necessario essere d’accordo su tutto, non lo saremo mai, ma esistono lotte che possiamo organizzare insieme, tenendo saldi tre punti che spesso ricorda l’ex-GKN. 1. Urgenza, perché la fascistizzazione della società avviene ora, 2. Efficacia: ribaltare i rapporti di forza, 3. Permanenza, perché i rapporti di forza non si cambiano in un giorno. Nessunə, da sola è sufficiente, tuttə siamo necessarie. Immagine di copertina dal facebook della CGT dello sciopero della funzione pubblica del 29 settembre 2026 Questo articolo è gratuito ma produrlo richiede tempo e impegno. 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October 6, 2026
DINAMOpress
Il diritto all’abitare, una questione centrale dello scontro in corso
Quanto sta accadendo nello Stato Spagnolo sul diritto all’abitare è forse il punto più avanzato dello scontro che il capitale e la borghesia portano ai settori popolari e ai lavoratori. L’austerity imposta dalle politiche guerrafondaie dell’Unione Europea sta provocando in molti Paesi una crisi senza precedenti; licenziamenti di massa, blocco […] L'articolo Il diritto all’abitare, una questione centrale dello scontro in corso su Contropiano.
October 4, 2026
Contropiano
Germania. Migliaia di studenti manifestano contro la reintroduzione della leva militare
La scorsa settimana migliaia di studenti tedeschi sono scesi nuovamente nelle piazze in un centinaio di città contro la reintroduzione della leva militare. La scintilla delle proteste è scoccata quando alcuni 18enni di Kiel e Flensburg hanno ricevuto convocazioni ufficiali per l’esame medico nonostante avessero indicato chiaramente di non essere […] L'articolo Germania. Migliaia di studenti manifestano contro la reintroduzione della leva militare su Contropiano.
October 3, 2026
Contropiano
Francia: ancora repressione nelle piazze
Commento telefonico con un compagno francese sugli sviluppi delle mobilitazioni che in questi giorni stanno attraversando le piazze delle città ma anche delle periferie. Ci racconta la dura repressione subita dai manifestanti,i il numero dei feriti in continua crescita, alcuni anche in modo grave.  
October 2, 2026
Radio Onda Rossa